Italia

Schifosi italiani

La Caritas sventola come un bollettino di vittoria il nuovo rapporto sull’immigrazione e i dati in esso contenuti: gli immigrati regolari sono 4.330.000, il 7,2% dei residenti. Ma circa 300 mila sono stati regolarizzati lo scorso mese. E quindi la percentuale sale al 7,7%. Siamo un paese di Serie A finalmente! Siamo sopra la media europea! E stiamo parlando solo di regolari. Ci stiamo avvicinando pure alla meravigliosamente democratica Spagna coi suoi poco più di 5.000.000 di immigrati regolari, di cui però una quota rilevantissima è costituita da latinoamericani di lingua spagnola, e alcuni come uruguayani o argentini differiscono dagli iberici in gran parte solo per l’accento; e anche alla Germania, che però conta ottanta milioni di abitanti, venti più dell’Italia, coi suoi 7.000.000. E allora, tutto bene? L’Italia non è più il paese delle cacce grosse al negro e all’abbronzato? Col piffero. Ci vorrebbe coraggio e schiena diritta per omaggiare sia pure di un piccolo “grazie” – di un buffetto, di una strizzatina d’occhio – le plebi dell’Italia berlusconiana: doti che evidentemente mancano a Mons. Schettino, presidente della Commissione episcopale immigrazione e migrantes, e a un Gianfranco Fini sempre più compreso del suo ruolo di scolaretto democraticamente perfetto. Invece…

Secondo il presidente della commissione migrantes, tra l’altro, i dati del nuovo Dossier Caritas ridimensionano l’allarme criminalità legato agli immigrati ed al contempo sembrano far “vacillare anche il cliché degli italiani brava gente a seguito dei ricorrenti atti di razzismo e intolleranza nei confronti degli immigrati”. Per questo, conclude monsignor Schettino, “bisogna cambiare e favorire condizioni di vita più serene per noi stessi e per gli immigrati” e “favorire un loro inserimento nella società”. Un processo che comporta diritti e doveri, sostiene la Cei, ma che può passare anche attraverso le regolarizzazioni per chi lavora, la concessione della cittadinanza e maggiori aperture sul voto amministrativo. Sulla scia della Cei, anche Gianfranco Fini ritiene che l’ignoranza e il pregiudizio siano i primi ostacoli da superare: ”In Italia non c’è razzismo ma tanta xenofobia che è l’anticamera del razzismo. E xenofobia – ha detto il presidente della Camera alla presentazione del rapporto Caritas – significa paura dello straniero. Intanto c’è molta ignoranza e su questo serve un impegno stringente delle istituzioni. In più non tutte le cosiddette agenzie educative, come la scuola, le istituzioni o i giornali, hanno rivolto ai giovani l’invito a riflettere. Per questo il primo impegno delle istituzioni è di contrastare il pregiudizio che è l’anticamera dell’ignoranza e della ripulsa”. (La Repubblica.it)

Ma ragazzi, parlo a voi, Mons. Schettino e Gianfranco Fini, una lisciatina di pelo piccola piccola – giusto per un briciolo d’umanità – a quella bestia ignorante dell’homo italicus non potete proprio farla? Vi fa proprio schifo? E poi ci si sorprende se quest’ultimo si sceglie il padrone che lo bastona di meno! Mah…

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7 thoughts on “Schifosi italiani”

  1. Ultimamente sto osservando Fini con un certo interesse, come uno scienziato osserva la sua cavia. E’ molto interessante, il suo, come caso da laboratorio politico a cielo aperto. Sarò cinico, ma mi pare evidente che stia tentando in ogni modo di farsi accreditare come “presentabile” dai vecchi avversari. A questo mira la sua strategia di comunicazione: appropriarsi del loro linguaggio e dei loro clichè. Hai ragione a far notare l’assenza di una “lisciatina di pelo” agli italiani. Ma sai, qualcuno dei suoi nuovi amici avrebbe potuto fraintendere e pensare che fosse ridiventato un cattivo ragazzo. Non sia mai, dopo tutta questa fatica. Il suo target politico attuale non può accettare certe cadute di tono. E’ invece estremamente sensibile alla crociata umanitaria contro l'”ignoranza e il pregiudizio” italici. Che dire. Poteva fermarsi e dire soltanto: ”In Italia non c’è razzismo”. O poteva arrivarci per vie più indirette, invece l’ha proprio voluta dire esattamente come la potrebbe dire uno dei pochi ragionevoli del pd: oggi pomeriggio il razzismo non c’è, ma domani mattina chissà.

