Nefando traditore

Il deputato della Lega Nord Giancarlo Giorgetti è indicato come uno dei favoriti alla successione di Umberto Bossi alla guida della segreteria della Lega Nord. Il suo hobby principale è la squadra di calcio inglese del Southampton e nel 2001 fonda il fan club Italian Saints. (Il Giornale)

Beh, io trovo scandaloso che uno dei possibili successori di Umberto Bossi, uno che ce lo dovrebbe avere durissimo, tifi per il SOUTHampton e non invece per il NORTHampton. Un consiglio: se dovesse trovare troppo scarsa per i suoi gusti la locale squadra di calcio, dirotti le sue attenzioni verso l’illustre squadra di rugby che quest’anno giocherà nella Guinness Premiership e che si chiama, guarda caso, Northampton Saints.

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17 thoughts on “Nefando traditore”

  1. E’ vero, se Giorgetti fosse compenetrato dalla sana dottrina, non sarebbe caduto in simili aberrazioni. E’ evidente che, nello spirito, è un tuo confratello; ed allora è giusto che torni nella sua Terronia, con decreto d’espulsione immediato.

  2. Propongo un’interpretazione diversa, chiamiamola padanocentrica. Fatto cento che la Padania è l’unico vero Nord Politico del pianeta, la prima conseguenza è che tutto il resto si trova più a Sud. La Svizzera tanto quanto l’Emilia, l’Islanda tanto quanto il Congo. La seconda conseguenza è che il coefficiente di Padanità è maggiore quanto più si è vicini al Nord Politico, e minore quanto più ci si allontana. E allora ecco che Cosenza Nord è più padana di Cosenza Sud. Ma, viceversa, a Southhampton c’è più padanità che a Northhampton. Primo abbozzo di Geopolitica Padana!

  3. quindi Nocera Superiore è più padana di Nocera Inferiore anche se si trovano tra Napoli e Salerno… 🙂 …

    Zamax Bossi ha pensato bene di rimettere mediaticamente le cose a posto… 🙂 …ma i Giorgetti noi non li vogliamo..no.
    Che vada in esilio in Sud Africa come re Zog!!!

  4. …pare voglia federalizzare la squadra, investire tutti i soldi sulla difesa, che si sa, sta a nord e garantisce la sicurezza e abbandonare il centrcampo ladrone e l’attacco scansafatiche al loro destino!…ti chiedo anche un favore: in un tuo vecchio post ho letto che stavi leggendo “autobiografia:poesia e verità” di Goethe…potresti mica farmi sapere che edizione è? non riesco a trovarlo! Grazie!

  5. @ Vincenzillo & Zag
    Ho capito. La Padania è al centro del sistema solare geopolitico mondiale. Quindi su scala mondiale anche Zag è quasi un padano. Chi l’avrebbe mai detto? E d’altra parte, con Silvio in sella, Napule nun è cchiù ‘na carte shporche, Napule è un piezze ‘e Padanie, e chishte trionfo sarà celebrato co’ lo shposalizie simbolico fra San Gennare e la Madunina e chillo reale fra Silvio nuostro e Mara vuostra…
    (Mi scusi ministro Carfagna: non resisto alle battute, soprattutto se son sceme. Merito di essere frustato, e non ho neanche la consolazione di essere masochista!)

  6. @ Pepe
    Infatti il libro di Goethe anch’io l’ho trovato per caso, dopo averlo a lungo cercato. L’ho pescato in una bancarella al mercatino dell’antiquariato che si svolge una volta a mese in Borgo Cavour a Treviso. Una edizione UTET in due volumi del 1957, benissimo conservata, che ho comprato per pochi euro, n. 213 e 214 della Collana “I grandi scrittori stranieri”. Che io sappia – ma non ne sono sicuro – è l’unica e non è mai stata ristampata. Misteri dell’editoria italica, perché è una delle opere maggiori di Goethe.

  7. Ecrecio signoro Zamaxo,
    La scrivo per cunto de lo signoro Zacazico che mi precio di rappresentaro.
    Con la presento la tiffitiamo in queshta come in altre sedo di accostaro allo nomo dello Zacazico l’accettivo patano. Stanto che lo Zacazico non solo non provieno dal Norto ma anco pecchè in modo nisciuno somiglia a una patana. Al limite a una melenzana pecchè ha preso cià tanto solo a lu mare che pare nu saraceno.

