Italia

Beppino Englaro riapre la questione socialista

Benedetto uomo. Non ho ancora fatto in tempo a finire di tartassarlo per benino, che oggi mi tocca elogiarlo. Nel farsesco psicodramma collettivo che la sinistra sta vivendo in questi giorni la voce più limpida, più chiara e chiaroveggente è stata la sua. Sarà che ormai ha rotto gli argini, sarà l’orgoglio d’una funesta vittoria, ma Beppino Englaro è l’unico a vedere il re nudo, e ad indicare una via d’uscita politica al popolo rosso. Un’idea, finalmente. Facendo probabilmente accapponare la pelle a molti nei quartieri generali dei partiti che l’hanno sostenuto nella sua battaglia, picconando le certezze di tanti giovanotti cresciuti come polli d’allevamento con la damnatio memoriae del socialismo craxiano, ha ricordato a tutti, come in uno sfogo liberatorio, che l’unica sinistra moderna nel nostro paese è stata propria quella:

Sono sempre stato socialista… in famiglia ho respirato quest’aria. Con mio padre parlavo di Loris Fortuna, il socialista padre della legge sul divorzio e autore della prima proposta sulla depenalizzazione dell’aborto. Per noi friulani resta un leader. Poi ho sempre avuto in mente il partito socialista, del quale Bettino Craxi prese le redini nel 1976. Ricordo l’entusiasmo di quegli anni, vedevo in lui il segretario capace di rilanciare il Psi, dandogli vigore, forza e peso politico. Era una ventata nuova, si capiva che sarebbe diventato trainante a livello nazionale. Il culmine fu quando divenne presidente del Consiglio. …Spero in una rinascita del partito socialista, come un partito liberale all’avanguardia, riformista, da contrapporre ai conservatori. Mi dicono tutti che è un’illusione. Ma questo è il mio sogno. Come si fa a buttare all’aria oltre cento anni di storia?

Mi dispiace per Cicchitto, rappresentante del partito che io ho votato, ma ha perfettamente ragione Mauro Del Bue, in questa polemica tra ex socialisti craxiani, quando dice:

Fabrizio Cicchitto dice una gran bugia: come può rifiutarsi di accettare Beppino Englaro nella storia del Psi, visto che lui stesso l’ha esaltata e condivisa? Com’è mai possibile farlo radicale e basta, perché Bettino Craxi non è mai stato anticlericale? Ma come? Noi siamo stati il partito del divorzio, dell’aborto e i cattolici che in quella fase aderivano al Psi, lo facevano proprio perché erano laici e difendevano per gli altri i diritti che magari negavano per loro in nome della religione. Cicchitto dimentica l’Acpol di Livio Labor, di Luigi Covatta e di quei cattolici passati nel Psi e attratti dal carisma di Riccardo Lombardi aderirono da subito alla “sinistra socialista”. Erano cattolici laici. Invece i laici ex-socialisti del Pdl sul caso Eluana si sono comportati da integralisti, con la sola eccezione del senatore Ferruccio Saro, e questo a me fa molta pena.

Finita l’avventura frou-frou dei democratici generati spontaneamente dal fior fiore impalpabile della società civile di Veltroni, con sullo sfondo lo spettro del giustizialismo fasciodemocratico di Di Pietro, con la prospettiva D’Alemiana-Bersaniana di un partito che della socialdemocrazia europea è solo un simulacro, ossia il trionfo di quegli apparati pre-cortina di ferro che oggi hanno eletto Franceschini, ancora una volta per superare se stessa la sinistra si trova davanti al cadavere del cinghialone. Per quanto tempo ancora potranno far finta di niente?

Ma guarda che roba mi tocca scrivere, da clerico-fascista quale sono!

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5 thoughts on “Beppino Englaro riapre la questione socialista”

  1. da notare che anche repubblica ha un articolo dedicato ad englaro, circondato dei soliti girotondini:

    http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/testamento-biologico/oggi-manifesta/oggi-manifesta.html

    il tenore è ovviamente tutt’altro, e le posizioni socialiste del loro nuovo eroe non vengono citate. non credo che i conti con il cinghialone verranno fatti tanto presto. fino ad allora continueranno a prendere sberle ad ogni turno elettorale, e ad incolpare chiunque, fuorchè loro stessi

  2. Eroica visita domenicale di cui ti ringrazio. Credo che prima o poi qualcuno si sveglierà e capirà che sarà meglio bere l’amaro calice piuttosto che morire, invece di proseguire con l’accanimento terapeutico… ah, adesso capisco perché il Beppino l’ha capito…

  3. Purtroppo (o per fortuna) a sinistra non lo capiranno mai. La sinistra è morta con Craxi. Nell’ultimo libro di Giorgio Bocca c’è il racconto della scelta deliberata e artificiale di Scalfari per il PCI a danno del PSI, e della lenta e inconsapevole trasformazione di Scalfari da allievo di Pannunzio a seguace di Berlinguer. L’apprendista stregone si fece affascinare dai fantasmi che aveva evocato e che pensava di guidare.

  4. Ieri sera ho visto la prima parte della puntata di Lerner e c’è voluto Mentana che dopo circa un’oretta ha detto: “Non cadiamo nel solito vittimismo: i mali attuali della sinistra italiana se li è fatti lei da sola”, altrimenti quelli erano ancora lì a dire che era tutta colpa di Berlusconi.

  5. @ GMR
    Non sono così pessimista. Certe cose nascono e crescono dentro, mute, innominabili, e poi una causa esterna, una qualche scintilla, le fa venir fuori prepotentemente. Qualcosa come una gravidanza nascosta, che alla fine butta fuori il pargoletto non voluto.

    @ Vincenzillo
    Be’, bravo. E coscienzioso. Io sono anni ormai che non riesco più a guardare gli Anni Zeri, gli Infedeli (si chiama ancora così?) e compagnia cantante…
    Mi compiaccio tuttavia che Mentana non si sia ancora preso la berlusconite. Ma non abusi delle cattive compagnie!

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