Italia

Panebianco nel paese delle meraviglie ovvero l’obolo della Dhimmitudine

La sinistra in Italia, essendo di radice comunista, concepisce se stessa come una Chiesa Cattolica – ossia una Comunità Universale – delle istituzione politiche. Fuor d’essa, nulla salus. Tollera satelliti, non avversari politici. Come negli ex paesi del blocco sovietico il Partito dei Contadini costituiva una surreale parodia dell’opposizione democratica, così per la cultura politica egemone in Italia l’opposizione o è criminale o è un animale domestico da portare in giro come un trofeo. Ai diversi che non s’immolano per la propria fede, è riservato il destino dei dhimmi, i sudditi non musulmani che pagavano l’obolo alle autorità islamiche per conservare uno status sociale di serie B.

Col crollo del comunismo sovietico, la sharia comunista si è evoluta: la professione di fede nel marxismo-leninismo è stata rimpiazzata da quella nella Sinistra – ente metafisico – ed è la sola cosa richiesta ormai da una nomenklatura che diventa ogni giorno tanto più vasta quanto minore il consenso che raccoglie nelle plebi italiche. Così in Italia ai cattolici che un po’ per volta si arrendono al potere rosso viene concesso il salvacondotto di cattolici adulti. Così ai ridicoli guitti di certo cinema pecoreccio di qualche decennio fa, che un po’ per volta scoprono l’impegno, viene concessa la pensione della presenza fissa nelle dolciastre fictions televisive politicamente corrette di questi ultimi anni. Mentre in caso di conversione i padroncini milionari, bifolchi lavoratori di giorno e bifolchi puttanieri di sera, si mutano in imprenditori di successo di larghe vedute nonché in beniamini del gossip patinato delle gazzette democratiche. Ora, superato con disinvolta scioltezza pure lo scoglio liberale, sono maturati i tempi per addomesticare, e marchiare, i mavericks liberisti.

Angelo Panebianco, dice lui, è liberale, è liberista. Ed è venuto in terra, non da solo, ma coi dottori della legge, ad annunciare la buona novella a tutti coloro che, sì, vorrebbero essere liberali, liberisti, liberi & libertari, ma tengono famiglia. Sì, cari fratelli, la luce si è manifestata, la luce vera che viene nel mondo e ci dice: “Anche la sinistra è liberista!” Sì, cari fratelli, gioiamo in questo giorno di rivelazione. La nera desolazione che ci riempiva il cuore quando la nostra piccola e miserabile carriera incontrava solo porte chiuse oggi si muta in ineffabile speranza, come l’acqua in vino. Possiamo dirci Figli della Sinistra, come Lui è Figlio della Sinistra. E lo siamo! Figli della Sinistra e Liberisti!

Link: Buon viso a cattivo gioco

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13 thoughts on “Panebianco nel paese delle meraviglie ovvero l’obolo della Dhimmitudine”

  1. Come ho già avuto modo di esprimere in altro blog, temo che sia l’ennesima operazione-Corserva. E la serva serve. Sempre. Infatti in via Solferino hanno riunito, non a caso, tutte le truppe cammellate: Giavazzi e la sua ultima giavazzata, Dario Di Vico che lo sviolina, Ostellino (che pure mi piaceva) il quale ora si scopre de sinistra pure lui. E da ultimo il Professore Panebianco. Tutti per trasferire il liberalismo economico (o liberismo) dove porta il cuore del Bottegone: cioè nel Piddì.
    Ma ci pigliano per fessi?

  2. Balla colossale. La sinistra non è liberale e nemmeno liberista e nemmeno libertaria. E, per dirla tutta, nemmeno libera. La sinistra è statalista, fortemente statalista, nonostante Panebianco e le sue solenni bambate.

  3. salto la mia commozione perché poco interessante.
    vengo subito al punto: oltre che di “cultura politica egemone”, si può parlare ormai di “cultura” in tutti i sensi, purtroppo. Perché se non sei di sinistra, scatta il dogma laico: tu non puoi fare cultura. Nè cinema, né arte, né niente.

  4. @ Ugo
    Affinità elettive? Venete? E’ consolante e rivelatore comunque che a qualcuno sia venuta in mente la stessa idea. Forse la vicinanza geografica ha reso possibile un furto con destrezza telepatico…
    🙂

  5. Dopo cento anni di fallimento in ogni qualsiasi forma di applicazione pratica, dopo l’espressione di varie tragedie politico-umane di statalismo socialista in ogni parte del mondo, dopo il crollo del muro che, con la sua evidenza e drammaticità plastica, rivelava la differenza tra stare di quà o di là, dopo il non evitabile ma mai dichiarato abbandono del “manifesto”, le anime progressiste sondano nuove vie e nuovi valori per la sinistra ideale. Tentativo legittimo e apprezzabile nell’intento, dicono alcuni. Inammissibile e non credibile riconversione culturale, aggravata dalla mancato riconoscimento dell’errore precedente, secondo altri. E secondo me.

  6. @ Nessie
    Che sia l’ennesima operazione Corsera non c’è alcun dubbio. E’ come nei prodromi di una guerra: fino a che non si senton le schioppettate, la gente non ci crede. Non ci vuole credere.

    @ Gabbiano
    Quando m’incazzo mi scopro inventivo. Che sia una brutta malattia?

    @ Xavier
    L’ipocrisia sta nel rifugiarsi nelle sfere ideali della teoria dove tutto si può conciliare. Ma noi siamo sulla terra, più precisamente in Italia, nell’anno 2007. Sembra l’abbiano scordato.

  7. @ Maedhros e Camelot
    Vorrei fare il bis con una risposta – rispettosa – a Lottieri e Mingardi, che secondo me evitano il punto centrale del problema, che è politico. Vorrei. Vediamo…

    @ Vincenzillo
    La pervasività del sistema di potere della sinistra ha oramai raggiunto vertici grotteschi. E quando il potere s’accompagna al ridicolo significa che è maturo per crollare.

    @ Nicknamemadero
    Esatto. Queste fantastiche fughe in avanti, tra l’altro cla-mo-ro-sis-si-ma-men-te smentite dalla piazza rossa, è solo l’ennesima furbizia della sinistra per evitare di fare i conti col proprio passato. Una sinistra che non riesce nemmeno a essere socialdemocratica e che si vorrebbe addirittura liberale, che dico?, liberista. Ma per favore…

    @ Ugo
    Di un paesino nel triangolo Treviso-Castelfranco Veneto-Montebelluna.

  8. la sinistra…. liberista?
    ma se è sempre stata “de stato”, da mussolino in poi…. e del liberismo è stata prima l’omicida, e poi in successive riprese (dal ’26 in poi, per dircela chiara) il medico abortista…
    fortuna che il corrierino non lo leggo mai, mi dà problemi di digestione

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