I nuovi mostri

Hanno creato il mostro Berlusconi. Ma tanto i mullah della società civile nazionale e democratica hanno rotto l’anima e i timpani agli stranieri, ossia ai rappresentanti della società civile internazionale, che giustamente questi ultimi oggi si domandano per quale misterioso motivo le plebi italiche continuino a mostrargli il proprio favore. Sconcertati, non resta loro che chiedere lumi ai nostri Lumi. Uno di questi, Gian Enrico Rusconi, tra i legittimi aspiranti alla nomina di Primo Trombone dell’Orchestra Nazionale Democratica, ha preso carta e penna e di buzzo buono ha tentato di spiegare l’arcano ai lettori della Süddeutsche Zeitung. Tranquilli: delle contorsioni logiche e lessicali del nostro eroe i crucchi non ci hanno capito assolutamente un kaiser. Come avrebbero potuto, dopo che si sono bevuti fin qui tutte le balle spaziali arrivate dal Belpaese? Tranne questo, e questo, oltre che stare non poco sugli zebedei del sottoscritto quale umile esemplare della fin troppo bistrattata schiatta italica, che pure ogni tanto a fin di bene anch’io bastono con gusto, è già un po’ più preoccupante: che se gli italiani sono così affezionati al mostro è perché loro stessi sono un caso mostruoso. Grazie, Augusto Professor Dottor Tromboneggiator Rusconi: ci conforta sapere che per la nostra intellighenzia l’italiano resta pur sempre il miglior amico dell’uomo.

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10 thoughts on “I nuovi mostri”

  1. Ho letto l’articolo di Rusconi, giuro che non ci ho capito un kaiser. Un vuoto contorsionismo verbale che nasconde un solo pseudo-concetto luogocomunista: italiani che votano il mostro anticomunista perché sono dei mostri, se invece votassero per i comunisti sarebbero un popolo civile. Mi immagino che fatica disumana deve avere fatto il traduttore dall’italiano al tedesco. Comunque, mi ha divertito molto sia questo post sia quello contro Saramago. Giuro che se l’accademia svedese prova a darmi il nobel, glielo tiro in faccia.

  2. OT: un’altra bella prova di giornalismo etico del nostro amico F. Merlo. Leggete, è incredibile:

    http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/napoli-esecuzione/napoli-esecuzione/napoli-esecuzione.html

    Sul Foglio hanno pubblicato un mio intervento (firmato Vincenzo Garzillo, Milano), alla data mercoledì 17:

    http://www.ilfoglio.it/hydepark#speech6255

    Io lo avevo trovato segnalato da topenz sul suo blog:

    http://www.topenz.splinder.com/post/20776552#comment

    1. …azz… che miseria: il nostro Merlo conferma che per sentirsi bene deve pontificare da Tartufo qual è sulla plebe bifolca ed abbietta. Ho visto il filmato di sfuggita alla TV e non l’ho più rivisto nel Web. Da tempo ho deciso di resistere a questo voyerismo della morte che con la scusa dell’informazione infesta sempre più i media. Cosa si vorrebbe scoprire? Che il grande evento tragico e lo scenario circostante sono esteriormente così banali, ottusi e meschini insieme? Che in certi momenti anche per fare il “bene” e per riuscire a padroneggiare mentalmente la situazione bisogna avere un’eccezionale presenza di spirito?
      Ma vaffa…

  3. Giuro che se l’accademia svedese prova a darmi il nobel, glielo tiro in faccia.

    si chiama ipotetica assoluta…tamquam non esset

  4. Si chiama battuta di spirito… E meno male che l’ipotesi è assurda. Non sono così cogliona da meritare l’insulto di un nobel.
    P. S. scusa se ho messo il commento due volte, il commento precedente toglilo, che mi hanno messo una faccina he non mi piace. Adesso rivoglio la mia faccina color lilla. Sai, vanità femminile…

  5. Non ho mai capito in che paese vivono gli intellettuali. Sarebbero ancora capaci di un artificio verbale alla maniera del settecentesco Mario Pagano: “Non è la nazione che vota Berlusconi, ma il popolo”.Contenti loro. Segnalo un video per sdrammatizzare la discussione (ed anche per tentare di capire cosa può essere la politica nel senso spicciolo del termine):

    1. Ah ah ah fortissimo… Attenzione che questo fa le scarpe pure al nostro Silvio!
      Simpatico nel suo parlar “chiaro”, nel suo volare rasoterra, e quasi sottoterra.
      In un primo momento non ho capito l’accenno colto a Cicerone, in mezzo ai soliti noti del pantheon dei politici pop. Poi mi son ricordato dell’Arpinate…

      (.azz.. dopo un quarto d’ora son qua che rido ancora…)

    1. Minchia, pure la musica di “C’era una volta il West”!
      Ah ah ah …decisamente l’uomo le spara grosse. Se dovesse ambire a più alti obbiettivi non gli resterebbe che dichiararsi il Messia ritornato sulla terra perché afflitto da nostalgia. Mi ricorda la scena di una puntata di una vecchissima serie televisiva degli anni settanta (del secolo scorso), “L’agenzia Rockford”, interpretato da James Garner nei panni di un investigatore privato, nella quale il protagonista si ferma davanti ad un quadro di un artista di strada hippie chiedendogli il prezzo del capolavoro. Al che l’altro risponde:
      “200 dollari”
      “Te ne offro 5”
      “Affare fatto!”

  6. Gli assemblatori del video si sono proprio divertiti.
    Gli “intellettuali sinistrati” sono, purtroppo, molto meno divertenti. Nonostante la batosta elettorale (diventata una vittoria, nella loro fantasia) continuano a rompere con le “escort” ed altre cavolate del genere.

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