Politici sotto la tenda del circo: perplessi

Nel cul-de-sac in cui si è infilata la sinistra delle nomenklature – dai comunisti senza se e senza ma ai montezemoliani – nessuno ha ancora trovato il coraggio di pugnalare Prodi, difeso ormai solo dai pretoriani della variegata rifondazione rossa. Troppe le incognite. Ragion per cui alle parole non seguono ancora gli atti. Il partito del governo istituzionale non è ancora sicuro di trovare una base parlamentare che lo sostenga. Trovare a destra i voti dell’estrema sinistra e del correntone diessino appare alquanto arduo. Se per disperazione si dovessero accettare i voti di tutti gli ex diessini, con quale coraggio Confindustria, Corriere e Volenterosi vari, della politica, della stampa,  della cultura e dell’economia, potrebbero giustificare il loro via libera al nuovo governo? Il partito di Veltroni, cui dà voce soprattutto Repubblica, pur cosciente dell’irrecuperabilità delle frange estreme teme che le grida e gli ultimatum dei vari D’Alema, Rutelli & compagnia, altro non siano che un mezzo per anticipare la resa dei conti prima dell’inevitabile incoronazione dell’imperatore romano. Un governo d’emergenza, in vista del quale Bersani ha ora magnanimamente rinunciato alla sua candidatura alla guida del PD, diventerebbe per forza di cose un alter ego sul campo di battaglia, dove si acquistano i gradi di generale per davvero, dell’erigendo nuovo Partito Democratico di Veltroni; la cui leadership, a quel punto, rischierebbe di divenire quasi onorifica.  

La necessità di superare l’impasse senza cadere nella retta, democratica e, checché se ne dica, percorribilissima via della elezioni, ha costretto la sinistra a rinverdire i fasti della pochade che ha per protagonista l’italico 007 dall’infausto nome di Pio Pompa. L’alzamiento del CSM sull’operato del Sismi negli anni 2001-2006 ha avuto il solo scopo di ribadire l’inaffidabilità democratica di Berlusconi, e quindi di giustificare agli occhi dell’opinione pubblica la legittimità morale e politica di soluzioni non limpidamente democratiche alternative alle elezioni. Non si può tacere, comunque, riguardo al caso Abu Omar, di cui questa storia è un cascame, il peccato originale commesso dal governo precedente nel non avere avuto la presenza di spirito di assumersi con coraggio e senso dello stato le proprie responsabilità, rivendicando sia la giustezza dell’operato dei propri servizi segreti sia la sacrosanta collaborazione, anche in questo frangente, con quelli degli Stati Uniti. La lotta al terrorismo avrebbe fornito l’occasione per porre sul tavolo la questione degli sconfinamenti della magistratura militante dal terreno favorevole di un sentimento popolare difficilmente arginabile anche dall’egemonica sinistra dei media nostrani.

Sarà il clima di snervante bonaccia, ma l’acqua stagnante della politica italiana intanto non cessa di produrre sciami molesti di nuove iniziative il cui senso propriamente politico sfuggirebbe a qualsiasi osservatore straniero poco aduso ai personalismi dal fiato corto ma forse molto autogratificanti tipici della penisola. Capezzone ha finalmente deciso di riunire, con l’afflato missionario ereditato dal santone Pannella, tutti coloro che al riparo della retorica della concretezza non si decidono mai da che parte stare.  Massimo Fini ha chiamato invece a raccolta tutti coloro, giovani soprattutto, che credono ancora in qualcosa, foss’anche nel suicidio bombarolo, in un suo Movimento Zero, degno nome per i seguaci fanatici dell’integralismo nichilista. Certo non vi sfuggirà la contraddizione di tutto questo, ma sappiate che c’è una spiegazione: Massimo Fini ha deciso di diventare pazzo, in omaggio al suo maestro Nietzsche. Nun poteva mancà er partito de Storace, er partito della Destra Verace Veracissima, destra social-tradizionalista, da non confondersi con la destra social-laico-rivoluzionaria di Alternativa Sociale, memore quest’ultima del primo e ultimo Benito. Mentre Fabrizio Corona, che del limitarsi all’esercizio dei doveri coniugali con la consorte Nina Moric avrebbe potuto e dovuto fare la più nobile, salutare e invidiata delle professioni, annuncia di scendere, pure lui, in politica, quale uomo immagine e uomo delle pubbliche relazioni del partito novissimo della Rifondazione Socialista, immeritatamente sconosciuto ai più. Mo’ sapete chevvidico? Arridatece er partito de Cicciolina bella, er partito laico cheppiùllaico nun se po’, er partito dell’Amor Profano!

Nel più formidabile degli anni formidabili, il 1968, una formidabile pellicola tedesca del formidabile regista Alexander Kluge vinse il Leone d’Oro a Venezia. Il colpo, formidabile, mise definitivamente knock out il già malfermo e spelacchiato Leone e la Mostra fu sospesa per qualcheduno di quei formidabili anni. Furono due soprattutto, se non esclusivamente, i motivi che condussero all’alloro la formidabile pizza teutonica: la temperie politica, formidabile, e il  formidabile sex appeal di un titolo che passerà alla storia della settima arte: Artisti sotto la tenda del circo: perplessi. Leggo, da qualche parte, che il circo costituiva “una parabola sulla condizione dell’intellettuale moderno combattuto tra il riformismo e la rivoluzione”.  Sono passati 39  anni, non tutti formidabili. La compagnia dei crucchi ha chiuso bottega ormai da qualche decennio. Solo i nostri sono ancora là, sotto la tenda del circo, ora come allora: perplessi.

