Indovinello

(la repubblica.it) L’editorialista della Stampa Barbara Spinelli ha aderito alla manifestazione dell’8 luglio in Piazza Navona. Ecco la lettera inviata agli organizzatori.

“Aderisco alla manifestazione promossa da Furio Colombo, Pancho Pardi e Paolo Flores d’Arcais l’8 luglio a Roma contro le leggi-canaglia del governo Berlusconi, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti. È urgente che esista la pietra dello scandalo. È urgente che un risveglio avvenga, anche se di pochi, perché la narcosi delle menti, del linguaggio, della visione, delle memorie è vasta e progredisce. Non è importante il nome che si dà al regime in cui viviamo. Conta la sua sostanza: la maggioranza che ignora e vilipendia la minoranza, la separazione dei poteri messa in questione, il trionfo degli interessi particolari e privati di chi è a capo del governo, l’impunità garantita a un impressionante numero di crimini, l’esclusione e criminalizzazione di una parte della popolazione, giudicata diversa e sospettabile fin dall’infanzia perché appartenente a altre etnie o razze. Scegliete il nome che volete, purché il nome abbia rapporto con la sostanza”.

Secondo me la risposta esatta è: fascismo. Perché solo il nome infame del Fascismo può indicare con pregnanza di significato il rapporto quasi carnale che con la sua tradizione hanno le canaglie di questo governo di assassini della libertà.  Solo questo nome può dare una pallida idea del gregge di pecore che sono diventati gli italiani, bestie! Solo questo nome può ricordare al mondo intero che siamo governati da una banda di boss mafiosi, di oligarchi con eserciti privati assoldati nelle prigioni, composti di criminali che, in cambio della libertà, come i bravi di manzoniana memoria pattugliano in lungo e largo la penisola, costringendo alla clandestinità ogni dissenso politico. Solo questo nome può rendere l’opinione pubblica mondiale consapevole che le prove di apartheid verso i diversi, in assenza di un’energica reazione, si trasformeranno ben presto in prove di soluzione finale. 

Goi vinto qualcosa? Un goto de vin?

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14 thoughts on “Indovinello

  1. Ho visto che hai letto un interessante articolo a tema su l’Occidentale. Ebbene la risposta a tutta questa burla, come ben sai, sta lì, e nelle parzialità o pochezza di interpretazione politica che dir si voglia di chi finora ha preteso ipocritamente di dettare morale.
    Il fascismo per taluni è eterno; e la stupidità pure.

  2. @ Zag
    Teniamocelo. Il paradiso può attendere.. 😛

    @ Gio
    Bell’articolo davvero, mi è venuto spontaneo elogiarlo. Scritto da uno storico, con profondità e pacatezza, e ben documentato. Niente di nuovo che in cuor mio già non sapessi, ma vederlo così ben puntellato da riferimenti a fatti e scritti, ha fatto impressione anche a me.

  3. Guarda che nel giro sinistrese, ormai, quella risposta non cercano più nemmeno di darla a mezza bocca. Leggo paragoni espliciti (Gad Lerner, non più di due giorni fa) con le avvisaglie delle leggi razziali, e allora i casi sono due: o siamo nel pieno di una sbornia psicotica priva di reali analogie col contesto storico del Ventennio (e allora chi dice il contrario è, per l’appunto, un cacciaballe), oppure il gregge dei pecoroni ha colpito ancora e stiamo percorrendo il sentiero verso un nuovo fascismo mediatico, al passo coi tempi (sicché mi domando cosa aspettino le poche intelligenze superstiti ad imbracciare un fucile o a imboccare la via dell’esilio, come fece Ernesto Rossi).

