Le quattro moschettiere

Jules Massenet è uno dei miei idoli artistici. Avendo la sua musica il potere di deliziare la sensibilità di chi ha orecchio per quest’arte, egli è inviso a molti tristi grammatici del pentagramma. E continua a subire l’ostracismo di molti critici con la puzza sotto il naso, i quali, avendo molta dottrina ma scarsa sensibilità musicale, si rifugiano nell’ortodossia tedesca, che abbonda di provvidenziali stampelle filosofiche. Sono convintissimo che nei prossimi decenni anche per lui le barriere crolleranno, com’è già successo quasi completamente per il nostro Giacomo Puccini. Ma non sono qui per parlare di musica, bensì ancora una volta del fattore F come femme, cioè di donne. Il grande compositore Claude Debussy, uomo di squisita sensibilità e direi quasi di squisita sensualità, ma con un fondo di misoginia nel cuore, così descrisse la musica di Massenet, nel suo ameno libretto Il signor Croche antidilettante:

E’ noto, d’altra parte, come questa musica sia scossa da fremiti, da slanci, da abbracci che vorrebbero essere eterni. Le armonie son come braccia, le melodie come nuche [è vero: per questo l’amo, NdZ]; ci si china sulla fronte delle donne per sapere ad ogni costo che cosa accada all’interno… I filosofi e la gente in buona salute affermano che non vi accade nulla, ma questo non basta a distruggere in modo assoluto l’opinione contraria, e l’esempio di Massenet ne è una prova (almeno in senso melodico); questa preoccupazione, inoltre, gli varrà nell’arte contemporanea un posto che già suscita verso di lui una sorda invidia, il che dimostra che non si tratta di un posto disprezzabile.
La fortuna, che è donna, non poteva negare i suoi favori a Massenet, sia pure riservandosi il diritto di essergli qualche volta infedele; e non mancò di farlo.

E’ imperdonabile questa leggerezza, che tuttavia colpisce spesso l’uomo colto più ancora dell’uomo della strada, che del fattore F ha, nel peggiore dei casi, una bestiale consapevolezza. Se infatti tutta la creazione primordiale o primaria origina da Dio, tutta la creazione derivata, ossia quella umana, e quella artistica in particolare, origina dalla donna. L’amor che move il sole e l’altre stelle, scrisse Dante alla fine del Paradiso riferendosi a Dio, ma avrebbe mai scritto questo verso senza la sua Beatrice? E che sarebbe stato dell’arte di Petrarca senza la sua Laura? E di quella di Boccaccio senza le sue graziosissime donne? Fu l’amor d’Angelica a minare l’equilibrio strategico fra le potenze del mondo ariostesco dell’Orlando Furioso, e senza Dulcinea del Toboso mai si sarebbe incamminato verso la gloria e l’immortalità El ingenioso hidalgo Don Qujote de la Mancha. Il romanzo moderno manco sarebbe nato. E sarebbe mai nata la grande letteratura russa senza la Tatjana di Puškin? E non è forse vero che tutta la letteratura tedesca sbocciò nello stesso istante in cui Goethe andò a sbattere contro gli occhi di Lotte a Wetzlar? E’ vero, è Dio l’amor che move il sole e l’altre stelle, ma gli uomini spesso dimenticano ch’è la donna a far girare la terra.

Nonostante tutta la verbosa aria fritta sul progresso e sulla civiltà, ne abbiamo avuta una clamorosa conferma in questi giorni. Sembrava proprio una delle tante, inimitabili gaffe del nostro condottiero brianzolo, il lussuoso parco femmine del nuovo governo. Invece ha avuto ancora ragione lui. Chi s’attendeva accigliate reprimende sulle pagine dei sempre autorevoli giornali stranieri, è rimasto spiazzato: anch’essi hanno dovuto piegarsi all’ondata di entusiasmo popolare sollevata dalle quattro moschettiere di Re Silvio. A riprova che il caldo e conciliante Cattolicesimo delle Madonne e delle Marie Maddalene sta trionfando, i popoli delle civili latitudini settentrionali d’oltralpe come un sol uomo hanno alzato il loro grido di rivolta contro la tristezza disumana del Protestantesimo: anche per Crucchi e Britons è tempo finalmente di avere le loro belle pollastrelle al governo.

