Razzismo politicamente corretto

I gironi infernali dell’immondezzaio napoletano, solo l’ultima e quasi artistica interpretazione di quel masochismo circense per il quale il genio italico va giustamente famoso pel mondo, hanno lasciato come percolato immateriale un rifiorire maligno di sbrigativi trattati di antropologia meridionale. Non molti però si sono accorti che la montagna tiepida dei rifiuti partenopei esalava un vapore velenoso che s’alzava verso il cielo sino a diventare un vero e proprio segnale di fumo: un razzismo sottotraccia, inodore, quello sì politicamente corretto. In tutto lo sconclusionato j’accuse che La Repubblica ha fatto scrivere all’esperto di Gomorra Saviano una sola parolina era quella che contava, una parolina d’ordine che il popolo della sinistra, come sempre, ha capito al volo: Nord Est. L’enorme complesso di colpa antidemocratico della sinistra, da sessant’anni, ha bisogno di un nemico, di un colpevole, mentr’essa viaggia sempre con la Grande Giustificazione in tasca, e se la sceglie a seconda dei ruoli del momento: dalla “la legge truffa”, agli “evasori fiscali”, passando per “il golpe”, “le stragi di stato”, “la P2”, “lo stalliere di Arcore”, e compagnia cantante. Ora è il momento del complotto plutogiudaicoserenissimo. Gli intellettuali italici sono un po’ come quelle transgeniche creature dello stato assistenziale chiamate pentiti, quei piagnucolosi collaboratori di giustizia, sfortunatamente sfuggiti alla forca, usi ad annusare l’aria che tira prima di annunziare il Verbo. E’ quindi inutile cercare di far capire a Saviano che, quand’anche la razza rapace dei padroncini veneti tutti chiesa e mignotte fosse riuscita nell’impresa epocale di ficcare nelle viscere della campagna campana un Everest di rifiuti tossici, certo non poteva aver eretta la catena Himalayana di rifiuti ordinari che fa da corona al Golfo, oramai in procinto di trasformarsi essa stessa in una straordinaria attrazione turistica per guaste partite di uomini, stanche del solito turismo sessuale.

Ma Saviano e La Repubblica, tirando fuori dal cilindro il coniglio nordestino, sapevano perfettamente di titillare il razzismo dei salotti buoni, che ogni tanto viene fuori anche dalle pagine insospettabili dei grandi giornali della cosiddetta borghesia. Ne fa fede, ad esempio, un rozzo articolo di Tito Boeri apparso sulla Stampa qualche giorno fa.
Bisogna sapere che in provincia di Treviso gli immigrati hanno superato da tempo la soglia del 10% della popolazione, con ovvie conseguenze sul sistema scolastico: in certe realtà, per ora marginali,  i problemi derivanti da questa crescita hanno spinto gli amministratori comunali a muoversi, nei modi – di scarso sex appeal veltroniano – così riassunti in un articolo non certo simpatetico apparso nel sito internet de La Repubblica (ripreso, credo, dalla Tribuna di Treviso, quotidiano del gruppo L’Espresso):

TREVISO – Dopo l’altolà all’iscrizione degli stranieri all’anagrafe, lanciato dal sindaco Bitonci di Cittadella, arriva il «tetto» al numero degli studenti immigrati, che non dovrà superare il 30% del totale: è la richiesta avanzata dal Comune di Chiarano (Treviso) al ministro dell´Istruzione Giuseppe Fioroni. Il Consiglio comunale, dominato dal Carroccio, ha approvato infatti una mozione in questo senso, tra le proteste dell´opposizione di centrosinistra, che ha abbandonato l´aula al momento del voto. «La questione è semplice – afferma il sindaco Giampaolo Vallardi – in alcune classi elementari del paese gli extracomunitari superano ormai il 50 per cento. Tanti, troppi, perché, se si supera un livello massimo di integrazione, alla fine saranno loro che “integrano” noi. Il razzismo non c’entra per niente, non vogliamo che i nostri ragazzi subiscano un danno, ecco tutto».
Il sindaco leghista traccia uno scenario a tinte fosche del piccolo centro, che conta 3.500 abitanti e vanta la primogenitura delle ronde padane in Veneto: «In una classe della frazione di Fossalta Maggiore i ragazzi extracomunitari sono 7 su 14 e alcuni di loro non conoscono una parola di italiano. Come si fa, in queste condizioni, a svolgere un programma didattico che dovrebbe partire dalle radici, dalla cultura e dall’identità veneta, se la metà degli alunni non sa neanche di cosa si parla?». A sentire Vallardi, l’affluenza multietnica alla scuola dell’obbligo sta provocando seri problemi: «I genitori sono preoccupati, i docenti lamentano gravi difficoltà. Occorre un limite, anche a tutela dei ragazzi stranieri: “paracadutarli” in una classe, spesso nell’impossibilità di comunicare con i compagni e con gli insegnanti, equivale a condannarli all’emarginazione. Quando poi sono in percentuale massiccia, come avviene a Chiarano, impediscono ai professori di portare avanti il programma, penalizzando così i nostri figli».
Alla richiesta di Vallardi si è associato immediatamente il collega “padano” Firmino Vettori, sindaco del vicino Gorgo al Monticano. E il vicepresidente leghista della Regione Veneto, Luca Zaia, ha offerto una sponda istituzionale alla sortita trevigiana: «Propongo che l’ammissione in classe degli alunni stranieri sia vincolata al superamento di una prova d’esame. Chi non dimostrasse sufficiente padronanza della lingua italiana, dovrà seguire corsi di recupero e solo allora potrà essere inserito nelle classi frequentate da bambini italiani».
Ma sui temi dell´immigrazione e dei diritti civili, Zaia è stato spesso in disaccordo con il governatore azzurro Giancarlo Galan (schierato su posizioni più liberali). Ma questa [volta? N.d.Z.] il vicepresidente non ci sta a passare per gendarme della razza Piave: «Questa è una battaglia di civiltà nei confronti di tutti i bambini. È un’ipocrisia fingere che l’integrazione coincida con la semplice coesistenza in classe: per non sentirsi estranei tra estranei, e per apprendere le nozioni, i piccoli immigrati devono conoscere la loro lingua d´adozione. Viceversa, resteranno ai margini e ritarderanno la crescita dei loro compagni italiani».

Filippo Tosatto, la Repubblica.it

Che in lingua Boeriana si traduce così:

In Veneto diverse amministrazioni comunali guidate dal Carroccio intendono introdurre quote al numero dei figli di immigrati iscritti alle scuole elementari. Dato che, in questi centri, quasi solo gli immigrati fanno figli, le quote significano impedire ai figli degli immigrati di andare a scuola. È una «battaglia di civiltà», secondo il vicepresidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Peccato che gli «incivili» facciano ricco il nostro Paese: il 50 per cento della nuova occupazione creata nell’ultimo anno sono lavori di immigrati, che hanno contribuito ad almeno un quarto della nostra crescita economica negli ultimi dodici mesi. Li tratteremo come i dittatori di Pechino trattano la manodopera che arriva dalle campagne cinesi. Vogliono proprio mandare i loro figli a scuola? Bene, che se la paghino! Non importa se questo ci condanna ad avere cittadini senza neanche la licenza elementare. Non importa se questo significa ritardare, se non impedire del tutto, l’integrazione.

