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il blog di Massimo Zamarion

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Una settimana di “Vergognamoci per lui” (23)

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Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

LA SPAGNA 23/05/2011 Era un esempio. Per noi italioti soprattutto. Celebrato dalla grande stampa nostrana. Un paese entrato con brillantissima prepotenza nella modernità. Che classe dirigente! Che classe politica! Che banche! Quale illuminata e progressista lungimiranza! Un paese per giovani! Un paese aperto sul mondo intero! Adesso la fiesta è finita. Adesso il paese iberico è travolto dal movimento degli “indignados”: migliaia, centinaia di migliaia, milioni di giovani e meno giovani che protestano contro la corruzione, contro la classe dirigente, contro la classe politica, contro le banche. Un esempio. Celebrato dalla grande stampa nostrana. E tu sei sempre scemo, italiota.

LA PROCURA DI CALTANISSETTA 24/05/2011 Veniamo a sapere, nel giorno dell’avversario della morte di Falcone, della moglie e degli agenti della sua scorta – non un giorno prima, non un giorno dopo – che il procuratore Sergio Lari ha deciso di riaprire l’inchiesta sulla strage di Capaci. Io dico che bisogna essere ottimisti: dopo diciannove anni di fallimenti non c’è proprio nulla di scandaloso se per una volta la nostra valorosa magistratura l’imbrocca giusta.

LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO 25/05/2011 Per il celebrato campione del “fare squadra” è più che mai necessario “trovare soluzioni condivise”: anche quando non parla di politica, bensì del circo della Formula 1 – lo sport più noioso del sistema solare, detto tra noi, insieme al golf, dove però almeno si sgambetta tra l’erbetta – Luca il Futurista si rivela giorno dopo giorno il più ostinato e temibile avversario del suo compatriota Pier Ferdinando, a sua volta il più disumano ripetitore di frasi fatte di tutte le Emilie; il quale Pierferdy, punto sul vivo dai continui espropri montezemoliani, questa volta gli ha mandato un messaggino, chiaro chiaro e tondo tondo: carissimo, forse è il momento di fare un passo indietro.

GIULIANO PISAPIA 26/’05/2011 Per uno dei due candidati rimasti in lizza per la poltrona di sindaco di Milano: 1) è in atto una campagna di fango contro la sua immagine e la sua coalizione; 2) a seguito della quale ha presentato un esposto denuncia alla procura di Milano; 3) allo scopo di pervenire alla identificazione di agenti provocatori in veste di zingari e gli eventuali loro mandanti. Alla luce di questi elementi – tra i quali vi suggeriamo di prestare attenzione soprattutto: A) alla campagna di fango; B) alla denuncia in procura; C) agli eventuali mandanti – avete cinque secondi di tempo per capire se stiamo parlando: X) del candidato di destra; Y) o di quello di sinistra.

ROBERTO SAVIANO 27/05/2011 Che spera di tornare dopo anni di lontananza forzata in una Napoli nuova. Ma questo non accadrà se dovessero vincere i soliti vecchi poteri, oggi rappresentati dal candidato a sindaco del centrodestra, un bravo guaglione che di nome farebbe Gianni Lettieri, ma che il nostro famoso censore democratico chiama l’asse Cosentino-Lettieri, perché Lettieri è troppo poco camorrista e da solo non risveglia istinti manettari. Vecchi poteri di sicuro, visto che è dalla miseria di diciotto anni che la città partenopea è governata ininterrottamente dalla sinistra, a parte un mesetto di commissariamento. E infatti, diciamo la verità, l’eco dei miracoli della splendida signoria di Bassolino e di quel rinascimento napoletano che stupì il mondo non si è ancora del tutto spento, nonostante la munnezza. Poi Antonio si guastò e cadde nella polvere. Onde per cui la cricca dei compagnucci l’ha arruolato tra i berlusconiani honoris causa: fra loro non se ne trova più uno che l’abbia conosciuto.

El caballero Berlusconi triunfa en España

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Qualche giorno fa José Saramago, fiero comunista (lo dice lui, mica lo dico io) e scrittore tanto impegnato da vincere perfino il Nobel, senza neanche alzare il gomito ha vergato per El País un articoletto demenziale intitolato “La cosa Berlusconi”: la quale cosa è una bestia immonda a mezzo tra l’ebreo dal naso adunco, il negro lascivo e Hitler; e il popolo italiano è qualcosa che vuole somigliarli. Lo riporto qui interamente tanto è spassoso:

