Bello & Brutto, Italia

Accapponatevi la pelle: impunità=libertà

Sì, lo so, “accapponatevi la pelle” è agghiacciante. Ma da anni di servitù, lecchinaggio e fedelissima sudditanza al satrapo dei satrapi non ho cavato un bel nulla. Ora mi sono stufato! Vooooglio fare il gentiluomo, eeee non voglio più servir! No, non vooglioo piuuù servir! Ho deciso anch’io di piacere alla gente che piace; e di buttarmi nella merda con l’ebbra spericolatezza delle tardone convertite allo spirito dei tempi. Di qui il titolo del post, che riecheggia, mi pare con meritoria felicità creativa, lo stile sapientemente sgrammaticato di tanti romanzetti e di tanti filmetti di tanti autoretti con la fissa della Costituzione anche quando poetano su fellatio e cunnilingus. Sì, son caduto, ma non ce l’avrei mai fatta da solo, senza l’aiuto della femmina. La mia Eva si chiama, papparapàm: Michela Murgia. Scrittrice. Fresca vincitrice del premio Campiello. Popputa. Non è un complimento: nella mia nuova vita non voglio rischiare nulla. Però mi ha sedotto, tramortito, fulminato e ricondotto sulla felice via della perdizione con una mitragliata travolgente di spropositi di dionisiaco, liberatorio, liberale e trionfante disordine. Ecco qui, uno per uno, i meravigliosi colpi di questa scarica dadaista sparati dai microfoni di Radio 24:

Il sogno segreto di Berlusconi è di mandare via gli scrittori di sinistra: ci vorrebbe fuori dalle sue case editrici, così può pubblicare tutto quello che gli pare. Credo che Berlusconi non sia affatto liberale perché non ama il dissenso e ha una visione padronale del mondo. Ci sono moltissimi esempi dell’illiberalità di Berlusconi.

CI vorrebbe? Quindi la scrittrice è di sinistra. Fa parte del club. Della setta. Della cricca. Cricca liberal. Di cui non fa parte Berlusconi, il quale come tutti i comuni mortali, compresi quelli che tollerano il dissenso, non sono così contro natura da “amare” il dissenso. La cricca liberalgiustizialista invece “ama” il dissenso. Provate e vedrete. E mi direte, se ne uscite vivi.

Berlusconi è illiberale per il fatto che il Pdl sia stato presentato, mediaticamente, come un monoblocco dove il suo pensiero era l’unico esprimibile e qualunque modalità di dissenso veniva immediatamente soffocata.

Che non è un esempio. Ma un massive attack. A Berlusconi e alla consecutio temporum, di una virulenza tale che forse solo chi visse prima di Non è mai troppo tardi ebbe il piacere di conoscerne di simile. Mi ha commosso straordinariamente l’uso rivoluzionario e controgrammatico del congiuntivo al posto dell’indicativo, quando invece il novantanove per cento dei compatrioti della scrittrice sbaglia in senso inverso. Che poi i media abbiano presentato il PDL come un monolite dentro il quale ogni dissenso viene soffocato, mi parrebbe, mi sembrerebbe, un bell’esempio di vigorosa denuncia democratica, o no? O son io che non comprendo la meccanica del partito “monoblocco”? [N.B.: “il fatto che…” One…]

E’ stato Fini che ha crepato questo muro.

Il pioniere Fini. Non sottovalutatelo: è il primo uomo al mondo ad essere riuscito a “crepare” quei muri che fino ad oggi ce la facevano da soli, a crepare, senza il bisogno della proprietà transitiva.

Berlusconi si occupa dei libri solo quando cominciano a vendere milioni di copie. Si è occupato di Saviano solo perché raggiunge un numero elevato di persone.

Buona dormita, Silvio! Ma non voleva mandarli via tutti, gli scrittori di sinistra, quelli belli e quelli brutti, il Berlusca, cinque righe più sopra? Com’è che adesso si sveglia solo quando lo scrittore di sinistra – pardon: liberale – riesce a vendere milioni di copie?

Il fatto che noi viviamo in un regime di sostanziale impunità quando pubblichiamo e nessuno ci castiga verbalmente come è stato per Saviano, indica semplicemente che noi non siamo influenti dal punto di vista dell’audience.