A parte la menzogna globale della versione di Boeri (è ovvio che i figli d’immigrati sopra la “quota” sarebbero redistribuiti nelle classi di qualche altra frazione: il successivo corollario frivolo e saputo  di osservazioni bigotto-democratiche non merita neanche lo sforzo di una confutazione) vorrei fargli notare alcune cose. 1) Perché dice in questi centri quasi solo gli immigrati fanno figli?” Non lo sa, Boeri, che per quanto basso il tasso di natalità fra gli indigeni in Veneto, non per nobili motivi, s’intende, ma per psicosottosviluppo cattolico, è sempre stato generalmente superiore al resto delle regioni centrosettentrionali? Quello stesso tasso di natalità in fondo alla classifica proprio in quelle regioni da lui lodate, “significativamente non quelle oggi all’avanguardia nel combattere l’integrazione degli immigrati.”? 2) Non lo sa, Boeri, che proprio queste ultime, al contrario, hanno ottenuto il miglior punteggio nell’indice di integrazione degli immigrati secondo gli ultimi Dossier sull’immigrazione della Caritas? 3) Che nel penultimo di questi Dossier la provincia di Treviso otteneva un’onorevolissima posizione attestandosi con bello slancio nella parte alta della classifica di quel centinaio di entità territoriali, addirittura nelle prime venti, anzi, nelle prime dieci, anzi, nelle prime cinque, anzi – è incredibile! – sul podio, anzi, non vorrei bestemmiare, ma era proprio – Signore e Signori – al primo?!

Quisquilie. Boeri aveva solo fretta di arrivare in fondo per formulare la sua accusa:

Perché allora i sindaci che dicono di voler combattere la piaga dell’immigrazione illegale non rivolgono le loro attenzioni agli ispettorati del lavoro, spingendoli a intensificare i controlli sui posti di lavoro nel loro Comune, perché non chiedono ai loro concittadini di aiutarli nel segnalare il lavoro irregolare degli immigrati? Un sospetto ce l’abbiamo: forse tra i loro grandi elettori ci sono anche coloro che assumono illegalmente manodopera immigrata e vogliono pochi controlli sui posti di lavoro per non pagare i contributi sociali e tenere basso il costo del lavoro. C’è solo un modo per convincerci del contrario: ci dimostrino coi fatti che non è vero.

Ecco allora dove i giacobini-liberali alla Boeri e i giacobini-rivoluzionari alla Saviano si danno la mano: calunnia, calunnia, qualcosa resta! E siano coloro mostrati a dito a dimostrare la loro innocenza. Dimostrino che l’economia veneta non sta in piedi per l’importazione di schiavi, dimostrino che non si fonda sull’avvelenamento delle campagne meridionali. Ci sarebbe da sorridere di questi deliri, se non fosse che nutrono l’ormai storica insofferenza di una certa Italia superlaica e de sinistra – in una parola, bigotta – per l’inesplicabile progresso della contrada dei villici. Caro Boeri, quando ci si fa trascinare dalle passioni anche un valente economista assomiglia parecchio a quei fededegni e stimati astrochiromanti con studio a Londra, Parigi, New York e Casalpusterlengo: ci dimostri a noi che non è così.

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45 thoughts on “Razzismo politicamente corretto

  1. ..e’ vero che c’e’ un certo giacobinismo da una parte ma anche una chiusura dall’altra…il che rende tutto farsesco.
    Qualunque sia il messaggio lanciato da Saviano i trasferimenti illeciti di rifiuti tossici al sud da parte di imprese settentrionali e’ vero ed accertato da sentenze dello Stato. Se la munnezza comune oggi riempe Napoli non e’ colpa del Nord ma l’inquinamento di alcune terre napoletane lo e’ (in concorso con la camorra naturalmente).
    Non penso che ci sia da andarne fieri al Nord, cosi’ come non c’e da essere orgogliosi a Napoli per la situazione attuale.

    Quanto agl’immigrati in effetti solo chi ne ha il 10% affronta certi problemi. Quindi rispetto Treviso coi suoi problemi. Aggiungo che avere un ottimo sistema di integrazione non significa essere dolci, carini e aperti al prossimo. Nell’ottica settentrionale mi pare signfiichi semplicemente:abbiamo esigenze lavorativ e quindi organizziamoci. E quello lo sapete fare bene. Tempo fa’ lessi un articolo proprio sul podio cui tu facevi riferimento, quello di Treviso. Ebbene tra il top del Nord e Napoli c’erano piu’ di una differenza: Treviso era prima per le politiche d’integrazione,Napoli era primo per friendness e realtionship con gl’immigrati. Cioe’ a Napoli gl’immigrati umanamente s’integrano meglio che a Treviso. Forse anche perche’ imparare il napoletano e’ piu’ facile che imparare l’italiano.
    🙂

  2. zamax, l’altra sera sentivo l’intervista a una donna che manifestava per impedire la riapertura della discarica. Diceva: “Devono essere le regioni del nord a prendersi i nostri rifiuti, così come noi ci siamo presi i loro nel passato”. La comicità dell’immagine è irresistibile e rivela prima di tutto la forma mentis. Questa ci vuol far credere che i napoletani per spirito di solidarietà – ah come sono bravi i napoletani! – si sono accollati volontariamente e con suffragio universale i rifiuti del Nord! Ma a parte questo, che altro sono queste parole se non la traduzione popolare di affermazioni come quelle di Saviano o di Bassolino, convinto che il problema di Napoli lo deve risolvere il Nord? Da figlio di salernitano, posso dire senza tema di smentita che in troppi a Napoli hanno più di una cosa in comune con l’intellettuale medio italiano (buono, giusto, laico e di sinistra): il ripiegamento su se stessi, la passività, la tendenza a piagnucolare, l’essere del tutto refrattari all’azione. In principio era l’azione, dice Faust, a milioni di chilometri a Nord di Napoli.

    Quello che davvero Saviano, Bassolino & Co. devono capire subito è che non possono più star lì a cincischiare sulla cosa più importante: l’ammissione senza se e senza ma del FALLIMENTO TOTALE DI TUTTE LE POLITICHE PER IL SUD, in sessant’anni di Repubblica. E di conseguenza il diverso impiego delle poche energie a disposizione dei nostri fiacchi e distratti politici, per inventarsi finalmente qualcos’altro. Magari cercando di “importare” quel che c’è di buono dal Nord-Est…

  3. Zagazig, non sono d’accordo con questo: “l’inquinamento di alcune terre napoletane lo e’ [colpa del Nord, N.d.V.] (in concorso con la camorra naturalmente).” Né tantomeno sulla conclusione: “Non penso che ci sia da andarne fieri al Nord, cosi’ come non c’e da essere orgogliosi a Napoli per la situazione attuale.”
    E ti spiego perché. L’inquinamento di alcune terre napoletane non è e non può essere colpa del “Nord” in combutta con la camorra. Casomai sarà colpa della camorra in combutta con “mascalzoni del nord”. Non è una questione lessicale, formale, ma di contenuto. Perché il tuo discorso ti porta a fare ingiustificatamente di tutto un unico calderone, come a dire che siamo tutti colpevoli per ciò che succede a Napoli. Un cazzo, perdona il termine. La differenza essenziale tra Nord e Sud è che mentre di “Sud” si può parlare come di una categoria politica, dato che ha beneficiato storicamente di politiche ad hoc (tutte fallimentari), di “Nord” invece non si può parlare. Il Nord non esiste come categoria politica. Ci sono enti, centri, città, uomini politici, industriali, ma il Nord politicamente non esiste. I responsabili di ciò che accade a Napoli sono gli amministratori locali, i camorristi e i personaggi loschi che fanno affari con loro, lombardi, veneti o lombardo-veneti che siano. Non “il Nord”, nella maniera più assoluta.

