Il Suslov del Partito Democratico

Al solito lungo e sciatto, l’ultimo editoriale di Eugenio Scalfari su Repubblica dimostra come, al di là delle cosmesi lessicali, lo spirito del giacobinismo pervada ancora profondamente la cultura della sinistra italiana. Verso la fine si lascia andare a considerazioni il cui tono intimidatorio ricorda i momenti più gloriosi della Pravda di Suslov:

Sono stupefatto delle reazioni scomposte del direttore di “Liberazione” e di Rossana Rossanda sul “Manifesto” contro il decreto e contro il sindaco di Roma che l’ha chiesto con doverosa perentorietà. “Fa schifo, è un documento fascista” ha scritto Rossanda. E Sansonetti: “Con la destra fascista sono disposto a discutere, con Veltroni no”. Queste non sono legittime e motivate manifestazioni di dissenso, ma insulti emotivi che derivano da una totale misconoscenza della situazione e dei pericoli gravi che essa comporta. […] Vedremo alla prova come si comporteranno le forze politiche. Quelle di sinistra estrema e quelle dell’opposizione. Hanno esordito tutte e due male. L’opposizione ha addirittura aizzato lo squadrismo anche attraverso i titoli e i testi dei giornali berlusconiani. Non si comportano così le persone che hanno a cuore gli interessi del paese, specie se rivestono incarichi pubblici rappresentativi. Hanno tempo e occasione per ravvedersi e ci auguriamo vivamente che lo facciano.

Se si tiene in mente il titolo di questo editoriale, “Delinquenti o squadristi, tolleranza zero”, abbiamo qui un perfetto esempio della mentalità dell’uomo di Partito, quando questo coincida con lo Stato e con il Potere. Infatti non diversamente hanno parlato, a loro tempo, i Prefetti della Fede Marxista di quei partiti comunisti che nel secolo passato distinguevano fra un nemico esterno, i fascisti, e un nemico interno, i “frazionisti”, molto spesso “trozkisti”; questi ultimi, naturalmente, “oggettivamente” colpevoli di collaborazione col nemico. E in più in questo caso i primi, i fascisti berlusconiani, “oggettivamente” mandanti degli squadristi, e i secondi “oggettivamente” complici dei delinquenti. Nel mezzo stanno il Partito, oggi quello “Democratico”, e il suo Leader senza macchia, ai quali non si può rimproverare alcuna mancanza. Così, per il Profeta della sinistra democratica italiana, nel XXI secolo, se la realtà è brutta, è colpa ancora una volta di oscuri Sabotatori. I quali non si illudano: non sfuggiranno agli artigli della giustizia rivoluzionaria, e democratica.

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5 thoughts on “Il Suslov del Partito Democratico

  1. Purtroppo a Scalfari e ai tanti giacobini sfuggono le vere, pesantissime responsabilità, quelle sì oggettive, della loro parte politica. Responsabilità culturali e politiche. La vera istigazione allo squadrismo non sono i titoli dei giornali – ma per favore! – bensì la cultura nichilista promossa in questi DECENNI dagli insegnanti, tutti rigorosamente di sinistra, tutti rigorosamente, programmaticamente incapaci di far capire ai ragazzi che cos’è davero un razzista, o che cos’è davvero un fascista. Hanno saputo e sanno solo confondere le acque, dando del razzista e del fascista a chi, oggettivamente, non lo era e non lo è. E i ragazzi non sono stupidi, capiscono l’inganno. Il problema è che da soli non possono trovare soluzioni. E così cadono in mano all’estremismo…
    (naturalmente anche la destra ha la sua parte di responsabilità, essendo stata incapace di crearsi una sua cultura, ma va anche detto che non era facile. Oggettivamente)

  2. Scalfari come Suslov ed i nemici esterni ed interni secondo il dettame della vecchia e ottusa fede marxista. Un binomio semplicemente perfetto. E sulla democraticissima Repubblica di oggi che si riempie la bocca di “terzo millennio”. Caro Zamax non ne sbagli una.

  3. @ Vincenzillo
    E’ il settarismo della cultura della sinistra italiana che ha bisogno per sopravvivere di una riserva indiana di “fascisti” e “razzisti”. Di qui la necessità di mantenere viva la radicalizzazione di questo scontro a livello culturale, naturalmente spesso sotto le spoglie “democratiche”, “consapevoli” e “paludate” della difesa della nostra sacra e immortale Costituzione. Se la “destra” fosse uscita completamente dal suo complesso d’inferiorità avrebbe dovuto incominciare a ridere in faccia al “culturame” sinistrorso. Come l’infame Franti.

