Una settimana di “Vergognamoci per lui” (40)

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Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

LE RAGAZZE DI MISS ITALIA 19/09/2011 Ah, non c’è che dire: tutte dei bei pezzi di figliola. Ma perché bramano tutte di farci sapere che, loro, a Palazzo Grazioli non ci sarebbero mai andate? E’ così che si comincia ad acconciarsi ai compromessi: con la piaggeria verso la moda del giorno.

EMMA MARCEGAGLIA 20/09/2011 “Lo scenario italiano è drammatico, la credibilità del paese è minata” sostiene la numero uno di Confindustria, che chiede al governo “un tratto di discontinuità”. Confindustria ha una ricetta chiara: “Serve una forte riforma delle pensioni che liberi risorse da usare per ridurre il cuneo fiscale e servono privatizzazioni e liberalizzazioni, poi una riforma fiscale seria, che abbassi le tasse ai lavoratori e alle imprese e che le alzi su tutto il resto, compresa una piccola tassa sui patrimoni”. Non so a voi, ma a me queste energiche prese di posizione fuori tempo massimo conciliano il sonno. Anzi, credo già di dormire perché sto sognando: vedo infatti che il governo e la maggioranza tutta, fattisi coraggio con una sbronza collettiva, hanno preso in parola la Confindustria decidendo di fare un quarantotto liberale. Nel paese scoppia il finimondo. Passa una settimana ed è un conciso editoriale non firmato del Corriere della Sera a farsi interprete dell’Italia responsabile:

Ancora una volta questo governo dimostra tutta la sua sciatteria e il suo dilettantismo. Una manovra che va, almeno nelle intenzioni, nella giusta direzione viene rovinata da una classe politica che non sa parlare alla gente con la franca serietà imposta dalla gravità del momento, che non riesce a coinvolgere né l’opposizione in parlamento né le parti sociali in un disegno di strutturazione graduata e condivisa delle necessarie riforme, che non riesce a ristrutturare l’edificio nazionale senza distruggerne le fondamenta solidaristiche, che spacca il paese quando si tratta di chiedergli uno sforzo unitario ed eccezionale. Non si guariscono i mali strutturali del paese con le spacconate donchisciottesche, o col “ghe pense mi” berlusconiano. Non è questo che l’Europa ci chiede, come ha fatto intendere ieri, con l’equilibrio e la saggezza che ormai tutti gli riconoscono, il presidente della repubblica. Oggi a parlare è Confindustria che chiede al governo “un tratto di discontinuità”: “chiediamo alla classe politica che ci governa di abbandonare questo unilateralismo che porta il paese verso l’abisso”, ha detto Emma Marcegaglia. Facciamo nostro l’appello, prima che – davvero – sia troppo tardi.

PAOLO GARIMBERTI 21/09/2011 Chi si ricorda del compagno Sandro Curzi? I suoi non erano editoriali, che son robe per anemici scribacchini. Recitava la parte del nonnetto che ha seppellito l’ascia di guerra dopo averle viste tutte: con quest’arietta da saggio, spesso usata dai vecchi compagni per infinocchiare i giovanotti, confezionava fior di comizi. Con lui il TG3 divenne un TG di culto per una bella fetta di sinistra, e Telekabul per quasi tutti gli altri. Tuttavia nessuno raccoglieva firme per farlo cacciare. E che le sue fossero opinioni personalissime, nessuno lo metteva in dubbio. Oggi invece il presidente della RAI si sente in dovere di chiarire che “l’opinione espressa stasera dal Direttore del Tg1 Augusto Minzolini è strettamente personale e non impegna in alcun modo la RAI”: insomma, sia chiaro a tutti che lui non c’entra, e che non ha nulla da spartire con questo “comunista”.

I TABLOID INGLESI 22/03/2011 Proprio loro. Pippa li ha stufati. Adesso a questi debosciati non va più bene niente. Il cappellino, il gonnellino, lo stivaletto: signori miei, tutto denota mancanza di classe. Classe. Di Pippa non importava una pippa a nessuno, fintantoché questi depravati non pensarono bene di mettere la corona britannica sulle chiappe della signorina, sordida infamia che causò un aumento certificato del 10% delle pippe a livello mondiale, del 35% nel Commonwealth, con picchi del 50% nel subcontinente indiano. Io fuggo istintivamente queste pubbliche infatuazioni. Quindi di Pippa me ne impipai alla grande. Ora che questi schifosi viziosi l’hanno messa nel mirino per umiliarla, trovo che Pippa sia un bocconcino irresistibile. Il gonnellino, lo stivaletto, mi vanno benone. Il cappellino, no. Quella è roba da pervertiti.

STEFANO FOLLI 23/09/2011 Al cui giornale, il Sole24Ore, suggerisco inutilmente il vero titolo del giorno: “La maggioranza ce la fa PERFINO sul caso Milanese”. Con sei voti di scarto, nonostante il voto segreto, i sette franchi tiratori, i sei assenti giustificati, le borse a picco, lo spread ai massimi, gli appelli del suo giornale, del Corriere, della Stampa, della Marcegaglia, le sentenze dell’Economist, le suppliche della Papessa al Papa, e l’assedio permanente da parte del branco sinistro dei suoi nemici storici. Con la faccia raggelata di chi è andato a sbattere contro un palo ma fa finta di niente, ammette che “abbiamo la stabilità del governo”, ma che “il governo non ha la credibilità”. E questa è una novità nella nostra storia politica. Sono perfettamente d’accordo. E’ una novità: fino ad ora il senso del ridicolo aveva impedito alla frustrazione di avventurarsi in certe capziose acrobazie dialettiche.

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6 thoughts on “Una settimana di “Vergognamoci per lui” (40)

  1. Giuro che stavo per commentare, pur se perplesso al notare che sarà già mezzora che non cambi template. E poi ho letto… questo (e se lo dice lui): http://tinyurl.com/3jta66z Dimmi che non ti alzo la palla.
    Certa gente proprio non ce la fa a contare sino a dieci prima di inevitabilmente aprire bocca e dargli fiato.

    E comunque sul resto lo sappiamo che siamo d’accordo. Perfino oggi.

  2. Zamax, ti prego, fammi un atto di carità intellettuale: mi spieghi la Marcegaglia che cavolo ha in mente? Mi sembra una donnina intelligente, almeno quasi quanto me. Come può non avere capito che, se Berlusconi segue il suo consiglio di andare a casa, noi ci ritroviamo fra le grinfie di un governo tecnico o, peggio, di un nuovo governo bersaniano-vendoliano-casiniano che ci farà morire statalismo ossessivo-compulsivo? Ma quella donna crede veramente che le “riforme liberali” che Berlusconi non ha potuto fare gliele faranno i sovietici Bersani, Vendola, Casini e Di Pietro? Buona serata.

    • Io non penso che la Marcegaglia abbia qualcosa di preciso in mente. Semplicemente si posiziona in attesa degli eventi. E oggi conviene prendere al massimo le distanze dal Berlusca. Che vi sia una qualche coerenza nei ragionamenti, e tra questi e gli atti, non importa una pippa, per rimanere in tema di pippe. Vale per lei, ma vale anche per Montezemolo, per Corriere e compagnia, per lo stesso Casini. Il lip service si addice meravigliosamente all’italiano, che è chiacchierone e melodrammatico. Tanto gli si addice che il “qui lo dico e qui lo nego” lo ostenta perfino con un certo orgoglio da uomo di mondo. Ma qualcuno esagera: infallibilmente, è il più serioso. E’ per questo che per istinto crediamo ancora più all’onesto ballista Berlusca che ai campioni della società civile.

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