L’impunità è l’anticamera della libertà. Io lo dico sempre (almeno lo dicevo; adesso cambio vita): attenti con la retorica della legalità! Una cagata tira l’altra che neanche ve ne accorgete. Ci ho messo un po’ per capire il pensiero della popputa scrittrice. Che è questo: “Il fatto che noi viviamo in una condizione di sostanziale libertà quando pubblichiamo ecc. ecc.” Ecco cosa succede quando si succhia il latte dalle mammelle di Repubblica, dell’Unità, del Fatto, quotidianamente! [N.B.: “il fatto che…” Two…]

La contraddizione non è che noi siamo antagonisti a Berlusconi, ma che Berlusconi critica uno che gli fa guadagnare tanti soldi. Il fatto che un autore che vende i libri gli faccia guadagnare dei soldi è un argomento debole, perché non tutti noi vendiamo come Saviano.

Pensiero stupendo, ma assai assai ellittico. Dunque dunque, se ben intendo, non sarebbe una contraddizione essere uno scrittore “antagonista” al Berlusca (e liberale) e farsi pubblicare i libri dal Berlusca. (Il che mi pare giusto: perché non si dovrebbe fottere il capitalismo coi mezzi del capitalismo?) Però è una contraddizione che il Berlusca critichi uno che gli faccia guadagnare “tanti” soldi. (Il che mi pare sbagliato: perché significherebbe che il Caimano non è attaccato ai soldi fino alla cecità.) Ma se scriviamo per case editrici di proprietà del Berlusca non rimproverateci. E’ un argomento debole. (Cazz… è più facile tradurre dal latino! ) Per questioni di principio? Costituzionali? Resistenziali? No, è che la maggior parte di noi non vende assolutamente un cazzo. A parte Saviano. Quindi i guadagni del Berlusca sono molto relativi. [N.B.: “il fatto che…” Three… Che legga il Fatto Quotidiano tutti i santi giorni?]

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19 thoughts on “Accapponatevi la pelle: impunità=libertà”

  1. Il fatto è che Saviano l’ha inventato Marina Berlusconi. Oggi, venderebbe anche se scrivesse la guida telefonica commentata ma prima era un sig. nessuno. E, a mio modesto parere, la Berlusconi ha una grave responsabilità: aver inventato un “fenomeno” Saviano, che discredita ancor più la nostra letteratura contemporanea. Come se non bastassero le Murgia.
    Saluti da teddy

    1. Io non mi preoccuperei più di tanto del discredito gettato da questi fenomeni sulla nostra letteratura. Così va il mondo, a tutte le latitudini. Io non sono mica invidioso. Mi riservo però il diritto di riderci sopra. Ne faccio anch’io una “questione morale”, visto che va tanto di moda tra le mezze cartucce.
      Davvero la Marina ha combinato questo grosso guaio? Non lo so; seguo da lontano queste vicende, che a dire il vero mi annoiano a morte.

  2. in quell’intervista c’è anche un altro aspetto che merita.

    Murgia: CREDO CHE L’UOMO (Berlusconi, ovviamente, NdV) NON SIA AFFATTO LIBERALE

    Telese: ALLORA TE NE DEVI ANDARE, SE PENSI QUESTO TE NE DEVI ANDARE

    Cruciani: EH, E’ VERO

    Murgia: BERLUSCONI NON RAGGIUNGE I SUOI SCOPI PERCHE’ TROVA RESISTENZA, SE GLI FAI MANCARE LA RESISTENZA FAI IL GIOCO SUO.

    Ma che nobiltà d’animo! Che però noi cinici ci chiediamo: ma qual è il vero motivo per cui non se ne va, né lei né tutti quelli che hanno risposto picche alla provocazione di Mancuso? Perché fanno tutti carte false per entrarci e non se ne vanno più? Molto semplice: Mondadori paga gli autori, bene e con puntualità. Gli altri editori, compresi quelli “liberalgiustizialisti”, li pagano male o addirittura non li pagano proprio.
    “Vive la resistance!!”