Ma ecco qui, uno dopo l’altra, in ordine rigorosamente alfabetico, le nostre quattro fuoriserie:

1. Nominare Ministro delle Pari Opportunità un privilegiatissimo fiore della Natura come Mara Carfagna, è una di quelle alzate d’ingegno per cui la patria di Leonardo Da Vinci va giustamente famosa pel mondo. Ma nel tumulto generale neppure l’autorevolissima Bild, la gazzetta più letta di tutta la Germania e forse del pianeta, se n’è accorta; e anzi ha già sistemato sulla capigliatura corvina di Mara Karfagna la corona di più bella ministra del globo. Io credo che la sapienza sempre discreta di Dio l’abbia promossa a simbolo del riscatto partenopeo dalla piaga biblica della munnezza; e credo anche che l’Onnipotente, che tutto vede, abbia avuto compassione dei salernitani e li abbia voluti compensare per tutti i disgraziati, tipo Pecoraro Scanio, ai quali la città tirrenica ha dato i natali coi suoi leggendari e generosi lombi. Ma il suo esordio non è stato felice, anche a causa dei maramaldi della blogosfera come il sottoscritto, che temo l’abbiano terrorizzata. Oltremodo preoccupata dell’effetto poco istituzionale della sua prorompente, naturale e non volgare carnalità, Mara si è presentata scioccamente al giuramento col grembiulino del primo giorno di scuola, un completino grigio, giacca e pantaloni, da direttrice del personale con problemi di frigidità, e un caschetto di capelli neri da collegio militare in testa. Voglio tuttavia credere che la lava vulcanica che scorre nelle vene di una figlia del Vesuvio erutti in superficie rivestendola dello splendore di fuoco dei suoi veri colori: Mara è veramente un frutto privilegiato dell’attività genitale meridionale, concepito assai piacevolmente in una notte gravida di auspici straordinariamente favorevoli. Passava una cometa quel giorno? 

2. Mariastella Gelmini, nuovo Ministro dell’Istruzione e della Ricerca, ammorbidisce la maniacale appropriatezza del gesto e della parola con un sorrisetto consapevole che può dare alla testa all’uomo fatto più ancora che allo sbarbatello. Questo dovrebbe bastare. Ma per il grande pubblico, della TV soprattutto, Mariastella cala sempre l’asso nella manica: un paio di occhialetti da dottoressa sexy, o meglio, professoressa sexy, che non lasciano adito a dubbi.  Il messaggio è inequivocabile: in un quadro legale e sentimentale ortodosso Mariastella è pronta ad incendiarsi. Questa è la quintessenza della carica erotica del cattolicesimo lombardo.

3. Fianco a fianco delle sue slanciate compagne d’armi, Giorgia Meloni, nuovo Ministro delle Politiche Giovanili, fa figura di trottolina delle Silvio’s Angels. La pasionaria derechista ha gli occhioni blu da fanciulletta del Mulino Bianco, e forse proprio per questo l’hanno scelta per il ministero che si prende cura dei mocciosi, ma lo sguardo deciso e quasi duro, oltremodo piccante, è quello di una tipa cazzuta, o “tosta” come dicono i compaesani del suo villaggio natale, Roma, presso Tivoli. Fosse stata ragazza negli anni ’70 avrebbe costretto il suo compagno a ore e ore di massacranti discussioni politiche – senza alcuna pietà perché in politica i sentimenti non contano – prima di concedersi con impeto rivoluzionario. In quello la vedo focosa.

