Sergio Groucho Romano Marx

Con la sua improvvisa conferenza stampa in Campidoglio, mentre cominciava a diffondersi la notizia di un efferato delitto in una baraccopoli romana, Walter Veltroni ha segnato parecchi punti. Ha deviato le frecce che avrebbero fatto di lui, sindaco di Roma, uno dei bersagli preferiti dell’indignazione popolare. Ha dimostrato, come leader del Partito democratico, di essere sensibile alla domanda di sicurezza che sale dal Paese. Ha dato un colpo di frusta alla politica nazionale e ha costretto il governo a trasformare in decreto, con effetti pressoché immediati, quello che era in origine soltanto un disegno di legge. Ha preceduto il centrodestra, costretto a rincorrerlo affannosamente. (Sergio Romano)

Ma non solo, illustre Ambasciatore Romano. Io direi di più:

La mente ricerca invano nel passato recente, e invero a fatica anche tra i luminosi esempi del passato, l’accecante e quasi geometrica bellezza di questo operoso, attivo, armonico procedere dell’uomo politico nella matura pienezza delle sue facoltà, quando all’energia vivificatrice e creatrice si accompagna l’esatta misura, quando la tranquilla e rispettosa determinazione trova il suo fondamento costruttivo nella chiara visione delle cose, non accecata dal settarismo ideologico, né frenata dalle ubbie farisaiche di un moralismo opportunista, ma ferma nella superiore coscienza dei pilastri costituzionali che reggono l’edificio sociale e che l’uomo delle istituzioni deve possedere al massimo grado, in modo che l’azione dell’autorità non prenda, come in un passato non troppo lontano, le sembianze devianti e inquietanti dell’arbitrio, ma si innesti nella logica di condivisione democratica del percorso formativo permanente dell’inclusione interetnica e intergenerazionale della cultura della legalità, sia nel concreto della realtà del territorio sia nell’area polisignificante della pluralità mediatica virtuale, oggi mirabilmente testimoniata da questo per noi italiani primo e adulto manifestarsi dell’Autorità Democratica, una risposta forte che nella sua dolce e benigna violenza c’investe tutti, frastornati ma felici, come un vento fresco, messaggero delle fragranti primizie di una nuova stagione politica e di una rinnovellata patria, orba finora di un grande e giusto Timoniere che sapesse condurci con saggio consiglio fuori delle secche dell’infecondo, chiuso e cieco populismo di pizzicagnoli e bottegai, alimentato a loro danno, pregiudicandone le pur giuste ragioni, dagli avventurieri senza scrupoli usciti nella nostra storia recente da un pozzo melmoso di oscure ricchezze e di oscure relazioni con pezzi devianti/deviati dello Stato, un mondo in queste ore spiazzato, mai come prima d’ora, dalla serena saldezza di un’autentica serietà di governo, tanto graniticamente coesa nella certezza degli effetti positivi della propria azione, quanto democraticamente aperta alla concertazione plurimodale con la società civile, ivi comprese le frange di disagio e le aree di marginalità etnica e sociale e le loro espressioni di significatività politica e culturale, che trova nel primo cittadino e primo servitore della capitale un protagonista, crediamo, di rara statura internazionale. (Groucho Zamax)

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2 thoughts on “Sergio Groucho Romano Marx

  1. Cribbio!
    Leggendo il Periodo dopo “illustre Ambasciatore Romano”, per una decina di secondi ho pensato che eri completamente impazzito.
    😀
    La presa per il culo l’ho realizzata solo dopo.

    Te lo dicevo che Romano si fa di brutto!
    Non so ancora di cosa, ma è roba potente!

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