    1. Bisognerà avvertire i nostri progressisti che “liberale” è ancora una brutta parola fra i loro confratelli europei, che saranno scemi sì, ma non abituati ai salti mortali dei nostri ex comunisti. Loro, nel loro provincialismo da telekabuldipendenti poveri di letture, se ne sono beatamente incapricciati.
      La querelle innescata dai problemi di coscienza di Mancuso (a proposito, che razza di virilità il teologo: uno che è capace di prendere le proprie decisioni solo dopo aver tastato il polso del culturame) mi fa solo ridere. Non vale neanche la pena di spremersi il cervello sopra una vicenda degna di un vaudeville.

  3. Io mi piego sempre, all’assoluta maestria circonvolutiva dei ragionamenti dei maître à penser della Cultura con la Cu grossa. C’è da portar rispetto per come riescono a farci credere di star costruendo castelli poggiati su nuvole di nulla. Arrivi quasi a creder vero il loro edile meccanismo involutivo.
    No, dico: mica è facile. E lo dice uno che torna da due medie di birra – altrimenti avrei compreso la metà di ciò che mi pare d’aver carpito.
    Comunque sorrido sempre, quando facendo la conta degli oscar noto il nome della De Gregorio; per dirne una.
    Ah la coerenza, questa sopravvalutata (come il congiuntivo, nel dire dell’altra qui sopra).

    Bentornato agli argomenti seri, Zamax.

    1. Forse ne hai bevute tre di birre, visti i fuochi artificiali. Se ne bevi quattro, “loro” non ci capiscono più niente, e ti arruolano come genio.

  4. Io non ho letto Gomorra nè ho intenzione di leggerlo, ma dubito che le 4 milioni e mezzo di copie vendute, di cui la metà fuori dall’Italia posano essere merito di Marina Belrusconi, le cui capacità impenditoriali non devono essere eccezionali dato che profitti e capitalizzazione in borsa delle imprese che dirige sono sempre state in calo da quando ci ha messo le mani, mi sembra la tipica seconda generazione che mantiene a fatica quello che la prima ha costruito.
    Se fosse poi così facile creare un successo internazionale da un signor nessuno non si capisce perchè tra i fedelissmi del Silvio non ce n’è uno che venda abbastanza da pagarsi un caffè.

    1. No, perché è un termine che non ho mai sentito. Perché evidentemente noi maschi abbiamo deciso così. Comunque sarebbe perfetto per il sottoscritto. Ogni tanto mi guardo allo specchio e mi dico: “Ma dove vai così conciato? I diciotto anni li hai superati da …decenni.” A dirla tutta riesco perfino a convincermi che qualche volta le ventenni preferiscano guardare me, invece dei loro – ça va sans dire – insulsi coetanei.
      In compenso – per il resto – non mi sono convertito allo spirito dei tempi.

  5. IL termine “tardona” è abbastanza di uso comune, non credo esista un equivalente maschile, ma credo che il numero di donne ai livelli alti della politic a dell’economia , che in Italia è ai livelli dell’Iran e molto sotto la media europea e americana sia cosa di cui ci si possa preoccupare più seriamente, in fondo la derisione ha come bersaglio chi non ha i mezzi per impedirla, ben pochi si permettono di deridere sfacciatamente un potente che va in giro col pannolone ( il Silvio ) anche se la cosa è abbastanza più ridicola dei segni del tempo su una donna.

    1. pietro, ma dove vivi? hai gli incubi viola.
      la Murgia è simpatica, forse un po’ precocemente rincretinita. di quel cretinismo mediocre frutto del sinistrismo. sicuramente quando incassa i soldini è soddisfatta di se e prova gratitudine per la sua casa editrice che l’ha voluta come vincitrice del premio (perchè senza Mondadori forse non andava oltre alla sagra letteraria del suo paesello). il resto è falsità mediatica, serve a galleggiare nel brodo.

    2. Davvero il Silvio va in giro col pannolone? Questo, ammetto, non ho mai osato sospettarlo, ma a pensarci bene potrebbe anche essere vero. Comunque, è meglio non scherzarci su, perché mi sa che un giorno, auspicabilmente, anche noi avremmo una bella età, e magari una bella badante al fianco che ci guarderà amorevolmente come un fragile e tremante rudere da imboccare come un bambino, senza sospettare che in quel preciso momento noi saremo ancora in grado di lanciarci col pensiero, e s’intende solo con quello, in arditissime fantasie.

