Liberal-bolscevismo

Nel post precedente non avevo resistito alla tentazione di fare una battuta forse ingenerosa sui cosiddetti “liberisti di sinistra”, laudatores degli “scialacquatori”. Non voglio omologarmi alla moda di sparare sull’economista. Ma stamattina non faccio in tempo a finire il cappuccino al bar che mi capita sotto gli occhi questa allucinante intervista concessa alla Tribuna di Treviso dall’insigne-economista-progressista-democratico Giacomo Vaciago. Neanche la più maligna caricatura potrebbe illustrare meglio la folly doctor-like di certi professori. Faccio solo notare il festival giacobino-costruttivista delle scelte lessicali: “governo migliore del mondo”, “lo Stato sarà la locomotiva”, “riprogettare lo sviluppo”, “azzerare il passato e ricominciare”, “rivoluzione”, e via delirando (“Basta stamparli [i soldi NdZ]. In America il costo del denaro è zero. Le banche prestano denaro senza interessi. Dovrebbe essere così anche in Italia. E se non basterà, bisognerà regalare soldi alla gente. Sorvolare le città con gli elicotteri e buttare giù banconote. Ma attenzione, banconote con una scadenza a tre mesi. Può sembrare una pazzia, ma l’alternativa potrebbe essere molto peggiore”). Non ci resta che plaudire alla saggezza delle plebi italiche per aver preferite loro le bislacche ma oneste smancerie colbertiste del Druido della Valtellina.

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10 thoughts on “Liberal-bolscevismo

  1. Dopo la caduta del Muro, che ha dato la stura alla globalizzazione, sono subito nati i “transcomunisti”, neoconvertiti al mercato unico di un mondo unico dal pensiero unico. Più sotto nel post degli “skey” (scritto con la Kappa)ho appena spiegato come marxismo e liberismo siano pensieri in un certo senso affiliati da una comun matrice materialista.

    “Il mercatismo è l’utopia-madre della globalizzazione ne è il motore ideologico: i liberali drogati dal successo appena ottenuto nella lotta contro il comunismo; i postcomunisti divenuti liberisti per salvarsi, i banchieri travestiti da statisti (ovvero i cosiddetti “illuminati fanatici”); gli speculatori-benefattori (chiara allusione a Madoff?!), e i più capaci pensatori di questo tempo, gli economisti, sacerdoti e falsi profeti del loro credo”. (Giulio Tremonti “la paura e la speranza”).

    Dunque “trans e postcomunisti” sono i mutanti riciclatisi in questa nuova ideologia del denaro uber alles.

  2. @ Nessie
    Il liberalismo bene inteso riconosce l’ineluttibilità dell’espansione delle libertà individuali ivi compreso il suo corollario universalistico, insieme con la coscienza che questo fenomeno si sviluppa però nel tempo e nello spazio ed esige il prudenziale rispetto di leggi e costumi della cui segreta sapienza spesso non riusciamo a cogliere l’importanza. Questo ragionato aspetto conservatore-tradizionalista non deve bloccare però un fenomeno che è legato a doppio filo allo sviluppo delle libertà civili (da non confondere con quella libertà morale che trascende ogni ordine terreno) che è la vera Tradizione dell’Occidente destinata ad assorbire ed addomesticare quelle stesse culture ad essa estranee che oggi sembrano metterlo in pericolo (ma l’Islam crollerà, perché è un Universalismo contrapposto). L’Illuminismo è un’orgogliosa perversione dell’Universalismo Cristiano-Occidentale, ma tuttavia ne è figlio. Un liberismo o un “mercatismo” che mettesse il denaro uber alles sarebbe una perversione del liberalismo. Queste terminologie caricaturali servono peraltro efficacemente a chi sbaglia analisi all’altro estremo, come Tremonti, anche se sicuramente fa meno danni dei “liberal-bolscevichi”. Sempre che non si avviti su posizioni ultrareazionarie.

  3. A dire il vero il paradosso mercatista è riuscito nell’intento dove perfino i più inveterati statalisti hanno fallito: Bush ha rastrellato alla fine del suo mandato, più partecipazioni statali del vituperato CAF (Craxi, Andreotti e Forlani) e di De Michelis. Scusa, ma questo è un altro tramonto ( e non Tremonti) per le cosmogonie. E il sogno americano è diventato in fretta un American Nightmare.

  4. Se il sogno americano, invece che quello della responsabilità individuale, è diventato quello dell’irresponsabilità individuale garantita dalla generosità della Banca Centrale, probabilmente lo Stato si è solo ripreso alla fine quello che aveva dato… un mercatismo poco mercatista e molto col trucco, direi.

  5. Ma la FED non è lo Stato in America. E il nodo gordiano del loro sistema economico-politico sono i figuri di tecnofinanzieri con più incarichi multipli in confronto ai quali il conflitto d’ interesse del nostro Silvione da Arcore è quasi un buffetto sulle guance. E’ un sistema di porte girevoli dove finisci di fare il banchiere, e ti ritrovi eletto in politica come senatore (vedi Paulson), fingi di fare il benefattore e ti ritrovi truffatore dopo aver presieduto non so quanti incarichi “onorevoli” e al di sopra d’ogni sospetto, a causa della tua…filantropia.Avrai letto sulla catena di S. Madoff. Per farla breve, ti assicuro che ormai anche i cittadini americani si sentono gabbati, vilipesi e la democrazia sta andando sempre più a Patrasso, a causa del lobbismo che erode il loro sistema politico. Io francamente non ci credo nel Deus ex machina di Obama, il quale ha avuto la campagna elettorale finanziata da quegli stessi che hanno portato al crack (Goldman Sachs, Fannie Mae e Freddie mac, Morgan Stanley ecc.) .

  6. Non sarei così pessimista. Non riguardo ad Obama, ma a riguardo degli USA. Tutto quello che è successo ha creato un grosso problema di fiducia; ci potranno essere degli opportuni accorgimenti normativi concernenti i mercati finanziari (materia di cui non so assolutamente nulla), ma pensare di risolvere un problema di fiducia mediante sovraregolamentazioni è pura illusione. D’altra parte, se i truffatori prosperavano è perché il sogno era bello per tutti: la greppia del denaro facile era allettante e comoda come quella dello stato sociale e in parte la surrogava. Per l’opinione pubblica è una lezione ben difficile da dimenticare e anche Obama ne dovrà tener conto.

  7. «Non ti aiuta nessuno, se aspetti i regali sei fregato»

    Detto da uno che ha appena finito di invocare cartamoneta facile è tutto un programma.
    Tremonti non sarà questo gran genio, ma se Atene piange Sparta, poveretta…

  8. Sono allibito. Ma questo insegna davvero alla Cattolica? Chiudere le poste, abolire le fotocopiatrici, inondare i cieli di cartamoneta-volante, sostituire i banchieri con gli ingegneri, aumentare il debito pubblico…
    Prometto che non mi lamenterò più di Tremonti.

    PS: Ma questo tizio assomiglia a Robert De Niro?

  9. “Sostituire i banchieri con gli ingegneri”

    E’ la meno esecrabile di quelle che ha detto, ma io sono smaccatamente di parte! 😀

  10. Non ti illudere. Voleva indicare la versione nostrana dei filosofi della Repubblica Platonica. Gli è sfuggito un omaggio subliminale a De Benedetti, l’Ingegnere con la “I” maiuscola. 😛

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