La strada sbagliata della sinistra

Nel chiamare a raccolta i potenziali elettori del centrodestra l’intuizione italoforzuta berlusconiana, con una dose ragionata di populismo, mirò a scavalcare la mediazione di sclerotiche formazioni politiche, e a sfuggire la trappola soffocante dello schematismo laici-cattolici. “Forza Italia” era un grido di battaglia ma anche un invito rivolto al singolo individuo stanco di un’idea confessionale o settaria della politica. Era una visione dinamica, aperta, prospettica, ma non per questo onnicomprensiva, e si rivelò un ottimo investimento, facendo il pieno o quasi di consensi a destra, e raccogliendo gran parte del voto – decisivo – dell’elettorato dei profughi della diaspora socialista.

Vediamo invece che sia con l’esperienza dell’Unione prodiana sia col nuovo progetto del Partito Democratico veltroniano la mentalità che informa l’azione politica dei postcomunisti-democratici sia sempre quella della torta da suddividere o da okkupare. Essi continuano ad avere in testa categorie, classi, organizzazioni, poteri da avvicinare ed in ultima analisi possibilmente da assorbire ed egemonizzare, nel tentativo di raggranellare il democratico 51 per cento. Così si spiegano la corte serrata al voto cosiddetto cattolico, le ottime e cercate relazioni diplomatiche coi vertici confindustriali di qualche tempo fa, le ottime e cercate relazioni diplomatiche coi vertici delle grandi banche, il rapporto sempre osmotico con le confederazioni sindacali. Il risultato? L’indefessa ricerca del consenso dei poteri, e la diluizione contraddittoria in mille direzioni del messaggio politico; non già un’idea attraente, ma realistica e moderna, da ciondolare davanti agli occhi del singolo individuo potenziale elettore di sinistra. Perché conquistato l’imprimatur dei vari Sant’Uffizi, alla fine però i conti – nel mondo degli uomini in carne ed ossa, e non in quello delle marionette ancora caro ai postmarxisti – non tornano: l’intendance n’a pas suivi.

A dimostrazione che nel quartier generale democratico le idee sono confuse come e più di prima, ancor oggi Veltroni cerca patetici abboccamenti con Casini nello sforzo di rimpolpare la massa critica della sinistra erosa dall’abbandono a loro stessi di rifondaroli & compagnia. In questa miope politica del bilancino, per non compromettere future alleanze e per non scatenare la ribellione dei quattro gatti – sì: quattro gatti – teodem, è costretto ad una grigia pruderie sui temi etici che non può che scontentare la grande maggioranza degli elettori di sinistra. Così come è del tutto aliena all’afflato universalista della sinistra, l’idea balzana – non veltroniana, ma figlia della stessa forma mentis – del partito del Nord. Nello stesso tempo, perfino nella ricorrenza del loro 25 aprile, ai seguaci democratici – visto che non sono più comunisti, ma, essendo italiani, è proibito loro di considerarsi socialdemocratici – non è concesso di sventolare nemmeno un fazzolettino rosso: quest’ultracastigata morigeratezza, speriamo alleviata da sogni masturbatori notturni, è proprio il segno che sul ponte di questa sinistra sventola bandiera bianca, e che il comunismo del belpaese, attraverso la finzione del Partito Democratico, sta morendo nel ridicolo.

P.S. Non vorrei che qualcuno, capitato per la prima volta da queste parti, mi sospettasse di simpatie “laico-socialiste”: al contrario son liberale-destrorso e, in cuor mio, cattolico perinde ac cadaver.

Advertisements

48 thoughts on “La strada sbagliata della sinistra

  1. Post che mi sento di sottoscrivere senza indugio.

    Non ti pare però che anche a destra il messaggio politico tenda, sia pure in maniera minore, alla stra-dìluizione?

    La carica dirompente del primo Berlusconi sembra svanita del tutto: spero di sbagliarmi, ma mi aspetto poco da questo governo.

  2. Sono d’accordo. Veltroni e i suoi parlano ai poteri, il Berlusca e i suoi parlano a tutti.

    A me questa vittoria sembra un buon segno: come dice oggi Alberoni su Corriere, l’Italia ha virato verso la concretezza e contro le ideologie.

    Evviva l’italoforzuto!