4. La morbida spilungona Stefania Prestigiacomo, la decana delle moschettiere, è la bella Limousine del parco femmine del nuovo governo; un’aristocratica Rolls Royce per eleganti scampagnate tra i laghi e i colli, ed è per questo che è stata nominata Ministro dell’Ambiente. Lady Prestigiacomo, Princess of Sicily, la cui famiglia vanta fra gli antenati Roberto il Guiscardo, ha già ricevuto l’applauso galante della Coldiretti per aver affermato la necessità d’introdurre a scuola l’educazione ambientale portando i bambini “in campagna a zappare la terra e a mungere le mucche”. Madame Jobert, Duchessa di Montmorency, sua vecchia amica, a exprimé toute sa confiance en disant “C’est une fille merveilleuse, elle se débrouillera magnifiquement. Le peuple l’aimera, j’en suis sûre.”

Intanto gli opposti schieramenti del Parlamento in questi primi giorni di legislatura sembrano i campi d’Agramante re dei Mori e di Carlo imperator romano in una scena dell’Orlando Furioso, il cui ordinato sferragliar d’armi è mandato in vacca dalle Angeliche di turno. Grida entusiastiche e gran sfregamenti di mani accompagnano l’arrivo delle nuove elette; i dardi di Cupido colpiscono a destra e a manca; l’Amore Universale s’installa, celebrato da Don Silvio; e i nomi delle nuove gnoccone fanno già il titolo dei giornali. Ma siccome poi non posso credere che un luogo di perdizione pur rozzo come il Parlamento sia popolato solo da bruti, non ho alcun dubbio che il bel volto soave ed espressivo di Maria Antonietta Coscioni farà segretamente battere molti cuori, specie fra i discepoli più fini del culto di Afrodite.

Tuttavia, fra le stelle della politica, la più bella del reame non è una delle nostre moschettiere. Per una volta il sottoscritto è lieto di conformarsi con voluttà alla schiavitù del politicamente corretto; confesso infatti di aver perso la testa per una magnifica negra, un’autentica gazzella della savana subsahariana, quale si disperava ancora di trovarne traccia, la Segretaria di Stato agli Esteri del governo transalpino dell’era Sarkozy, Rama Yade; costei ha soggiogato la piazza di Parigi, sulla quale però s’addensano fin d’ora nubi tempestose, scatenate dalla fredda rivalità della Regina di Francia Carla Bruni. Ciò forse farà scattare il dardo della gelosia e dell’invidia anche nelle quattro moschettiere, che si sentiranno in dovere di vedere malizia e offesa laddove ci sono puro amore e ammirazione. Se chiederanno vendetta, non fuggirò, ché non voglio in alcun modo dispiacere al bel sesso: sono pronto a farmi gettare nudo e indifeso nella gabbia delle quattro leonesse, e a subire il martirio.

Update del 18 maggio 2008:

New entry. Per una sorta di legge del contrappasso il Meridione delle cornacchie avvizzite e nere sta sfornando ultimamente tutta una serie di ragazzone ben carrozzate che non guardano in faccia nessuno. Però, questa Elvira Savino: è laureata in economia con 110 e lode, e chi lo mette in dubbio? Ha fatto il Master ecc.ecc., e chi lo mette in dubbio? Ha fatto cinque anni ecc.ecc., e chi lo mette in dubbio? Poi sfila in Parlamento col suo bel corpo strizzato in abitini attillatissimi, troneggiante dall’alto di vertiginosi e sgargianti tacchi a spillo da pornostar; e provoca una mezza tempesta ormonale tra i maschi dell’emiciclo; che si riverbera nelle pagine di gossip dei giornali. Ma lei ha qualcosa da ridire. Simpatica. Adorabile, pure questa. Femmena.

