Home > Filosofia e religione, Italia > Queer end of the year

Queer end of the year

Chissà voi come avete passato gli ultimissimi giorni del 2007: io sono riuscito ad impegolarmi in una discussione sull’omofobia nel sito de La Stampa. A ricordo di quest’impresa assai rischiosa di sospetto gusto sadomasochistico e per non aver l’impressione di aver buttato via il tempo, eccovi un post con la raccolta dei miei interventi. L’inizio è una rimasticatura di concetti già espressi nel mio blog.

E’ omofobia giudicare immorale l’omosessualità? La legge, giustamente, consente un gran ventaglio di comportamenti pubblici e privati che, chi da una parte, chi dall’altra, può giudicare disdicevoli o immorali. Un vero stato liberale, solido e moderno, si dà quando alla liceità dei comportamenti pubblici e privati si accompagna il diritto incondizionato di critica morale pubblico e privato. Le norme contro l’omofobia non sono liberali, ma piuttosto di natura giacobina, in quanto tendono surrettiziamente alla fondazione di un corpus di norme etiche di stato, sulle quali è negato ogni confronto all’interno dell’opinione pubblica. Legge e morale vengono così a coincidere, né più né meno che in una teocrazia; e la civiltà europea sarà assediata allo stesso tempo dalla “sharia islamista” e dalla “sharia laicista”. Quando perfino Tommaso d’Aquino, otto secoli or sono, sapeva distinguere tra lex humana e lex divina. La violenza e l’istigazione alla violenza sono cose diverse e sono già condannate dalla legge. Naturalmente gli omosessuali sono liberi di comportarsi come vogliono, ma non possono pretendere di tappare la bocca a coloro che, nelle forme dovute, giudichino immorale la loro posizione. E questo in forza degli stessi diritti posti a difesa della loro libertà. (scritto da Zamax 29/12/2007 19:39)

Angel, la legge deve tutelare l’individuo, non le minoranze. Se essa tutela efficacemente l’individuo tutela anche le minoranze. Le leggi per le minoranze, siano esse etniche, di “orientamento sessuale” (non è che ce ne siano molti di questi “orientamenti”, ti pare?), o di qualunque altro tipo, scardinano l’universalismo del diritto e consacrano un’organizzazione tribale della società; e sono il segno del degrado di una società che invece dovrebbe fondarsi sulla libertà individuale. La “sharia laicista” è un termine provocatorio per definire una cultura che non sa più distinguere tra legge e morale – caposaldo della civiltà occidentale – in quanto tende a “santificare” – e quindi sottrarre al giudizio morale, e quindi a restringere la libertà di pensiero – i comportamenti che il diritto positivo, giustamente, non sanziona. Preciso, a scanso d’equivoci, che non faccio parte di alcuna organizzazione cattolica e che non sono neanche un gran praticante. D’altra parte è di tutta evidenza che le critiche verso i cattolici nei massmedia, nel mondo della cultura e anche in quello politico sono massicce e non soffrono di alcuna censura. (scritto da Zamax 30/12/2007 12:9)

Oscaruzzo e Cristiana Alicata, la confusione – e grande, e caratteristica – è vostra. Cosa c’entra il colore della pelle con il comportamento nella sfera sessuale? La scelta di una confessione religiosa, o di una dottrina filosofica (sempre che se ne facciano), così come la libera scelta di una propria condotta nel campo della sessualità, appartengono al libero arbitrio; lo stesso libero arbitrio che consente ad altri di criticare quelle scelte e quei comportamenti. La libertà funziona nei due sensi, sennò non esiste. O forse volete sostenere che gli omosessuali sono prigionieri per natura di qualche gene particolare? Voi non vi rendete conto che state affilando un’arma a doppio taglio. La difesa della libertà degli omosessuali nei vostri piani sarà affidata a fragilissime leggi ad hoc, che un giorno potrebbero benissimo essere spazzate via dal vento dell’opinione pubblica. Nel lungo termine solo l’efficacia del cordone sanitario stesso attorno alla libertà dell’individuo potrà difendere sia la pluralità delle scelte – sempre opinabili – religiose sia quelle nel campo della sessualità. (scritto da Zamax 30/12/2007 13:27)