  3. @ tfrab
    Caro imperial-filosofo, nel centrodestra più che a una diluizione, vedo tutti i segni di un riposizionarsi abbastanza compatto su politiche conservatrici-paternalistiche, che ovviamente dispiacciono a me come a te. Bisogna tener però i piedi per terra: tutto ciò in realtà è in linea – in questo momento di profonda incertezza – con la temperie culturale-politica non solo italiana, ma generalmente di tutta l’Europa continentale. Sperare che proprio l’Italia se ne distacchi mi sembra un po’ troppo… purtroppo! Berlusconi è un politico, eccome se lo è: non credo affatto che la svolta criptonazionalista (vedi Alitalia) o colbertista “à la Tremonti” sia connaturata alla sua personalità più profonda, ma le antenne sensibili di cui dispone lo hanno avvisato per tempo. Un politico non può fare ciò che gli piace. Certo, quando in casi eccezionali e senza rimedio rimane solo l’eroica “testimonianza”, il donchisciottismo politico può avere un suo valore esemplare. Ma in genere il politico deve sapere fin dove i suoi lo possono seguire. Tutta l’abilità di Berlusconi consisterà nel ritagliarsi un margine di manovra sufficiente per portare a casa pragmaticamente qualcosa di buono. Sulla base di questo giudicheremo la sua ultima avventura.

  4. “..l’idea balzana – non veltroniana, ma figlia della stessa forma mentis – del partito del Nord”.
    Balzana nel senso che è controi loro cromosomi universalistici e cenralisti democratici, ma non certo balzana in assoluto.
    Mi sto convincendo che la vera rivoluzione non stia tanto in un approccio per classi o economico alla politica, e neppure in uno “etnico” alla Leghista della prima ora; quanto in un approccio autenticamente “territoriale”: oggi un operario del Nordest ha più interessi in comune con un piccolo imprenditore o un colletto bianco della sua area, che con un operaio di Napoli.
    La vera novità non per caso troco sia stata la Lega, non tanto i flussi tra delusi di sinistra: a patto che diventi un movimento sempre meno “indiano” e sempre più “americano”. Nel senso della difesa delg iinteressi degli abitanti di un territorio, non dei membri di una tribù o di una classe.
    ciao, abr

  5. E chissà che diranno ora, che han perso l’ultimo baluardo capitolino.
    Forse si decideranno alfine a voltare pagina?

  6. @ Vincenzillo & Gio
    Il mio primo post del dicembre del 2006 terminava così:

    “Ecco perché, non sarebbe stato affatto male che qualcuno dal palco al termine della manifestazione di ieri della CDL avesse avuto la presenza di spirito di gridare in faccia al Palazzo Unionista, con la sfrontatezza dell’infame Franti: PROLETARI DI TUTTA ITALIA, UNITEVI!”

    Non era poi tanto difficile intuire che l’ultradecennale corsa della sinistra al controllo dei poteri reali nel paese si stava risolvendo in uno scollamento con la sua base elettorale, che semplicemente s’è rotta i coglioni dei lustrini veltroniani e delle frequentazioni altolocate dei suoi capetti, dei maneggi e dei famelici appetiti intorno alle municipalizzate, dei liberismi chic che alle sue orecchie suonano un po’ come i croissants di Maria Antonietta…
    Ora siamo al crollo, impietoso come il cerone che si scioglie sul viso. Per ora l’elettorato di sinistra resiste ai richiami della foresta grillini. Per ora, ma per quanto ancora?
    Ma da domani, dopo la sconfitta di Roma, sarà tutta un’altra storia. Le commedie son finite e da domani le mezze voci di dissenso diventeranno urli. L’unica soluzione REALE PER l’ITALIA DI SINISTRA ATTUALE E NON QUELLA DEI SOGNI è la franca opzione socialdemocratica e le forche caudine del recupero dell’eredità craxiana.
    Possono piagnucolare fin che vogliono, ma di lì dovranno passare.

  7. @ Abr
    Ovviamente ho cercato con tutta la buona volontà possibile di calarmi nei panni dell’elettore di sinistra. Il partito del Nord è un’idea balzana perché non è nei cromosomi della sinistra, che deve trovare la sua via, non scimmiottare la destra.

    E’ un fenomeno ancora embrionale, ma col processo di unificazione europeo fatalmente l’Europa si sta sempre più regionalizzando, e le nazioni diventare pian piano sempre più delle aree linguistiche. Ma quanto ci vorrà? Forse non basterà nemmeno tutto questo secolo.