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26 thoughts on “Le quattro moschettiere”

  1. Mi ispirano un minimo di fiducia solo la Meloni….e Debussy naturalmente.
    Cercherò qualche file della Massenet per colmare la lacuna.

    p.s. nell’elenco avresti potuto inserire anche la Brambilla in qualità di ‘sottosegretaria’…l’unione tra carica e personaggio mi fa venrie in mente un indimenticato film di Russ Meyer.. 🙂 …

  2. “Alfònso….ho ccccaldo” – ha detto quell’oca della Prestigiacomo al suo collega uscente Pecoraro Scanio. Ma per favore Zam, stavolta hai toppato. 😉 . Una povera gallina nostrana scema quanto bella che ringrazia il peggior ministro dell’Ambiente per gli sfracelli che ha compiuto durante il suo biennio, non meritava un post. Ringraziarlo de che? Della monnezza? Della no Tav non fatta? del fatto che siamo in ritardo col nucleare e prendiamo pedate nel didietro perfino dal beduino Gheddafi?
    Per inciso, è la stessa scemonzola che votò con la sinistra durante il referendum sulla fecondaizone assistita. Capisco che l’occhio voglia la sua parte, ma non perdiamo i collegamenti col cervello. Più che moschettiera, moschicida, direi…

  3. @ Zagazig

    “della Massenet”? Guarda che Jules era un omino coi baffi… ah ah ah!

    La Brambilla? Purtroppo la lista era bloccata e mi è toccato lasciarla fuori. Che sia il caso di scrivere una “Ad Victoriam, de consolatione”, sull’esempio del mio maestro Seneca?

    (Scusa, ma ieri non ho avuto la forza di perdere tempo a guardare “Anno Zero”. Sono “anni” che non lo faccio. Il tuo amico Pol Pot leghista della Terronia si è fatto davvero vedere?)

  4. @ Nessie
    Cara Nessie, queste erano scervellate poesie d’amore! Indirizzate all’universo femminile, non a qualche donna particolare. Sapevo della gaffe della “povera gallina nostrana” ma non volevo infierire. E poi non volevo togliere spazio alla perfidia femminile…caspita che unghiate!
    Sono preoccupato per il mio martirio. Non ho paura della morte, no. Ma del modo. Mi lusingavo in verità di morire d’infarto sopraffatto dalla lascivia delle quattro leonesse, ma questa prima dimostrazione di furore femminile mi fa correre un brivido giù per la schiena. 🙂

  5. Era tutto così femmineo che ha dato al povero Massenet le sembianze di una sirena che suona col frusic delle onde.. 🙂 ..

    Non ascoltare le donne..tra loro si dicono cose orride di una violena verba per noi iarrivabile.
    Il sindaco di Salerno era seduto di fianco a Toso, ha dovuto sorbirsi la clasica indifferenza veneta più quella bergamasca di Castelli, li ha chiamati ‘la comunità senegalese’ ma lo sfottò era così lontano dalla loro concezione che non se ne sono manco accorti.
    Per il resto ha fatto il suo. La differenza tra i due sceriffi era che quello del sud era interessato principalmente alla sicurezza pubblica quello del nord alla purezza pubblica.
    🙂

  6. @ Zagazig
    Ma quante volte te l’ho detto che voi terroni volete sempre essere troppo intelligenti, voi e le vostre sottigliezze? Così sprecate un sacco d’energia. L’intelligenza – non parliamo nemmeno della cultura – serve per l’arte, per la filosofia, per la scienza, non per la bassa cucina della politica. Guarda il nostro eroe Toso: mica fa sforzi per essere intelligente; lui agisce e così è supremamente politico! Te lo dico io: il politico è un manovale; il politico “intelligente” è colui che sa di esserlo. E il popolo gli va dietro, lieto di non sentirsi umiliato da così poca brillantezza cerebrale.
    Questo in genere. Poi ci sono gli uomini di genio. E allora…
    Non so se il Pol Pot della Magna Grecia sia nel novero dei Grandi, ma da Salierno ormai ci si può aspettare di tutto.