  4. Io da salernitano dico che l’accostamento tra Bassolino e Saviano non ha alcun senso. E neanche prendere la dichirazione di una signora qualunque per il tutto. Poi sta ciosa dell’importazione di qualcosa dal Nord Est mi sembra una fissa…le cose devono andare bene indipendentemente da supposte importazioni. Come se io invitassi quelli del Nord Est ad essere meno lugubri e ad acquisire la simpatia del pescatore di Posillipo, o consigliassi ai giovani settentrionali di prendere esempio dai tranquilli ragazzi meridonali e smettere di rimepirsi di droga e alcol per schiantarsi sulla strada all’alba dopo la notte in dicoteca. Un termovalorizzatore lo stanno facendo anche in Albania non è che il Nord Est sia il paradiso mondiale della gestione dei rifiuti.
    Quello che mi sorprende ancora una volta è che si mischia Napoli con tutto il Sud, e che si rinuncia a intendere quello che è chiaro: la diversità delle situazioni.
    E’ il motivo per cui io non mi accodo alle filippiche sulle politiche relative agli immigrati al Nord, perchè al Sud ne abbiamo pochi (in Albania zero assoluto) e non mi sento di ergermi a censore di problemi che non ho e che non vivo.
    Il fallimento delle politiche al Sud è cosa nota. Che tipo di ammissione serve ancora. Servono fatti. Serve Stato. E serve un pò di conoscenza meno superficiale.

    1. Non bisogna commettere l’errore di confondere Napoli con tutto il Sud ma tu non commettere l’errore di confondere tutto il sud con Napoli quando ti fa comodo. Napoli di immigrati ne ha a iosa e anche qui si sono create realtà come quelle di certi quartieri di milano, torino o treviso. Tu mi dirai che vengono a fare dato che non ci sono industrie? Io ti rispondo che non è solo per avvitare i bulloni nelle fabbriche che vengono qui. Napoli è una città che raggiunge il milione di abitanti e questo vuol dire decine di migliaia di anziani che cercano badanti, decine di migliaia di famiglie in cerca di collaboratrici domestiche, decine di migliaia di negozi e supermercati che cercano fattorini, commessi, garzoni ecc. senza contare che tutta questa nuova ondata di esseri umani ha bisogno di negozi etnici, ristoranti e luoghi in cui dormire. Per cui magari a Salerno, a Taranto, a Potenza FORSE non avete idea di cosa vuol dire essere “pieni di immigrati” ma a Napoli sono una realtà sempre più presente.Prova a prendere un autobus o a farti un giro in centro per vedere di che parlo. Ragion per cui nemmeno il “problema” immigrati è esclusivo appannaggio dei veneti chea quanto pare su questo argomento imitano il vittimismo e la teatralità che solitamente attribuiscono ai napoletani. Eppure qui non si sono mai sentiti discorsi come quelli di borghezio, iniziative come quelle del sindaco di Treviso, o le innumerevoli frasi infelici che mi sono sentito dire nei negozi, nelle pompe di benzina, negli alberghi del nord est che a quanto pare quando subisce una dose della sua stessa medicina si sente prendere dalle convulsioni.

  5. Io non ho fatto nessuno accostamento ne ho lasciato intendere nulla. Ne ho fatto calderoni. Non capisco perchè rifiuti di accettare che imprenditori settentrionali abbiano fatto schifezze. O vuoi dire che al nord ci sono dei “mascalzoni” mentre al sud sono “tutti mascalzoni”?
    Il Nord è una categoria politica eccome, come minimo dalla nascita della Lega.
    Ripeto non ho scritto in alcun modo che il Nord è causa di ciò che accade a Napoli, piuttosto noto che chi è abituato ad essere preso ad esempio mal accetta di riconooscere i propri torti, qualunque ne sia l’entità, perchè questo gl’impedisce, in parte, di fare la solita menata paternalsitica.
    Del resto il Nord si è rifiutato di prendere la munnezza napoletana (“perchè puzza” come ha detto l’assessore lumbard), allora che vuole ora? Non partecipare alle spese che affronterà lo Stato? E fate lo sciopero fiscale ma chi se ne frega.

  6. La falsificazione storica dei veneti come “ricchi perché sfruttatori” è sesquipedale, basta pensare al recente passato della regione stessa. Che, fino a non più di quarant’anni fa, non faceva certo registrare prestazioni economiche da capogiro, anzi. Cito il Bozzini, quando dico che i veneti non piacevano né quando facevano teologia spicciola al filò (erano “terroni del Nord” e “bigotti da stalla”), né quando hanno fatto i soldi (sono diventati “materialisti”, compiendo il massimo sconcio agli occhi della sinistra tradocomunista: essersi sottratti alla militanza proletaria). Circolava un vecchio spot, negli anni del boom, in cui una serva negra interloquiva con il “comandi” tipico dei lavoranti veneti in libera uscita: il quadretto – riassumendo in un unico, miserabile idealtipo gli stereotipi del sottoposto, del moretto e del veneto sgrammaticato – serviva a far vergognare i nostri nonni della loro cultura e del loro decoro (come se “ciao”, saluto italico egemone, non derivasse appunto dal venetissimo s-ciao, schiavo, servo vostro).

    Poi ci sarebbe da abolire l’espressione geografica “nordest”, che torna buona solo per proporre bizzarri aggregati macroregionali durante le previsioni meteo. Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli e…Emilia-Romagna!!?? E che c’entra il sotto-Po con noialtri? Piacenza sta a Est? Rimini sta a Nord?
    Torniamo a chiamarlo Triveneto, per piacere…

  7. zagazig,
    la dichiarazione della signora è emblematica, se non lo capisci o non lo accetti, pazienza.

    Se non cogli nemmeno l’accostamento tra due che dicono “la colpa è del nord”, idem.

    Poi, se ho capito bene tu puoi legittimamente parlare di “Nord” – e cioè di un’astrazione che malgrado gli sforzi di Bossi non esiste – solo perché ti serve a dire che è colpa un po’ di tutti. Io invece non posso parlare di “Sud” a proposito di Napoli perché tu non cogli il nesso che c’è tra la cultura lassista che le politiche ad hoc hanno ampiamente rinforzato e la splendida situazione di Napoli.

    L’ammissione del fallimento delle politiche per il sud dei decenni passati non è ancora avvenuta, non nel nocciolo della questione. Non serve a niente fare dichiarazioni e cambiare leggi, se poi si continua sempre a percorrere la stessa identica strada degli aiuti umanitari.

    Poi, a Napoli non hanno bisogno di consigli né di esempi tipo l’inceneritore veneto? Eh già, Napoli può risolvere i suoi problemi solo con tecniche tutte sue, create da scienziati D.O.C., perché è talmente particolare che nessuno ha niente da insegnerle. Peccato che i risultati finora siano disastrosi. Un po’ di umiltà non guasterebbe.

    Dalle tue parti avete meno immigrati che al nord? Chiediti perché.

    Infine. Dammela tu la conoscenza maggiore, smentiscimi con qualcosa di più che vuoti sarcasmi e “non ha senso”, indicami il cambio di rotta nelle politiche sul sud che io ignoro, indicami la strada D.O.C. che sta seguendo Napoli per smaltire i rifiuti.

