Gli errori dello statista Veltroni

Il cordone sanitario steso dai media italiani attorno al meschino e machiavellico opportunismo di Veltroni nella vicenda di Tor di Quinto non basterà comunque a celare a molti il comportamento da perfetto politicante del sindaco della capitale. Per ambire ad un futuro di statista infatti Veltroni ha già commesso due grossi errori travestiti da due piccole furbizie tattiche utili solo per la politica da piccolo cabotaggio:

1) Ha ceduto immediatamente alla piazza mettendo sotto pressione il governo al fine di mostrarsi coram populo con in mano il decreto legge sulle espulsioni, del tutto estraneo alla dolciastra filosofia ecumenica veltroniana. Magari lui e i suoi corifei pensano ad un successo; agli italiani invece è arrivato il messaggio subliminale di un politico senza spina dorsale, pronto a piegarsi oggi così come in futuro. Se il decreto voleva ottenerlo, non doveva dare l’impressione di agire sotto la spinta dell’opinione pubblica.

2) Dopo aver per anni nascosto lo sporco sotto il tappeto, ha rilasciato spericolate dichiarazioni pubbliche che hanno offeso un paese sovrano ed ora nostro partner nell’Unione Europea e importante partner commerciale. Il raid razzista del giorno dopo è stato immediatamente preso a pretesto dal governo rumeno, che in qualche modo – per una questione di dignità – non poteva tacere, per togliersi parzialmente dalla scomoda posizione in cui si era venuto a trovare. Veltroni, non solo si è abbandonato a riflessioni tanto ovvie (a parte la pacchiana rivendicazione di Roma come città più sicura del mondo) quanto ridicole, visto il ritardo, come questa:

ROMA – Dura presa di posizione del sindaco di Roma e leader del Pd, Walter Veltroni, contro i flussi migratori incontrollati. ”Prima dell’ingresso della Romania nell’Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo”, ha detto Veltroni, commentando l’omicidio della donna aggredita a Tor di Quinto. “E’ un problema di natura politica. Ritengo che l’Europa debba chiamare in causa le autorità rumene’. ”Se si sta in Europa – ha sottolineato Veltroni – bisogna starci a certe regole: la prima non può essere quella di aprire i boccaporti e mandare migliaia di persone da un Paese europeo all’altro’. (Agr)

ma lo ha fatto dandole istericamente e platealmente in pasto all’opinione pubblica. Veltroni dovrebbe sapere che la diplomazia, quella vera, non la liturgia del dialogo fine a se stesso che spesso lo vede luccicante protagonista, ha le sue regole, che impongono il rispetto dell’interlocutore, anche e soprattutto quando si agita un nodoso bastone sotto il tavolo.

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7 thoughts on “Gli errori dello statista Veltroni”

  1. ..ma dai..pensi che i politici siano ancora come ai tempi di Churchill?

    “agli italiani invece è arrivato il messaggio subliminale di un politico senza spina dorsale, pronto a piegarsi oggi così come in futuro. Se il decreto voleva ottenerlo, non doveva dare l’impressione di agire sotto la spinta dell’opinione pubblica.”

    se bonanotte…come dire che Berlusconi e’ un fallito…l’artista del “io sono come voi e con voi, ditemi che volete e ve lo daro'” non avrebbe avuto futuro in questo Paese se gl’italiani fossero cosi’ come li descrivi.
    Quella di Veltroni e’ stata una mossa cinica…e di sicuro effetto…according to me…ha copiato un po’ Silvio, un po’ la destra, al punto che Fini ha ritenuto subito necessario piombare col suo ombrellino tricolore a Tor di Mammolo per mostrare che lui c’era.
    Il fatto e’ che quell’episodio di deficienza fascista successivo, stanotte seguito dall’incendio del negozio rumeno a Roma, e’ ben individuabile politicamente perche’ i fessi ci tengono a mettere le firme celtiche.

    Ti do ragione sul fatto che e’ stato troppo duro nei confronti della Romania..ma dubito fortemente che siano molti gl’italiani che hanno disapprovato il suo atteggiamento.
    Quanto alle baraccopoli esistono a Roma come a Milano. Veltroni in passato gia’ ne ha eliminate alcune come la Moratti senza risolvere il problema in via defintiva.
    Gl’italiani ancora non hanno capito che 1) nel 50% dei casi gli zingari sono di cittadinanza italiana; 2) che se non s’investe ( la legge lombarda sull’integrazione dei Rom e’ senza fondi da tempo) non si risolve ne’ il problema degli zingari ne’ quello della sicurezza (per dirottare forze dell’ordine nelle periferie o si spende di piu’ o si levano quelle che operano al centro delle metropoli ma e’ indubbio che dovunque nel mondo il centro si tutela piu’ della periferia a meno di vedere uno stupro a Piazza Navona in pieno giorno).