  8. “la franca opzione socialdemocratica e le forche caudine del recupero dell’eredità craxiana.
    Possono piagnucolare fin che vogliono, ma di lì dovranno passare”

    Ti scrivo di nascosto da mio padre, seduto qui dietro e notoriamente craxiano mai pentito: ogni volta che gli butto lì questo spunto di discussione, prorompe in una risatona delle sue.
    Chi dovrebbe recuperare l’eredità di Bettino? D’Alema, Veltroni, Marini, Prodi?
    A sinistra dovrebbe prima esserci una specie di crepuscolo degli dei, Zamax…e un’opposizione senza speranza di cambiamento come la nostra è un male per tutti, specialmente per lo stimolo riformatore che mancherà di esercitarsi sullo “schieramento avverso”, ormai rimasto a dover scegliere tra Fanfani e Almirante come padri nobili.
    Evviva.

  9. @ Ismael
    Ma come è sana la vita politica dentro la tua famiglia! Sana maggioranza e sana opposizione: ora sei tu al comando, ma non dirlo a papà, che, sono sicuro, non si arrabbierebbe; però mi sa che ti beccheresti un’occhiata fulminante di commiserazione… 😛

    Quella canaglia – ma in gamba – di Craxi era socialista, laico, e filoarabo; ma non era né anticapitalista, né anticlericale, né antiamericano; e non faceva finta di essere mezzo cattolico né di essere liberista. Ha fatto anche le sue grosse cappelle, come il referendum sul nucleare e il caso Sigonella; a suo merito due perle come l’abolizione della scala mobile e l’appoggio all’installazione degli “Euromissili”.
    Non era un politico che amava il potere per il potere, pur facendosi largo nella lotta senza troppi scrupoli, ed aveva qualche vera ambizione e qualche solida idea dell’Italia in testa.

    In quanto al crepuscolo degli dei, non mi pare che si sia ormai molto lontani. Per l’eredità quelli da te citati non possono essere non solo tra gli eredi ma nemmeno tra gli …aventi causa. (E poi bisognerebbe fare i conti con quel mangiapreti compulsivo di Filippo Facci, che però non è per niente politico; una buonissima penna, una grande intelligenza, sfortunamente un po’ pazzo… ah ah ah ) Ma non è questione d’uomini quanto piuttosto di un esame di coscienza e di un mea culpa collettivo.

  10. Il bello è che, seppure partendo da premesse piuttosto lontane, votiamo sempre allo stesso modo. Io liberale malagodiano come il nonno (suo padre), lui laicissimo socialista (probabilmente in risposta agli eccessi clerico-reazionari della nonna, sua madre), ma si va a parare tutti e due . Famiglia ideologicamente variegata, la mia…e per non diventare invadente taccio sulla metà materna dei miei ascendenti.
    Comunque il miracolo del Cavaliere, alla fin fine, è proprio questo riuscito fusionismo all’italiana.

  11. zamax, ismael, anch’io leggendo delle forche caudine di Craxi ho reagito con una grassa risata (forse un po’ meno grassa di quella del padre di Ismael). Ma non tanto e non solo per la statura inarrivabile del politico Craxi, quanto per il rigetto fisico che molti elettori di sinistra dichiarano di avere ancora oggi per il personaggio, divenuto impresentabile per effetto del noto martellamento mediatico-grillesco-bar sport: “Craxi = ladro”. Ci vorrà del tempo, molto tempo, prima che questo fine giudizio politico venga addirittura rovesciato… o avranno una tale faccia tosta da riproporlo così in fretta? (Non che me ne dispiacerebbe, eh, ma chi avrà il coraggio di esporsi alle forche caudine di Facci e degli altri craxiani oggi emarginati e col dente avvelenato?)

  12. @ Vincenzillo
    Accidenti, non compromettermi! 🙂
    Non ho mai considerato Craxi un politico “di statura inarrivabile”. Non l’ho mai votato perché l’ho considerato sempre un “avversario” e perché in vita mia non ho mai votato a sinistra. Certo che al confronto con le mezze calzette postcomuniste-democratiche era uno statista…

  13. Io da esteta continuo ad apprezzare il momento altamente simbolico del discorso al Parlamento e lo incornicio nella mia teca mentale dei momenti storici. Con un pizzico di nostalgia mi chiedo ancora che cosa sarebbe successo se allora…

  14. @ Vincenzillo
    Mah, la situazione era già compromessa. Craxi era pienamente cosciente che il suo era un discorso per i …posteri. E’ il valore esemplare di quel tipo di “testimonianza” politica che si giustifica in situazioni estreme e senza uscita e di cui parlavo qualche commento più sopra.
    Ma stando al gioco dei “se” dico che se la Grande Confessione Pubblica del ceto politico si fosse concretata probabilmente il rinnovamento della politica italiana sarebbe iniziato da sinistra e non da destra, come avvenne poi con Berlusconi.

