Il ritorno del fattore F

“F” come “femme” ça va sans dire vocabolo assai più torrido e di più rotonda, piena e sana sensualità di quello da trivio normalmente in uso da noi, che strascica il sesso per il vicolo senza uscita della brutale genitalità. E’ mia opinione che sia un gran demerito degli storici moderni aver sottovalutato enormemente l’importanza del fattore F, che era invece ben conosciuta e degnamente apprezzata dalla schiatta degli antichi. E’ ben noto, ad esempio, che il primo uomo, Adamo, stravedeva per l’unica donna del Paradiso Terrestre, Eva: piuttosto che a Dio obbedì a lei, che se lo portava dietro come un cagnetto pechinese, e il fatto fu fecondo di conseguenze per tutta l’umanità. Chi non ricorda poi il ratto della sposa infedele di Menelao, Elena, da parte di un ragazzetto in calore, lo scapestrato figlio di Priamo, Paride, che scatenò il primo conflitto mondiale dell’antichità, passato alla storia col nome malizioso di guerra di Troia? In quei giorni l’ira funesta di Achille per poco non costò la vittoria ai Greci. Guaiva come un cane, l’eroe, e sbuffava come un toro aggirandosi pel campo degli Achei, ché gli avevano sottratto la schiava Briseide, senza la quale non poteva più vivere. Anche il ritorno degli eroi fu sotto il segno della donna: Odisseo costante luminoso, che molte pene soffrì nel cuore, era caro all’occhiglauca Atena, alla quale Zeus padre non sapeva dir di no. Fu così che potè far ritorno alla petrosa Itaca, che per lui significava una sola cosa: Penelope. E anche in pieno Rinascimento non si scherzava: Re Enrico VIII fondò, si può dire, la Chiesa d’Inghilterra sul fattore F. Ma torniamo ai giorni nostri, ché la storia sarebbe troppo lunga. Non tutti conoscono the true story behind Nicolas & Carlà. Qualche anno fa a Sarkò capitò qualcosa di simile all’avventura di cui è stato protagonista recentemente David Cameron, leader pacioccone dei Tories britannici, scambiato per un idraulico dalla magnifica e perspicace Kate Moss.

Sarkò incontro Carlà ad una sorta di party di beneficenza dei quartieri alti. Lui era già un politico conosciuto ma, si sa, le dee come Carlà a malapena riconoscono i capi di stato, quando li riconoscono; l’altera ma fresca bellezza della modella signoreggiava senza pietà nel salone degli ospiti in tutta la sua altezza naturale e artificiale. Atterrito, il piccolo Nicolas si fece ancor più piccolo, ma poco a poco il suo cuor di leone ricominciò a battere con regolarità. Si avvicinò alla dea porgendole un calice di champagne, che Carlà accettò con la massima naturalezza scambiando il piccolo Napoleone per un cameriere. Sarkozy, adorante, annichilito, giurò a se stesso, in quello stesso momento, che sarebbe diventato Re di Francia e che avrebbe impalmato la Regina del suo cuore, dei suoi occhi, e della sua mente. Questo è il segreto dell’energia e della spietata determinazione nascosta dietro la sua folgorante ascesa.

E che dire dell’integerrimo governatore dello Stato di New York, poveruomo, colpevole di recente di aver perso la testa per una giovane squillo? Purtroppo pensiamo che la stessa cosa capiterà, nel senso letterale della parola, al capo della Polizia di Teheran, sorpreso mentre si dava bel tempo insieme ad un harem di ben sei prostitute, nel pieno e sultanesco rispetto della tradizione islamica classica dei bei tempi.

Ora dalle steppe siberiane giungono notizie incredibili. Sembra che lo Zar di tutte le Russie, l’ex funzionario del KGB Vladimir Putin, sia caduto stecchito ai piedi della bella venticinquenne Alina Kabaeva: l’uomo, o meglio, l’ometto di ghiaccio si sarebbe sciolto come la neve al sole incrociando le capocchie di spillo dei suoi occhietti cilestrini con le profonde pupille nere, dagli inquietanti bagliori asiatici, degli occhi circassi della moretta. Corre perfino voce che sia già stata stabilita la data delle nozze. La cosa assesta un duro colpo alla nostra sensibilità: non possiamo veramente immaginare senza raccapriccio il tenero e flessuoso corpo dell’ex ginnasta costretto al disbrigo marziale dei doveri coniugali con la carne stagionata dell’aspirante mandrillo della Moscovia.

