Qualcuno avvisi Concita

Qualche giorno fa, in Thailandia, le “red shirts”, col sostegno del partito di opposizione United Front for Democracy against Dictatorship (UDD), hanno messo in atto una clamorosa protesta versando ettolitri ed ettolitri di sangue, raccolto attraverso donazioni di massa (aho’, so’ asiatici), all’entrata del Palazzo di Governo. Bello, eh bello! Tanto bello che la fantasmagoria vermiglia ha colpito al cuore la nostra Concita De Gregorio, direttrice de l’Unità:

A quale sacrificio siete disposti per difendere la democrazia? Ciascuno di voi, individualmente, che cosa ci metterebbe di suo? Guardavo le foto del lago di sangue davanti al Palazzo di governo di Bangkok, ieri – trecento litri di sangue versati volontariamente dai manifestanti, qualche goccia a testa – pensavo che certo è un gesto simbolico formidabile capace di evocare all’istante i milioni di persone che il sangue e la vita ce li hanno messi tutti, per la democrazia. A noi, qui, basterebbe molto meno. Le dimissioni, per esempio.

AND NOW, THE REST OF THE STORY

Ricordate l’ex primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra? I malevoli lo chiamavano il Berlusconi d’Asia. Era (ed è ancora) ricco sfondato. Ovviamente e sommariamente descritto come “populista”, fu coinvolto in megagalattici conflitti d’interesse, accusato di corruzione, e di abuso di potere per la gestione delle televisioni statali. Grandi manifestazioni di protesta popolare e democratica solcarono le vie di Bangkok durante il suo regime, una volta anche con tanto di finto funerale. Ma il suo più grosso e ineliminabile difetto fu quello di vincere alla grande tutte le elezioni politiche. Sapete, quelle pagliacciate fastidiose nelle quali i voti si contano e purtroppo non si pesano, con gran dispetto di Scalfari. E così nel 2006 ci pensarono i militari a cacciarlo con un bel colpo di stato. Notate: militari + colpo di stato, il non plus ultra del fascismo antropologico. E tuttavia il mondo democratico del pianeta Terra fece spallucce. Ora Thaksin è in esilio. Dorato, s’intende, anche se recentemente una decisione della Corte Suprema di Bangkok l’ha espropriato di buona parte delle sue ricchezze. Tuttavia i supporters, i peones, i servi, i lacché, i berluscones thailandesi insomma, sono vivi e vegeti. Non sono azzurri perché la perfezione non è di questo mondo, ma sono noti col nome di “red shirts”.

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6 thoughts on “Qualcuno avvisi Concita”

  1. Non ti sfiora il sospetto che la De Gregorio sappia benissimo di cosa parla, e ritenga comunque una dittatura militare peggiore di un governo democraticamente eletto ?
    IO questo lo chiamerei pregiudizio ideologico, pensare che IL NEMICO è il MALE per definizione e quando dice qualcosa di condivisibile ci deve per forza essere un errore.
    Il fatto che il militante pidiellino medio usi simili argomenti mi conferma nella mia convinzione che in Italia sia assolutamente indifferente l’esito delle elezioni per cui come facio da quasi 20 anni imbucherò scheda bianca a queste e a molte delle prossime elezioni.
    E spero che molti italiani facciano come me, il politicante medio si deve sentire sempre più incerto della sua poltrona, deve temere ogni giorno di cadere miseramente e di essere sostituito dai suoi peggiori nemici, i nasi turati sono ingenui, applicano alla lettera la massima di Flaiano:
    Se ti servono merda a colazione e tu mostri di gradire , a pranzo ne avrai razione doppia.
    Questo articolo della Stampa:
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7112&ID_sezione=&sezione=
    è abbastanza realistico.

    1. Sei matto? Se la nostra Concita avesse saputo, a almeno si fosse ricordata, che i sanguinolenti martiti della democrazia thailandese erano i seguaci del Berlusconi asiatico con cavolo che avrebbe scritto questa roba! Qualcuno, discretamente, glielo avrà fatto notare dopo, ma ormai la frittata era fatta. Il bello è che neanche il gregge di sinistra dei lettori dell’Unità, quello tanto intelligente e istruito, se n’è accorto!!!

      1. A me la tua sembra una pura ipotesi basata su pregiudizi, cioè l’ idea che chi non e schierato dalla tua parte debba esser un ignorante o un imbecille, ritieni impossibile un puro e semplice opportunismo, l’argomento in sè era buono, sensato e ragionevole, il fatto che i manifestanti fossero seguaci di un berlusconi thailandese era semplicemente irrilevante, chi se n’è accorto ( molti più di quanto tu ti illuda ) si è rallegrato pensando “quanto siamo democratici, non come la canglia di destra che difendeva le dittature militari quando negli anni 70 abbattevano governi di sinistra democraticamente eletti come in Cile!!”.

    2. E poi è inutile che parli di “militante pidiellino”. Se lo fossi, o lo diventassi, non avrei difficoltà a dirlo. Però si dà il caso che non ho mai avuto alcuna tessera di partito, e pensa un po’, non ho neanche mai participato ad una singola manifestazione politica, neanche in qualità di casuale pedone.

  2. Ho detto che il militante pidilelino medio usa i tuoi stessi argomenti, se tu poi lo sia letteralmente o solo per empatia non ha nessuna importanza, il giudizio di merito sugli argomenti utilizzati rimane e anche l’impressione che quella che (con tue parole) chiami la tua crociata sia solo banale difesa delle poszioni di un partito politico con un allineamento alle posizioni ufficiali del Capo anche nei casi più ridicoli.

  3. Se c’erano un milione di persone alla manifestazione oggi e Piazza san Giovanni non era nemmeno piena ( si trovano facilmente in internet le foto dal’alto ) dato che la piazza in questione misura meno di 100mila metri quadri questo può esssere interpretato solo i 3 modi:
    1) Dato che fisicamente impossible mettere più di 4 persone per metro quadro c’erano 3 strati di persone sovrapposti.
    2) La persona che ha in mano le leve della spesa pubblica e amministra i soldi delle tasse pagati dagli italiani è un incapace che non conosce nemmeno l’artmetica più elementare.
    3) Berlusconi sa benissimo che può dire qualsiasi assurdità perchè i suoi sostenitori sono più ingenui e intruppati dei lettori dell’Unità i si fidano ciecamente della sua parola anche quando è contratria alla logica più elementare.

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