  15. @ Ismael
    Ma come hai fatto ad accorgertene? Visco t’ha fatto un fischio?

    Comunque non è una nevrosi, noooooooo… La versione ufficiale, alla quale ti prego d’attenerti, è che mi diverto.
    (detto tra noi, il filosofo morale del XXI secolo ti fa notare che come debolezza è assai scusabile: c’è pure chi ha il vizio del gioco e chi va coi trans… e poi se la donna è mobile, perché l’uomo dovrebbe essere da meno?)
    Ah mamma mia che vita! Come cantava quel grande aedo:

    Pri-mo mag-gio
    su co-rag-gio!

  16. @ Ismael
    Non ho fatto alcuna ricerca nel web, per prudenza. Ma sono convinto che la “templatite” esista davvero.
    La mia autodiagnosi, obbiettiva come si addice a chi ha raggiunto un alto grado di equilibrio psichico, è che si tratti di una forma benigna, pazzerellona ed innocua.
    Insomma, mi faccio una canna ogni tanto. Ma è tutto sotto controllo, tu..to… soTt…o.. Kc..o..n..Tr…o..lLo….

  17. Ancora a festeggiare eh?… 🙂 …fai bene questo è il momento.
    Monumentale la figura di Berlusconi nel tuo post. Monumentale l’opera che lo attende.
    Quel passaggio tra la vittoria delle elezioni e l’esercizio effettivo del governo è come una di quelle lunghe vacanze estive che si facevano da bambini.
    Sotto un ombrellone sarebbe più facile credere che chi vince non si occuperà a sua volta di okkupazione. Vediamo come si comporteranno con la Rai… 🙂 …
    Sul Pd che dire…c’è altro da dire?…l’hai descritto bene. A descrivere il PD sei perfetto.

    Ed hai ragione le piazze non sono un problema. A sinistra spero impareranno a fare come Bossi. “Abbiamo le molotov pronte”. Si fa per dire naturalmente, il popolo comunista come quello padano è ruspante… 🙂 …

  18. @ Zagazig
    Monumentale è l’opera che l’attende. Ma Re Silvio, accompagnato dal Bardo Apicella e montando in groppa ad un ciuccio, farà il suo ingresso trionfale a Napule, dove il popolo lo shta già ashppetande cuomme ‘o Salvatore che farà shparire ‘a munnezza: e questo sarà solo il primo miracolo. Poi sarà il momento di rialzare l’Italia, e lui può farlo, perché lo ho già fatto con successo con se stesso, visto che da vecchiotto ha raggiunto il metro e settanta d’altezza, cosa che mai gli riuscì nella sua giovinezza e maturità. E questi sono fatti, non chiacchiere. Voglio sperare che almeno a questi si creda. Se non si crede ai miracoli.

  19. Veramente Bossi ha parlato di “fucili” e non di “molotov”. Quelle le tirano i compagnucci. Compreso D’Alema che è stato immortalato in una foto di gioventù davanti alla Normale di Pisa, con la bottiglia in mano.
    I fucili di Bossi, dato lo stato di salute, sono tutti sparati a salve.
    Comunque c’è sete di revanche e pure di mattanza nei confronti del Nord- Est da parte dei trombati sconfitti. Il Veltronzo ha più Nazi-skin a Roma allo stadio di quanti non ce ne siano a Verona. Ma ora questo fattaccio di sangue del povero ragazzo ucciso, gli gioca buono per la sua squallida equazione Veneto= nazista.

    Un’altra cosa squallda. Muore qualche ragazzino a Napoli freddato perchè voleva difendere il motorino da chi lo voleva rubare, finisce nelle pagine interne. Ma a Napoli tutti si sono – chissà perchè – abituati al fatto che la vita non valga una cippa, (compresi i media) . MUore il ragazzo di Verona, ecco che il Corriere della BCE dà fiato alle fanfare dell’antifascismo militante. Intendiamoci, io sono per la prima pagina di apertura anche quando muore il povero ragazzino napoletano. Ma la mia domanda è : chi sono i VERI razzisti?