    @ Xavier
    E’ molto gratificante prendere in castagna il vecchio Barbabianca!

  4. IL PARTITO DEMOCRATICO: NOVITA’ O BUFALA?
    Si fa un gran parlare negli ultimi giorni della nascita del PD come di un nuovo soggetto politico trainato dalla spinta di fantomatiche folle plaudenti e festanti per questa novità in grado di rivoluzionare la politica del nostro Paese.
    Io sinceramente dubito che quella appena celebrata con le primarie sia una rivoluzione e dubito che ci siano elementi di novità nel Partito Democratico.
    In primo luogo mi pare che il Partito Democratico non abbia sperimentato un nuovo modo di elezione partecipata dei vertici nazionali e locali in quanto la scelta di Veltroni e dei responsabili regionali, è stata frutto di una spartizione ex ante ed a tavolino tra le segreterie dei due Partiti che si sono fusi.
    I cittadini hanno solo ratificato con il voto (e con un euro a persona) ciò che le classi dirigenti di Ds e Margherita avevano pattuito.
    Prova ne sia il fatto che nessuno dei risultati , nemmeno quello del più piccolo paesino dell’entroterra lucano, ha destato sorpresa o si è discostato minimamente da quelle che erano le logiche spartitorie elaborate ex ante dai vertici di DS e Margherita.
    Non mi pare un elemento di novità nemmeno l’ipocrisia di un Veltroni in dubbio fino all’ultimo se correre per la massima carica del nuovo soggetto politico o andare in Africa a dimostrare quanto è buono e caritatevole (a parole).
    Veltroni ci ha abituato da tempo a simili recite da omino “sentimentale” che in pubblico fa l’indeciso e nelle segrete stanze obbliga i suoi colleghi di partito più rappresentativi (come Bersani, D’Alema, Fassino…) a non candidarsi alle primarie perché vuole essere sicuro che il suo risultato sia “bulgaro”.
    Veramente non regge questa farsa da Kennedy de noantri che finge da un a parte di parlare al cuore della gente mentre dall’altra non accetta nemmeno un confronto democratico con gli altri candidati alle primarie pretendendo solo che la gioiosa macchina da guerra diessina si mobiliti tutta in suo favore.
    Tutta quella finta suspance sull’esito delle primarie mi ha fatto venire il voltastomaco : forse Veltroni dubitava di vincere? Ma che uomo modesto !!!
    Tale disgusto è acuito dallo sgradevole comportamento dei mezzi di comunicazione ( anche pubblici… vabbè ) che hanno assicurato all’evento ludico/elettorale un tam tam mediatico senza precedenti e di dubbio equilibrio.
    Fino ad ora non mi pare ci siano grosse novità.
    Ma come se ciò non fosse sufficiente, neanche la composizione della classe dirigente mi pare un esempio di rinnovamento:
    Dall’analisi dei risultati delle primarie del partito democratico emerge la vittoria di Massimo D’Alema, che controllerà circa il 25% dei delegati dell’assemblea costituente; i fedelissimi di Walter Veltroni si aggirano attorno al 20% mentre la percentuale degli ex Popolari che fanno capo al ministro Giuseppe Fioroni è del 17-18%, da dividere però con Dario Franceschini.
    Si assiste invece ad un vero e proprio ridimensionamento di Francesco Rutelli e di Fassino , che raccolgono meno del 10% a testa mentre c’è un tracollo dei prodiani che si attestano al 5%… insomma Partito “nuovo” potentati vecchi !!!
    Ma la cosa che più di ogni altra mi fa pensare che il Partito Democratico è il solito equivoco progressista, sta nel fatto che esso appare una vera e propria fusione a freddo tra due compagini… una specie di imbellettamento politico che prima sceglie il leader, poi finge di eleggerlo a furor di popolo dimenticando ovviamente di fare chiarezza sui nodi programmatici e politici:
    Dove si collocherà il Pd?Nel PSE o nel PPE?
    Che posizioni ha sulle questioni etiche? Progressiste o cattoliche?
    Sui temi della scuola e dell’Università prevale la linea cattolico conservatrice di Fioroni o quella progressista?
    E sulla droghe chi prevale Binetti o Livia Turco?
    La stessa cosa dicasi per i temi economici, ambientali, immigrazione ecc.
    Mi pare che dietro il simbolo ci siano pochi contenuti intorno ai quali Veltroni pattina facendo evidenti esercizi di equilibrismo.

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