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8 thoughts on “Politici sotto la tenda del circo: perplessi

  1. “Io – spiega in una intervista di oggi su Repubblica.it il Ministro Pierluigi Bersani – voglio che il Pd sia il partito delle riforme. Non più un partito riformista: questa formula mi ha stancato, ti puoi definire riformista quando le riforme le hai fatte, non più solo quando prometti di farle. Per questo serve un linguaggio fatto di proposte chiare e concrete, che la gente capisce: non rispondi più ai bisogni radicali del Paese, se vivi di un meccanismo comunicativo in cui usi una stessa parola con cinque significati diversi”. Non è la decisione politica del ministro Bersani che mi interessa sottolineare – aver deciso di ritirare la sua candidatura da leader del Partito Democratico in competizione con il sindaco di Roma Walter Veltroni ormai acclamato dopo Torino alla guida del nuovo partito nato dalla fusione di Margherita e Ds – ma come affermato dal blog politicom.it ieri(
    Vento del cambiamento: un’altra politica ed un altro linguaggio del 10 luglio 2007) la necessità di un nuovo linguaggio per la classe politica ed i partiti. Bersani nel passaggio citato coglie proprio il binario sul quale far correre questo nuovo linguaggio: chiarezza e concretezza. I termini relativi ad un posizionamento nella geografia politica dell’emiciclo parlamentare – come “riformisti” nel caso citato da Bersani – non sono più per l’opinione pubblica e quindi per gli elettori rappresentativi di un progetto politico o di un programma politico conosciuto a priori. Oggi i politici ed i partiti sono obbligati in primis a spiegare i contenuti e le idee di cui si fanno portatori e solo successivamente creare delle icone, delle parole, delle immagini che ne sono rappresentative. Il primato del contenuto rispetto alla forma. La comunicazione politica che si attua in rete o nel web2.0, nello specifico è appunto questo: contenuti concreti sostenuti non più da forme rappresentative(come simboli di partito, strutture di partito, correnti storiche di pensiero, icone internazionali o miti) ma da mezzi sempre più veloci e diretti di comunicare. La comunicazione politica on line in alcuni casi – le presidenziali americane sono un valido esempio – pur non potendo ambire a tutto il corpo elettorale inizia comunque a modificare l’approccio di una piccola parte di politici, anche italiani, quasi a lasciar intuire che qualche risposta verso un nuovo linguaggio della politica stà timidamente arrivando.

    http://www.politicom.it

  2. Vedo che nella fretta qualche testa di cazzo mi è sfuggita.
    😀

    Devo però correggerti: Massimo Fini pazzo lo è da tempo; completamente!
    😉

  3. P.S. – Devo dire che io i 13 punti di Capezzone li sottoscrivo dal primo all’ultimo.
    Certo è che non si capisce bene l’utilità dell’ennesima elencazione del libro dei sogni.

  4. @ Maedhros
    Pensavo una cosa (che originale espressione!): che se io ho parlato dell’atmosfera circense della nostra politica e tu nello stesso momento di questo lussureggiante fiorire di cazzate micidiali, beh, allora vuol dire che siamo almeno in due a vedere il Re Nudo: quanto ciò mi conforta! Ormai “shtave lì lì pe’ canta’: I’ so pazze, I’ so pazze..” 😀

    Su Capezzone, ma anche su economisti come Giavazzi e Boeri, che sono tanto bravini a denunciare le magagne della nostra Italietta, ma poi non hanno il coraggio di assumere le ovvie e conseguenti posizioni politiche di quanto vanno scrivendo, barcamenandosi con capziossimi ragionamenti, che offendono la loro stessa intelligenza, tra un appoggio aperto alla sinistra e una falsa neutralità, non mi resta che ribadire la mia delusione e il mio profondo dispetto. E questa è una verità che è sotto gli occhi di tutti: solo che io la dico. Anche certe solidarietà “Bocconiane” che mi sembra di scorgere in giro per i blog dovrebbero avere un limite…

  5. Zamax, bello uesto tuo scritto. Stai perdendo il tuo distacco serenissimo e stai iniziando a mostrare un po’ di ira (santa).

  6. @ GMR
    Credo che la perdita del serenissimo distacco dipenda anche dalla natura di questi post “politici”, che non sono mai programmati. Infatti la mia mente, se non ci metto le briglie, naturaliter corre sempre dietro ai massimi sistemi producendo nebulose indistinte sprigionate da una qualche intuizione di fondo, che piano piano (sempre nella mente) prendono forma di parole e periodi. Cosicché ho già tre-quattro post in testa, ciascuno dispiegante le proprie alucce come un’aquila sopra i vastissimi territori delle vicende umane! Ma il pensiero gratifica tanto quanto esaurisce. Alla fine della giornata, quando ho un po’ di tempo libero, nell’urgenza di scrivere qualcosa, ripiego allora su qualche sapido commento di politica, in attesa di ritentare l’assalto alla vetta!

  7. ottimo ed abbondante, come sempre. l’elenco sarebbe molto più lungo, per fortuna per alcuni (oscar, giulio, carlazzeglio, emidio e giorgio tra i primi) ci penserà sorella morte tra non molto…e il mio cordoglio sarà esagerato quanto falso
    un solo pensiero, mio personale: cos’hanno i magistrati di diverso rispetto agli altri cittadini? cel’hanno sfaccettato? i servizi segreti possono e devono spiare (?) chi gli pare. se no che ci stanno a fare?
    cerea, a tutti

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