  20. Nessie non sapevo che il fucile fosse un arma giocattolo e le molotov che avrà lanciato anche Alemanno sono armi pericolose. Ad ogni modo se anche quelle di Bossi fossero gazzate la lega non ha il monopolio della gazzata appunto.
    Per favore non ti riscoprire pro Napoli che non sei credibile…:-)…tu avresti titolato ogni giorno MUNNEZZA!!!!
    La Digos nelle indagini si è subito orientata verso ambienti politicizzati. Non verso ipotetici bulli o generici ubriaconi . Un motivo ci sarà stato. E infatti….

    Ho come l’impressione che dopo un anno e mezzo di opposizione feroce e le gioie della vittoria elettorale a destra si dimostri fatica ad assumersi il proprio ruolo che prevede anche le critiche. Hai voglia di come pioveranno Nessie. Mettetevi l’elmetto.

    Ti do la risposta alla domanda: i veri razzisti sono quelli che si considerano portatori di una unicità superiore congenita in nome della quale non danno valore alla vita di chi è diverso da loro. Tu fai il paragone tra ragazzino napoletano e giovane veneto entrambi morti di morte violenta. E’ discutibile. Ma almeno può reggere.
    Fini ha fatto il paragone tra un ragazzo ammazzato di botte e una bandiera d’Israele bruciata. Eri meglio tu come Presidente della Camera.
    🙂
    Vedi te se non

  21. “i veri razzisti sono quelli che si considerano portatori di una unicità superiore congenita in nome della quale non danno valore alla vita di chi è diverso da loro.”
    Applichiamo questa definizione alla definizione che il Manifesto ha dato della democratica vittoria di Alemanno: vittoria dell'”Italia subumana”. Ripeto, “Italia subumana”. Capito chi sono i veri razzisti?

    La curva degli ultrà è proprio l’ambiente giusto dove avviare una carriera politica, vero? E infatti ora le indagini hanno escluso la pista politica. Toh, guarda caso.

  22. p.s. il Manifesto non mi è piaciuto e non esprime il mio modo di sentire.
    Diversamente non starei neanche qui a scrivere perchè vi considererei subumani.
    🙂

  23. Zagor, te rode eh? Ma non dovevi non votare? 🙂 Per uno che non vota hai una carica di tifoseria davvero sorprendente. Sembri quasi il sosia del troll andrea. Non è che siate la stessa persona? Pare che corra in rete questa vulgata. Da come ti sei fiondato subito qui ho idea di sì. Neanche Zamax è così watchdog del suo blog come te. Mi fai pure il processo alle intenzioni su come avrei aperto le pagine dei giornali, salvo subito dopo, volermi insignire del titolo di presidente della Camera. Così tanto onore per una che fa i tiitoli cubitali secondo il tuo retropensioero? E’ tutta qua la tua dicotomica filosofia salernitana? Che delusione…

  24. Watchdog? Pericoloso mastino menscevico blogosferico napoletano? 🙂

    Mi chiedo come mai sono così rilassato, dopo le elezioni. Non riesco ad accendermi per queste polemiche mediatiche che pure sembrano così simili all’epoca prima del diluvio del 13-14 aprile. E sono anche veneto! Sento che un’epoca è finita; non che esse non si riproporranno – anzi, continueranno per …secoli e secoli – ma non con quella specifica velenosità che ha afflitto il nostro paese dal 1945 ad oggi.

    Penso che Fini abbia sbagliato in questo: nella sua ansia di accreditarsi come democratico modello agli occhi del mondo ha finito per fare un paragone o un’osservazione assai azzardata che doveva essere calibrata con parole molto più accorte e precise. Il suo ragionamento non era sbagliato, e anche semplice da capire, ma mi chiedo perché si sia fatto risucchiare nel gioco delle strumentalizzazioni. Veltroni sul fatto di Verona ha subito ricamato sopra con il suo solito stile soavemente e civilmente banditesco; se Fini voleva rispondergli, proprio per la delicatezza della materia e per la ben conosciuta tendenza dei massmedia alla sintesi urlata, doveva con chiarezza dire che, secondo lui, i fatti incruenti di Torino da un punto di vista sociologico-politico, e solo da quello, erano più allarmanti o significativi dell’assurdo omicidio degli emuli veronesi dell’Arancia Meccanica.

  25. Secondo me, invece, non doveva cadere nel tranello di mettere in giustapposizione i due eventi, ma doveva mostrarli in chiave separata e non consequenziale. Vespa ha mostrato i due fatti in sequenza televisiva per motivi di sintesi di cronaca. Lui doveva trattarli separatamente. In ogni caso, l’industria del gossip non aspetta altro che fraintendere. Volutamente. Il misurdestanding è la nuova pratica goebbelsiana.

