La bocciatura di D’Alema e la vera anomalia italiana

Spezzaferro D’Alema piegato da una donna. E che donna! Tiriamo veramente un sospiro di sollievo. In un soprassalto di ragionevolezza, e senza dubbio anche per fare un dispetto allo stagionato erotomane che regge i destini italici (la butto lì come àncora di salvezza per i disperati firmaioli di Repubblica) l’Europa ha scelto una Mrs Pesc quale Mr Pesc, l’alto rappresentante, nel senso che non conta un piffero, della politica estera del nostro continente: è la strepitosa antivelina Catherine Ashton, la donna, nel senso di femmina, che è in realtà il segreto e insospettabile sogno erotico dei politici di mezza Europa in cerca di selvagge trasgressioni dopo la sbandata un po’ troppo ortodossa per i trans. Sono sicuro di una cosa: l’unico che avrà il coraggio di avvicinarla e di mostrare in pubblico qualche tratto di galanteria verso questa soggiogante bruttezza sarà proprio il nostro Cavaliere. Se poi la conquisterà sarà a tutto vantaggio dell’interesse nazionale, per piccolo che sia; e a tutto svantaggio dell’equilibrio psichico di Martin Schulz, il presidente del gruppo parlamentare socialista europeo, che ieri, da vero fissato, ha accusato del fallimento della candidatura D’Alemiana, fra l’incredulità dei suoi stessi fissati fans subalpini, “il mancato impegno del governo italiano”.

Massimo D’Alema è stato trombato naturalmente per due ragioni semplicissime: perché per gli europei dell’Est il nostro fuoriclasse resta né più né meno che un “ex comunista”; perché per gli europei dell’Ovest non è un dichiarato “socialdemocratico”, in quanto il Partito Democratico non fa parte del gruppo socialista, ma di un’alleanza allargata di sinistra messa in piedi al solo scopo di adattarsi alle stranezze italiane. Eccola qui, per chi la voglia vedere nella sua esemplare chiarezza, la dura replica della storia alle ambiguità colpevoli della sinistra italiana. Se essa vent’anni fa, invece di tirare vigliaccamente le monetine al cinghialone, si fosse imbarcata in un’onesta trasformazione socialdemocratica, e non avesse optato per l’imbroglio “democratico” che consentiva ai naufraghi del comunismo, cambiando tutto, di mantenere però il caratteristico spirito settario che avvelena la vita politica italiana, oggi perfino il nostro indisponente Spezzaferro sarebbe un “socialista” come gli altri, all’Est e all’Ovest. Questa è la vera anomalia italiana: Berlusconi ne è il riflesso, e solo in parte. Per nostra fortuna. Bersani ci pensi.

Advertisements

10 thoughts on “La bocciatura di D’Alema e la vera anomalia italiana

  1. “perché per gli europei dell’Est il nostro fuoriclasse resta né più né meno che un “ex comunista”; perché per gli europei dell’Ovest non è un dichiarato “socialdemocratico”, in quanto il Partito Democratico non fa parte del gruppo socialista, ma di un’alleanza allargata di sinistra messa in piedi al solo scopo di adattarsi alle stranezze italiane.”
    Era spettacolare ascoltare i semprevalidi esponenti del Pd prima delle europee, quelle volte – poche, davvero poche, in realtà – che un giornalista faceva la fatidica domanda: ma in Europa, da che parte state? (Non parliamo delle domande che avrei fatto io, tipo: ma perché non state con i socialisti? In quali delle idee dei socialisti non vi riconoscete? Ma non vi sembra di autocondannarvi al fallimento anche in Europa?) Non so se è una mia fantasia, ma mi sembra di ricordare anche un D’Alema, forse a Ballarò, che con la sua aria supponente spiegava a noi mortali che l’Europa è troppo indietro per il Pd.

    1. Ancora all’inizio della mia “grande” carriera di blogger avevo “profetato” che i nostri postcomunisti prima o dopo sarebbero passati sotto le forche caudine, riabilitando perfino Craxi. Lo penso ancora. A dispetto delle apparenze la vittoria di Bersani è un piccolo passo in questa direzione.

    1. C’è un solo uomo al mondo che può rispondere a questa domanda: lui. Secondo me quando Silvio l’incontrerà per la prima volta nella sua nuova veste di Mrs Pesc, le dirà: “Ma cara Catherine, quanti elogi ho sentito della sua intelligenza e della sua competenza! E la sua bellezza? Perché nessuno di questi signori me ne ha parlato? Perché avete taciuto bricconi? Cara mia, mi consenta: lei mi ha folgorato!” A quel punto la vicenda avrà due possibili esiti: 1) la baronessa morirà per l’emozione 2) Berlusconi sarà ucciso da un tremendo uppercut della baronessa.

