Tutto il mondo è El País

La bella Shukri Said, ex miss Somalia, da lungo tempo in Italia, ha lavorato nel mondo del cinema e della televisione, e tempo fa ha recitato in un ruolo secondario della serie “Don Matteo”. Dopo un po’ il suo personaggio è sparito dalla serie. Lei ha accusato la casa di produzione di mobbing, mentre questa asserisce che il contratto è stato pienamente rispettato. Fatto sta che Shukri Said ha il dente avvelenato e in una recente intervista di El País ha riassunto così la faccenda: “me echaron por racismo de una serie en la que hacía de policía”, cioè: “per razzismo mi cacciarono da una serie in cui facevo la poliziotta”. Oggi, in qualità di “segretaria dell’Associazione Migrare”, ha scritto, presumibilmente in italiano, visto che è stato tradotto, un articolo sempre per El País intitolato: “Italia: con una buena siesta se pasa todo” ossia: “Italia: con una buona dormita passa tutto”. E’ un breve sunto in stile Repubblica di tutte le recenti malefatte dell’orrido Berlusconi e delle magagne attuali dell’Italia. Ragazzi siamo messi proprio male. Leggete per credere:

Hace aproximadamente dos meses y medio que una parte de Italia está al corriente de las amistades nocturnas y juerguistas del Cavaliere y que de ello se ocupa la prensa internacional, pero son muchos los que nada saben y quienes, por lo tanto, no pueden valorarlo. Si uno pasea por una capital de provincias cualquiera, no tarda en percatarse de que las costumbres del presidente del Gobierno no sólo no son conocidas, sino que, una vez explicadas, no resultan creídas. Los argumentos son de este tipo: “Una persona como él ¡cómo va a irse de putas!”. La provincia italiana, sin embargo, sigue sana cuando afirma indignada que: “¡Irse de putas es algo inmoral!”, e, invitada a informarse en Internet, promete: “¡Lo haré, no le quepa [? queda? N.D.Z.] duda!”.

Sono circa due mesi e mezzo che una parte degli italiani è al corrente delle allegre amicizie notturne del Cavaliere e che di queste si occupa la stampa internazionale, però sono molti quelli che non ne sanno niente e che quindi non possono esprimere giudizi. Se uno passeggia per un capoluogo di provincia qualsiasi, non tarda ad accorgersi che i comportamenti del presidente del governo non solamente non sono conosciuti, ma anche che, una volta spiegati, non sono creduti. Gli argomenti sono di questo tipo: “Una persona come lui che va con le puttane!” La provincia italiana, ciononostante, continua ad essere sana quando afferma indignata che: “Andare con le puttane è qualcosa d’immorale!”, e, invitata ad informarsi su Internet, promette: “Lo farò, non abbia dubbi!”

Lo zelo leggermente esagerato della bella signora ha spinto il provincialotto che è in me a buttare giù d’impulso un sarcastico commento in un arrischiatissimo castigliano, che è stato pure pubblicato: chiedo venia, ne dubitavo.

“Si uno pasea por una capital de provincias cualquiera, no tarda en percatarse de que las costumbres del presidente del Gobierno no sólo no son conocidas, sino que, una vez explicadas, no resultan creídas.” Ah ah ah por favor, de qué estas hablando? Del XIX siglo? Yo comprendo que no le gusta nada – en todo los sentidos, lo entiendo ah ah ah – el nuestro viejo Berlusca, pero me parece que la mentiras deberian ser un poquito màs inteligentes y menos ridiculas; asì que quiero denunciar la gravisima ofensa contra la inteligencia del pueblo español!!! ah ah ah Disculpe mi castellano, soy italiano de provincia y ingenioso hidalgo tambien…

L’articolo di “El País” naturalmente ha avuto l’onore della quotidiana rassegna stampa internazionale de La Repubblica intorno alle gesta del nostro duce, ma senza alcun link, forse perché si sarebbe scoperta l’italian connection. Curioso poi che gran parte della stessa rassegna stampa sia la copia parola per parola di un pezzo dell’ANSA del nuovo direttore Luigi Contu, arrivato fresco fresco da La Repubblica. Appena un mesetto fa.