  26. Guarda, non ho seguito bene la vicenda, che quasi – scusate il cinismo – m’annoia. Sono d’accordo con te. Non volevo dire cose diverse da queste tue ultime puntualizzazioni. Non dico che bisogna tapparsi la bocca. Penso anzi che spesso la franchezza politicamente scorretta e anche provocatrice faccia molto bene. Se fossi io uno dei protagonisti della politica, lo so, mi conosco, farei …sfracelli. Ma i “nostri” spesso e volentieri sembrano vivere come Alice nel paese delle meraviglie…

  27. P.S. – Lo so bene che qualcuno dirà che Fini non ha detto quello che i media hanno riportato e che poi ha di nuovo puntualizzato che ecc. ecc… ma, insomma, ad una certa età e con una certa esperienza, o si sparano con candore virtuose cannonate in tutta coscienza, o si cerca di articolare il proprio pensiero il modo tale da lasciare il minor spazio possibile alle mistificazioni.

    P.S. 2 – Mentre scrivevo quanto sopra vedevo con assoluta chiarezza Zamax come nuovo protagonista della politica italiana passare il 90% del suo tempo a sparare cannonate e il 10% a tornire riguardose precisazioni…

  28. Nessie in pratica non hai detto nulla…micio micio, bau bau. “Sembri Andrea, Zamax non è come te, ti rode”. Io vado per concetti non per dispute personali che non interessano nessuno. Vedo che concordi sul fatto che Fini ha detto una gazzata.
    Alla fine sei venuta a Canossa..intelletitvamente…:-)…
    Ogni paragone con Zamax è impietoso lui non è solo un blogger è il politico del futuro!!

  29. Zagor, su una cosa siamo almeno d’accordo: sullo scaricarci addosso “l’innominabile” come modello negativo. 😉
    Quanto a Zamax, se lo trasformi in un politico (ancorché del futuro) non credo che tu gli faccia un gran piacere. Perché non costituisci un primo Zamax fan Club? Magari potresti essere il suo sponsor fondatore … Chessò, un Padre Nobile.
    Più che a Canossa, non mi piacciono le dichiarazioni di sottomissione. Si può essere contrari al boicottaggio della Fiera del LIbro a TO e al rogo di bandiere (le bandiere e gli inni nazionali, dal mio modesto punto di vista non andrebbero mai dileggiati – nemmeno allo stadio), senza essere zelanti. O zeloti. Tutto qui.

  30. Io quella sera ero davanti alla tv e ho seguito il discorso di Fini. Vi assicuro che ha detto esattamente quello che dice Zamax, usando quasi le stesse parole: “i fatti incruenti di Torino da un punto di vista sociologico-politico, e solo da quello, erano più allarmanti o significativi dell’assurdo omicidio degli emuli veronesi dell’Arancia Meccanica”. Ha perfino usato la stessa intonazione (tipo l’inciso “e solo da quello”).
    A ulteriore riprova di due fatti:
    1. I giornali italiani ci godono a distorcere i fatti e le parole e a fomentare polemiche sul nulla. Cosa in cui riescono benissimo grazie all’ignoranza e alla malafede di molti giornalisti.
    2. Zamax è già pronto a scendere in campo per la libertàààà!!! 🙂

  31. Ah così ha detto Fini? Ma forse prima dell’intervista in TV si era lasciato sfuggire qualche parolina da un’altra parte… boh! Comunque son polemiche dal fiato corto.

    P.S. – Adesso capite perché la lista dei ministri ritarda, eh? I problemi riguardo al nome del prossimo ministro della giustizia e al posticino da assegnare a Ronchi sono solo una cortina fumogena che nasconde il vero nodo della questione: quale incarico affidare al sottoscritto. Perché Silvio mi vuole, assolutamente mi vuole, se non al timone, molto ma molto vicino al nocchiero del suo governo. Gli è venuta un’idea geniale: dopo i ministri di serie A veri e propri, e i ministri di serie B “senza portafoglio”, ha deciso motu proprio & ad personam – in via eccezionale – di creare la nuova e trasparente figura del ministro “con le tasche vuote”, che a dispetto del nome non esattamente pomposo avrà un ruolo centrale nell’azione di governo.
    E’ vero che non è proprio la mia vocazione, come ha ben intuito Nessie: io mi vedrei con molta naturalezza nel ruolo di “guru-artista-commediografo-attore-filosofo-attorniato-da-femmine-adoranti” ma per il bene della Patria farò questo sacrificio, perché io non invidio affatto i politici, per quanti soldi prendano: la politica è una mezza schiavitù.
    Già Seneca per qualche anno – e per la fortuna dei sudditi – resse quasi le sorti dell’Impero Romano; poi implorò – virilmente, eh! – Nerone che gli restituisse la libertà di scrivere i suoi libri immortali.
    Montaigne era in giro a cavallo e se la spassava magnificamente nel suo Gran Tour per l’Italia quando gli comunicarono ufficialmente che glielo avevano messo in quel posto, nominandolo “in contumacia” sindaco di Bordeaux. Resistè eroicamente al quel colpo che avrebbe ammazzato un toro, e obbedì da vero saggio, tornando a casa col passo rilassato del turista.
    E allora, perché non dovrei anch’io obbedire quando la patria chiama?

