Italia

Su po’ Italia!

Ragazzi, su po’!*, non è proprio il momento di essere schizzinosi. Questa è una partita con la storia (non con la “s” maiuscola ma neanche esattamente con la minuscola) da chiudere al più presto, pazienza per lo stile da magnaccia della politica, favorito dal Porcellum. Bisogna assolutamente votare per il PDL, perché la vittoria di Berlusconi in questa sorta di guerra civile a bassa intensità, artatamente protratta per quindici anni dagli eredi del comunismo, muterà definitivamente gli equilibri del potere reale in Italia. Il popolo di sinistra trova ormai sempre più faticoso ostentare la maschera della purezza democratica da opporre all’avversario di turno. E’ importante che Berlusconi vinca bene: quindi turiamoci il naso, resistiamo allo scoramento, e facciamo il nostro dovere. Sarà la fine di un’epoca: la fine – solo ora – dell’egemonia culturale comunista in tutte le sue varie incarnazioni; la fine dell’ostracismo del parterre di banchieri e industriali comme il faut verso il parvenu di Arcore, con il quale dovranno venire a patti. Non è bello né romantico, ma di qui passa anche la via per dar voce a quell’Italia non assistita che affronta da sola le sfide della globalizzazione, e per dar voce pure agli happy few del liberalismo senza se e senza ma che troppo spesso cedono alla tentazione di rinchiudersi in un’autogratificante quanto impotente torre eburnea. Su questa base l’Italia entrerà malferma sulle gambe e in veste dimessa nella normale arena politica europea. Una non piccola cosa. E non illudiamoci che in futuro il teatrino della politica ci offra degli spettacoli molto migliori. La politica sarà sempre – in tempi normali – il pascolo preferito degli opportunisti maneggioni pronti a cantare la canzone del momento, foss’anche “voglio fare il liberal-liberista”, e a essere premiati per questo.

Comunque, non tutto il male vien per nuocere: si riesce perfino a provare un’intima, virile soddisfazione nel guardare con occhio asciutto, senza scoramento e senza perdere la testa, questo bel reality-show di merda e sangue, per dirla brutalmente col vecchio Rino Formica.

Per gli apostoli disarmati e disinteressati della rivoluzione liberale la politica sarà sempre amara: anche quando saranno ammirati, i voti arriveranno col contagocce, e la gente premierà il mediocre patrocinatore di interessi particolari, tanto più a livello locale. Ma potranno sperare in tempi eccezionali, tempi di guerra, quando le mene di bassa lega perderanno tutto il loro meschino appeal, e allora agli ambiziosi non sarà impossibile imitare la fulminea carriera dei piccoli caporali in gamba promossi generali sul campo.

Poi ci sarà la pace e allora spero veramente che dall’altra parte la banda dei giovani virgulti democratici faccia le scarpe ai dinosauri della sinistra: per il bene dell’Italia, beninteso. Noi non abbiamo proprio di questi problemi, adesso che Giulio Cesare Berlusca ha arruolato tra le coorti della nostra armata popolare di liberazione lo spompato centurione della Ciociaria, er mittico Ciarrapico, redduce dalla milizia co’ Mmario, co’ SSilla, e ppure co’ Pompeo…

* venetismo: significa “dài!”, “e dài!”, “forza!”, “e muoviti!”, “e tirati su!”, ecc. ecc.

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Dalla religione marxista a quella democratica

“Una scatola di preservativi, una lampadina a basso consumo, una copia della Costituzione italiana e la dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: sono i regali che Walter Veltroni ha ricevuto da un gruppo di Giovani democratici di Venezia al suo arrivo a Mestre. I doni erano sistemati dentro una cesta e sono stati definiti «simbolici» dai ragazzi. Per l’ex sindaco di Roma il gruppo ha anche realizzato una maglietta con la frase «Ghe a podemo far», traduzione veneta del «Si può fare» veltroniano.” (Corriere della Sera.it)

Dobbiamo ringraziare l’ingenuità politica dei Piccoli Bigotti Progressisti della Serenissima per averci illuminato sulle regole di condotta previste dal catechismo della Fede Democratica Italica. Doni simbolici al Pontefice Massimo Romano dimostrano che le hanno perfettamente intese:

  1. con una scatola di preservativi risolviamo i problemi etici;
  2. con una lampadina a basso consumo risolviamo i problemi energetici;
  3. la nostra Bibbia è la Costituzione Italiana;
  4. il nostro Credo è la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Facendo questo noi facciamo il Bene, è ciò viene computato a nostra Giustificazione, perché:

  1. siamo fornicatori responsabili
  2. siamo consumatori responsabili;
  3. adoriamo il Libro Sacro, che nessuno può toccare;
  4. e quindi entriamo nella comunione della Chiesa Universale dei Diritti dell’Uomo, al di fuori della quale non c’è Salvezza, e si è esclusi dall’Umanità.

Ma io li perdono: perché son giovani, e per la simpatica maglietta.