Non trovo altro nome con cui chiamarlo. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un profondo rigurgito non dovesse strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene distruggendo il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori fondanti dell’umana convivenza vengono calpestati ogni giorno dalle viscide zampe della cosa Berlusconi che, tra i suoi vari talenti, possiede anche la funambolica abilità di abusare delle parole, stravolgendone l’intenzione e il significato, come nel caso del Polo della Libertà, nome del partito attraverso cui ha raggiunto il potere. L’ho chiamato delinquente e di questo non mi pento. Per ragioni di carattere semantico e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente in Italia possiede una carica più negativa che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa. È stato per rendere in modo chiaro ed efficace quello che penso della cosa Berlusconi che ho utilizzato il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli ha attribuito nel corso del tempo, nonostante mi sembri molto improbabile che Dante l’abbia mai utilizzato. Delinquenza, nel mio portoghese, significa, in accordo con i dizionari e la pratica quotidiana della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o a dettami morali”. La definizione calza senza fare una piega alla cosa Berlusconi, a tal punto che sembra essere più la sua seconda pelle che qualcosa che si indossa per l’occasione. È da tanti anni che la cosa Berlusconi commette crimini di variabile ma sempre dimostrata gravità. Al di là di questo, non solo ha disobbedito alle leggi ma, peggio ancora, se ne è costruite altre su misura per salvaguardare i suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, per quanto riguarda i dettami morali invece, non vale neanche la pena parlarne, tutti sanno in Italia e nel mondo che la cosa Berlusconi è oramai da molto tempo caduto nella più assoluta abiezione. Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte affinché gli potesse servire da modello, questo è il cammino rovinoso attraverso cui stanno trascinando i valori di libertà e dignità di cui erano pregne la musica di Verdi e le gesta di Garibaldi, coloro che hanno formato l’Italia del XIX secolo, durante la lotta per l’unità, divenuti poi guide spirituali per l’Europa e gli europei. È questo che la cosa Berlusconi vuole buttare nel sacco dell’immondizia della Storia. Gli italiani glielo permetteranno?

E lasciamolo divertire. E’ preoccupante piuttosto vedere come la lebbra berlusconiana abbia oramai valicato la frontiera un tempo gloriosa dei Pirenei. Ci sono due possibili spiegazioni al fenomeno: 1) o vi può essere berlusconismo senza Berlusconi, e quindi si tratta di una patologia acquisibile per semplice trasmissione virale, senza necessariamente passare per il costante lavorìo di armate mediatiche atte a corrompere i costumi morali di una nazione; 2) oppure gli spagnoli sono hijos de puta más o menos como quei mafiosi degli italiani, il che mi sembra un’ipotesi molto più sensata, vista la fratellanza genetica e culturale di noi lazzaroni latini. Infatti, come titola El País, el diario de los Grandes de España, en el sentido de la inteligencia y de la moralidad civil por supuesto, inesplicabilmente anche in suolo iberico il Partido Popular vince nonostante la corruzione. Scrivono indignati i Republicones iberici:

Valencia non punisce Francisco Camps. Camps è arrivato ad assicurare in campagna elettorale che il risultato delle europee lo avrebbe assolto. Continua ad essere indagato, presso il Tribunale Superiore di Giustizia di Valencia, però potrà far valere il fatto che i cittadini della sua comunità non puniscono il PP. Anzi rafforzano l’appoggio al suo partito in rapporto ad alcune precedenti tornate elettorali, con un vantaggio di quasi 15 punti, molto superiore agli 11 punti delle elezioni politiche generali del 2008, anche se al di sotto dei 18 punti delle autonomiche. E’ stata la comunità con la maggior partecipazione al voto. Altro caso di “immunità” elettorale alla corruzione è quello di Carlos Fabra, che quante più accuse gli sono mosse, tanto più se ne avvantaggia.  Alle elezioni generali il PP vinse a Castellón di cinque punti e ora mantiene 11 punti di vantaggio.

Madrid si dimentica di Correa. Neanche nella Comunità di Madrid il PP paga il prezzo degli scandali del caso Correa o dello spionaggio. Il PSOE resta indietro di 12 punti. Altro esempio di “immunità” elettorale alla corruzione: a Pozuelo de Alarcón, dove il sindaco del PP si è dimesso ed è indagato, sono arrivati al 62% dei voti, con più di 40 punti di vantaggio. A Madrid, UPyD è la terza forza.

Vincono pure nelle Baleari. In questa comunità, il PP è indagato per corruzione, però il suo elettorato [negri, ebrei e berlusconiani!!! N.d.Z.] non solo non lo punisce, anzi il PSOE passa dalla vittoria per un punto alla sconfitta per sette punti.

Españoles, un beso a todos! amigos! hermanos!

Written by Zamax

June 8, 2009 at 16:04

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