Non è (fondamentalmente) una questione di giocatori (6)

Ultima e breve puntata di questo casuale feuilleton sul mondiale di calcio, che sempre il caso ha voluto passasse alla storia gloriosa del mio blog – non è falsa modestia, è che spero sempre nella Provvidenza – col nome di: “Non è (fondamentalmente) una questione di giocatori”. Affermazione assurda, in assoluto. Ma che mantiene un suo valore polemico, non solo riguardo alla disgraziata spedizione italiana. Per me, infatti, questo è stato un bel mondiale, uno dei migliori che abbia mai visto. Anche la finale, che non è stata una “bella” partita, ma sicuramente una “buona” partita. Se son giocate bene, mi piacciono anche le brutte partite. Finalmente abbiamo visto “squadre” con un grado di coesione e di gioco a livello di quelle di club, segno che più che il tempo sono le idee chiare a servire. Se vi chiedete cosa intenda per “gioco”, leggetevi, se ne avete voglia, gli altri post. Le squadre che hanno giocato bene, nei limiti delle loro possibilità tecniche, sono state in genere premiate da buoni piazzamenti. Molto buono il Cile. Molto buono il Messico. Ottima, la migliore di tutte, anche se non brillantissima, la Spagna. Buono il “brutto” Paraguay. Più che buoni gli Stati Uniti. Discreto l’Uruguay. Abbastanza buone le squadre asiatiche. Buona, come da tradizione, l’Olanda, ma niente di più. Da Slovacchia e Slovenia il minimo indispensabile del gioco ben organizzato. Germania brillante, ma gioco non buono. E’ con soddisfazione, invece, che registro il fallimento delle squadre che hanno giocato male. Pessima la Francia. Pessima, ahimè, l’Italia. Male l’Inghilterra. Male la Serbia. Male quasi tutte le squadre africane (sufficiente il Ghana, niente di più). Male il Brasile, che grazie al valore dei suoi giocatori poteva naturalmente vincere lo stesso il mondiale. E per l’Argentina vale quasi lo stesso discorso.

Ultima cosa. Adesso sentirete le solite gazzette invocare i “vasti programmi” (per dirla con De Gaulle) a lungo termine, le “politiche” sportive, le scommesse sui giovani. Mezze verità, ma solo mezze, che suonano strane, per non dire mostruose, sulla bocca di gente che quando parlate di “gioco” (che non è la magica e ridicola tabellina dei moduli)  – ossia il programma minimo – vi guarda come se foste un fanatico.

Ah, ultimissima cosa. Sono stati eletti: miglior giocatore del torneo Forlán, che ha preceduto Snijder e Villa. Miglior portiere Casillas. Miglior giovane Müller. Capocannoniere sempre Müller, che, a parità di gol segnati, ha vinto per il maggior numero di assist. Io avrei premiato Müller anche come miglior giocatore del torneo: perfetto in tutte le partite, e forse decisivo in quella in cui è mancato.

E trovo emblematico, e giusto,  che il gol decisivo del mondiale lo abbia segnato un piccoletto in gamba come Iniesta.

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6 thoughts on “Non è (fondamentalmente) una questione di giocatori (6)

  1. OT: questo template (ore 14.50) ti ringiovanisce quei venti/trent’anni e ti posiziona sul target underground people. che fai, strizzi l’occhio al popolo dei rave party??

    1. E come faccio a ricordarmi qual era il template delle 14.50? Fosse quello di cinque minuti fa forse potrei anche farcela, ma ormai sono passate già due ore!!!
      Cari amici, non preoccupatevi per la templatite acuta che mi affligge da tre anni e mezzo – ossia da sempre – dalla quale non sono mai guarito né intendo guarire: è il modo di spronare il pelandrone che è in me a scrivere qualcosa, uno stuzzichino per mettere in moto la tastiera. Solo che ho il disgusto di ripetere sempre le stesse cose, e di moltiplicare le parole. Da due settimane ho in mente di scrivere la parola definitiva sulla combriccola, anzi sulla “cricca” di Fini – ih ih ih – ma poi mi accorgo che in fondo per il pubblico degli intelligenti e dei perspicaci l’ho già detta. Ma forse è ora che mi rivolga al volgo tutto. Che ne pensate?

      “Target underground people”? Che mi ringiovanisce? Di venti/trent’anni? Urca…
      Ah ho capito, ho capito!
      Adesso ci ritorno. Per vedere l’affetto che fa.

      1. è il template grigio metallo con schizzi di inchiostro bianco e nero. molto metropolitano, underground, skate board, free style. Bella lì, sei ggiovane quasi quanto Niki Vendola.

  2. Il problema Fini mi sembra molto semplice, è esattamente la stessa cosa del problema Casini nel 2005 o del problema Bossi nel 1995, cioè nonostante i sogni ad occhi aperti dei berlusconiani il seguito effettivo del silvio non ha mai superato il 30 % dell’elettorato, senza imbarcare formazioni o movimenti politici estranei al berlusconismo le lezioni non le potrebbe mai vincere, se le imbarca non riesce MAI a metabolizzarle e assimilarle e finisce sempre in rissa.
    L’affermazione per cui Fini non supererebbe il 4% è ingenua, senza quel 4% al senato non riuscirebbe mai ad avere la maggioranza, se si riprende Casini è peggio di Fini.
    La proposate dei pezzi grossi di partito è questa ( se l’intervista in questione è vera )http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/31/%E2%80%9Cper-lui-ci-vuole-il-trattamento-boffo%E2%80%9D/46050/

    Certo che poi criticare la stampa di sinistra di fronte a gente del genere è ridicolo.

  3. OT: ma allora si va di nuovo a votare? che palle!!!
    cerco di consolarmi con i due aspetti positivi che vedo: primo, c’è una buona probabilità che gli intrusi si autoeliminino. secondo, anche a sinistra, nel marasma, potrebbe succedere qualcosa di buono.
    nonostante questo, e anche cercando di non pensare ai rischi, non sono sicuro che avrò voglia di andare al seggio, perché un pochino mi sento tradito. ho bisogno di sentirmi dire da un liberale come te che questo inghippo non è altro che un ulteriore passaggio necessario sulla lunga strada verso la libertà.

    1. “La lunga strada verso la libertà” è un’espressione un po’ forte, che non mi piace a dire il vero, perché per fortuna l’Italia bene o male è un paese “libero” da settant’anni. Comunque sì, è un inghippo. Ma non sono affatto convinto che si vada a votare. Non a causa di un ribaltone sotto forma di governo “tecnico” o di “responsabilità nazionale”. Ma perché prima ci sono le vacanze, poi qualcuno comincerà a ripensarci, i finiani finiranno per spaccarsi fra di loro, l’economia potrebbe dar segni di risveglio, e il logorio della moderna vita politica italiana potrebbe giocare a sorpresa a favore del Berlusca…

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