Decine di libri

“Ho fatto tanto nella mia lunga carriera per combattere i pregiudizi che per definizione associano una donna bella alla stupidità. E la mia convinzione è che molti ci vogliono così per sentirsi meglio loro, superiori. A volte, io che ho letto decine di libri ho finto di essere oca, di non avere sale in zucca. Ho notato che gli uomini mi apprezzavano di più.” (Linda Evangelista) (La Stampa.it)

Carissima Linda, il mondo è popolato da cavernicoli che non hanno mai capito l’ineffabile e segreta armonia del rapporto uomo-donna. Dio, nella sua insondabile profondità, ha concesso di comandare all’essere inferiore, l’uomo, a patto che l’orso si prostri davanti alla propria regina. Dio infatti ha investito la donna del compito di civilizzare l’uomo; e chi è saggiamente penetrato nei disegni dell’Onnipotente, non può non riconoscere che per noi maschi non c’è niente di più bello che arrendersi con voluttà alle arti della donna, così come ogni donna gioisce segretamente nel rifare da capo a piedi il proprio cagnone arruffato. Oh capisco benissimo che avendo letto la bellezza di qualche decina di libri nel corso dei meravigliosi quarantaquattro anni della sua vita, ella abbia tutto il diritto di non farsi prendere per un’ochetta di bell’aspetto. Ma l’imploro di non fare l’errore contrario, di cadere in disastrose pose intellettuali, sgraziati artifici indegni delle dee come lei: le dee, carissima Linda, non hanno bisogno di muover la lingua per essere eloquenti. Quindi mi fulmini con lo sguardo per la mia improntitudine: sostenerlo vittoriosamente sarà per me una deliziosa e virile soddisfazione; sarà per lei un piccolo prezzo da pagare a chi si professa fin d’ora e per sempre suo devoto adoratore.

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7 thoughts on “Decine di libri”

  1. Non ti facevo così misogino. La tua è la misoginia della peggior specie: quella che si nasconde sotto l’ammirazione per la dea-fica. E’ la misoginia di uno schifoso come Camillo Langone. Come Langone, te lo sei fatto sfuggire: la donne è “l’essere inferiore”. Come ti permetti di darmi dell’essere inferiore? Io invece umiliare i maschietti presuntuosi, luridi e porci con la mia intelligenza e la mia cultura. Io sono il tipo di donna che gli uomini odiano dopo cinque minuti, di fronte a me si sentono sminuiti. Ho spesso osservato un lampo di odio e il desiderio sincero di uccidermi nei loro occhi. Ma io odoro sentirmi un essere umano odiato dagli animali. In realtà, dire ad un uomo che è un animale è fargli un complimento. Zamax, spero di non doverlo dire anche a te.

    1. Ohiohi, qui c’è un gran qui pro quo. Infatti con “essere inferiore” intendevo l’abominevole “uomo”: ho corretto il post (della categoria “umorismo” ) per maggior chiarezza. Come può essere infatti “superiore” se poi è definito “orso” e “cagnone”?

      Non mi dica “misogino” perché sennò mi fa star male. Volevo solamente suggerire alla “dea” di non rispondere alla goffaggine con la goffaggine: alle “pose” – pose, dico – da ochetta e a quelle da intellettuale non c’è nessun’altra alternativa?

    1. Mia, per quel che so. Ma temo che sia un luogo comune tra i poetucoli, e che mille l’abbiano già scritta.

      P.S. Ma la reginadistracci è proprio furibonda? Se non mi perdona mi sento in colpa… mi sento prigioniero della mia animalità come il rospo della fiaba… come i compagni di Odisseo trasformati in porci dalla dea Circe… ecco, il mio eroe preferito è sempre stato lui, Ulisse, come ho già scritto da qualche parte nel mio blog, l’unico che resistette alla maga: come posso essere dunque un ammiratore della Dea-gran pezzo di figliola?

  2. Chiedo scusa per non avere letto bene l’espressione “essere inferiore”. Mi sono lasciata trasportare dalla mia latente misandria. La mia rabbia era scatenata dalla testimonianza di Linda: se mi fingo oca, piaccio di più. Aimé troppe donne ti dicono lo stesso. Una volta le nonne consigliavano alle ragazze:”sii intelligente, fingiti stupidae così troverai marito”. Quindi Zamax davvero nessun problema, sono io che devo chiedere scusa.

    1. Oh bene! A dir la verità con la mia mania di parlar tra il serio e il faceto non è la prima volta che incorro in spiacevoli incomprensioni.
      But all’s well that ends well.

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