Oscaruzzo, una premessa. Il nostro mondo moderno è diventato suscettibile e fragile. Certe parole fanno paura. Certe parole come “immorale”. Faccio presente che per il Cristianesimo ogni “peccato” è “contro natura”. Per rimanere nella sfera sessuale, anche i rapporti extramatrimoniali o la masturbazione (nella quale tutti ci siamo “allenati”, per dirla alla Woody Allen) sono “immorali” e, in ultima analisi, “contro natura”. Perché per il Cristianesimo la natura dell’uomo è diversa anche dall’espressione della sua più perfetta, nobile, sensibilissima e sofisticatissima animalità, ivi comprese le sue manifestazioni psicologiche. Faccio inoltre notare che per molti, e forse per la maggioranza delle persone, al contrario è proprio il fatto di costringere la sessualità nell’ambito di un matrimonio tra uomo e donna, per di più indissolubile, una cosa “contro natura”. Ci sarebbe da discutere, ma non è questo il problema. Il tuo discorso è pericoloso perché spiega involontariamente con uno spietato determinismo le nostre inclinazioni e preferenze. Una volta introdotto, questo principio può venir allargato a piacimento fino a togliere ogni autonomia alla volontà dell’uomo. E servire a giustificare una legislazione discriminatoria. E poi, coloro che hanno rapporti sessuali o sentimentali con entrambi i sessi, fanno anch’essi parte di una categoria specifica, e sono così perché hanno scoperto di essere così, come uno scopre di avere gli occhi verdi guardandosi per la prima volta allo specchio? Se voi volete la promozione in serie A, sancita da leggi ordinarie o costituzionali, della “specifica” parrocchietta gay/lesbian, sappiate che è una vittoria di Pirro. Un giorno o l’altro una maggioranza politica, con l’appoggio dell’opinione pubblica, potrebbe mandarvi in B o in C o radiarvi dal campionato. La via maestra per difendere i diritti di tutte le minoranze è quella della difesa dei diritti del singolo individuo, senza etichette. Come insegna l’esperienza di tutti i paesi di più solida tradizione liberale. Quanto all’ “incitazione all’odio”, ognuno può ben capire cosa potrebbe combinare la nostra ineffabile magistratura italiana con in mano un aggeggio del genere. (scritto da Zamax 30/12/2007 20:10)

Alessandro, guarda che sbagli, e di grosso. Quella che chiamiamo “laicità” dello Stato esisterebbe anche se, per assurdo, la nostra società fosse perfettamente omogenea nelle sue considerazioni etiche. Anche se, per fare un esempio, fosse composta al 100% di cristiani consapevoli e in perfetto accordo. Questo era chiaro perfino ai Padri della Chiesa. Per citare la Summa Theologiae di Tommaso d’Aquino, cui ho fatto riferimento in un precedente commento: “La legge, come abbiamo visto, è stabilita come regola o misura degli atti umani. E la misura deve essere omogenea con quanto ne è misurato, per dirla con Aristotele: infatti cose diverse hanno misure diverse. Quindi le leggi devono essere imposte agli uomini secondo la condizione di essi: poiché, a detta di S. Isidoro, la legge dev’essere “possibile, sia secondo la natura, sia secondo le consuetudini del paese”. Ora, la capacità di agire deriva dall’abito o dalla disposizione interiore: poiché la stessa cosa non è ugualmente possibile all’uomo virtuoso e a chi è privo di virtù; come non è ugualmente possibile al bambino e all’uomo maturo. Ecco perché non si fissa una medesima legge per i bambini e per gli adulti: ché ai bambini si permettono delle cose, punite o riprovate dalla legge negli adulti. Allo stesso modo si devono permettere agli uomini imperfetti nella virtù molte cose, che sarebbero intollerabili negli uomini virtuosi.” (continua) (scritto da Zamax 31/12/2007 12:21)

(continua il precedente commento) “Ora, la legge umana vien data per la massa, in cui la maggior parte è formata di uomini non perfetti nella virtù. Ecco perché non sono proibiti da codesta legge tutti i vizi da cui i virtuosi si astengono; ma soltanto quelli più gravi, dai quali è possibile ritrarre la massa; e specialmente quelli dannosi per gli altri, senza la cui proibizione non può sussistere l’umana società, quali l’omicidio, il furto e simili. La legge naturale è una partecipazione in noi della legge eterna: invece la legge umana non raggiunge la perfezione della legge eterna. Infatti S. Agostino [IV-V secolo dopo Cristo! Nota di Zamax] afferma: “La legge emanata per governare gli stati concede e lascia impunite molte cose che saranno colpite dalla divina provvidenza. Ma per il fatto che è incapace di far tutto, non si può rimproverare di quel che fa”. Perciò la legge umana non può proibire tutto ciò che proibisce la legge naturale.” (Summa Theologiae, I-II, 96) (scritto da Zamax 31/12/2007 12:24)