  2. D’Alema non è nessuno fuori dall’Italia, nessuno lo vota se le poche cose che conosce di lui sono il suo passato comunista – una piaga, fuori dall’Italia – e al limite le passeggiate con Hezbollah e i bombardamenti in Serbia. Ma non è per questo che è stato trombato, non per il voto contro degli ex paesi comunisti – senz’altro presenti, ma senza reale potere – non per il resto, quanto perché, come dicevo, semplicemente non è nessuno, tralasciando le considerazioni patrie da noi fatte che meglio lo percepiamo.
    All’Europa in questo inizio di processo quel genere di individui servivano: burocrati, per rodare il meccanismo di venti e passa paesi che si incastreranno come ruote dentate in un meccanismo più grande. Gente che conosce quel macchinario in erba e sa come oliarne i primi moti onde renderlo automatismo, esattamente come la signora Ashton che ha contribuito a formarlo. E gente comunque non nota, e conciliante, come Van Rompuy, che uno: non serve alla bisogna, nota, in questi tempi di passi di bimbo comunitari; e due: una eccessiva notorietà, una bilancia parzialmente inclinata verso uno qualsiasi di quei denti di ruota sarebbe anzi controproducente all’avvio regolare di spettacolo, quando l’armonia soprattutto è necessaria, la flessibilità e la condiscendenza. Si deve dare l’IMPRESSIONE che le cose vadano bene per tutti, perché ci vadano davvero a spettacolo inoltrato.
    Ho letto interpretazioni della faccenda, la maggior parte, che hanno sonoramente mancato il punto, lamentando poca lungimiranza, vedendo in questo anonimato di facciata una occasione persa – da chi, mi chiedo; per cosa, aggiungo – o che altro. Ebbene: non sono anonimi questi volti, non nell’accezione, negativa, che al termine si vuol dare. O meglio: sono volutamente anonimi, perché così servivano. Quelli noti arriveranno dopo, quando varrà notorietà e la gente darà il culo per metterla in mostra, perché gli equilibri di potere si saranno già formati; adesso, è inutile. Non c’è un’Europa in tal senso: che serve metterci Obama anziché Topo Gigio? Posto naturalmente che Topo Gigio non è secondo a nessuno.
    Diamo tempo alle cose di diventare cose, prima di lamentarci. E se lungo il cammino il nostro signor B, probabilmente unico come suggerisci, riuscirà ad accattivarsi goliardicamente la signora pescia, accorciando così la trafila burocratica anche di un nulla a nostro favore, pure se parleranno male delle sue goliardiche manovre di avvicinamento con eccessi di campagne mediatiche contro eccetera, beh, che dire: tanto meglio.
    Di certo ne è capace, se riesce a barcamenarsi abbastanza a lungo.

    1. Io ho scritto “l’alto rappresentante, nel senso che non conta un piffero”: e quindi è vero che l’anonimato dei due nuovi eletti serve perfettamente ai meccanismi interni di questa Europa. Tuttavia questi incarichi hanno il loro prestigio e servono da termometro per misurare gli equilibri di potere nel continente. La posizione “anomala” di D’Alema – che in Italia viene sottaciuta – non lo ha certo aiutato. Anche il nostro Giacalone – al di là delle scelte lessicali – ha colto il problema da un punto di vista simile al mio. Alla sua radice i soliti conti mai saldati onestamente con la storia da parte dei nostri ex-comunisti.
      http://www.davidegiacalone.it/index.php/politica/il_dovere_di_d_alema

      1. Certo, le nomine danno sicuramente indicazioni di rotta ai tenutari della borgata europea, ma in questo caso specifico di inizio mandamento si potevano anche evitare sponsorizzazioni importanti poco funzionali alla buona regolarità di marcia, e così è stato. Apparentemente; non so quali trame occulte reali si annidino nel fondo.
        Su D’Alema inutile aggiungere, sappiamo benissimo cosa rappresenti col suo appartenere, ciò che risulta agli europei tutti, e cosa in realtà è come persona, cosa che invece conosciamo bene solo noi. Quella’articolo di Giacalone non lo avevo ancora letto – oggi è stato un giorno di cibi tardo autunnali e grappe, pure valdobbiadensi, avevo precedenze – ma, senza sorprese, mi trovo d’accordo. Questa gente non ha mai ancora fatto i conti col proprio passato, e finchè non li farà, unica nel panorama europeo che ci compete, spiccherà sempre come mosca su cuscino bianco, per non dir di peggio. La Storia è una bestia con cui non si può fingere a lungo: alla fine i conti li fa lei, e se tu ti ostini a chiamarti comunista nell’anno tremila per fingerti avanguardia in patria, beh, oltre i soliti tre o quattro deficienti che lì ti danno ascolto non avrai molto altro.
        E ricordiamolo che è la sinistra europea ad averlo trombato, il D’Alema; non il corpo politico italiano (anche se acuminate letture politiche di certuni danno appunto la colpa della cosa a noi, in ispecie nella persona di Berlusconi medesimo). Il comunismo è morto ma ancora qualcuno s’ostina a non capirlo. Buon per noi: c’è di che mettersi birra e pop-corn ad assistere, per applaudire, cinematograficamente, alla prossima capriola triplo carpiata che questi faranno per tentar di giustificare qualcosa. Poi dicono che non ci si diverte in Italia.

  3. @ Gio

    Confessione. Dopo aver letto il tuo primo commento, mi son detto: vediamo un po’ cosa ne pensa il commentatore più veloce del west, l’onnipresente ed infallibile Wyatt Earp Giacalone. Allora mi sono rinfrancato; e ti ho risposto. 😉

  4. Giacalone è velocissimo, in un duello vince sempre. Non mi ci metto, mancando di protezione non resisterei ai suoi assalti logico-deduttivi.
    Tu non sei da meno, però ieri ho bevuto davvero parecchia grappa – non fare il vaccino, dicono: bevi il vino – quindi questo round me lo aggiudico io, sul campo.

    1. Quello è un vaccino che fa fuori infallibilmente tutti i virus, sempreché non faccia fuori prima il paziente. Sei sopravvissuto, quindi mi arrendo e concedo la vittoria al dopato.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s