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9 thoughts on “Tutto il mondo è El País

  1. A proposito di offese all’intelligenza delle persone, ultimamente Berlusconi si è dovuto scusare di un articolo di insulti verso Carla Bruni del Giornale e il suo direttore ha detto che praticamente non aveva nente di cui scusarsi perchè i suoi lettori sono d’accordo con il contenuto del’articolo.
    Veramente i lettori del Giornale sono così imbecilli da pensare che se un giornalista di un quotidiano di proprietà del presidente del consiglio insulta la moglie di un capo di stato straniero e il presidente del consiglio è costretto a emettere immediatamente un comunicato di scuse ufficiali la cosa non ha nessuna importanza?
    Il Pais e Repubblica saranno criticabili quanto si vuole, ma il Giornale è esattamente della stessa pasta, spazzatura pura a semplice.
    Vedo infatti con piacere da parte dei difensori della privacy del Silvio un grande accanimento nei confronti del dirigente PD sospettato degli stupri, visto il precedente della coppia di stupratori rumeni c’è da dire che la difesa della privacy per qualcuno deve esistere solo per alcuni.
    Capisco che nel delirio complottista di alcuni ogni affermazione lesiva del presigio del Capo è lesa maestà, e col ripristino attuale della lagga fascista sul oltraggio a pubblico ufficiale reato degno del carcere duro, ma il giorno in cui anche tu come piccolo imprenditore pagherai l’immobilismo dell’attuale governo ed il conseguente declino economico penso che incomincerà a venirti qualche dubbio sul Silvio.
    Un incapace che in 15 anni di attività politica di cui 8 al governo non ha risolto neanche l’1% dei problemi che bloccano la crescita economica italiana per paura di perdere il grande consenso di cui continua a vantarsi.

    1. In questo post ho solo evidenziato che l’antiberlusconismo non si ferma nemmeno di fronte al ridicolo. Tra l’altro nel commento successivo al mio un lettore spagnolo mi ha dato esplicitamente e per certi aspetti ragione. Che il Giornale ogni tanto ci vada giù pesante, te lo concedo. Ma ci sono “insulti” ed insulti. Un conto è dire che sei un buono a nulla, un conto è insinuare la “criminalità” della tua condotta, che è la specialità velenosa della sinistra da molto tempo, purtroppo. In quanto alla vicenda dello stupratore il Giornale la mette in prima pagina – troppo ghiotta l’occasione – ma non tanto per il caso in sé, quanto per sottolineare la grottesca rissa nata all’interno del PD in seguito alle dichiarazioni di Marino. Sullo stato confusionale e quasi isterico dei democratici c’è un lungo articolo di Peppino Caldarola, ex di lungo corso del PCI-PDS-DS-PD: non si dica che è un servo del Berlusca perché da qualche tempo scrive sul Giornale, il Berlusca non lo ha mai votato. E’ solo un disperato di sinistra. Nel mio articoletto molto anticomunista di domani su Giornalettismo ho fatto anch’io un piccolo riferimento al caso del presunto stupratore parlando di “surreale chiamata in causa della questione morale” in merito a questa vicenda. Non sono un piccolo imprenditore, sono un dipendente che già sente la crisi, in quanto orari ed emolumenti sono già stati ridotti. A dirla la verità, la cosa non mi dispiace del tutto: non vedevo l’ora di risparmiarmi un po’ di stress e di avere più tempo libero per altre cose.

  2. “un pezzo dell’ANSA del nuovo direttore Luigi Contu, arrivato fresco fresco da La Repubblica.”
    E non è l’unico dei figli di Scalfari che stanno propagando il seme del Padre, come i figli di Sem… c’era un bel pezzo del Foglio qualche tempo fa, se ti interessa te lo reupero.

  3. A me sembra che per esempio il caso Telekom serbia sia stato un esempio di un tentativo esplicito e molto organizzato ( pagando anche testimoni che poi sono risultati truffatori di serie B ) di criminalizzare un operazione, che può essere stata poco previdente, ma non certo criminale in sè, e quindi una schifezza a livelli molto peggiori del caso dei festini berlusconiani.
    Mi ricordo benissimo aver sentito giornalisti e politici della corte di Berlusconi giustificare l’inchiesta con un presunto danno per i contribuenti, dato che il valore delle azioni Telecom negli anni successivi aveva perso una buona parte del suo valore in borsa.
    Peccato che questo si potrebbe dire anche del pacchetto di azioni Mediaset vendute dal Silvio nel 2001 grandissima sodomizzazione di investitori babbei che hanno perso il 50% dei soldi investiti.