Mauro, è un po’ difficile discutere con chi non vuol né leggere né capire. Ti lamenti della dittatura della maggioranza: ma voi cosa volete, me lo sapete dire? Volete combattere la dittatura della maggioranza col riconoscimento delle “minoranze”, tutte di pari dignità? Volete un burocratico certificato di “normalità”? Così la futura società non sarà fondata sulla libertà individuale ma sull’ondeggiante variabilità di gruppi tribali, alla manuale Cencelli; ogni giorno ce ne sarà uno che premerà per un posto al sole. Invece non c’è nessuna dittatura della maggioranza se la legge iscrive un cerchio invalicabile intorno all’individuo. Ma voi, tu, cosa vuoi? La tutela, la riserva indiana? Vuoi uscire trionfante dal municipio con la carta d’identità con su scritto: occhi celesti, capelli castani, bisessuale? Sarebbe questa la modernità? (scritto da Zamax 1/1/2008 11:22)

Alessandrovig [in esilio brasileiro da dieci anni, N.d.Z.], lo pseudointellettuale Zamax chiude qui perché domani torna a lavorare. Non che ne abbia una gran voglia, pur essendo di sana, robusta & ottusa costituzione veneta di pessimo orientamento trevisano: fosse per lui, due-tre mesi a Bahia li passerebbe volentieri, anche col rischio di cadere in ogni genere di peccati. Ogni genere – pur avendo una fortissimissima, tirannica inclinazione per il genere schiettamente femminile, in ispecie quello curvilineo – essendo uomo a 360 gradi.
Non mi pare un gran consolazione per gays, lesbians, bysexuals & transsexuals (chissà dove ho imparato queste denominazioni, eh?) acquistare lo “status” di minoranza. Boa noite. (scritto da Zamax 1/1/2008 20:3)

(Troppo forte il titolo? Nel mio esilarante vocabolarietto di Forbidden American il termine queer è descritto come strongly derogatory. Ma forse è datato. In ogni caso, essendo peccatore, non resisto a questi puns, specie quando sono cretini.)

Update 02/01/2008: Sapevo io che non finiva qui:

Per chiudere veramente. Dovreste almeno fare lo sforzo di leggere con attenzione. Quando ho scritto “uomo a 360 gradi” intendevo dire (come è facile evincere) che non escludo nessuna teorica – molto teorica – possibilità. Certo che se ci fosse in giro un po’ più senso dell’umorismo, la comprensione universale se ne gioverebbe assai… P.S. PUBBLICITA’-REGRESSO: di questi miei commenti ho fatto un post nel mio blog. Chissà che la lettura magnanima e ordinata di questi capolavori non possa far cambiare idea a qualcuno (notare lo zelo missionario tenace ed untuoso): http://zamax.wordpress.com  (scritto da Zamax 2/1/2008 13:2)

Alessandrovig, forzare la legge per rimediare artificiosamente a ritardi culturali è una pessima soluzione. E, alla lunga, sempre controproducente. Il modello di “democrazia” che proponete è assai fragile, un mondo irreale dove tutti hanno ragione e nessuno ha torto, regolato col bilancino. Nell’evoluzione della società l’emancipazione dell’individuo si accompagna allo sviluppo del sentimento societario, non il contrario, perché l’individuo rompe progressivamente le catene di un clan angusto per aprirsi ad un orizzonte più vasto di rapporti. Quello che voi proponete è solo una nuova forma, superficialmente accattivante, di corporazioni su base etica/culturale e non più economica. Io ritengo che uno stato maturo e liberale ci sarà (parlando a spanne, naturalmente) quando sul tema in questione, ad esempio, ci si potrà confrontare con franchezza in pubblico senza dover temere che qualche pazzo appicchi il fuoco da qualche parte. E’ ovvio che oggigiorno bisogna essere responsabili quando si usano certe parole, e regolarsi di conseguenza; ciò non significa che tra …uomini non ci si possa esprimere con rispetto ma con nettezza. E’ inutile – anzi, sbagliato – illudersi: su certi temi “etici” ci si scontrerà fino alla fine dei tempi. Quello che muterà, auspicabilmente, sarà il contesto. Su quest’ultimo aspetto misureremo il grado di civiltà. (Claudio Lolli è quello degli “zingari felici?”) (scritto da Zamax 2/1/2008 20:37)