    P.S 2 – Non prenderò un soldo. Ci rinuncio. Ho invece chiesto a Silvio per ragioni di efficienza un numero robusto di collaboratrici, che sceglierò in base alla bellezza, perché è ora di finirla con questo razzismo politicamente corretto contro le oche giulive di bell’aspetto.

  32. “i fatti incruenti di Torino da un punto di vista sociologico-politico, e solo da quello, erano più allarmanti o significativi dell’assurdo omicidio degli emuli veronesi dell’Arancia Meccanica”.

    ..ed è comunque una str……poi spieghiamo a Fini cos’è la piramide di Maslow.

    Nessie ti sbagli Andrea per me non è un modello negativo. E’ solo che io sono io e lui è lui.

    Zamax sei stato sostituito da un dottorando in diritto d’impresa!!!.. 🙂 …dovresti abiurare il tuo duce o al contrario dedicargli una poesia come fece a suo tempo il nuovo Minsitro dei Beni Culturali.

    Questo è il canovaccio per riuscire nel partito.

    A Silvio

    Vita assaporata
    Vita preceduta
    Vita inseguita
    Vita amata
    Vita vitale
    Vita ritrovata
    Vita splendente
    Vita disvelata
    Vita nova

    Sandro Bondi

    ..l’è un gran governo!!!!.. 😀 DDDD

  33. Ogni giorno se ne impara una! La Piramide di Maslow non la conoscevo: per fortuna c’è Wikipedia che ci aiuta tutti a non fare brutta figura e a rispondere brillantemente quasi in tempo reale… se uno non fosse pigro come il sottoscritto! La Piramide può aspettare e alla prima occhiata non m’è piaciuta affatto…

    Non sono deluso. Da qualche parte te l’avevo già detto, se ricordi bene, che non mi facevo nessuna illusione sulla riconoscenza dei politici. Avevo pronosticato per te un buon posticino qual fotografo di corte, e niente è ancora perduto: adesso chiamo ‘o maestro (Apicella). E comunque ora la via per la gloria nel mondo della cultura è spianata.

    Certo che impegolarsi in una tenzone poetica con Sandro Bondi è davvero una cosa che fa tremare i polsi. Comunque ci provo:

    A SILVIO AUGUSTO

    Come Fratello Sole coi raggi tuoi infiammi il nostro cuore,
    Come Sorella Luna alzi la marea del nostro amore
    e con ferma dolcezza aggioghi l’onda del nostro dolore.
    Nei nostri petti qual Marte Invitto infondi ardore
    e di gioia giovinetta annunci rechi qual Mercurio Corridore.
    O di Giove il saggio consiglio òffrici – piccolo padre! – a tutte l’ore,
    e del nettare di Venere saziaci, porgendo corone di fanciulle in fiore!

    Zamax

  34. @ Vincenzillo
    Il tuo ultimo commento era finito – chissà perché, ma mi è successo anche con altri nel passato – nella rete antispam, e me ne sono accorto solo adesso.
    Comunque l’articolo l’ho già letto nell’edizione cartacea del Giornale.