  4. ciao zamax,
    sommo disdoro a te per aver ceduto alle lusinghe del mondo e esserti accodato a giornalettismo, l’ingiuria del giornalismo nostrano in salsa freak e laicista. per un miserello piatto di lenticchie…
    giusto contrappasso le visite di commentatori simil-pietro, della cui imbecillità è impossibile dubitare.
    peccato
    fg

    1. Miserello pianto di lenticchie? Calma, calma, guarda che lo faccio “a gratis”. E via, non pensar male. Non sono io che ho cercato loro. Sono loro che hanno cercato me, ben sapendo chi si tiravano dentro.
      Se proprio vuoi sapere tutta la breve storia è successo così. Ho cominciato a sparacchiare commenti abrasivi, forse con un po’ di talento e senso dell’umorismo, sul loro sito. A qualcuno son, in un certo senso, “piaciuti” e mi ha chiesto, a più riprese e con una certa insistenza, di tenere una rubrica “controcorrente”. Ho nicchiato a lungo, soprattutto perché avevo poco tempo. Sicuramente molti lì dentro mi sopportano con grande fatica. Ma ringrazio per la visibilità che danno alle mie opinioni, ed io non arretro. Se non mi vorranno più, amen. Non farò storie. Sono libero come prima e non ho cambiato un “acca” di quello che pensavo prima. Le reazioni ai miei articoli erano del tutto previste, e infatti provano quel che dico.

  5. scusami zamax, ti rispondo con ritardo.. sono stato via. il piatto di lenticchie è proprio la visibilità. e lo dico senza intenti critici.
    questi furbetti di giornalettismo sono alla frutta, si rendono ben conto che la loro congrega non paga. gli ibridi radicaloidi e libertari sanno di muffa anche appena usciti dal barattolo. per questo hanno tentato di aprire ad arie nuove. ma alla fine lì l’ambiente sa egualmente di tanfo rancido, è impossibile qualsiasi dialogo, figuriamoci culturale e politico.
    il problema è che mi dispiace vedere uno con la tua verve e vera capacità di comunicare idee mettersi in parcheggio in un contenitore tal fatto.
    alla fine, meritando di più, ti ritrovi con il fardello muffoso sulle spalle, le lenticchie ad una ad una finiscono e dopo è difficile presentare nei curricula la permanenza giornalettistica perchè tu possa essere ben considerato altrove.
    in stima e simpatia
    fg

  6. Zamax naturalmente sa difendersi da solo. E quel che dice Riecco Cippa non è sbagliato: Giornalettismo (dove scrive il mediocre Malvino) è la bruttissima copia bloggarola di Repubblica, che già di suo non è un granché. Tuttavia: tutto il mondo è burla. Per questo Zamax fa bene a pubblicare su Giornalettismo. O comunque, male non fa. Confessiamocelo tra noi happy few: nel mondo moderno tutti noi siamo omini dispersi in una folla immensa. Passato è il tempo della polis, siamo puntolini sparsi nell’enorme comunità cosmopolita neo-ellenistica. Tanto vale approfittare dei rari megafonetti che la sorte concede.

  7. I miei unici veri dubbi hanno riguardato la mia capacità di mantenere gli impegni, per quanto modesti e quantunque presi solo sulla parola, perché sono coscienzioso. Mi divertiva d’altra parte l’idea di fare il bastian contrario nella tana del “nemico”. Anche se non sono la sola voce controcorrente lì dentro. Prendo questo piccolo impegno con serietà ma con levità. Se finisse domani non cambierebbe nulla. Non ho ambizioni giornalistiche, non le ho mai avute e sono ormai troppo “vecchio” per averle. Ne ho di maggiori: come una moltitudine di sconosciuti del passato, del presente e del futuro.

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