  2. A me Fini sembra solo una persona che dice cose ovvie e quasi di nessun peso, Zamax forse non considera che in effetti è abbastanza minoritario l’homo italicus da lui teorizzato che ha bisogno di essere lisciato con discorsi allarmistici e drammatici sulla pericolosità degli immigrati che poi alla prova dei fatti è entro limiti fisiologici, dato che la criminalità e i delitti nell’Italia attuale non sono maggiori di quella di 20 anni fa.
    Nessuno vuole negare l’esistenza di problemi, semplicemente certe posizioni estremistiche di chi reagisce con la bava alla bocca ad ogni ragionevole commento di Fini possono avere successo nel breve termine, poi fanno la fine di Le Pen, erchè il bravo piccolo borghese della tanto schifata maggioranza silenziosa si stanca presto dei palloni gonfiati che sbraitano e poi non portano a casa niente, il succeso della Lega è dovuto sopratutto alla pressione fiscale sui ceti produttivi, se non si svegliano e smettono di fare puttanate come le ronde ( di cui dato il penoso fallimento non parla piu nessuno ) finranno ben peggio di quanto sperino e Fini sarà lì a raccoglier i frutti.

  3. La cosa che noto cinicamente ( per parafrasare Vincenzillo ) è che il 99% delle persone che parlano di scontro tra culture, di radici, di localismo e su questo costruiscono la loro carriera nella casta dei politicanti sono ex comunisti, ex fascisti e comunque persone nate e cresciute culturalmente col cervello affumicato dalle peggiori ideologie, a quel punro il moderatismo fioamericano di un Almirante ( di cui Fini è un degno continuatore )è 100 volte più vicino ad un piccolo borghese orgoglioso della propria indipendenza di giudizio e schifato dalle prese di posizione ideologiche come ritengo di essere.
    Il bello è che negli anni 70 gli stessi che adesso sono filoberlusconiani e leghisti erano dei conglomerati di sterco stalinista e vedere che alla fine sono sempre gli stessi che stanno col vantrto a favore anche quando il vento cambia direzione mi sembra particolarmente ridicolo.
    Io ero orgogliosamente anticomunista negli anni 70 quando costava caro, rischiavi anche fisicamente, ma lo ero perchè penso che chi lavora e produce è l’unico vero sostegno della società,dato che come diceva quel tale, chi non lavora , neppure mangi, e vedendo che nella realtà della società il 99% dei 4 milioni di immigrati è gente che si spacca la schiena tutti i giorni, mentre i fancazzisti figli di papà che sparlano di Padania e simili stupidaggini pretendono il posto fisso e garantito con un buon stipendio e lavorando meno possibile e poi si lamentano perchè non volendo andare in cantiere o fare i turni di notte devono accontentarsi di lavori precari, non riesco a prendere troppo sul serio certa gente.
    Il difetto di chi dice che bisognerebbe lisciare il pelo o dare un buffetto alle plebi berlusconiane è che avendo a che fare solo con gente che cambia idea in base ale direttive di partito o alla convenienza del momento non concepisce che si possa credere anche in una visione al di là del proprio naso.
    Gia pretenderlo da un politico è ridicolo ( a che servono i politic se non sanno decidere su una prospettiva che vada al di là dellle prossime elzioni ?) chiederlo poi ad un religioso è un assurdità bella e buona.