Ultimo e definitivo update:

Alessandro, stiamo andando un po’ fuori tema col permesso de La Stampa. Anche prendendo per buono il tuo discorso: “Pilastro dell’etica liberale è il cercare di espandere le libertà individuali quanto più possibile affinché ogni individuo possa scegliere i valori a cui conformare la sua esistenza. Ciò che è vizioso per qualcuno può essere virtuoso per qualcun altro. Per un non credente giudice della sua virtuosità non è nessun Dio, solo l’individuo.” Tu stesso stai dicendo che ognuno ha la sua visione della vita, e il suo criterio per giudicare – diciamo così – ciò che è bene e ciò che è male. Ergo, è assolutamente impossibile che la legge positiva rispecchi le idee del singolo. Se a questo punto la legge (positiva) fosse solo lo specchio, sempre cangiante, della morale della maggioranza, tutti gli altri si considererebbero degli estranei alla società. La legge certamente non può essere a-morale e capricciosa, ma non deve confondersi con la morale. La legge regola, condanna penalmente, non moralmente; assolve penalmente ma non “santifica”. E’ questa distinzione che crea la tolleranza: è un tacito accordo fra noi per creare, compatibilmente con le esigenze della società, una zona di “non punibilità” di quegli atti e comportamenti che reciprocamente ci potremmo rimproverare. Ne risulta che tutti questi atti sono legittimi, ma che ognuno allo stesso tempo mantiene il diritto di critica morale sugli stessi. Non si dà una cosa senza l’altra. Ho fatto notare che pure in un contesto “idealmente e integralmente” cattolico, questa distinzione era chiara nel pensiero cristiano. Per usare il lessico di S. Paolo, “la legge non può essere computata a giustificazione”: ossia, il rispetto della legge è una cosa buona ma non sufficiente da un punto di vista morale.  (scritto da Zamax 2/1/2008 23:30)

Concludo. Lo spirito di quella legislazione “educativa” che ha prodotto il DDL sull’omofobia (tanto vago da rendere possibile qualsiasi abuso da parte della magistratura) tende alla forzata omogeneizzazione ideologica. Una sorta di prontuario, di catechismo civico continuamente aggiornato, che il cittadino dovrà consultare per saper bene cosa fare e cosa dire; insomma, per essere un bravo “democratico”. Non è tanto il DDL, ma lo spirito di questa legislazione a non offrire solide garanzie di tutela degli omosessuali in prospettiva futura; perché l’aria potrebbe cambiare, e il bravo cittadino sempre “democratico” un giorno tra i suoi compitini da fare potrebbe trovare quello di segnare con una crocetta rosa certi luoghi pubblici e privati. Mentre una legislazione che rinsaldi sempre di più la difesa e i diritti della persona, mette al riparo l’individuo dagli ondeggiamenti della massa. In questo, senza essere invasiva, la legge indirettamente mantiene e confessa il suo fondamento etico. Mentre l’altra ottiene l’effetto opposto. Tutto ciò bisogna tenere a mente, ad esempio, quando si affronta la questione dell’aborto, le cui implicazioni si diramano ben oltre lo status dell’embrione. (scritto da Zamax 3/1/2008 14:52)

Grazie per il “filosofo”, quantunque di poco tuo gusto. Senza rancore. E salutami Dona Flor e i suoi due mariti. Soprattutto …Dona Flor, ça va sans dire! (scritto da Zamax 3/1/2008 18:55)

  1. January 2, 2008 at 10:47 am | #1

    “La scelta di una confessione religiosa, o di una dottrina filosofica (sempre che se ne facciano), così come la libera scelta di una propria condotta nel campo della sessualità, appartengono al libero arbitrio; lo stesso libero arbitrio che consente ad altri di criticare quelle scelte e quei comportamenti”