  2. @ Zagazig
    Infatti a me dà sempre fastidio l’atteggiamento allarmistico nei politici. Di tutti i colori. Le iniziative legislative emergenziali sono profondamente diseducative. Dopo tutto quello che è successo in questi ultimi mesi (ed anni) un essere minimamente razionale mi deve spiegare in cosa si avvantaggia il nostro paese nel varare a spron battuto provvedimenti poco meditati. Cambia qualcosa se aspettiamo, che so?, un mese o due? Dopo che abbiamo aspettato anni?
    La chiamata in causa della Romania da parte di Veltroni (non mi nascondo che altri avrebbero fatto lo stesso al suo posto, perché l’isterismo provincialotto della politica italiana è ormai endemico) ha peccato non tanto di durezza ma di goffaggine e, insieme alla fretta del provvedimento riguardante le espulsioni, ha offerto su un piatto d’argento una comoda scappatoia dialettica al governo romeno che non ci ha pensato due volte di accusare le autorità italiane – e a ragione – di reazione emotiva. Gli italiani possono forse anche approvare il suo atteggiamento (quelli meno trinariciuti forse anche ridere di questa subitanea trasformazione) ma un uomo politico di qualche “seria” ambizione non può non tenere in conto le implicazioni internazionali di questo atteggiamento. Perché l’Italia agendo con troppa fretta rischia di trovarsi in Europa dalla parte del torto. “Cornuti e mazziati” come capita spesso ai troppo furbi, quella volta che sono vittime per davvero.
    Curioso, nevvero?, che gli episodi di ritorsione “fascista” avvengano a Roma e dintorni e non nelle roccaforti leghiste? Le reazioni scomposte come i provvedimenti draconiani sono logica conseguenza delle omissioni precedenti.
    L’integrazione ha bisogno di una civiltà, intesa come un insieme di regole minime di convivenza, che sappia farsi riconoscere, e rispettare. Solo così entreranno nella mente dei nuovi venuti. Non è moralismo. Non c’è bisogno di fare la faccia truce. Ma di bacchettare soavemente con costanza e metodicità le mani di coloro che non rispettano le regole. L’Italia non lo fa neanche con gli italiani.

  3. “L’integrazione ha bisogno di una civiltà, intesa come un insieme di regole minime di convivenza, che sappia farsi riconoscere, e rispettare.”
    Fascista!
    😀

    Che pena ragazzi, a sinistra appena sentono “rispettare le regole” è tutto un calma calma che se no arriva Mussolini. Vedere Violante intervistato l’altra sera dal Tg 3. A meno che naturalmente non si parli del nuovo Mussolini, che lui le regole le deve rispettare tutte, se no Travaglio guai. Pe-no-si.

  4. Zamax ammetti il capolavoro.

    Prima un provvedimento d’urgenza per tenEre la gente tranquilla e per far crescere Veltroni e il Pd. Poi la parvenza di dissidi all’interno della maggioranza con l’opposizone che si crede forte e vuole dettare condizioni in concomitanza di quel voto sulla manovra finanziaria che Berlusconi (al solito facendo cilecca) aveva profetizzato come funesto per il Governo.
    Poi le lamentele del Governo rumeno, quelle del Prc, quelle degl’industriali. Un ritorno sui propri passi, una linea piu’ morbida, accordo con Prc e governo rumeno e industriali italiani.
    Passaggio sereno della manovra finanziaria e mandata a quel paese dell’opposizione e delle sue condizioni. Plus accollamento all’opposizione (specie Fini) di quei pochi eventi xenofobi avvenuti.

    🙂

  5. @ Vincenzillo
    Guarda, io sono sicuro che molti di quelli mi conoscono sotto sotto mi considerino un “mollaccione”. Uno che per amore del quieto vivere chiude un occhio, e anche due. Ed è vero. Questo nel privato.
    Ma nel pubblico mi piace mettere i puntini sulle “i”. E desidererei che le autorità lo facessero anch’esse, sine ira ac studio.