    1. Posso dire che il problema tuo è che non dimostri neanche una minima parvenza di senso dell’umorismo? Ho usato il termine “lisciatina di pelo” provocatoriamente proprio perché il popolo berlusconiano è considerato un gregge da parte di quella gente intelligente che scrive sui giornali e recita strapagata monologhi democratici e progressisti in televisione da mane e sera con la sfrontatezza di farsi passare per martiri. Il senso di quanto ho scritto è chiaro. Non si può continuamente lanciare allarmi sulla tenuta democratica e sulle derive razziste in Italia – come se fosse un caso unico in Europa – e poi gridare idealmente evviva sbandierando dati che contraddicono clamorosamente tutta la retorica antirazzista. E’ anche inutile che mi fai il ritratto dei “figli di papà padani”, simbolica quintessenza della volgarità e della ipocrisia di certo mondo leghista: se anche fosse in parte vero – in parte – cosa ci sarebbe di tanto sorprendente? Da che mondo e mondo l’umanità, all’ingrosso, è fatta così, pure quella degli immigrati. O pensi – aspettando Godot – che arriverà il giorno in cui tutti saranno di larghe vedute, disinteressati e responsabili? Non credi di star facendo anche tu d’ogni erba un fascio? E non ti pare che tu, che – come me, se ti interessa – non hai mai fatto parte del conglomerato di sterco stalinista neanche negli anni formidabili, stai invece facendo uso di un po’ di stalinismo nel dipingere ossessivamente e sistematicamente i berlusconiani come dei servi incapaci di pensare con la propria testa?
      Io dico – razionalmente credo e senza farmi trasportare dalle passioni – che un paese senza esperienza in materia che in vent’anni passa dallo zero all’8% di residenti immigrati; che un paese capace di “accogliere”, volente e nolente, ma senza grossi incidenti, cinque milioni di stranieri spesso provenienti da culture lontanissime dalla propria, meriti “realisticamente” pure un piccolo plauso. Piccolo. Certo non merita di essere additato come un caso negativo, la qual cosa è una pura e semplice distorsione della verità.

  4. Vedi, da piccolo borghese quale mi ritengo evito le generalizzazioni “politiche” se parlo di figli di papà padani lavativi e immigrati disposti a fare lavori pesanti non lo dico per ipotesi teorica, lo dico perchè il 99% degli imprenditori che conosco nei campi più disparati fanno qui in Lombardia ancora adesso fatica a trovare manodopera disposta a fare certi lavori, e quando la trovano nella gran parte dei casi sono immigrati.
    Io non dipingo gli elettori del centrodestra come servi incapaci di pensare, ma dico che certe posizioni servono solo ad accontentare una minoranza di imbecilli, che avendo comunque diritto di voto servono a rimanere in sella a B%B.
    Non devi confondere la classe politica con i suoi elettori, la lega non raccogle consenso per le sue posizioni sull’immigrazione o peggio ancora per il protezionismo ( a favore dei grossi imprenditori agricoli che la sostengono economicamente ) ma solo ed esclusivamente per la speranza che possa fare qualcosa contro l’oppressione fiscale dei ceti produttivi.
    L’elettore berlusconiano o leghista è nei fatti intelligente, tollerante e accogliente nei confronti degli immigrati, sono i militanti, bloggher e politicanti che infestano il centrodestra a utilizzare un voto dato con il naso turato come conferma delle loro personali opinioni.
    In questo senso per quella che è la mia personale esperienza Fini rappresenta molto più fedelmente la realtà dell’elettorato di centrodestra e la canaglia che lo attacca è un residuo dei metodi stalinisti di quelle persone che, come Bossi e Maroni lo erano nei fatti fino alla fine degli anni 80, e se permetti penso che una persona che è Marxista-leninista a 45 anni anche se cambia bandiera manterrà gli stessi metodi per tutta la vita.
    Insomma il punto su cui non sono assolutamente d’accordo, e su cui in fondo mi dai sostanzialmente ragione è che certe posizioni : localismo, protezionismo economico, bislacche e ridicole teorie su radici culturali inesistenti, la ridicola opinione di Maroni che “in Italia non esiste un’emergenza criminalità organizzata, la vera emergenza è l’immigrazione”, sono pura spazzatura ideologica della quale all’elettore in fondo non impporta assolutamente niente.

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