    Naturalmente il fulcro di tutto il discorso sta in questo passaggio, che esprime una concezione molto controversa delle inclinazioni personali in senso lato. Autorevoli esponenti del settore medico dicono che la propensione all’omosessualità, pur non avendo riscontri univoci sul piano della genetica, sia comunque un carattere profondamente corporeo.
    Ma è un rilievo che manca il punto, secondo me: stante una qualsivoglia tendenza innata, è comunque il libero arbitrio a “processarla” in ultima istanza. Vale a dire: posso benissimo andare matto per la soppressa vicentina ma proibirmela per un numero imprecisato di motivi. Se non esistesse una norma morale, sarebbe impossibile “agire”. Noi potremmo solo re-agire, rispondere meccanicamente a impulsi generati dai nostri “sensori esterni”. Come dei termosifoni in carne e ossa, in pratica.
    Va comunque detto che gli omosessuali non fanno del male a nessuno, e quindi che il giudizio di immoralità nei loro confronti – assai frequente – spesso è frutto di malevolenza gratuita. Ma la logica del tuo ragionamento è inappuntabile.
    Noto che l’anno nuovo inizia sotto i migliori auspici, caro. Hai mantenuto una calma davvero olimpica; io coi forum ho chiuso. I commenti cretini, che solitamente per quelle affollate contrade fioccano, mi fanno perdere le staffe e vergognare di me stesso.

  2. GMR
    January 2, 2008 at 2:10 pm | #2

    Argomento quasi suicida. Io ne parlo poco perchè ho un amico gay e posso toccare con mano le difficoltà della sua vita. Poi ci sarebbe tutto il problema di un certo stile di vita, che definirei prima di tutto promiscuo e non gay, e che però trova una sua piattaforma ideologica nel libertinismo, libertinismo di cui fa parte quel sottoinsieme che va sotto il nome di cultura gay. Dopo tutti questi distinguo, posso approdare a una fondata critica della cultura gay in quanto cultura libertina e anticonservatrice. Ma questi stessi distinguo mi hanno già così infiacchito mente e cuore, che non mi viene altro da dire, anche perché temo di fare la fine di quelli del Foglio, che quando parlano di gay se la cavano appiccicando insieme un colpo ai gay e un altro agli omofobi, con il risultato di sembrare al tempo stesso gay e omofobi. Eppoi il libertinismo, sessuale o no, ormai è anche un problema eterosessuale.

  3. GMR
    January 2, 2008 at 2:23 pm | #3

    Un terzo aspetto sarebbe poi il matrimonio gay. Dopo molte meditazioni, mi sono infine deciso: sono contrario. E limiterei a questo aspetto la mia opposizione alla cosiddetta cultura gay. Ogni altro aspetto sfugge come un’anguilla e lascia le mani viscide.

  4. January 3, 2008 at 10:01 am | #4

    Ti considero immorale in quanto trevigiano, appassionato di rugby e belle donne..e nessuno potrà negarmi il diritto di enunciare queste tue perversioni per quelle che sono.
    Ah che bella la libertà!!!
    :-)

    Buon Anno

  5. January 3, 2008 at 10:36 am | #5

    GMR, come Zamax già sa, anch’io sono contrario al matrimonio omosessuale per lungamente documentate ragioni. Vanno bene i “Cus”, anche se non riesco a capire che c’azzecchi il giudice di pace…

  6. GMR
    January 3, 2008 at 10:40 am | #6

    I Cus, per quel poco che ne capisco di giurisprudenza, mi vedono favorevole. Spiace per i gay, ma sono contrario a qualunque tipo di cerimonializzazione e ritualizzazione dei loro specifici diritti. Voglio dire: riconosco il diritto ad alcune garanzie a salvaguardia delle unioni affettive omosessuali, ma sono contrario a dare a queste garanzie una forma cerimoniale e rituale che assomigli al matrimonio. E’ evidente che il giudice di pace farebbe le veci del sacerdote.

  7. January 3, 2008 at 4:50 pm | #7

    Io al Cus andavo a fare nuoto…e non vedevo affezioni omosessuali…

  8. GMR
    January 3, 2008 at 6:10 pm | #8

    Dunque, andavi al Cus. E non vedevi “affezioni omosessuali”. Tra le tue righe, un sospiro di sollievo. Benvenuto tra noi omofobi, Zagazig.

