Il trasformismo, quello vero

Prosegue imperterrito il disegno extrademocratico di profonda ristrutturazione del centrosinistra italiano da parte dei poteri non elettivi del nostro paese. Disegno però – ecco perché extrademocratico – che non prevede un ricorso alle urne e una probabile cessione di potere alla coalizione berlusconiana. E’ inutile accusare di sindrome complottistica, come fanno con facile condiscendenza le penne più famose della carta stampata, chi, come il sottoscritto per esempio, è sempre stato assai refrattario alle dietrologie golpistiche, e si rifiuta di non vedere una strategia messa giù nero su bianco giorno dopo giorno nelle pagine dei giornali. Dopo il lancio, urbis et orbis, della Casta, e il manganellamento mediatico-giudiziario dei DS, troppo timidi nel mollare Prodi e Bertinotti al loro destino, ecco che arrivano provvidenziali, a controbilanciare un’inarrestabile deriva destrorsa degli orientamenti politici della gente, le sedicenti e puntualissime rivelazioni a scoppio ritardatissimo  del furbetto del quartierino Ricucci. Messaggio in codice, anzi, neppure in codice, ma chiaro chiaro, al popolo: scordatevi Berlusconi, e il voto. Vedo con preoccupazione come molti, anche nella blogosfera liberal-conservatrice, stiano abboccando all’amo della demagogia antipolitica scatenata ad arte con gran profluvio di mezzi dai giornali dell’establishment, in primis il Corriere della Sera, cui a malincuore e per forza di cose si è accodata La Repubblica, non tanto (anzi, per niente) per favorire alla lettera il disegno sopramenzionato, quanto preoccupata del possibile ritorno al potere della destra. I primi a cadere stoltamente nella trappola sono stati i leghisti, con quella buffonata in Parlamento, che, se lo ficchino in testa, non ha minimamente preoccupato i pensosi e logorroici custodi della legalità democratica: anzi, un gran fregamento di mani, e qualche pugno chiuso!
L’inaffidabilità della classe politica, di tutta la classe politica, non solo di quella che era stata, fino a poco tempo fa, portata in palma di mano dalla grande stampa, è il presupposto necessario per far accettare agli italiani un cambio di governo senza legittimità popolare; la pressione mediatica-giudiziaria per fare accettare ai politici questa manovra.
Nei momenti di transizione, e di incertezza, e di tensione tra il vecchio e il nuovo, è irresistibile la tentazione del Principe, e dell’Oligarchia, di additare, allontanando da sé le responsabilità, un nemico del popolo.
Questo è veramente cavalcare la protesta, caro Massimo Franco.
Il vecchio, come nel 1992, trincerato nel campo della sinistra, tenta l’ennesima trasformazione, quella tecnocratica, che gli consenta di usurpare un altro decennio di vita a danno del paese.
Questo è il vero trasformismo, caro D’Avanzo.

Update: segnalo quest’articolo di Lodovico Festa sul Giornale con considerazioni non lontane dalle mie.