    @ Zagazig
    Il sottoscritto blog Zamax, avendo ottemperato con bello slancio al superamento del traguardo dei 17.000 contatti (diconsi contatti diciassettemila/00), stima sia giunto il momento di porre in essere la strategia della comunicazione praticata dai grandi e autorevoli quotidiani della nazione, onde per cui si pregia significarLe che le Sue considerazioni non smentiscono nulla di quanto scritto nell’articolo in questione, in quanto, anche nel caso di una positiva determinazione sull’efficacia delle sullodate iniziative politiche del sig. Veltroni Walter, esercitate in qualità di sindaco del Comune di Roma e di segretario del Partito Democratico, le stesse rimarrebbero circoscritte nel campo d’azione del politicante, non dello statista; le cui funzioni, com’è ben noto alle parti, eredi ed aventi causa, si sostanziano in BEN ALTRO.
    Nella certezza ch’Ella saprà apprezzare la limpidezza della nostra posizione, con la correttezza che Le è unanimemente riconosciuta, Le porgiamo distinti saluti, rimanendo a Sua disposizione per eventuali chiarimenti.
    Se vorrà contattarmi, si metta pure in comunicazione telefonando al n. XXX: le risponderà la mia segretaria personale Lolita Baldracchini. 😉

  6. Egregio,
    non ne consoco di grandi statisti contemporanei (ad eccezione di Bondi e Volonte’).
    Ho postato delle immagini balcaniche e non balconiche ch ela tua sensiblita’ e’ in grado egualmente di apprezzare.

    Salud.

