Non è (fondamentalmente) una questione di giocatori (4)
Per i giornalisti italiani, per gli addetti ai lavori, e anche per i tifosi, la “condizione fisica” può cambiare drasticamente di mezz’ora in mezz’ora, di partita in partita, di settimana in settimana. Basterebbe questa sfida alle leggi naturali per capire l’insensatezza della cosa. Le balordaggini sulla condizione fisica servono, a coloro che non capiscono nulla perché nulla vogliono capire, per spiegare quelle che in realtà sono deficienze di gioco. [Zamax, Non è (fondamentalmente) una questione di giocatori (2), 2 giugno 2010]
Telecronaca RAI di Olanda-Uruguay:
Ma soprattutto gli olandesi sono in una condizione fisica straordinaria. (Beppe Dossena, prima dell’inizio della partita)
Gli uruguayani sono in una condizione molto buona, molto meglio degli olandesi. (Beppe Dossena, verso il cinquantesimo minuto della partita)
E hanno sulle gambe pure i supplementari col Ghana! Anche il Brasile nella partita con l’Olanda ad un certo punto sembrò fermarsi di colpo. Tu ci vedi qualche rassomiglianza? (Gianni Cerqueti, giusto per non essere da meno nelle ca$$ate)
Gli olandesi sono in ginocchio. (Beppe Dossena, verso il sessantacinquesimo minuto della partita)
Per il resto, anche dopo la sesta vittoria consecutiva, confermo quanto scritto qualche giorno fa sempre nel post sopramenzionato:
L’Olanda non mi incanta. Per tradizione gioca sempre “abbastanza” bene. Questa è senza infamia e senza lode. Non credo possano bastare i Robben e gli Sneijder.
Non credo che basteranno.






Sono ammirato. Avevi azzeccato sulla Spagna. Ma sei un genio del calcio?
GMR
July 7, 2010 at 21:46
Caro GMR, la falsa modestia è una cosa disdicevole. Soprattutto fra due uomini in gamba, come me e te. Quindi ti dirò che credo di capirne di più io che il 90% dei giornalisti e degli addetti ai lavori. In Italia la cosa è molto più facile che da altre parti, perché è in Italia che la storia del calcio, dal punto di vista tattico – ossia dal punto di vista del “gioco” – è virata. In Italia c’è stato un signore che, con tutti i suoi difetti, le sue manie, le sue tante manchevolezze, ha visto meglio degli altri una sola cosa. A quella si è aggrappato, e così Arrigo Sacchi è riuscito ad essere in Italia un pioniere vittorioso. Tutto il mondo ha imparato dal Milan di Sacchi, e su quello che ha imparato ha costruito. Non il calcio italiano, che non VOLUTO imparare, pur di non riconoscere i meriti di un “folle” che lo aveva sbugiardato.
Zamax
July 7, 2010 at 22:30