RITORNO (IN FARSA) AL 1992

Fine di partita. La convulsa lotta del governo Prodi per restare in vita, per assaporare ancora fettine di potere, una compagnuccia telefonica, un’autostradina, una banchetta appare senza speranza. Gli estremisti alzano i vessilli: Franco Giordano dice no alla base di Vicenza, Barbara Pollastrini fa la Giovanna d’Arco dei Dico, i duri della Fiom-Cgil dettano la loro legge al flebile Guglielmo Epifani. I moderati si assestano per la nuova fase. Pierferdinando Casini si predispone a trattare le prossime mosse con il centrodestra, Clemente Mastella si affretta verso una formazione centrista, un sindacalista riformista come Raffaele Bonanni si rifiuta di coprire gli imbrogli del governo sulla fusione degli enti previdenziali. Un politico intelligente ma astratto come Bruno Tabacci confessa come il tentativo di costruire uno schieramento alternativo al centrosinistra ma altro da Silvio Berlusconi, sia fallito.
Il circuito mediatico-giudiziario, a difesa del proprio potere di blocco della società, tenta una disperata resistenza fatta di immondizia via intercettazioni e immondizia via interrogatori. Non ci si può non vergognare di citare frasi masticate e rimasticate, però l’adagio hegelian-marxiano per cui la storia prima si presenta come tragedia, poi replica come farsa, descrive con precisione quanto la situazione attuale stia a quella del 1992.
Le fasi terminali della crisi sono pericolose: le ultime sortite, i saccheggi finali, le mosse disperate possono provocare guasti.
[mio neretto] Ci vuole intelligenza e decisione per gestire lo sbocco di una situazione inevitabile. L’avvitamento della vicenda rende probabile un esito di voto anticipato, ma anche se si aspetterà qualche mese, con un governo di transizione che faccia una riforma elettorale, i compiti politici della leadership del centrodestra restano gli stessi: da una parte si tratta di rassicurare la nazione, darle fiducia sul prossimo passaggio, che vi sono le forze per ricominciare. Dall’altra si tratta di prepararsi a governare, fare i conti con l’esperienza 2001-2006, spiegare perché certi errori non saranno ripetuti. La lunga propaganda liberale, per esempio, di An e Udc farà sì che le proposte di modernizzazione non saranno più bloccate da defatiganti dibattiti. È maturata poi anche in ambienti già legati al centrosinistra una voglia di riforme liberali che va raccolta, proprio come ha fatto in queste settimane Nicolas Sarkozy. Non va infine sottovalutato che comunque l’esperienza travagliata e breve del governo di centrosinistra qualche trauma lo lascia nella società italiana.
La sinistra subisce in questi mesi una sconfitta strategica ma resterà forza centrale del Paese, con migliaia di sindaci, governatori, presidenti di province. Si tratta di offrire a chi ha maturato tutta l’inconsistenza politica e programmatica dell’antiberlusconismo un serio tavolo di confronto per la riforma dello Stato. Di apprestare una linea che sia l’opposto di quello stupido chiudersi in un fortilizio da parte di una maggioranza che non aveva la maggioranza, vissuto in questo anno. La situazione è matura, il centrodestra deve incominciare a parlare subito non solo alla sua base sociale assai motivata ma a tutto il Paese.

Lodovico Festa. Il Giornale. 19 giugno 2007

Update 2: leggetevi quest’articolo di Paolo Guzzanti, di cui voglio sottolineare questo passaggio:

E dunque non esiste affatto una “crisi della politica”, mentre esiste una sconvolgente crisi della sinistra italiana. Quel che accade oggi ci ricorda il 1991, quando cadde l’Unione Sovietica e tutti i comunisti assicuravano che erano morte ormai “le ideologie” e che restava solo il culto del quattrino (e ci hanno creduto: vedi il caso Unipol Bnl) visto che era morta soltanto la loro ideologia.

Oggi la sinistra italiana annaspa trascinando nel gorgo l’intero Paese e subito spunta il partito della “crisi della politica”, con allegato il libro “La Casta” che trabocca di quelle mostruosità italiane che fanno scaturire il noto grido di sdegno “signora mia, in che tempi viviamo!”.

9 thoughts on “Il trasformismo, quello vero

  1. ..non ho capito chi dovrebbe essere a muovere le fila…poi sulla questione della legittimita’ popolare..non ho capito come la misuri..sui voti?..pare di no…che rimane?..ah le veline del tgcom che ci spiegano la politica e i desideri di ‘tutti’ gl’italiani.
    Caro Zamax,
    i numeri al Senato almeno per ora ci sono, i voti nelle urne pure..mi sa che anche tu disegni in modo extrademocratico.
    Da ignorante proletario sono sempre pronto ad essere smentito naturalmente… 🙂

  2. Parlo di disegno extrademocratico – mi sembrava di essere stato chiaro, anche nei post precedenti – perché nel caso di una caduta del governo (e solo in quella, naturalmente, quando i numeri VENGONO MENO), con la scusa delle legge elettorale e altre sempre pronte all’occorrenza, c’è il disegno, lo ripeto, di costituire una nuova maggioranza, allargata al centro, e che tagli fuori l’estrema sinistra. Questa sarebbe la “nuova sinistra”, la voce e il garante dei potentati economici conservatori, la cui forza sta tutta nella gestione dei risparmi degli italiani. Stanno facendo di tutto per convincere l’economia rossa a partecipare al gioco. E alla spartizione. Un bel capitalismo cinese, nel privato. Una burocrazia inamovibile, nel pubblico. Tutto senza sentire gli elettori. La ragione è semplice: oggi come oggi vincerebbe Berlusconi, e con lui la “plebe” dei piccoli imprenditori, e questo è inaccettabile per i padroni del vapore…
    Come avevo previsto, la sinistra si sta incartando: una parte in fuga dalla storia (non so se sia la tua), l’altra in fuga dall’ideale; oramai anche il Partito Socialista Albanese è qualcosa di più sensato e, nel complesso, più moderno della nostra sinistra. E questo è un male per tutta l’Italia.