  7. http://leopinionidigeronimo.blogspot.com/

    IMMIGRAZIONE: PROBLEMA O RISORSA ?
    I fatti di questi giorni ci impongo una riflessione sul tema dell’immigrazione.
    Come sono solito dire, diffido dei luoghi comuni per cui non mi impegnerò nel solito becero esercizio di chi, animato da furore ideologico, o vede l’immigrato come il fumo negli occhi o lo vede come una risorsa indispensabile.
    Partendo da questo presupposto , non esiste una risposta alla domanda cruciale di questo post … o almeno l’unica risposta è: dipende.
    Come in tutte le famiglie, anche una Nazione ha l’obbligo morale di selezionare gli ospiti da accogliere e da respingere al mittente.
    In questo strano Paese, se solo si osa dire una cosa simile, si è immediatamente tacciati, dai fautori un po’ anacronistici delle braccia aperte a tutti i costi, come razzisti.
    Purtroppo i metodi dei mondialisti da strapazzo, secondo i quali siamo tutti fratelli e se vieni da un posto il cui nome è impronunciabile sei più fratello degli altri, hanno prodotto la mattanza di Tor di Quinto che, per la verità , era stata preceduta da altri episodi efferati nei mesi scorsi.
    Ma mentre le precedenti rapine in villa ad opera dei soliti romeni erano passate sotto silenzio per questione di opportunità politica ( chi glie lo dice ai rifondaroli che occorre un giro di vite sugli amati rom? … tiriamo a campare), nel momento in cui si è andato ad offuscare il finto paradiso del sindaco cineasta che accoglie tutti perché è buono, il leader del Pd ( fa il sindaco il segretario di partito, lo scrittore mediocre, l’amante di cinema, il doppiatore… manca solo che faccia anche la mignotta in Via Salaria) si è trasformato da mollicone innamorato del “migrante” in duro sceriffo censore dei romeni.
    Per ora ha solo censurato i Romani ( riferito si agli abitanti di Roma che pagano le sue chiacchiere, sia a Prodi che si è visto commissariale come Capo del Governo) proponendo un decreto che secondo lui doveva riparare alla figuraccia rimediata ma che è ad impatto zero.
    Poi, siccome è bravo solo a fare propaganda, ha preparato una campagna mediatica in base alla quale tutto ciò che è successo è colpa del solito Berlusconi (non lo accusano slo di essere l’autore materiale dei delitti… per ora).
    Trovo innanzitutto di cattivo gusto alimentare la battaglia politica e lo scaricabarile in un momento simile e poi, se colpe esistono, sono tutte attribuibili ai due campioni del Pd.
    Veltroni, come Sindaco di Roma, per compiacere i soliti benpensanti che dal loro salotto dei Parioli pontificano sulle porte aperte a tutti, con il suo solito fare ecumenico e ipocritamente terzomondista, ha trasformato la Capitale in un immenso accampamento rom che gli abitanti delle periferie sono costretti a sorbirsi, mentre lui specula in maniera macabra su tale immensa emergenza sociale facendola passare per gesto nobile della sua animella di Sindaco innovatore e nel contempo aperto e solidale.
    Sull’innovazione ho i miei dubbi, mentre sulla solidarietà ho la certezza che è una vera e propria bufala.
    Vi pare solidale uno che accoglie tutti senza avere i mezzi per poter assicurare il minimo indispensabile?
    Vi pare solidale con i Romani un Sindaco che accoglie tutti ( delinquenti compresi) e li difende più dei suoi concittadini?
    Vi pare solidale e buono un Sindaco che fa le notti bianche ed i cinefestival dimenticandosi che la Stazione di Tor di Quinto è una specie di ghetto buio ed isolato?
    Vi pare solidale un Sindaco che di fronte al grido di dolore dei cittadini che mal sopportano la sua finta bontà ( le favelas che accolgono proprio tutti) non risolve il problema ma si esercita in omelie pretesche sul valore dell’accoglienza?
    Ma vi pare accoglienza parcheggiare i disperati nelle baraccopoli e lasciare che la disperazione li porti in braccio al crimine organizzato?
    Prodi, dal canto suo, è stato capace di sonnecchiare finanche su un problema grave come l’invasione rumena sia per tenersi stretta la sinistra massimalista che per naturale indole del Professore a dormire.
    Poi, quando ( raramente) si sveglia, fa dei decreti d’urgenza che non risolvono veramente un tubo.
    La verità è che un decreto come quello recentemente emanato sulla sicurezza è chiaramente frutto dell’incapacità propria di questo Governo ma è anche la prova provata che con questa maggioranza non si può governare.
    Se di fronte all’esigenza di reagire nettamente ad una emergenza si devono fare mezzi provvedimenti per non offendere la sensibilità dei filantropi bolscevichi e se per coprire tale incapacità si attacca in maniera scomposta l’opposizione per compattare la Maggioranza contro il comune nemico, significa che siamo veramente alla frutta.
    C’è una donna che è morta perché Roma ha preferito lavarsi la coscienza accogliendo e mimetizzando indiscriminatamente tutti e la sinistra sa solo dire che è colpa di Storace perché non ha ristrutturato la stazione di Tor di Quinto.
    Ma lo sanno quelli della maggioranza che l’illuminazione della Stazione spetta al Sindaco?
    E se anche ciò fosse vero perché Marrazzo in due anni di governo regionale non l’ha fatto?
    E chi ha favorito per troppa bontà la creazione di campi nomadi?
    E chi animato dalla stessa bontà ha dato del cafone e razzista a chi negli anni ( come per esempio il Presidente della XX Circoscrizione) ha osato dire che una situazione del genere era pericolosa?
    Penso che il campione che ha realizzato tutto ciò si chiami Veltroni.
    Anche la bugia in base alla quale è stato il precedente Governo a non prendere provvedimenti sull’emergenza romeni è davvero colossale.
    Ricordo che la Legge Bossi Fini ha generato una mole di rimpatri senza precedenti e ricordo anche che i Romeni sono diventati ufficialmente comunitari nel Gennaio 2007… prima le priorità in tema di immigrazione erano altre.
    Ad ogni modo, nel 2004 il precedente Governo aveva aderito alla moratoria promossa dall’Ue dichiarando di voler porre un vincolo all’ingresso dei cittadini dei nuovi Stati membri .
    Il 27 Dicembre 2006 il Governo, a soli 4 giorni dall’ingresso di Bulgaria e Romania nell’Unione, come al solito per non turbare i buoni sentimenti della sinistra, ha allargato in maniera imbarazzante le maglie della moratoria, permettendo di fatto ai nuovi comunitari di entrare in Italia quasi per qualsiasi morivo.
    Successivamente il Ministro Amato ha intimato ai Prefetti di non espellere i cittadini Romeni e Bulgari perché, interpretando male ( ???) le direttive Ue, secondo lui un cittadino comunitario non era espellibile.
    Chiaramente tali provvedimenti sono stati un invito al gotha della delinquenza e della disperazione a venire in Italia, certi che l’ambiente era favorevole e compassionevole.
    Fino ad arrivare al provvedimento farlocco nato sulle ali della tragedia, che ancora una volta antepone il furore ideologico della sinistra e l’equilibrio della coalizione alla sicurezza della gente.
    Tale pacchettino sicurezza prevede che, nella maggior parte dei casi, si consegni al delinquente un foglio di espulsione sul quale c’è scritto che entro un mese deve lasciare l’Italia e che può fare ricorso avverso tale provvedimento.
    Sono sicuro che il delinquente con quel pezzo di carta ci si pulirà il culo.
    Cioè invece di accompagnare il malfattore di importazione alla frontiera lo si invita educatamente a togliere il disturbo… se vuole.
    Ma poi non si capisce veramente perché si dovrebbe aspettare che gli immigrati , ancorché comunitari, delinquano prima di prendere provvedimenti.
    Anche chi vive di espedienti e di stenti dovrebbe andare via sia per la sua inadattabilità alla nostra società che per la nostra impossibilità ad assicurare alcunché a tale individuo .
    La sua condizione di disperazione lo porterà prima o poi o al degrado più assoluto o alla delinquenza… e ciò non lo si può permettere.
    Dispiace solo che di fronte alla morte di una donna e di fronte alla violenza che quotidianamente il nostro popolo subisce, si debba sopportare anche la beffa di un simile provvedimento.

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