Dawkins & Hitchens: rigorosamente atei, ma apocalittici

Bisognava solo aspettare un minchione con abbastanza fegato per farlo: dico, chiedere l’arresto del Papa per crimini contro l’umanità. Alla fine ne sono arrivati due, la premiata ditta Dawkins & Hitchens, una coppia di aspiranti martiri dei resti dell’oscurantismo medievale nel nostro tempo, specializzata in quell’esercizio spesso fruttuoso e in ogni caso privo di rischi che tanto successo ottiene fra le schiene pieghevoli e le menti deboli dell’Occidente noioso e pantofolaio: sparare con comodità contro la Croce Rossa, ossia contro la Chiesa Cattolica. Sorprendentemente, ma solo il linea teorica, perché grande è la confusione sotto il cielo, sono stati due atei di superiore statura, integrali e consapevoli, a dar voce al crucifige delle plebaglie moderne, che da due secoli a questa parte si traduce spesso e volentieri nell’accusa di “crimini contro l’umanità”. Giustamente, giacché da quando le menti del volgo sono state illuminate dai Lumi – nomen omen – che si sostituirono alla Luce che venne nel mondo due millenni or sono, l’Umanità ha sostituito la Divinità, e la Ragione la Fede. E da allora la condanna per “crimini contro l’umanità”, tanto grave – e definitiva – nel suo sapore metafisico, è diventata un surrogato del Giudizio Divino. Che l’ideologia dei Diritti Umani abbia esordito nella storia con macelli prodigiosi è del tutto in linea con la sua natura profonda: infatti mentre per la conciliante, consolante, amica e saggia filosofia cristiano-cattolica il Figlio dell’Uomo è pur sempre il Figlio di Dio, e Fede e Ragione si danno la mano in un fecondo sposalizio, per i fanatici della Ragione l’unico Dio è l’Uomo, geloso quanto quello dei cieli ma a differenza di quello per nulla misericordioso.

E’ invero tonificante vedere come i nemici del Cristianesimo, con le loro micidiali parodie del Cristianesimo, dal Cristianesimo non sappiano uscire. Ma mentre il Dio della Bibbia è tanto buono da concedere all’uomo tutta una vita terrestre per imboccare la retta via, e anzi, nella sua sapienza insondabile, e per dirla con le parole del Vangelo, gli abbrevia perfino i giorni della grande tribolazione nel momento esattissimo nel quale la sua fede potrebbe soccombere; ma mentre lo stesso Dio ricorda all’uomo sofferente per la finitezza mortale del suo corpo e per l’indefinitezza spossante della sua anima il destino della sua natura divina – sua dell’uomo – dove tutto si comporrà in unità, nel riposo di una Nuova Gerusalemme, ed in vista di questo nobile ed entusiasmante obbiettivo gli proibisce di stabilire gradi definitivi di giudizio su questa terra, distinguendo il Suo Giudizio dal diritto “solo” positivo degli uomini; ma mentre dunque il buon Dio e i suoi umili accoliti dimostrano una certa incoraggiante coerenza che nella nostra civiltà è riuscita a fare meraviglie, la razza massimamente democratica e massimamente tollerante dei nostri tempi non riesce a fare altrettanto: non vuole sottrarsi all’orizzonte solo terrestre, ma non riesce però a sottrarsi agli impulsi divini; per cui di quando in quando invoca, o meglio, nomina un suo Angelo Sterminatore.

Per questo dico che è sorprendente solo in linea teorica che due alfieri dell’ateismo, due adoratori dell’incompiutezza dell’uomo, della scientifica e rilevabile relatività di questo animale un po’ troppo intraprendente, si siano abbassati a pratiche “superstiziose” quali mettere in moto la retorica dei diritti umani: perché si scaldano tanto, e perché s’indignano, di grazia, i vari Hitchens & Dawkins se non credono risolutamente a nulla di ciò che travalichi la schiavitù del tempo e dello spazio? Specialmente per ciò che riguarda l’uomo? Non dovrebbero, in perfetta coerenza con la loro superiore intelligenza delle cose, che non chiamiamo filosofia perché in quest’ultima l’amore ci mette diabolicamente lo zampino, limitarsi a godere seraficamente dello spettacolo del genere umano, col suo regolare quanto caotico festival di sopraffazioni, coi suoi processi di distruzione creatrice? Negatori furiosi di ogni ombra di diritto naturale, non riescono neanche a graduarne gli effetti sul diritto positivo. Come tutti gli amici dell’uomo plasmato dalla sola terra, all’infuori dei molto più temperanti figli di Fido, quando discendono dalle regioni superiori conoscono solo la mannaia. Rigorosamente atei, ma apocalittici: non credono a nulla, ma sui principi non transigono.

[pubblicato su Giornalettismo.com]

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2 thoughts on “Dawkins & Hitchens: rigorosamente atei, ma apocalittici”

  1. La frase “Come tutti gli amici dell’uomo plasmato dalla sola terra, all’infuori dei molto più temperanti figli di Fido, quando discendono dalle regioni superiori conoscono solo la mannaia.” andrebbe chiarita leggeremente, significa che gli atei mangiapreti sono tutti forcaioli e fanatici mentre la parola di Cristo ha come conseguenza una attitudine superiore al rispetto e alla tolleranza?
    Penso di averla fraintesa, per quel che mi riguarda il tuo artificio retorico di prender come esempio dell’ ateismo i suoi campioni più esagitati ( e fondamentalmente innocui ) mi sembra leggeremente malfermo, in fondo è fin troppo facile trovare esempi di massacratori e assassini sinceramente convinti di fare la volonta di Dio o di casi in cui la diffusione della religione cristiana non ha certo portato pace e prosperità, la nazione più cristiana dell’Africa era il Rwanda ( oltre 80% di battezzati) ma non è servito a granchè.
    Insomma non nego che Hitchens sia ridicolo e Dawkins dovrebbe limitarsi alla sua carriera scientifica ( in cui è tuttaltro che disprezzabile ) ma prenderli come rappresentativi dell’ateismo è esattamente lo stesso che prendere i sodomizzatori di minorenni come rappresentativi di tutto il cristianesimo.
    In fondo la mia posizione di ateo tollerante e buon conoscitore della parola di Cristo è proprio quella che consigli ai due in questione, osservare incurosito la sostanziale perdita di peso nelle coscienze del cristianesimo, che resterà comunque vivo in una significativa parte del mondo e anche dell’occidente, ma è destinato fortunatamente a perdere peso politico e nelle leggi, e così, SOLO così si salverà, perchè diventerà frutto di una libera scelta.

  2. E’ radicalismo, il loro, nè più nè meno di quello che attanaglia e ottunde le menti degli analoghi religiosi contro cui pure le loro filippiche o meglio sparate sono dirette. Che dicano; basta semplicemente evitarli, farli sparlare e cambiare al contempo canale.
    A casa mia in medium stat virtus, ciò ch’esula da tolleranza e medietà, e garbo, è bandito.
    E’ vero: ormai non sanno far altro che sparare sulla croce rossa, poveretti.
    Buon pro gli faccia.

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