    Io, ormai stravenduto alla malia dello psiconano, continuo a non capire perché certi gruppi “etnici” debbano potersi sottrarre alla registrazione anagrafica ed erariale spacciandosi per i “nomadi” che non sono più da almeno un paio di secoli…

  4. “la separazione dei poteri messa in questione, il trionfo degli interessi particolari e privati (…), l’impunità garantita a un impressionante numero di crimini, l’esclusione e criminalizzazione di una parte della popolazione, giudicata diversa e sospettabile fin dall’infanzia”
    E pensare che per me la risposta era: la magistratura! Non ho vinto allora, vero?… 😦

  5. @ Ismael
    Purtroppo questa è la REALTA’ italiana. Quello che rimprovero ai “liberali” italiani non sono i mal di pancia verso l’attuale governo – che farà anche ….cagare – ma il fatto che nella loro astrattezza non sappiano riconoscere le tristi priorità. In questo momento indebolire Berlusconi non ci farà fare nessun passo in avanti. Non indebolire non significa non criticare. La posizione di Martino, ad esempio, trasuda amarezza ma non la volontà di buttare tutto all’aria. Ma, ripeto, sono convinto che questo non è altro che il rabbioso e sgangherato canto del cigno del giacobinismo italiano del dopoguerra, almeno come fenomeno politico capace di attirare le masse. In questo senso la partita si sta chiudendo.

    Ho letto il tuo articolo sui “nomadi” di là, in casa degli Orange (“Arancioni” – non c’è niente da fare – mi rievoca sempre l’immagine di quei mattacchioni degli Hare Khrisna): sono d’accordo con te. Aggiungo che, come per molti altri problemi della nostra società, la radice di tutti questi imbrogli sta sempre nel non mettere l’individuo al centro della riflessione, preferendogli – per viltà o per interesse – il branco o la tribù.

  6. @ Vincenzillo
    Caro giovanotto lei non è maturo. Ad una certa età non si dovrebbe più vedere il Re Nudo, mentre lei si ostina a farlo pur non essendo più uno sbarbatello.
    Stia punito.
    Se cambierà idea e farà come il saggio Zamax potrà condividere il premio con lui:

    A Zam na ombra de roso, a Vincenz na ombra de bianco.

  7. La Spinelli è la “compagna” (ormai si usa il termine comunista anche per indicare due persone legate da “affettuosa amicizia” ) di Padoa-Schioppa. E in quanto tale, lei sta a TPS come la Krupskaija stava a Lenin. Curiosa analogia: anche TPS ha avuto un passato comunista, oggi riciclato nel “merkato”.
    Sarà questo, caro Zamax, il suo secondo manifesto di Ventotene?

  8. Scusassero il ritardo.

    Keynes disse “Alla lunga saremo tutti morti”: non è che nel breve termine eravamo tutti – eccetto io – komunisti? Zag lo è ancora. Ma non è vero che l’unico comunista buono è quello morto: l’unico comunista buono è Zag! Ma proprio l’unico!

    In quanto a Ventotene può essere. In fin dei conti potrebbe essere il nuovo “resort” alla moda per i nostri intellettuali salottieri, in esilio dal continente berlusconiano e da Capalbio: un bel manifesto per una Nuova Europa purificata e ripulita della razza abbietta del fascismo eterno…

    Beh, io m’immagino di essere legato da “affettuosa amicizia” con un esercito di donne, tutte di divina bellezza: se sia affettuosa non so, di sicuro purtroppo si tratta solo di amicizia…

  9. Ma non è vero che l’unico comunista buono è quello morto: l’unico comunista buono è Zag! Ma proprio l’unico!

    ..così mi provochi turbe identitarie…e lo scetticismo dei compagni.. 🙂 …se non una epurazione da parte loro. Ammesso che un senza tessera, che non canta l’internazionale e non alza il pugno possa essere considerato comunista.

    Comunque i comunisti sono cambiati. Almeno nell’aspetto. Pensa che oggi la divisa di riconoscimento dei giovani compagni in strada è pantalone blu e camicia a righe.
    L’ultimo che ho incontrato a Genova mentre vendeva “Lotta comunista” in galleria mi ha detto :”Sai compagno..i tempi sono cambiati..e in questa società ci dobbiamo vestire così per poter comunicare con la gente. Comunque hai capito come riconoscerci…”.
    Il bello è che questi giovinotti come sentono che sei compagno ti stringono forte la mano e quasi ti abbracciano. Il senso della fratellanza comunista.
    🙂

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