  8. La dichiarazione della signora è emblematica per te. Ognuno si sceglie i suoi emblemi. Io mi scelgo la dichiarazione più titolata dell’Assessore lombardo che essendo eletto dal popolo o scelto dagli eletti dal popolo dovrebbe avere una maggiore rielvanza. Ma queste sono facezie. Cose alle quali siamo già abituati da rappresentanti politici della Lega Nord.
    Il “Nord” vagheggiato da Bossi è quantomeno una realtà elettorale, politica e sociale.
    Sempre rimanendo in tema di eletti e non di una signora esasperata trovata per strada posso citarti il “chi non salta italiano è” cantato allegramente in Parlamento ad approvazione della riforma costituzionale. La maggior parte dei tg e dei mezzi di informazione. al contrario, riportano napoletani inferociti con Bassolino e la Jervolino non col “Nord”. E’ a Milano, in Piemonte o in Veneto che ti chiamano dispregiativamente “…uè Napoli” solo perchè vieni dal Sud. Non ricordo casi di razzismo politicamente corretto o meno al Sud nei confronti di cittadini settentrionali.

    Detto questo, ho già scritto e riscritto che

    “Se la munnezza comune oggi riempe Napoli non e’ colpa del Nord”

    “Ripeto non ho scritto in alcun modo che il Nord è causa di ciò che accade a Napoli”

    ..scriverlo una terza volta è pleonastico.

    Incazzarsi invece perchè imprenditori settentrionali hanno avvelenato la regione Campania facendo affari con quei camorristi che a Napoli chiedono il pizzo agl’imprenditori napoletani è più che legittimo. Conitnuerà Saviano a scriverlo, continueremo noi a sottolinearlo benchè questi fatti sembrino ad alcuni irrilevanti o peggio destabilizzanti.
    Ci hanno rotto gli zebedei per anni perchè non ci ribellavamo alla camorra e quando esce uno scrittore che rischia la vita per denunciare i clan dobbiamo sentirici pure i rimbrotti perchè ha osato citare il malaffare di qualche cummenda.

    L’ammissione del fallimento delle politiche per il Sud a partire dagli anni passati, ed a partire dai c.d. investimenti a cascata, è cosa nota e accertata, venti anni fà era oggetto di studio nel corso di economia politica che seguivo all’Università di Salerno.
    Mi dispiace deluderti ma se dovessi prendere ad esempio una Nazione o una regione europea questa non sarebbe il Nord Italia. Il Nord sta implodendo.
    Chi emigra oggi, anche dall’Albania, preferisce Germania, Inghilterra, Olanda, Svezia, Canada e Stati Uniti. Il Nord è pieno degli extracomunitari meno qualificati d’Europa. Le infrastrutture sono carenti. Vi sono enormi problemi di sicurezza pubblica. E pessime situazioni ambientali (bello il Pò eh!!?). Se permetti anche da meridionale guardo altrove. Come fossi un albanese in cerca di fortuna.

    Visto che di meridionale hai le orgini chiedi ai tuoi cosa significa fare “o’ gallo ncoppa a munnezza”. Perchè è questo che stai facendo. Ci prendi nel momento peggiore per elevarti. Cerchi un Sud del tuo Nord. Fatti un giro all’estero vedrai il tuo Nord.
    Abbiamo pochi immigrati al Sud perchè non c’è lavoro e ci sono pochi soldi.
    Embè!!!?… ma teneteveli i soldi. Non pagate le tasse, fate la rivoluzione, rendetevi indipendenti. Fate quello che volete.

    Quanto al discorso ‘principe’, la munnezza.
    Napoli ha ancora da patire. Si è appena aperta la voragine.
    E’ l’unica città del Sud ad avere questo tipo di problema e di queste dimensioni.
    Volerla scegliere come capitale è un pregiudizio bello e buono. Già nella vicina Salerno non esistono di questi problemi, e grazie alla crisi è stato prima permessa la provincializzazione della gestione dei rifiuti e, poi, da ultimo, è stato conferito da Prodi al Sindaco il potere straordinario di costruire quel termovalorizzatore che volevamo costruire da tempo senza averne il potere. Le discariche già ci sono. Il mio Sud è da tempo che cerca, anche con successo, di invertire la rotta. Il tuo si riduce a Napoli per sentirti superiore.

  9. p.s. questi sono gli effetti dei rifutti altamente tossici provenienti dal nord.

    Facendo un confronto con i comuni a livello 1, quindi poco esposti, il tasso di mortalità in queste otto cittadine è superiore per il cancro al polmone del 7 per cento negli uomini e del 9 per cento nelle donne. E andiamo avanti, si muore per cancro al fegato e alle vie biliari: +19 per cento negli uomini e +29 per cento nelle donne. Ma il problema non sono solo i tumori, anzi…
    A Napoli possono nascere bambini deformi a causa delle discariche. Nascono con la spina bifida, nei comuni a livello 5 sono l’83 per cento in più. E quindi bisogna operare, altrimenti si creano infezioni, hanno problemi di deambulazione e nella crescita degli arti inferiori.
    Bambini con gravissime deformazioni, come quelle all’apparato urogenitale, al pene. O anche malformazioni al palato, come il labbro leporino. Ma il problema non sono i rifiuti “normali”, quelli urbani. Il problema viene dal Nord.
    E quindi Galan farebbe meglio a stare zitto quando dice che non vuole i rifiuti di Napoli. Nessuno vuole darglieli, i rifiuti di Napoli. Però si riprenda quelli che per 30 anni hanno scaricato da noi con l’aiuto della camorra, quelli tossici, quelli che fanno venire queste malformazioni.

    ..e non si vergognano?

  10. Ne avevo il sospetto, ma ora ne ho la certezza: stai distorcendo il problema e le mie parole con l’ottica tipica di chi si sente attaccato. Ma attaccato a prescindere, perché io non l’ho fatto. Il tuo modo di ritorcere le colpe dell’inquinamento contro questo fantomatico “nord”, o di accusare me di voler fare il “gallo sopra la munnezza”, è proprio quel “chiagn’e fotti” che diceva Zamax, l’avere sempre la scusa pronta, il piagnisteo. Il nord affamatore, oggi è pure inquinatore. Ma quale “nord”, dov’è il “nord”? Gli industriali del nord in combutta con la camorra vanno puniti insieme a tutti i colpevoli, ovvio. Mai detto niente di diverso. Ma che c’entra questo col “nord”? E’ palese che il nord non esiste, se non di riflesso, per esclusione, come area non compresa nelle politiche ad hoc per il “sud” (quello sì che esiste), le politiche assistenzialiste tentate invano in questi sessant’anni. Smentiscimi se ci riesci: lo Stato, o meglio i partiti che si sono inghiottiti lo Stato, hanno aperto un conto a perdere, senza fondo, prelevando ai “contribuenti del nord” per dare al “sud”. E’ storia, non è il delirio di Bossi.

    E tutto viene tutto da quel clamoroso fallimento. Se oggi gli immigrati vengono al nord (come anche i miei fecero a suo tempo) è perché qui c’è più ricchezza, ed è la ricchezza creata in questi sessant’anni dalla piccola imprenditoria, che al Sud non c’è. E non c’è per un motivo: le politiche assistenzialiste e a favore dei grandi industriali e dei grandi sindacati hanno semplicemente strozzato o addirittura impedito di nascere all’economia del sud. E contemporaneamente, va detto, tentano di strozzare pure la piccola imprenditoria del nord. Con una differenza. Mentre al nord la piccola imprenditoria prova a resistere malgrado un fisco vampiresco, al sud la gente o se ne sta bella comoda a vivere di sussidi e pensioni senza sognarsi di scuotersi dal torpore, oppure non ce la fa e non ce la può ancora fare per le cause storiche appena ricordate. Questa è la verità, è un dato sociale, statistico, economico, quello che vuoi. Non c’entra nulla l’etnia, il sole caldo, la geografia. E SOPRATTUTTO NON C’ENTRA NULLA IL NORD.