  6. Comunque “tardona” è una arma di offesa potentissima nelle mani dei maschilisti. Vi svelo tutti i significati insiti nella parola “tardona”: la donna è fatta essenzialmente per soddisfare sessualmnente il maschio e per riprodurre la specie e quindi quando non è più giovane non vale più niente, è una “tardona” che farebbe meglio a nascondersi invece che salire sul palco a ritirare premi letterari; per rendersi interessante, la tardona si finge intelligente, ma non solo l’intelligenza non la rende interessante – perché l’unica cosa che poteva interessare agli uomini ce l’aveva fra le gambe – ma la sua intelligenza, per quanto sviluppata, resta sempre molto inferiore a quella maschile.

    1. Insomma è una condanna inappellabile. Ho capito. Non l’uso più. Comunque Zamax non condanna nessuno. Prende in giro e si prende in giro. E se ci mettessimo d’impegno per farlo diventare un termine “sexy”? Non ci vuole molto con la potenza intellettuale dei nostri mezzi congiunti pilotare un bel slittanmento semantico.

  7. gentile signora (o signorina) regina di stracci, lei non immagina nemmeno che magnifica esperienza, gioiosa e pienamente soddisfacente mi è stata concessa da quando ho la ventura di frequentare una tardona cinquantenne, che pur avendo i naturali segni dell’età mi par avere un fisico mozzafiato ed una intelligenza raffinata acuita dall’esperienza del vivere. Al punto che oggi come il Cecco torrei le donne tardone e sagge mentre le belle e leggiadre lasserei altrui.
    magari il problema è solo e tutto femminile e forse suo in particolare.

  8. O si certo, io sono propio una tardona cascante! Ma che dico tardona, vecchia laida! Comunque, caro Zamax, sei una vera anima candida, quindi non voglio infierire. Ma trasformare la “tardonaggine” in un elemento sexy, come fa anche unacippa, non cambia i termini della discussione. Come a dire: cara donna, l’unica cosa che conta ce l’hai tra le gambe, intellettualmente vali meno di un c… ehm , però io uomo sono talmente buono che quello che hai tra le gambe me lo prendo anche quando è scaduto, come lo yogurt. Si sa, in tempi di crisi si riclano anche gli alimenti scaduti.
    In realtà, la donna non è un oggetto dell’uomo, non può essere ridotta ad un mero oggetto del piacere o, viceversa, del disgusto maschile. Ma in questa società maschilista le donne si dividono in “giovani fighe” funzionali al piacere maschile o “tardone”, che disgustano gli uomni, tranne gli amanti delle carni scadute.

    1. Ma scusi …focosa regina, quando ho scritto “sexy” non intendevo mica nel senso letterale del termine. L’ho messo tra virgolette apposta. Siccome ho il difetto di credermi sempre spiritoso – evidentemente – ho usato proprio quell’aggettivo per dire semplicemente che magari – chissà? – un giorno il sostantivo “tardona” potrebbe perfino acquistare una sfumatura positiva, SPECIE SE CI METTESSIMO NOI A CONGIURARE IN TAL SENSO. Sa come mi è venuta questa – evidentemente – sciagurata ideuzza? Avevo appena letto in un sito inglese di rugby (di rugby, ahinoi, e qui già mi sembra di affondare ancora di più) una frase in cui l’aggettivo “ridicolous” era usato in un nodo in cui di primo acchito non riuscivo a capire bene il signifato. In breve un giocatore intervistato diceva: “Abbiamo una potenza ridicola in attacco”. E com’è possibile, mi dicevo,se siete fortissimi? Poi ho capito: quel “fuori del normale” che caratterizza il “ridicolo” era stato reinterpretato in senso positivo.

  9. cara signora regina, perchè tanta acredine verso l’universo mondo e verso gli uomini?
    Qui non si conoscono “amanti delle carni scadute”. semmai solo amanti delle carni.

  10. Millenni di socurantismo maschilista finiranno solo nel momento in cui cadrà il mito – che anche voi coltivate a livello inconscio – della superiorità intellettuale maschile.

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