Infallibile quasi come il Papa

Avendo Papa Malvino giustamente a cuore l’ortodossia dei fedeli della sua Chiesa, Egli ha impartito precise istruzioni al servizio d’ordine del Suo blog di allontanare dalla comunità dei commentatori tutti coloro che si trovino nel libro nero degli agenti provocatori, come quella simpaticissima sagoma del sottoscritto. Onde per cui, con mio grande rincrescimento, non ho potuto pregiarmi di significarGli la soluzione vittoriosa dell’enigma del refuso in cui sarebbero incappati i pastori del gregge cattolico. Refuso verso il quale so per certo (dispongo infatti di fonti sicure ai piani alti del settimo cielo) che l’Onnipotente ha dimostrato la massima indulgenza, essendo un refuso della lettera, non dello spirito. Le parole esatte di Tocqueville sono le seguenti e si trovano effettivamente nel Libro II, Capitolo IX, (o nel Libro I, Parte Seconda, Capitolo IX, a seconda delle edizioni, come poi spiegherò) e specificatamente verso la fine del capitoletto intitolato “L’influenza indiretta esercitata dalle credenze religiose nella società politica negli Stati Uniti”:

Quando costoro attaccano le credenze religiose seguono le loro passioni e non i loro interessi. E’ il dispotismo che può non curarsi della fede, non la libertà. La religione è assai più necessaria nella repubblica che essi preconizzano che non nella monarchia che essi attaccano e nelle repubbliche democratiche più che in tutte le altre. (Versione italiana pubblicata nella collana dei “Supersaggi” della Biblioteca Universale Rizzoli, a cura di Giorgio Candeloro)

Una brutta traduzione, priva del nerbo necessario nella frase cruciale, come si può constatare nella versione originale in francese:

Quand ceux-là attaquent les croyances religieuses, ils suivent leurs passions et non leurs intérêts. C’est le despotisme qui peut se passer de la foi, mais non la liberté. La religion est beaucoup plus nécessaire dans la république qu’ils préconisent, que dans la monarchie qu’ils attaquent, et dans les républiques démocratiques que dans toutes les autres.

Ed invero in una recente ristampa di una vecchia edizione UTET dell’opera tocquevilliana a cura di Nicola Matteucci, un volumetto spesso e compatto che ho acquistato per puro piacere tattile-estetico, la frase in questione è stata tradotta così:

E’ il dispotismo che può fare a meno della fede, non la libertà.

V’è da dire, inoltre, che nell’edizione UTET la suddivisione dei libri differisce da quella dell’edizione BUR: i primi due libri sono ricompresi in un unico primo libro, diviso in due parti; e il secondo libro corrisponde al terzo libro dell’edizione BUR. Esattamente come nella versione on line in francese sopramenzionata. Avendo quindi nel suo discorso il cardinal Bagnasco detto:

Non ha ragione Alexis de Tocqueville ad asserire «che il dispotismo non ha bisogno della religione, la libertà e la democrazia sì» (in La democrazia in America, I, 9)?

ritengo che, pur nella non perfetta esattezza delle parole e dei riferimenti, ciò attesti quanto le nuove sull’incipiente coglionaggine di una brutta banda di autorevoli prelati siano grandemente esagerate.

Advertisements

8 thoughts on “Infallibile quasi come il Papa”

  1. Uh adoro gli spiriti liberi, riconoscibili senza fallo da concetti nuovi, illuminanti e tolleranti tipo: “quel genere di ottusità che è struttura portante della devozione cattolica”. Ci mancherebbe pure che uno spirito così libero possa accettare uno come te, vile schiavo del dogma, nel suo blog!

  2. Chissà perché stavolta è stato il servizio d’ordine del mio blog a bloccare come “spam” il tuo commento: vedi i frutti delle cattive compagnie!

    P.S. Speriamo che l’orco s’incazzi alla grande, tragicamente, alla Re Lear (potrei fargli da Matto), invece di far finta di niente… ah ah ah…
    Ah Malvino, fine spadaccino, infilzato per benino, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo!

  3. E ancora non si è scesi nel merito. La prima (e ultima) volta che accettai stupidamente di farmi coprire di contumelie dal Dottore scoprii che i discorsi tocquevilliani non gli garbano. Tanto dissenso è frutto dell’estrazione aristocratica del buon vecchio Alexis, che quello strutturalista laico di Malvino sospetta essere il nume tutelare dei liberali conservatori. Cioè farlocchi, sempre secondo il Nostro.
    Appena si scenderà nel merito, dicevo, avremo il piacere di sentirci ripetere che i veri liberali furono Bentham, Hume e Mill. Sarà un tripudio di originalità, vedrai.

  4. Vuoi la verità? Lo svarione malviniano era troppo grosso e non ho resistito alla tentazione di farci sopra un post facile facile che mascherasse il pigro andamento del mio blog: così da sentirmi ipocritamente a posto con la coscienza. Ma con me non funziona. Direi che è ora di darsi una mossa.

  5. e pensare che le poche e coraggiose galee albanesi (tutti turchi i nomi) già si posizionavano sull’ala sinistra come in premonizione del quarantennio storico.
    🙂

  6. Ah già, sul “corno” sinistro, eccezionale contro il malocchio e in più politicamente corretto: fin da allora cresceva una corresponsione d’amorosi sensi coi fratelli napoletani…Purtroppo questi ultimi non hanno avuto Enver Hoxha, e così son rimasti indietro! 😛

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s