  7. Su questo i due sceriffi si somigliano.
    A scrutinio ancora aperto ma quando era chiaro che aveva vinto con percentuali bulgare il pol pot scortato da vigili e indiavolati adolescenti ha effettuato il primo sgombero dimostrativo di ‘feroci’ punkbestia inebetiti dall’alcol che stazionavano sotto i portici di un signorile palazzo.
    Recentemente il sindaco in una delle sue ronde è stato eroica vittima dell’aggressione di una prostituta che gli ha tirato un pugno mandandogli in frantumi gli occhiali.
    Il primo cittadino anche dichiarato di volere che le sue ceneri vengano conservate in un monumento che sarà costruito al centro della nuova nuovissima piazza che per grandezza farà concorrenza alla più famosa Piazza Plebiscito di Napoli.
    🙂

  8. Zamax adesso fattene venire un altro di brivido giù per la schiena 🙂 . Ma non di tipo erotico. La Carfagna ha già chiesto la regolarizzazione per l’esercito delle badanti. Così chiunque vuole entrare qui in Italia dirà: io sono qui per badare. Io bado, tu badi, badare alla badanza.
    Leggi qui.

    http://www.corriere.it/politica/08_maggio_17/carfagna_badanti_1e0a08aa-2404-11dd-8b30-00144f486ba6.shtml

    Almeno in GB hanno avuto la brutta ma brava Thatcher. Qui in Italia non possiamo manco dire che le bruttone siano brave (vedi la Turco e la Bindi). Belle sceme. Brutte, pure. So già cosa pensi. Tra le due meglio le prime. Almeno qualcosa di bono hanno…

  9. @ Zagazig
    Per quanto riguarda la signora che esercita la professione di meretricio, e che passa il suo tempo a consolare tanti bravi padri di famiglia, cosa di non trascurabile rilevanza sociale, penso che il Sindaco evidentemente le abbia mancato rispetto, scatenando la sola reazione possibile per una delicata rappresentante del gentil sesso. Ricordo che Montaigne scrisse, più o meno, che “gli italiani fanno i galanti, o i galletti, anche con quelle che si vendono”. Io penso che non dobbiamo perdere le nostre caratteristiche più belle. Per un gentiluomo del sud questo vale ancora di più.
    Per quanto riguarda invece quegli animali mentalmente non autosufficienti chiamati punkbestia, solitamente accompagnati dai distinti quadrupedi impellicciati dell’Associazione Canina Volontari Amici dell’Uomo, penso che Pol Pot abbia fatto benissimo, fosse anche la sola cosa che gli sia riuscito di fare prima di essere inumato in Piazza Mausoleo a Salerno.

  10. @ Nessie
    Cara mia, gli uomini a volte hanno fantasie sorprendenti. Quel cochon di Mitterand (la cochonnerie era in verità il suo più grande talento) disse che “Margaret Thatcher ha le labbra di Marilyn Monroe e gli occhi di Caligola” e non aveva neanche tutti i torti! Solo uno specialista poteva avere il sangue freddo di isolare l’unica cosa attraente della Dama di Ferro. Non so se a questo punto la fantasia finì lì, o ebbe l’ardire di andare oltre.
    Quanto alle badanti bisogna sempre tenere in conto che ci sono anche le badanti da marciapiede, quelle che si occupano in genere degli incontinenti sessuali, solitamente di genere maschile. E anche quello è un esercito!
    In realtà anch’io guardo con distaccato scetticismo l’arrivo delle bellone in politica (non solo in Italia). Sono sicuro che avrei molta simpatia per una prima ministra col physique du role della governante secca, stagionata, carognetta ma in gamba.
    Non dico “brutta” perché ho sempre fatto molta fatica a affibbiare tale aggettivo a una di voi, graziossime donne. Anche quando ero ragazzo in verità ero sempre a disagio quando tra noi volavano apprezzamenti non proprio lusinghieri per qualche compagna di scuola non proprio ‘bbona. E si sa come a quell’età si possa essere stupidamente crudeli. E quante volte ho osservato qualche compagno invece che sotto sotto si vergognava di provare attrazione per qualcuna agli ultimi posti nella lista delle figone.