    Altro che gallo, da quelle parti c’è troppa gente che fa lo struzzo e ficca la testa SOTTO la munnezza.

  11. Zagazig e Vincenzillo, non bisticciamo con le solite contrapposizioni tra Nord e Sud, che nel mio post, pur nella sua incazzatura, se letto con attenzione, avevo cercato con cura di evitare.
    Zagazig, non ho nessuna difficoltà a credere allo smaltimento di rifiuti tossici provenienti dal Nord in Campania. Anzi, è una cosa logica. Ma è come dire che il problema del turismo sessuale in Thailandia è un problema europeo, perché i cacciatori delle piccole prede asiatiche sono più o meno rispettabili signori di stanza nel nostro continente. Stessa storia per il problema della vendita di organi ecc. ecc. Il trasferimento dei rifiuti tossici è un by-product del marasma generalizzato forse non tanto campano, ma con più precisione (da quel che posso giudicare da qui) napoletano-casertano. Il nostro è un mondo di comunicazioni. La camorra – che pure è un fiore del male locale – ha aperto un sordido mercato e i clienti sono arrivati, come non poteva essere altrimenti. I ragionamenti moralistici non ci portano da nessuna parte, perché la percentuale degli stronzi – sospetto piuttosto alta – è simile dappertutto. L’intervento di Saviano, sponsorizzato da Repubblica, sorry, non è onesto. E’ semplicemente un classico “depistaggio”. Si può costruire una menzogna mettendo in fila un mucchio di cose vere, e tacendone molte altre, ingigantendo alcuni aspetti e minimizzando gli altri. Con la storia dei rifiuti tossici la sinistra cercava una via d’uscita e Saviano si è prestato al gioco.
    Quelli che chiamiamo “imprenditori” non sono affatto quella categoria “speciale” di persone che i media propagano; in Veneto poi sono quasi sempre ex operai, o figli di operai e contadini, ordinary people. E quindi spesso ordinariamente stronzi. Che c’è di strano? Anche in Veneto, fra l’altro, si dovrebbero costruire altri inceneritori, perché l’eccellenza nella raccolta differenziata non basta. Proprio in forza di quest’ultimo fatto i comitati civici si oppongono – come unico argomento razionale – alla costruzione di nuovi impianti. Perché bisogna sapere che anche qui il terrorismo ambientalista furoreggia. Ora si cita ad esempio l’impianto veneziano di Marghera. Ma quello l’hanno costruito per …disperazione. In realtà ce ne erano altri due in progetto. Un’iniziativa di Unindustria Treviso. Dovevano essere costruiti a sud di Treviso e quindi non lontano dall’impianto veneziano, presso uno snodo cruciale della rete viaria del TRIVENETO (come dice giustamente Ismael: l’espressione Nord Est è roba da “foresti”). L’opposizione della popolazione è stata vivissima: comitati, preti invasati, sindaci capipopolo, marce e digiuni. Alla fine l’inedita alleanza politica Lega-Sinistra ha messo la parola fine al progetto. Chissà che i fatti di questi giorni non riaprano la partita!
    Eppur si muove. La storia, qui nel Veneto. Lentamente, ma costantemente.
    Perché non nel Meridione? E solo nel Meridione d’Italia? Mi indispettisce – m’indigna! – che la stampa cosiddetta “democratica” del nostro paese alimenti le più basse passioni, le frustrazioni, i “vittimismi” della gente del Sud, e dia il suo silenzioso “imprimatur” all’esplodere dell’irrazionalità. Perché il Sud in tutti questi anni è diventato sempre più rosso? Forse perché oramai lo Stato – la Nomenklatura dello Stato – e la Sinistra sono una cosa sola?
    Quanto alle dichiarazioni dei politici del Nord, beh, è il normale e mediocre teatrino della politica. Non ti stupirai di questo, Zag?

  12. Beh nessuno vuole fare del Veneto un paradiso del rangiarse, ma i risultati migliori in Italia, per quanto riguarda la nettezza urbana, si ottengono qui.
    Un bel problema quello delle classi ad alta intensità di immigrati. Avendo la madre insegnante (ebbene sì, un dipendente statale in famiglia -a momenti si odia da sola-) so bene l’impressionante turnover a cui sono obbligate le maestre nel caso di uno o due stranieri non preparati. A Verona(-etta), nella scuola A. Massalongo, che trasuda letteralmente multiculturalismo cialtrone, insegnanti molto progressiste si sono dovute arrendere all’inesorabile crollo di iscrizioni da parte degli autoctoni. So che hanno preso in considerazione le classi separati ma ignoro come si sia risolta la questione.
    Saluti, da oggi Boeri (che mi ispirava simpatia solo per il nome) è sulla mio libro nero.

  13. ti contesto che al Sud non si muove nulla…ci sono roghi. Io li aspettavo da tempo. E finalmente sono venuti. Nelle tue parole c’è una intuizione pervasiva (cosciente?). Che Napoli è solo il buco del culo d’Italia. E che magari questi roghi, questo collasso, non solo servano a sbloccare la situazione in Campania ma anche in altre parti d’italia.
    Le cose si digeriscono al Nord e si defecano al Sud. Che ci volete fare.
    Per me non è questione di Rossi o Blu, ma di meridione e settentrione, perchè questa è la dinamica del Paese. Se si pensa che la questione sia aver votato Bassolino allora non si è capito nulla del Meridione. Perchè chiunque scende giù solo per avere voti facili.
    E alle ultime elezioni politiche in Campania il cdx ha perso di soli 24.000 voti. Non è vero che non c’è mai stata una minima reazione sul piano dell’esercizio di voto, ma non credere che la massima di De Roberto al Sud oggi sia inattuale. E’ interesse del Nord e non solo del Sud che non ci sia più qualche stronzo veneto ex operaio che si mette a fare l’imprenditore e faccia affari con la camorra. Dare per scontata questa cosa significa dare per scontato anche la camorra.

    Zagazig

  14. @ Vincenzillo
    Questo blog per qualche misterioso motivo attira il …sangue salernitano. No solo io ho dedicato un post al mitico Pecoraro Scanio, non solo ho ornato il mio blog col poster della Mara Desnuda; ma tra i miei visitatori ci sono pure un medico dei pazzi – nome scientifico psichiatra del partito della psicoterapia cognitiva -, e un comunista mistico meridionale di stanza in Albania, Zag. Tutti provenienti dalla città famosa nei libri di scuola per la famosa scuola medica. E ora scopro che anche tu sei un mezzo sangue… 😉

    @ Davide El Boaro
    Chi si loda si sbroda: sbrodiamoci…
    Già, un bel problema. Ci vorrebbero pazienza e pragmatismo, da parte di tutti. Ma poi arrivano, loro, i pretoriani in pantofole della “democrazia” a strillare cacchiate. Con lo stesso irritante effetto di chi arrivi dal quartier generale a predicare ai soldati in trincea le regole della guerra comme-il-faut. Col rischio di beccarsi come risposta …na s’ciopetada sul cul!