  3. Il Partito Socialista Albanese rappresenta gli ex comunisti riorganizzati e con i soldi. Non so se ti piacerebbe un Bertinotti col reddito di Berlusconi…:-)..

    In questo discorso che tu fai e che ha una sua ragionevolezza manca pero’ la gente e c’e’ la sconfessione di quanto da piu’ parti a destra e sinistra si e’ sostenuto: per governare c’e’ bisogno di meno partiti e concentrazione del potere. La sinistra alla quale ‘apparterrei’ e’ a quanto pare un work in progress e puo’ darsi che non mi ci riconoscero’ neppure.
    Ma..ma…nondimeno…il mostruoso PD si confrontera’ col voto degl’italiani in primis…e con un certo Berlusconi, in secundis, che da par suo rappresenta anch’egli degl’interessi concentrati. Solo che sono concentrati in lui stesso.
    Hai mai riflettutto su cosa succederebbe se morissero all’improvviso Prodi, Veltroni o D’Alema..e cose se morisse all’improvviso Berlusconi?
    Nel primo caso, al di la’ della vostra esultanza, uscirebbe fuori un sostituto, magari non eccezionale, ma un sostituto e una continuita’, imamgino che gia’ ci siano molti pornti a prenderne il posto. Nel secondo caso, mi consenta, ci sarebbe solo una situazione da “paura e delirio nel centrodestra”.
    Il problema maggiore mi sembra la fragilita’ del centrodestra..se fosse piu’ solido potrebbe trarre tutti i vantaggi politici dai difetti del csx. Invece e’ appeso alla vita di un uomo. Che Dio lo abbia in gloria!!!!
    🙂

  4. Fuori argomento. Ho letto solo oggi la confutazione di un articolo a mia firma apparso su Left Wing. L’articolo era apparso nel 2005 e la confutazione nel febbraio 2007. NOn mi dispiacciono i tempi lunghi, ma se per te ha qualche interesse una mia replica, io replico. Altrimenti lascio perdere.
    Comunque, è stata l’occasione per scoprire un blog interessante, “completamente sbagliato” ma interessante.

  5. @ Zagazig
    Mi consenta, caro Zagazig, nel primo caso, saremmo preoccupati, perché la sinistra potrebbe imbattersi anche in qualcuno con la testa a posto…
    Nel secondo caso, mi consenta sempre, anche se sono un signor nessuno, le assicuro che avrò la presenza di spirito di presentarmi al popolo col cadavere di Giulio Cesare Berlusca tra le braccia; a quel popolo che tanto lo amava ecc. ecc….

  6. @ Massimo
    Onorato. E sorpreso. (Nnnoooo…, non del tutto!)
    Della sua visita. Dei giudizi sul blog. E magari anche di una sua eventuale replica, sia pure scorticante.
    La mia replica, invece, fuori tempo massimo, ha una spiegazione molto semplice. Fino a neanche un anno fa la blogosfera era per me una foresta inesplorata. Sono capitato in qualche modo sul suo articolo qualche mese fa e, visto l’argomento, non ho resistito alla tentazione di tirar fuori lo spadone e difendere valorosamente uno dei miei idoli. Lo zelo del discepolo è stato per di più ringalluzzito dal nome illustre dell’avversario, assolutamente da non confondere con l’altro Adinolfi (che al massimo può aspirare al titolo di Raffaella Carrà della Blogosfera).
    Così si spiega quell’aulico titolo di “Confutazione” corredato da giorno, mese ,anno, luogo… come un folle e pericoloso cavaliere errante che si presenta, oramai quando nessuno più se l’aspetta, alle porte delle mura nemiche…

  7. Nel secondo caso, mi consenta sempre, anche se sono un signor nessuno, le assicuro che avrò la presenza di spirito di presentarmi al popolo col cadavere di Giulio Cesare Berlusca tra le braccia; a quel popolo che tanto lo amava ecc. ecc….

    ..ma le mamcheranno i soldi e le tv..mi consenta

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