E non è finita qui, purtroppo per noi: la Spagna vuole dichiarare guerra all’Italia, sissignori. Il solito immarcescibile, incorreggibile Cavalier Silvio Berlusconi, fresco e inebriato vincitore delle elezioni politiche, si è permesso – per questo lo amiamo – di scherzare sulle capacità di Bambi Zapatero di tenere a bada le ministre del suo nuovo governo. Bisogna capirlo, Silvio: non c’è una situazione in cui si senta più a suo agio di quando troneggia in mezzo ad una marea di femmine. Fare il gallo del pollaio è più forte di lui: sfoderando un sorriso estatico vorrebbe abbracciarle, baciarle, sposarle tutte, giovani, vecchie, alte, basse, more e bionde, sicuro di averle già tutte conquistate. Zapatero, pur essendo progressista, rimane un uomo: da uomo a uomo ha recepito il messaggio, e il sangue caliente gli ribolle in petto. Per questo dobbiamo tremare, non per il teatrino politicamente corretto.

Update: ad un’analisi meno passionale e più scientifica degli occhi della circassa sembra che le pupille nere siano in effetti di un altro colore: ma è noto come Zamax straveda per il sesso debole.

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7 thoughts on “Il ritorno del fattore F

  1. Pensavo proprio ieri che è anche comprensibile che all’estero non si siano ancora abituati al nostro ‘cazzaro’… 🙂 …se avesse letto propedeuticamente un pò più di cronaca politica italiana Zapatero non si sarebbe indispettito. Ammesso che uno straniero possa capirci qualcosa della nostra politica.

    Guarda che Putin si mantiene in forma. Nel mondo (non solo a Mosca) girano anche i suoi famigerati DVD “A Judo con Putin”. Certo è un ometto piccolo e non appariscente, vestito nel migliore dei casi in modo sobrio, ma è l’incarnazione del potere. In Russia ci sono da tempo agenzie specializzate nella ‘caccia’ di ricchi managers. Le donne vi si rivolgono per focusare le loro prede.

    Morale della favola.
    Elena era bona. Carla e la Alina pure. Ma oggi i potenti non fanno guerre per una donna.
    Al limite la cambiano.
    🙂

  2. Il Berlusca e’ un po’ come Krishna. Qui in India ho appena scoperto che una volta ha liberato (ops, parola casuale) 600 donne da un demone malvagio, e che successivamente per carenza di uomini… le ha dovute fare tutte sue mogli! Hare Rama, Hare Krishna, Hare Silvio!

  3. @ Zag
    Ma…allora…tutte…tutte le Svetlana, le Olga, le Oxana, le Ludmilla, le Ekaterina, le Nastas’ja, le Aglaja che mi girano attorno…non sono…non sono pazze di me! Oh Diiiiiio, che atroce disillusione!
    Sono solo FOCUSATO!!! E tutto per un errore dell’agenzia specializzata russa HOW TO MARRY A MILLIONAIRE di Niznij Novgorod che mi ha preso per l’affascinante manager Maxim Zamenev!
    E adesso cosa dico loro? Che sono vero italiano povero ma BELLO? Dici che funziona? Mi sembrano tutte così romantiche…sognatrici! Delle autentiche Tatjane puskiniane!
    Per combinazione sto proprio adesso ascoltando un balletto Tchaikovskjano: senti come sospirano le onde lunghe della musica di Pjotr!
    Ah no! Io preferisco pensarle come vittime, queste fanciulle! Mi si ghiaccia il cuore al solo sospetto che possano essere delle fredde meretrici! Brrrr…

    Morale della favola: le sorti del mondo potrebbero dipendere da Alina Kabaeva! E da Carlà! Io ci spero: con noi uomini relegati in tribuna, e gli affari del mondo regolati dalla stupefacente armonia del cinguettio di mille voci femminili!
    Son esseri misteriosi, le donne!

    A noi basta il fattore F!

  4. @ Vincezillo
    Uehilà Vincenzì! Te l’avevo detto che i mille dei dell’India ci avrebbero fatto vincere!
    Berlusconi in India farebbe faville: lo vedrei proprio bene con una corona di fiori, a cantare le canzoni di Apicella, sulle rive del Gange! E poi, le leggende narrano che nella sua giovinezza, oltre a venditore porta a porta di aspirapolveri e chansonnier dei Navigli, facesse pure l’incantatore di serpenti part-time, quando in città il circo Togni alzava le tende…

  5. @ Zagazig
    Ma allora sei il solito italiano all’estero! Con una morosa per paese! Ahi ahi bricconcello!
    Ma lo sa il parentado della tua compagna schipetara, eeeeeehhh?

  6. “I sogni son deeesideeeriiii di fe-lì-citàààààà!!”

    E poi di fronte alla dimostrazione di forza e fascino che ci vorrebbe per impalmare la promessa sposa di Putin, e non una Ekaterina qualsiasi, la mia donna balcanica forse direbbe “Sei forte!!!!”.
    🙂

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