  15. Purtroppo invece, l’eterna “quistione meridionale” di gramsciana e salveminiana memoria c’entra eccome. Ovviamente non di tutto il Sud, ma di Napoli sì. Condivido lo spirito del tuo lungo post, Zamax. Non condivido, ovviamente le repliche formato-lenzuolo di Zag abile nello spostare il problema e con cui sono sempre in polemica vivace anche per altri siti. Che ci siano industriali “mona” veneti che hanno patteggiato con la camorra per lo smaltimento rifiuti altamente tossici, sono disposta ad ammetterlo. Tuttavia questo non sposta di una virgola l’essenza del problema: è cioè che la monnezza a carattere domestico (quello che nelle aree settentrionali chiamiamo “l’organico” o “l’umido” ) faccia parte del paesaggio napoletano da data infinita. E pure sotto altre giunte. Negli anni ’80 mi capitò di passare per Napoli e di vedere splendide chiese in Barocco spagnolo letteralmente seminascoste da montagne di rifiuti. Rifiuti organici e domestici, per così dire. Se non si ama la propria terra, le proprie bellezze, la propria arte e la propria città è anche soprattutto colpa di chi ci vive. Inutile lisciare il pelo ai napoletani per il verso sbagliato. Non è così che li si aiuta a crescere. La banda dei TRE (Bassolino-Jervolino-Pecoraro) deve andarsene, certo. Grandi sono le loro responsabilità e inettitudini. Ma resta sempre lo stesso quesito: chi li ha eletti?
    In queste ore assistiamo alla deprimente fotografia di bastimenti carichi di…..rifiuti napoletani. E di cittadini di altre regioni come la Sardegna di Soru (DS) , letteralmente imbufaliti. Tutti razzisti? Tutti leghisti anche in Sardegna? E’ normale che chi ama la propria terra non voglia saperne di pattume alieno venuto da fuori. E che razza di solidarietà sarebbe quella di accettare rifiuti di cui i napoletani vogliono disfarsi alla chetichella dopo aver seguito i Masanielli del NO, come Pecoraro?
    La solidarietà (parola di cui i sinistri e i cattosinistri abusano ad oltranza) si dimostra in caso di calamità naturali: alluvioni, terremoti, esplosioni vulcaniche ecc. Non nei confronti della deliberata incuria, trascuratezza e scostumatezza.
    La solidarietà si manifesta con contributi economici donati là. Contributi che non devono esssere elemosina di stato sul tipo “cassa del mezzogiiorno”. Ma devono andare a buon fine. Volete i termovalorizzatori come a Brescia? Noi vi aiutiamo. Ma voi mostrateci la volontà di essere concreti e operativi. Onesti e trasparenti. Non si può aiutare chi non vuole essere aiutato. Non si può curare chi non vuole essere curato. Non si può rimediare laddove i rimedi vengono sistematicamente boicottati. Io, se fossi nei napoletani, proverei vergogna in queste ore, nel vedere in queste ore i bastimenti carichi di monnezza loro, alla volta della Costa Smeralda. Partono e’ bastimenti pe’ tierre assai luntane…diceva la canzone. Ma queste non sono “lacreme napuletane”, diventano lacrime di tutti, per errori loro. La misura è stracolma.

  16. Zamax, perfetto come sempre: “Ma è come dire che il problema del turismo sessuale in Thailandia è un problema europeo, perché i cacciatori delle piccole prede asiatiche sono più o meno rispettabili signori di stanza nel nostro continente.”

    Mi aggancio agli ottimi pentiti da te citati per dedicare un pensiero amorevole anche ai sempre validi magistrati di Napoli, troppo occupati ad ascoltare i dettagli piccanti delle palpatine di Berlusconi alle ballerine per occuparsi delle plateali, vergognose colpe dei loro amici dirigenti di sinistra. Hasta la munnezza, sempre!

  17. Allora che la munnezza resti a Napoli…ma i miasmi si spanderanno dapperttutto…i cumuli diventeranno così grandi che i napoletani dimostreranno di essere operativi inziando a spargerli abusivamente e illegalmente nelle altre regioni. Camioncini stracolmi partiranno da San Giorgio a Cremano in direzione Nord, altri da Portici in direzione Est, da Napoli città verso Ovest. Da Pianura partirà un carico speciale di rifiutti tossici verso la terra di Galan. Le strade saranno bloccate, i treni saranno bloccati, anche i voli.
    Spunteranno dapperttutto napoletani sopravissuti alla diossina (i napoletani sono più resistenti dei topi) con sacconi di munnezza: in Piazza Duomo a Milano, alla Messa del Papa a San Pietro, durante i collegamenti dei tg nazionali ed esteri ci sarà sempre un sacchetto a ricordare la situazione. Perfino Paolini si unirà alla lotta sventolando un sacchetto della munnezza oltre a lanciare il solito invito ad usare i preservativi.
    Le forze dell’ordine non riusciranno a fermarli tutti, i napoletani. Sbucheranno dapperttutto con la loro inciviltà e i loro sacchetti di munnezza.
    Ci saranno scontri, roghi in tutta Italia (sono già iniziati a Cagliari). Bassolino, la Jervolino e Pecoraro Scanio saranno impiccati ad Acerra. Poi si passerà a Bertolaso, Pansa, De Gennaro portati a morte al Maschio angioino. Verrà il turno di Prodi. E poi degli altri.
    Si unirà allla lotta Grillo che indicherà alle masse napoletane volta per volta chi impiccare. Si partirà coi politici pregiudicati per arrivare a quelli indagati. Gli extracomunitari si uniranno alla lotta. Ma solo se muniti di permesso di soggiorno. Gli altri saranno messi nelle discariche. Mara Carfagna sarà beatificata in quanto martire salernitana e posticciamente ritratta con Padre Pio sui piatti di ceramica souvenir. I NAN, Nuclei Armati napoletani faranno esplodere l’inceneritore di Brescia l’11 settembre del 2008.
    Useranno finta immondizia al tritolo. I roghi aumenteranno, anche la confusione. Se i camionisti hanno bloccato l’Italia per due giorni, i napoletani possono bloccarla per un anno. La munnezza degli uni e degli altri a un certo punto non si distinguerà più. Tutta l’Italia sarà il Paese della munnezza. Si faranno cartoline a tema: “Le Cinque Terre con rifiuti umidi”, “Il duomo di Orvieto con plastica”, “Venezia by trash”. Il mare s’inquinerà.
    Imbarcazioni napoletane spargeranno munnezza a Rimini, Riccione, Costa Smeralda, Capalbio, Castiglioncello, Isola d’Elba, Cala Gonone e Lido di Camaiore Veneto.
    Le pise innevate delle Alpi diventeranno a pois. Bianco e nero. Il bianco della neve e il nero dei sacchetti.
    Alla fine, uomini e topi, sopravviveranno…..

  18. Senti bello e’ mammà, quando sei a corto di argomenti, parti in quarta con la bottiglia molotov in mano , come i tuoi amici teppisti e bruciatori di rifiuti Oreste Scalzone e Francesco Caruso. Come ti ho già detto da Lontana, ti piace fare il Bordiga della monnezza. Io ho offerto argomenti, tu invece, minacce e ricatti. Ma stavolta non ci caschiamo, perché se va avanti così risponderemio “napoletanamente”. Dopotutto i cattivi maestri dell’arroganza siete voi.

