Frateellii d’Itaaliaa

Non ho nulla da aggiungere alle sagge considerazioni di Abr sul capolavoro di Goffredo Mameli tranne questo: che l’inno è perfettamente italiano nello spirito. L’attacco, di sublime, intima solennità, sembra una scorreggia o una pernacchia musicata, una sorta di avvertimento che tradotto vuol dire: all’occhio, siamo italiani…

Papparapapparapparappa pappappà
papparapapparapparappa pappappà
papparapapparapparappa pappappà
papparapapparapparappa pappappà
pa pa pa pa pa papparapappa papparapappa
papparapappa papparapappappà
pom popom
Frateelli….

(Ugo’s version)

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14 thoughts on “Frateellii d’Itaaliaa”

  1. Nononononononononononono nonnononnonnonnonnonnonno.
    non ci siamo.
    L’ attacco fa:
    Papparapapparapparappa pappappà
    papparapapparapparappa pappappà
    papparapapparapparappa pappappà
    papparapapparapparappa pappappà
    pa pa pa pa pa papparapappa papparapappa
    papparapappa papparapappappà
    pom popom
    Frateelli….

  2. Ed ADORO quella strofa in cui dice
    “Dall’Alpe a Sicilia ovunque è Legnano
    Ogn’uom di Ferruccio ha il core e la mano
    i bimbi d’Italia si chiaman Balilla
    e il suon d’ogni squilla i vespri suonò”
    Ancora mi vengono i brividi a ricordare quella volta che il mio professore di storia in quarta liceo me la spiegò con tutti i riferimenti.
    Padania libera! Veneto libero! Sicilia libera! Abruzzo libero! Casteldisangro libero!

  3. Mi arrendo. Il coro dell’Armata Rossa della gloriosa Unione Sovietica è insuperabile. Ed adesso che l’Iternazionale è orfana propongo che venga adottata da noi.
    …Compagni avanti il gran partito noi siamo dei dei lavorator…

  4. Ma voi che siete colti, esiste un precedente storico di qualche paese che ha cambiato inno?
    O almeno le parole?
    O se non cambiate, almeno eliminate?

  5. ..penso che solo le squadre di calcio cambino l’inno ogni tanto.

    p.s. cmq il nostro inno all’estero piace….forse perchè essendo una marcetta si distingue da quella solennità pallosa della maggior parte degli altri inni

  6. Caspita! Mi allineo all’esperto e correggo la rappresentazione alfabetica della scarica di scorregge patriottarda!

    Cambio avatar e… miracolo! Compare il sosia di Ugo!

    Però, che ne dite, fighissimo anche Zag, no?

    Ragazzi, devo fare una confessione. Ho una debolezza per la musica russa, Tchaikovsky, Mussorgsky, Rimski Korsakov, Stravinsky, Prokofiev sono tra i miei compositori preferiti; ma non è questa la confessione. Adesso che abbiamo abbattuto il comunismo, posso dirlo: il mio inno preferito è ed è sempre stato quello sovietico. Dopo la caduta del muro, all’epoca di Eltsin, decisero di cambiarlo, in Russia. Ma poi sono ritornati al vecchio glorioso inno, modificando solo il testo.

    Eccolo qua, in tutto il suo splendore putiniano:

    http://it.youtube.com/watch?v=mxefj7WfBIQ

    (Prego notare le fantastiche patriote in minigonna)

  7. ..le aviatrici…fui—fufiuuuuuuuuuuuu!!!.. 🙂 …

    Ma quella sul cucuzzolo vulcanico cos’era la piscina di Putin?
    A me sono piaciute le immancabili matrioske kitsch e la croce intagliata nel ghiaccio…

    Col nuovo avatar sembro il figlio del conte Dracula…in effetti da piccolo azzannavo le cosce delle bambine sulla spiaggia lasciando due buchini rossi come ricordo.
    🙂

  8. ESATTAMENTE: Soyuz nerushimi rispublik svobodni…. “Unione indistruttibile di repubbliche nate libere su piedi di acciaio fu costruita la Russia…partito di Lenin conducici verso i successi del Comunismo” Quello era un inno per uomini con le palle, non la moderna (ed in realtà originale) versione poetica di amore alla patria dai ghiacci del polo alle steppe ed i mari del sud.
    Anch’io ho sempre avuto un debole per l’inno sovietico. Un altro inno che mi piace, ma in forma diversa, è invece un esempio di leggerezza rossiniana: quello brasiliano.

  9. La cosa che mi diverte sempre è quando i nostri calciatori quando cantano l’inno verso metà tra una strofa e l’atra cantano anche “poropò poropò poropoppopò”, come se fosse una frase di senso compiuto… 😉

    P.S.: L’inno tedesco è stato depurato dalle parole nel dopoguerra. Ciononostante sugli spalti degli stadi del tennis e del calcio i tifosi continuano a cantare imperterriti “Deutschland über alles…”

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