    Tishtinti saluti.

    Avvuocato Ciro Capuozzo

  8. Carisimo avocato Capuosso,
    a nome del me parochiano siòr Zamax, ghe asicuro che in nesun momento ‘a puresa rasiàe afro-terona del siòr Zagazig xe stata mesa in questiòn. Ghe spiego: el siòr Zamax – che no’l me senta! – xe bastansa matarèo e ghe piaxe sparàr paradosi cusì fora del normàe, che tante volte no se ‘o capise propio. Come che i dixe in teevisiòn, ‘e so paròe xe state travisàe.
    Avocato, carisimo, Zamax ga na granda considerasiòn del siòr Zagazig, ghe asicuro, nonostante ch’el sia ‘na bruta bestia comunista. Ma semo tute creature de Dio, ognuno co i so difeti.
    Avocato, carisimo, se gavemo capìi. Ch’el me staga ben, lu, carisimo, e tuta ‘a so fameja. E che Dio la benediga.

    Don Bepi Durigon

  9. …oltre al quasi scontato Goldoni…mi fai venire in mente il marò Luca di “Inshallah” della Fallaci..:-)

  10. Non ho letto “Inshallah” della Fallaci. A quel tempo era una rovente pasionaria di sinistra… e io leggevo solo roba edificante… se proprio dovevo peccare, preferivo qualche giornalino porno…

  11. Parochiano, carisimo, sta roba nel segreto del confesionàe no te me ‘a ga mai dita. Santa pasiensa de Nostro Signor! Quanto ben ve voeo a tuti, pa no mandarve driti a l’inferno!

    Don Bepi

  12. beh “Inshallah” è uscito nel 2000….e la Fallaci non era ancora diventata “ultracattolicaoccidentalista”…non è un libro di ‘destra’.
    La carriera di quella grande scrittrice è stata offuscata dagli ultimi suoi disperati anni e dalla trilogia che le hanno dato un etichetta non corrispondente alla sua intera e più apprezzabile opera letteraria.

  13. Del 2000? Caz… pensavo fosse di almeno 10-15 anni prima! (ora che ci penso è vero; erano i tempi del Libano martoriato, mi pare: Don Bepi me ga meso in sogesiòn, che no capiso pì gnente… )

    Cattolica non lo è mai stata veramente, la Fallaci. Direi piuttosto apocalittico-nazional-tradizionalista, che è una forma di confuso misticismo che prende a volte i superlaici pentiti.

  14. Truoppo forto… in napuletano (pronunciare avendo in mente il Vesuvio in eruzione)
    Masa forte… in veneto (pronunciare avendo in mente la pianura padana affondata nella nebbia)
    Caro Zag, nell’illustre lingua partenopea, che tutto il mondo conosce perché i napoletani con la loro volumetrica potenza vocale trapana-orecchi si fanno riconoscere dappertutto, le parole (tranne quelle accentate sull’ultima sillaba) finiscono quasi sempre con un suono vocalico indistinto, neutro, che io a volte scrivo “e” e tu scrivi “o”. Cosa devo fare? E’ un problema che non mi fa dormire la notte…

  15. In realtà quella vocale, qualsiasi essa sia, non si pronuncia. Teoricamente la ‘o’ è per il singolare, la ‘e’ per il plurale o per il ‘voi’.
    Ma ‘forte’ non si coniuga in ‘fuorto’ e rimane scritto ‘fuorte’ e pronunciato ‘fuort”.
    A titolo glottologico esemplificativo cito la famosa ricetta culinaria di Edoardo che si chiama “Spaghetti o’ (al) pesce fuiuto”.
    Che poi sarebbe spaghetti al pomodoro perchè appunto il pesce non c’è in quanto fuggito..:-)…

    Ma io non faccio testo è il caso di dire in quanto salernitano e portatore insano di una lingua dialettale più chiusa e meno simpatica in cui le ‘o’ e le ‘e’ si trasformano spesso in ‘u’ per le influenze dell’entroterra.

    L’insonnia è destinata a continuare…

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