  19. Nessie io volo di fantasia..con l’aiuto della dea alata…tu cerchi di tirarmi a terra come un paracatudista senza telo…hai pure gli occhi azzurri come Atena feroce?
    🙂

  20. “Ecco cosa sono riusciti a fare, i cattivi maestri di Napoli, a Cagliari”

    ..ci saranno certamente dei napoletani a Cagliari!!!???..:-)…

  21. No, sono puri e semplci sardi incazzati. E con ragione. Tutto qui. OT: sì, il film di cui hai chiesto è quello conYul Brynner.

  22. Ottimo. Anch’io da tempo vado sostenendo che la sinistra sinistrata sta facendo del razzismo verso le classi medie produttive, specialmente del nord, e ancor più del nord est. Alcune settimane fa M;ichele Serra aveva pubblicato sul Venerdì un intervento contro i veneti che aveva lo stesso tono di un esponente del k-klux clan contro i “negri”. In sostanza, ci troviamo d fronte la razzismo di una casta di benestanti benpensanti ultrastipendiati dallo Stato come giornalisti (alla faccia del proletariato… ) contro la classe lavoratrice “borghese” da cui deriva la maggior parte del gettito fiscale su cui si basano i loro stipendi.
    I meridionali, per concludere, sono veramente vittime: vittime di un eccesso di assistenzialismo, martoriati di una pioggia di denaro pubblico, che li ha trasformati un una massa di accidiosi incapaci di creare sviluppo e mantenere l’ordine nella loro regione. Più li soffochi col denaro della cassa del mezzogiorno, più continueranno a sprofondare nell’abisso del tezo mondo.

  23. @ Zagazig
    “Napoli è solo il buco del culo d’Italia” Gran bella metafora. Pure ambivalente. Come tutte le cose nel nostro paese. Per i Nordisti significa che i napoletani sono la fogna d’Italia. Per i Sudisti che i napoletani sono gli italiani che lo prendono sempre in quel posto.
    Sono molto preoccupato. Visto che sicuramente Al Qaeda non ha ancora l’atomica, mi sa che i servizi deviati di Prodi venderanno a modico prezzo ‘a munnezza” a Osama Bin Laden come arma batteriologica. Con l’avanzata su tutto il fronte della “munnezza made in Naples (italy)” – la migliore sul mercato – Kabul cadrebbe in una settimana e gli Yankees fuggirebbero a gambe levate dall’Iraq. Cose che cambiano la Storia con la “S” maiuscola e che gli strateghi non possono prevedere!

  24. @ vfiore
    Bacio le mani a vossignoria! 😉
    Come vedi ho provveduto ad abbassare la serietà della discussione…

    @ Reginadistracci alias fuga dal futuro

    (O.T. La prima volta che provai a punzecchiare Malvino, Lucifero mi rispose per davvero con un telegrafico:
    “Giovinotto, vai a cagare” …ah-ah-ah… )

    Qualcuno si chiederà come sia possibile che il poverissimo, arcaico, Sud della Spagna in pochi anni abbia raggiunto standard di vita “europei” mentre in Italia la “questione meridionale” sembra eterna. C’è però da tenere in conto un fatto importantissimo, che non è la criminalità. La Spagna è un paese unito da svariati secoli. Perciò gli Andalusi si sono sempre sentiti – pur nella loro povertà – parte a pieno titolo del Regno. Per come è avvenuta la “conquista” del Meridione è stata quasi solo l’ultima delle dominazioni “straniere” che si sono avvicendate laggiù (io parlo da quassù) dai tempi dei Bizantini e degli Arabi. Il “brigantismo”, la “mafia”, la “camorra” in un certo senso sono delle forme patologiche, estreme, di una cultura che si rannicchia in se stessa, si nasconde, di fronte alla brutale secolarizzazione dello stato “civilizzatore”, che nell’ottocento anche quando si chiamava liberale aveva una carica totalitaria giacobina. E’ sempre il solito scontro tra Zivilisation e Kultur di cui parlavo in questo post:
    https://zamax.wordpress.com/2007/03/12/europa-usa-linevitabile-alleanza/

    La democrazia, la “civiltà”, quando viene esportata ha una sua carica universalista che se non trova un corpo saldo tende a schiacciare inesorabilmente ogni cultura indigena. In certi casi il “costume” diventa ipso facto “fuori legge”. Di qui alla trasformazione di queste subculture in vera e propria criminalità non manca che un passo.
    Anche il Veneto ha subito questa violenza. Si può dire dal 1866 alla fine della seconda guerra mondiale l’Italia è stata più matrigna che madre per i veneti. I numeri dell’emigrazione non sono secondi neanche a quelli del meridione. Ma il Veneto aveva un’altra storia, e non mi riferisco solo a quel mezzo secolo di dominazione austriaca (che ci ha regalato, fra l’altro, la parola “schei”: era l’inizio di una lunga parola tedesca scritta nelle monete dell’Impero!); ma anche alla storia quasi millenaria della repubblica di Venezia, che aveva dato nel corso di lunghi secoli ai suoi abitanti un fondo naturale di autostima e senso civico, cosa assai difficile quando si passa di dominazione in dominazione. I Meridionali a volte sembrano o si atteggiano – e vengono pure considerati – dei SuperItaliani; ma in realtà nell’animo del meridionale vi è un fondo d’amarezza per averla più subita, che conquistata, quest’italianità. Un sentimento che uccide anche l’ambizione.

  25. @ Nessie
    Chettedevodì? Di questo passo, se non riusciremo a liberarci degli apprendisti stregoni sinistri e democratici, diventeremo tutti reazionari come lo PseudoSauro! 😉

  26. “la parola “schei”: era l’inizio di una lunga parola tedesca scritta nelle monete dell’Impero!”

    Io sapevo che quello era il modo di leggere Zwei (due, come la banconota da due fiorini, la più diffusa ai tempi) dei veneti di allora: la zeta diventa esse, figurarsi, la W si trasforma in C gutturale per manifesta illeggibilità e le altre si leggono come sono scritte.

  27. Zamax, hai letto sul Corriere di sabato 12 il lungo pezzo di Raffaele La Capria “MOnnezza e Bellezza”? Ho sempre amato la scrittura di La Capria e ho letto qualcuno dei suoi romanzi. E’ un pezzo davvero suggestivo anche questo scritto sul Corsera, e dettato da uno sconfinato amore per la sua città. Ma in mezzo a tanto esercizio di stile, purtroppo non dice la verità. E’ come se dietro a tanta “bellezza”, rimanesse pur sempre la “monnezza”. Gli risponde assai più ruvidamente, ma schiettamente, il veneto Gian Antonio Stella, che invece non amo. Ma che dice la verità. Temo che questa non sia solo questione di destra o di sinistra (Stella è di sinistra) , ma che il fattore antropologico (di cui nessuno vuole parlare) , vi giochi un ruolo determinante.

  28. @ Ismael

    Mi hai fatto venire qualche dubbio. Piccola ricerca e su Wikipedia ho trovato questo che confermerebbe la mia versione.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_veneta

    “Il centesimo della lira italiana veniva detto in veneto “centesimin”, quello austriaco, di valore leggermente inferiore, veniva chiamato però “scheo” per poterlo meglio distinguere. Il termine ebbe origine dal fatto che sui centesimi austriaci era coniata la dicitura “Scheidemünze” (cioè moneta divisionale, nella lingua tedesca pronunciata però approssimativamente “sceidemünze” [casomai “sciaid… n.d.Z.] con la “ü” piemontese, a quel tempo l’indicazione di una minima frazione monetaria, oggi non più in uso). Probabilmente i veneti non riuscivano a pronunciare bene quella strana e lunga parola e si limitavano a chiamare la moneta solo con l’inizio della dicitura, cioè “schei”, facendone così un termine generale al plurale, dal quale derivarono “scheo” al singolare. Questo termine rimase nel dialetto per indicare in generale il denaro.”