  9. January 3, 2008 at 7:58 pm | #9

    @ Ismael
    Il giudizio d’immoralità è una cosa assai delicata. In questo caso una piccola provocazione per accendere la miccia della discussione, per poi inserirlo in un quadro più ampio. Nel pubblico dibattito e in politica queste cose vanno maneggiate con molta attenzione, ma non tanto da ridursi a tacere.
    Quanto all’ “innatismo omosessuale” – e al di là della questione morale – posso anche arrivare a concedere (ma ho forti dubbi) che una qualsiasi forma di predisposizione sia talmente forte da escludere in pratica ogni altro esito; ma non posso concedere (ripeto: al di là della questione morale) che sia una forma totalitaria che riduca, come dici tu, l’uomo ad un automa. D’altra parte è facile notare come l’ “innatismo eterosessuale”, quando ne abbia l’occasione, non vada sempre per la …retta via, ma si conceda ampia licenza di esplorare strade laterali, e con entrambi i sessi; e anche con i transessuali, come sanno bene tanti bravi “padri di famiglia”.
    Ciò detto, la Chiesa ha comunque il diritto di parlare di una sessualità naturale, da esplorare all’interno del legame matrimoniale tra uomo e donna, e di non considerarla una forma “castigata” o “riduttiva” di piacere: io, per esempio, concordo.

  10. January 3, 2008 at 8:17 pm | #10

    @ Zagazig
    Ma, guarda, detto tra noi, ad un giudizio spassionato anch’io Zamax lo vedo un po’ strano…

  11. January 4, 2008 at 11:47 am | #11

    @ Zagazig
    Non dire che sono “appassionato” di belle donne. Io m’inchino alla bellezza femminile. “Appassionato” di belle donne può essere interpretato in vari modi, non molto lusinghieri, quando non ridicoli… :-P

  12. January 4, 2008 at 12:45 pm | #12

    @GMR
    Tentavo zelighianamente di entrare nel tuo personaggio.
    A dire il vero ho immaginato anche comunita’ gay che celebrano rituali segreti di matrimonio nelle catacombe per sfuggire al tuo occhio indagatore.
    :-)

  13. January 4, 2008 at 3:38 pm | #13

    zamax, condivido. La tutela delle minoranze non deve diventare il grimaldello dei giacobini contro la libertà dell’individuo… per di più in nome della libertà dell’individuo! Paradossale, oltre che profondamente ingiusto.
    Mi sono permesso di citarti in un altro dibattito su http://solealtonelcielo.splinder.com

  14. January 4, 2008 at 5:43 pm | #14

    @ Vincenzillo
    Letto tutto? Sei un eroe! :-)
    Grazie per la citazione. Il “tuo” Alessandro è un “avversario” assai preparato. Ma mi sembra che si possa ritorcere contro di lui il suo giudizio su Ratzinger (colto ma che ogni tanto…). Io con gli anni mi sono fatto l’opinione che quando, in una discussione o in una riflessione anche personale, le cose si fanno troppo sottili, si stia andando fuori strada: la ricerca della profondità e della chiarezza è spesso frustrante e in un certo senso “dolorosa”; perciò involontariamente cerca un surrogato in un gioco intellettuale di sottigliezze replicabili all’infinito che in realtà lasciano le cose allo stesso punto. Molta filosofia, anche illustre, si è nutrita in questo modo.

  15. January 4, 2008 at 6:18 pm | #15

    @ GMR
    Caro “psichiatra” “alfaterno-meneghino”, ho rimuginato un bel po’, visto il forzato pit-stop causato dalla gravissima malattia di cui al post senechiano qui sopra, ma alla fine devo confessare che proprio a te non ho nulla da dire: che sia grave? O miracolosa armonia di pensiero?
    Ai futuri post l’ardua sentenza!

  16. January 6, 2008 at 4:37 pm | #16

    Ma non sta scritto di non spargere perle davanti ai porci?

  17. January 6, 2008 at 4:55 pm | #17

    Noli mittere margaritas ante porcos..nel senso di non offrire troppi cocktails ai convitati..o c’entra qualcosa la maga Circe?

    Zamax come va il raffreddore?

  18. January 6, 2008 at 9:15 pm | #18

    @ Maedhros
    Il bello di internet è che si parla al mondo intero…

    @ Zagazig
    La maga Circe doveva essere un gran bel pezzo di figliola per trasformare tutti i compagni di Odisseo in porci, ma non ci riuscì con l’eroe costante e luminoso, che nel cuore aveva le perle e le cose sante della vita.