  35. Beh grazie! Certo il componimento di Bondi era limato, controlimato, meditato, contromeditato, e infine sublimato in un osso di seppia. La mia era tutt’al più un’improvvisazione. Tuttavia chi storcesse il naso per la metrica, sbaglierebbe: il mio infatti è un blank verse shakespeariano “rimato” che ho personalmente brevettato. Non per vantarmi, ma sono Poet Laureate: alloro conseguito alla prestigiosa Venice Beach University (CA). Lì vicino c’è un villaggetto innaffiato dagli spruzzi dell’Oceano Pacifico. Sua unica attrattiva – a parte l’amenità del luogo – un pittoresco baraccone colorato stile Old New Orleans: è la Venus Bitch University, dove studenti dotati ma poveri in canna guadagnano con carmi e odi i favori di cortigiane d’altri tempi…

  36. zagazig, con D’Avanzo non sono mai stato d’accordo su niente, neanche su una virgola, e non ho cambiato idea. Gronda preconcetti e ideologia da ogni riga. Il pezzo del Giornale informava, parlava di fatti, questo è un trattato di sociologia spicciola e pure palesemente schierata. Pessimo.

  37. DENUNCIA SETTA DEI PETROLIERI, MORATTI, TEMPLARI

    Mi fai girare questa denuncia anche facendola partire da un indirizzo mail anonimo a tutta la tua mailing list o solo a quelli che vuoi tu perfavore conservando questa dicitura in modo che anche i destinatari possano a loro volta rispedire la mail?

    From: Domenico Schietti
    Sent: 31/5/2008 7:53:47 AM
    To: carabinieri@carabinieri.it;urp.mi@poliziadistato.it
    Subject: DENUNCIA SETTA DEI PETROLIERI, MORATTI, TEMPLARI

    CARISSIMI

    Volevo comunicarvi che con le foglie, le potature invernali degli alberi e gli scarti di lavorazione agricole si può fare bioetanolo utilizzabile al posto della benzina senza modificare i motori delle macchine.

    Ma la setta degli ingegneri scientisti ci fa credere che serva oltre il 70% dei terreni italiani coltivabili a mais per sopperire al fabbisogno italiano di bioetanolo per auto e quindi che non si avrebbe più cibo.

    Ma è una fesseria, il bioetanolo viene fatto con gli scarti di produzione, per esempio con le foglie e la potatura invernale dei peschi, dei ciliegi, degli aranci, dei kiwi.

    Inoltre le montagne sono pieni di boschi con foglie, aghi di pino, ricci di castagne, ghiande, rametti, 100 kg di foglie hanno lo stesso potere calorifico di 50 lt di petrolio.

    Io oggi avrei potuto andare in un bosco e raccogliere 30 mila euro di foglie e biomassa senza toccare una sola pianta viva, e stasera andarmene in giro con un Porsche a bioetanolo col paraurti rinforzato a misura standard, ma nessuno mi compra foglie, vivo in povertà perserguitato, ed invece che aiutarmi mi radono al suolo i miei boschi come a Tavarone.

    In compenso vengono distrutte le foreste tropicali e boreali tagliando alberi per fare bioetanolo.

    Da 100 chili di foglie, erba, e potature di alberi di parchi e giardini, si possono ottenere fino a 5 litri di bioetanolo e poi con gli scarti produrre pellet per stufe o cellulosa per carta igienica e dare reddito a centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.

    BASTA CON LA DISTRUZIONE DELLE FORESTE, BASTA CON LE ALLUVIONI DOVUTE AL DISBOSCAMENTO SELVAGGIO

    Si tratta di un complotto globale per eliminare con metodi bastardi oltre 3 miliardi di persone

    PER LA MILIONESIMA VOLTA VI COMUNICO ANCHE CHE HO INVENTATO UN METODO PER FARE ACQUA POTABILE CON LA SERPENTINA LOW COST AL PREZZO DI 0,002 AL LITRO ANCHE IN MEZZO AL DESERTO DEL SAHARA

    Non posso frequentare da anni i miei amici, devo vivere in povertà assoluta in semiclandestinità, mi hanno usurpato decine di mie idee vendendo centinaia di milioni di prodotti derivati dalle mie idee.

    Il mondo è dominato da alcune gang che fanno il bello e il cattivo tempo su scala globale.

    Vi ricordo anche che ormai da anni ho confutato la legge di Boyle – Mariotte dimostrando che tutto quello che viene insegnato nelle scuole e nelle università scientifiche è falso e quindi che la setta degli ingegneri scientisti manipola la verità per ottenere decine di miliardi di euro di finanziamenti pubblici.

    Vi prego di intervenire, di iniziare le perquisizioni nelle università, nelle sedi dei media, e di diffondere la notizia che non esiste nessun problema energetico, ma che si tratta di un complotto globale dell’impero britannico eredi dell’Ordine dei Templari

    Domenico Schietti
    comitati-autonomi.blogspot.com

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s