  29. zamax, ismael, bellissma questa vostra ricerca sull’origine della parola. Io mi schiero con zamax, ma confesso che da Lombardo mezzo-sangue napoletano e mezzo-sangue siciliano pensavo che si dicesse “sghei” con la “g”, non con la “c”… o magari “sghei” esiste ma significa un’altra cosa?

    nessie, io distribuirei così le colpe:
    20% questione meridionale (dunque Stato, o meglio partitocrazia. Dunque da distribuire equamente tra DC e sinistra rinascimentale)
    20% sinistra rinascimentale (che sommando arriva al 30%)
    20% magistratura politicizzata (che va anch’esso a sommarsi al 30% della sinistra, e fa un totale del 50% per i buoni e giusti)
    20% camorra
    20% cultura fatalista radicata (ma cultura, appunto, non antropologia, ché se no siamo a un passo dal razzismo… )

  30. nessie, dimenticavo la percentuale di colpa degli imprenditori del nord. Direi che siamo intorno al 3-4%, da ricomprendersi all’interno del 20% della camorra.

  31. Niente da dire, in effetti mi sembra più filologicamente “solida” la tua spiegazione. Interessante, non sapevo. Sarà il mio nuovo spunto di discussione per bulleggiarmi con classe alle cene familiari…

  32. @ Nessie
    Ho letto il pezzo di La Capria. E’ un gran …sospiro, d’impotenza. “Antropologico” è una parola il cui significato non si sa dove possa arrivare, come diceva Vincenzillo, e implica un pessimismo che va oltre il ragionevole.

    @ Ismael
    E’ curioso che viceversa nel bresciano, a quel che mi risulta, si usasse ancora fino a non molto tempo fa (non so se ne sia rimasta traccia ai giorni nostri) la locuzione “bezzi” – da “bezzo”, moneta della Serenissima – per indicare il denaro.

  33. Ma guarda un po’…ora anche l’antropologia diventa sospetta di pessimismo “oltre i ragionevole”… Se Lévy-Strauss fosse ancora vivo, passerebbe per razzista. E magari anche per antisemita, proprio lui che era ebreo. Del resto è già nel mirino come “islamofobico”. Via non scherziamo, Zamax, tu che sei così intelligente!
    E che dire della frase di Tomasi di Lampedusa sull’immutabilità della Sicilia allora? (“Siamo zotici, ma ci crediamo dèi”). Razzista pure lui?

  34. Vincenzillo: mi piace il tuo tabulato delle percentuali. Ovviamente , magari sulle cifre si può discettare, ma il fatto che ci sia un concorso di colpe ben identificate, è un fatto. Forse gonfierei un po’ di più la percentuale delle giunte di sinistra storica e della magistratura latitante.

  35. @ Nessie
    Ti dirò, l’antropologia è una scienza che non gode delle mie simpatie. Troppo vasta e vaga. E allo stesso tempo con la tendenza a creare categorie “immutabili”. Non voglio negare la profondità delle radici di una determinata cultura, troppo spesso sottovalutate, e talvolta violentate, dal pensiero “progressista e democratico”. Quest’ultimo tende ad essere facilmente superficiale, e tanto più è superficiale, tanto più diventa settario e spietato, come nel caso del comunismo. Il pensiero conservatore-reazionario, al contrario di quanto si crede comunemente, è quasi sempre colto e profondo. Ma nel fondo non crede all’uomo come individuo. L’identità nazionale (per esempio italiana) o sovranazionale (per esempio europea) o religiosa (per esempio un cristianesimo non universalista – e quindi eretico) lo informa completamente. Per molti di questi pensatori il “russo” sarà sempre un “russo” prima che una persona con la propria testa; così l’europeo e l’americano (o l’anglosassone). Schematizzo, ovviamente. Una volta scrissi (credo rispondendo allo PseudoSauro) più o meno che le opere dei “tramontisti dell’Occiddente” alla Spengler sono letture proficue e istruttive a patto che le si depuri di quel determinismo culturale che fa dell’uomo un essere derivato. Accetto più facilmente il termine “cultura”, che mantiene tutta la sua importanza, senza precludere la possibilità, anzi, la necessità – non solo nel bene, anche nel male – di un’evoluzione. Facendo un discorso “antropologico” dovrei dire, dall’eccentrico – geograficamente e culturalmente – “angolo dei veneti”, che spessissimo mi sento quasi straniero nel mio paese, se penso all’idea di “italianità” che i media veicolano.

  36. però forte ‘sto Saviano… a fare nomi e cognomi dei boss
    ma sul caso napoli il nome di Bassolino/jervolino non ce l’ha fatta a pronunciarli…
    si è preferito parlare di nord e sud.

    che la congrega bassoliniana si ancora PIù FORTE della camorra?
    che pena che mi fanno….

  37. Zamax, più che dell’antropologia, quelli che denunci tu, sono i limiti e le secche dello strutturalismo e il suo studio delle “costanti” e delle “variabili”. Filosofia e metodologia nata, come sai, per opporsi al marxismo. Su Lévy-Strauss e le sue denunzie preveggenti del multiculturalismo, ti consiglio di leggere (o rileggere) questo post del prof. Israel, il cui blog, vedo che hai già nei tuoi links:
    http://gisrael.blogspot.com/2007_01_01_archive.html

  38. @ Nessie
    Sono perfettamente d’accordo con l’articolo di Giorgio Israel, che è nello stesso spirito del mio post sulla questione dell’ “omofobia”:

    https://zamax.wordpress.com/2008/01/01/queer-end-of-the-year/

    Per quanto riguarda l’antropologia, a dire il vero, no, “non so”. Non la conosco bene. Non mi ha mai attirato, perché a mio parere, a mio modestissimo parere, non ambisce a percorrere fino in fondo la strada della verità. Io non ho nessun problema a sostenere la superiorità della cultura occidentale: ne sono convintissimo. Tutto sta però nel comprendere quale sia la specificità, l’essenza di questa sua superiorità, che nel corso dei secoli, e dei millenni, ha saputo insinuarsi e fecondare progressivamente, modificandole e asservendole per sempre, culture di ogni tipo.
    Insomma, in questo senso più largo e profondo, respingo un concetto di “Occidente” ristretto etnograficamente ai popoli euroamericani.

  39. @ Gabbiano
    Insomma, so’ tutti forti ‘sti napoletani… 🙂
    Pe’ queshto fanno ‘na munnezza che nun tiene confronti al monno, indishtruttibile.
    E noi vorremmo smaltire Bassolino?
    Mo’ shtiamo usciendo pazzi?

  40. zamax, quoto questo tuo passaggio e lo faccio mio: “Tutto sta però nel comprendere quale sia la specificità, l’essenza di questa sua superiorità, che nel corso dei secoli, e dei millenni, ha saputo insinuarsi e fecondare progressivamente, modificandole e asservendole per sempre, culture di ogni tipo.
    Insomma, in questo senso più largo e profondo, respingo un concetto di “Occidente” ristretto etnograficamente ai popoli euroamericani.”

    E poi ti aspetto al varco sull’abominio intellettuale in atto alla Sapienza, cui accenno nel mio ultimo post sulla campagna culturale di Ferrara…

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