Devastati

La giornalista RAI Marinella Chirico, invitata dalla famiglia Englaro a visitare Eluana nella sua stanza della casa di riposo la Quiete di Udine, in qualità di “persona di fiducia e professionista dell’informazione”, perché testimoniasse sulle “vere condizioni” della donna, non ultima delle selezionate voci di questa storia di giudizi inappellabili, ha detto quanto segue:

Eluana era esattamente così come si può immaginare possa essere una donna in stato vegetativo da 17 anni: assolutamente irriconoscibile rispetto alle foto che si vedono. Una donna completamente immobile, che gli infermieri e i sanitari erano costretti a spostare ogni due ore per evitare che il corpo si piagasse. Le orecchie avevano delle lesioni perché l’unica parte che non si poteva tutelare era questa. Era una situazione devastante, emotivamente molto forte l’impatto.

Tale è l’unità spirituale nella cerchia di chi si stringe con le parole e con le opere attorno alla figura del padre, che vi fa capolino perfino una straordinaria ortodossia lessicale: “Era una situazione devastante, emotivamente molto forte l’impatto” dice Marinella Chirico; “Sono profondamente devastato come uomo, come padre, come medico e come cittadino”, diceva Amato De Monte, primario all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, che qualche giorno prima aveva accompagnato Eluana Englaro nel viaggio da Lecco a Udine. Lo stesso devastato Amato De Monte ha detto che di Beppino Englaro lo ha colpito “il modo con cui ha espresso questo suo perseverare nel cercare di esaudire la volontà della figlia e, in particolar modo, quello di volerla liberare. Ha usato questo parola che non dimenticherò mai. Penso che Beppino sia doppiamente devastato, per la vicenda di Eluana e per la grave malattia che la moglie sta soffrendo”. In questo quadro di profonda devastazione non poteva far mancare la sua voce l’Agenzia Radicale, per la penna di un devastato Silvio Pergameno: “Il rispetto umano ha giustamente impedito di mostrare il povero corpo di Eluana devastato da 17 anni di accanimento nutrizionista…”. Il militante del PD Simone Sensi è scioccato come tutti i compagni di partito: “Una donna, in coma da 17 anni, che in tutti questi anni non ha mai dato un solo segno di risposta cerebrale (come potrebbe? la sua corteccia è devastata) sta per concludere la sua esperienza fisica. Un padre, immagino devastato da un dolore lungo 17 anni, ha dato prova di una dignità…”.  Pierpaolo Gratton, dell’ANSA, da Paluzza ricorda “la bella e solare Eluana che l’incidente del 18 gennaio 1992 ha devastato per sempre, fino alla morte di ieri”. Mentre Ivan Zazzaroni non aspetta altro che il fischio finale e misericordioso dell’arbitro: “Prego affinché Eluana Englaro si addormenti per sempre. Da sola. E subito. Sogno che questa storia finisca. Che un padre sconvolto, devastato, veda finalmente esaudito il desiderio della figlia“.

Marco Imarisio, lui, non sappiamo se l’abbia o non l’abbia vista, però è in grado di descriverla, con pietosa crudezza di particolari, sul Corriere della Sera del 10/02/2009,

…le palpebre perennemente a mezz’asta sugli occhi, le pupille vuote, il naso che sembrava sproporzionato su una faccia che si era rinsecchita come il resto del corpo. Pesava meno di 40 chili, Eluana. Le braccia e le gambe erano rattrappite, poteva giacere solo di lato perché a pancia in su rischiava di soffocare per i liquidi che salivano da uno stomaco atrofizzato e incapace di trattenerli. Era appoggiata sul lato destro del corpo e questo le causava spesso piaghe da decubito sulla guancia, le lacerazioni di una pelle che si fa di carta velina, quelle che ai vecchi vengono sul sedere o sulla schiena, lei ce le aveva anche in faccia.

Le sue parole si rivelano piuttosto dissonanti con quanto raccontato in precedenza dalle suorine di Lecco che l’hanno avuta in cura fino a qualche giorno fa, con la descrizione fattane qualche mese fa da qualcuno certo solidale con la battaglia del padre, ma anche con l’ottimistica retorica da “sana e robusta costituzione fisica” dei bollettini medici di Udine. E in più stranamente in contrasto con quanto scritto dalla collega Maria Grazia Mottola sullo stesso giornale il 12/02/2009, cioè quarantotto ore dopo:

Ieri il procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi, ha firmato il nullaosta per i funerali dopo un incontro con i consulenti-medici che hanno effettuato l’ autopsia. Nessun elemento nuovo in contrasto con i primi risultati sommari: Eluana, che secondo gli investigatori è morta per arresto cardio-respiratorio dovuto a una crisi elettrolitica legata alla disidratazione, al momento del decesso pesava 53 chili, il corpo appariva in buone condizioni, non aveva ferite da piaghe da decubito, la sua pelle era intatta. Solo un’ anomalia: mani e piedi incurvati verso l’ interno, in una postura tipica delle persone immobilizzate. Allo studio dei consulenti, i prelievi su tutti i suoi organi, che saranno sottoposti all’ esame tossicologico. Calcolato anche il peso del cervello: sarebbe uguale a quello di una persona normale.

E allora? Allora qualche sospetto che gli ultimi giorni della vicenda di Eluana Englaro si siano svolti in un clima d’isteria collettiva l’abbiamo, e che il progressimo democratico abbia di tanto in tanto i suoi scoppi d’irrazionalità “medievali”. Ma fino a prova contraria, anche se poco cambierebbe,  può anche darsi che tutto sia vero, non sostanzialmente, ma esattissimamente; che in queste devastanti descrizioni nulla sia dovuto alle suggestioni del momento e del luogo o a malintesi sentimenti di solidarietà. Eluana era proprio così, prima di morire “a seguito di un arresto cardiorespiratorio provocato da una crisi elettrolitica da disidratazione”, del tutto naturalmente in quanto natura c’insegna che se non si beve di solito dopo un po’ il cuore si ferma. In questo senso ci ha rassicurato, togliendoci un gran peso dalla coscienza, ché avevamo il sospetto di un doping misericordioso, anche l’avvocato Campeis, prima di ritirarsi insieme ad amici e giornalisti simpatetici nella sua magione avita della campagna friulana per una stuzzicante cena di rigraziamento; non prima però di preannunciare una grandinata di denunce per quella mezza Italia che, avendo qualcosa da ridire, non ha rispettato il dolore della famiglia. Il denaro dei “condannati” servirà per avviare una fondazione nel nome di Eluana. Non c’è proprio da stupirsi della sua fede incrollabile nella giustizia: fin qui ha fatto miracoli.

Advertisements

5 thoughts on “Devastati

  1. Devastante. Da oggi in poi, si potrà invocare il sentimento di “devastazione” accoppiato all “amore” in senso sanremese come giustificazione dell’omicidio. “Signor giudice, l’ho ucciso perché lo amavo tanto e la sua sofferenza mi devastava interioremente”. I sentimenti separati dalla ragione impazziscono.

  2. Son tutti distrutti e devastati. Ma Beppino Englaro ha già aderito alla manifestazione di domani organizzata dai quei buontemponi di Micromega “per la vita e contro la tortura di stato”.

  3. Sono deluso…non hai detto quasi niente.
    E in effetti non hai modo per contestare l’amara realta’.
    Buon lettino a tutti. E mi raccomando solo di lato eh.

    Me respekt

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s