  11. Maroni si e’ carfagnizzato… 🙂 …poveri pizzaioli egiziani…diciamo che le badanti saranno la quota rosa della clandestinita’.

  12. Ecco! “Quote rosa della clandestinità” mi piace proprio, o Zagor. Stavolta ti quoto. Fuori in quel di Lombardia piove a dirotto 🙂 .

  13. L’hai fatto..! No, non mi riferisco all’ennesima variante al template, ma alla chiusa circolare sull’asse tematico femminino-politica.
    Mitico; di gran classe anche la sortita transfrontaliera a maggior gloria di Rama Yade.
    Eppure quella cascata di serici capelli ebano che spiove dalla testolina della Carfagna prima maniera…ehh, dai, torniamo seri e smettiamola con le frivolezze. Adesso bisogna giudicare le persone dal loro operato, che diamine! 😉

  14. @ Ismael
    Templatite metastatica? Anche Picasso aveva il suo periodo blu e il suo periodo rosa: e cosa sarebbe stato della sua arte se avesse violentato la sua natura? Questa è una malattia che non bisogna combattere, ma assecondare, anche per un senso di responsabilità nei confronti delle future generazioni. 😛
    Appena mi provocasti, di là, nel sito serio degli Orange, capii subito che l’avrei fatto, perché la frecciatina era troppo ben indirizzata. La prima idea era di offrire questa – mi lusingo – elegante puttanata alla combriccola della bassa veronese. Poi ci ripensai, non volevo trasformare il Movimento Arancione in un bordello. Riparerò in futuro con qualcosa di più serio.

  15. @ DestraLab
    Però, questa Elvira Savino:
    E’ laureata in economia con 110 e lode, e chi lo mette in dubbio? Ha fatto il Master ecc.ecc., e chi lo mette in dubbio? Ha fatto cinque anni ecc.ecc., e chi lo mette in dubbio?
    Poi sfila in Parlamento col suo bel corpo strizzato in abitini attillatissimi, dall’alto di vertiginosi tacchi a spillo sgargianti da pornostar. E provoca una mezza tempesta ormonale tra i maschi dell’emiciclo. Che si riverbera nelle pagine di gossip dei giornali. Ma lei ha qualcosa da ridìre. Simpatica. Adorabile, pure questa. Femmena.

  16. Se vuoi sentire parlare di donne viste da altre donne (le quali come diceva sir Peter Ustinov, non hanno gli ormoni giusti per poterle giudicare) fai un salto da me, o Zamax. Troverai una “vipera gentile” di sublime perfidia.
    Che ne dici della contessina allocca quanto ricca che bamboleggia da Santoro? 🙂 Per saperne di più, segui il link.

  17. Resto dell’ idea che il Ministro Carfagna non ha paragoni.
    Solo che non so quanto ne capisca di politica, leggi e storie varie…

    Un barbaro saluto da Vasto.

    P.S. Visto il tuo reclamo “quasi” ufficiale per aver ripreso dal tuo blog quello che ritieni essere il post più scemo da te scritto (a noi interessava la foto del nostro amato Ministro Carfagna lo sai)
    ti regaliamo un link sul nostro barbaro blog.

  18. @ pmorone
    Beh, onorato.

    Leggo su Wikipedia, a proposito di Vasto:
    “Il nome odierno deriva, dall’epoca longobarda, da Guasto d’Aimone. Guasto a sua volta deriva da gastaldato (un abbozzo di provincia odierna). Guasto si è poi modificato nel tempo e nei documenti catastali e comunali in Uasto e poi in Vasto.”

    Curiosamente, mia nonna era di Cividale del Friuli, prima capitale dei Longobardi in Italia, e ho dei parenti (un po’ lontani, a dire il vero) che si chiamano Gastaldis. Altro non mi viene in mente…

  19. Sir..c’è un nuovo post che riporta anche le immagini del passato splendore della Serenissima…

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