    Passata la buriana, ancora un po’ imbambolato, sto cominciando a crogiolarmi nel dolce tramonto del morbo quasi mortale, godendo con avidità dello status ufficiale di “malato” per sentirmi del tutto deresponsabilizzato e nulla-facitore. Se riuscissi a fingere, nel giro di due-tre giorni mi mancherebbe solo un harem per sentirmi come un pascià!

  19. January 7, 2008 at 10:46 am | #19

    godendo con avidità dello status ufficiale di “malato” per sentirmi del tutto deresponsabilizzato e nulla-facitore

    come ai tempi della scuola..certe sensazioni rimangono sul disco rigido.

    p.s. La Circe era una semidea e quel poveretto di Ulisse ogni notte si recava obbligatoriamente e piangendo nella grotta dove lei se lo trombava a piacimento mentre lui, mischinu, anelava solo il ritorno ad Itaca.
    :-)

  20. January 7, 2008 at 11:58 pm | #20

    Caro Zamax, mi piacerebbe approfondire alcuni temi che tu e i tuoi ospiti avete approfondito. Intanto alcune puntualizzazioni:

    1) non paragono l’orientamento sessuale al colore della pelle o alla religione. Paragono i razzismi, la stupidità della gente. Non vedo la confusione. Anni fa si prendevano in giro i figli dei divorziati.
    2) il matrimonio come lo intendete voi (un rito????) per noi, omosessuali, è una presa di responsabilità, di doveri, nei confronti dei nostri compagni. Non una festicciola in cui sfoggiare soldi e lusso (come avviene ahimé nell’80% dei casi). La festa con gli amici la possiamo fare quando vogliamo, serve, fatta con “amore” per condividere con la propria comunità il proprio impegno. Quella la facciamo, sapete? Non c’è ancora bisogno, per fortnuna, dell’autorizzazione pubblica.
    3) La promiscuità imputata al mondo gay, ahimé, è imputata al mondo gay visibile. Come se io giudicassi l’eterosessualià passando sulla Casilina, vedendo le bave dei padri di famiglia intorno a donne discinte. E non sempre donne.

    Contenta di continuare lo scambio.
    Cristiana Alicata http://wordwrite.wordpress.com

  21. GMR
    January 8, 2008 at 1:57 pm | #21

    Caro Zagazig, non ho difficoltà ad ammettere che, nel pensiero conservatore, sia presente una componente omofoba. Dato che diffido di ogni excusatio non petita, non mi affannerò a dimostrare che io non sarei omofobo. Liberi tutti di pensarlo, e propenso io stesso ad ammettere di avere anche tali pensieri. Poi, sono altrettanto cosciente che questi pensieri possono generare atteggiamenti e comportamenti violenti verso gli omosessuali. Mi spiace, me ne scuso, ma ho il sospetto che gli omosessuali del mio dispiacere e delle mie scuse non sappiano che farsene. La vita è (anche, non solo, ma anche) conflitto.

  22. GMR
    January 8, 2008 at 2:05 pm | #22

    Per Cristina Alicata. Sono d’accordo con molte cose che scrivi. D’accordo che il matrimonio omosessuale potrebbe essere un momento di ordine, e in quanto tale meritevole di essere cerimonia e non solo contratto. D’accordo che ormai il matrimonio eterosessuale non è più un rito e una cerimonia, ma una festa edonistica. D’accordo che molti eterosessuali sono altrettanto promiscui che gli omosessuali (anche se meno propensi a fare della promiscuità
    una cultura e un valore). Aggiungo che ritengo che la visione del mondo libertina è costituita solo in parte dalla cosiddetta cultura gay. Il problema è la promiscuità sessuale e soprattutto la trasformazione di questa promiscuità in un valore, e la derisione di ogni tentativo di svalutazione della moderna ossessione del sesso.

  23. January 9, 2008 at 5:41 pm | #23

    @GMR
    La vita senza conflitto è piatta…

  24. GMR
    January 9, 2008 at 10:53 pm | #24

    Zagazig, hai proprio ragione.

  25. January 9, 2008 at 11:00 pm | #25

    Son qua, son qua. Ho appena scritto un post patriottico. Sgravatomi dell’incombenza, domani ho tempo per entrare in discussione. Discussione? Insomma, chiacchiera…

  1. January 2, 2008 at 7:58 pm | #1