Come previsto, ci siamo arrivati: democrazia = fascismo

Sapete qual è il nocciolo della questione? In uno stato di diritto non è il popolo, ad essere sovrano, ma la legge: tutte le volte che si cerca di invertire arbitrariamente questa elementare gerarchia si finisce per ricadere, più o meno consapevolmente, in una situazione che conosciamo fin troppo bene. Quella situazione, per usare un termine la cui portata viene spesso trascurata, si chiama fascismo. (“Se la legge è sovrana si chiama democrazia, se il popolo è sovrano si chiama fascismo”, Metilparaben, blog di Alessandro Capriccioli, L’Unità) (*)

(…) la democrazia, a lungo andare, ha spiacevoli conseguenze democratiche. Spiacevoli. Succede infatti che ai profeti della democrazia – che sono sempre in malafede appunto perché profeti – la democrazia piaccia finché le masse sono manovrabili: passive sotto di loro come lo erano sotto il Re. Di esse si servono per scalare i vertici del potere. Ne risulta che la democrazia, per costoro, è bella finché il popolo non è maturo per la democrazia. Ma quando i piccoli popoli eletti, militanti, piazzaioli e firmaioli non riescono più ad intimidire quello grande, quest’ultimo comincia a somigliare per davvero ad una somma d’individui pensanti. E quindi lo temono, l’hanno in dispetto, e sentenziano che la democrazia è “malata”, e cominciano a parlare di “regole”: i codici, di cui loro sono i custodi e gli interpreti, diventano allora il surrogato di una truppa popolare che si è democraticamente squagliata. (“E’ la democrazia, bellezze!” di Zamax)

Ma ora in Occidente, per fortuna, dopo due secoli di apprendistato, il popolo non è più una massa manovrabile tanto facilmente sul tavolo della politica. Ora il popolo è passabilmente, nella maturità dell’era democratica, solo una somma di individui, ciascuno dei quali con la sua testa pensante. E questo alla sinistra, massimamente in Italia, dispiace. Il giocattolo non funziona in più. Di fronte agli esiti imprevisti del suffragio universale è tutto un gran parlare di democrazia “malata”, di “anomalie” e di “populismo”. E quindi? E quindi è ovvio che per il consesso tartufesco dei Druidi Democratici la democrazia vada virtuosamente “imbragata”. Come? Col rispetto di “regole” sempre più invasive; con la trasformazione della Costituzione in una laica “Religione del Libro”, di cui loro sono, a proprio capriccio, i custodi e gli interpreti; con l’appello universale alle Istituzioni e ai Giudici. Costoro non sono i difensori della democrazia contro le minacce di un regime potenzialmente autoritario: sono, loro, nel pieno rispetto del loro pedigree politico-culturale, gli araldi di un fascismo o comunismo “debole”, sotto le spoglie “corrette” di una democrazia nei fatti commissariata. (“A sinistra la democrazia non va più di moda”, di Zamax)

Egregio signorino Capriccioli, a lei, a voi, agli ipocriti, agli imbroglioni, fin dall’inizio la democrazia piacque solo se accompagnata da un onnipotente ed onnisciente Comitato di Salute Pubblica: perché il popolo è una merda, se non vi ascolta.

(*) Non sono così pazzo da leggere Metilparaben’s blog. Mi capita invece di dare un’occhiata ogni tanto a Topgonzo’s blog.

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15 thoughts on “Come previsto, ci siamo arrivati: democrazia = fascismo”

  1. Dato che i voti direttamente raccolti da Berlusconi sono il 29% dell’elettorato la sua vittoria alle elezioni NON è una scelta del popolo sovrano, ma frutto dello stato di diritto, in cui la totalità degli elettori accetta il risultato delle elezioni, ovvero la semplice applicazione di una legge.
    Se si contano gli individui che sostengono Berlusconi questi sono numericamente in costante calo da 10 anni, ma evidentemente a te degli individui, se non seguono le tue teorie non importa nulla.
    L’idea stessa di un “popolo sovrano” è un astrazione, una stupida utopia totalitaria, ne più ne meno del comunismo.
    Per questo i regmi comunisti dell’ est europeo e anche della cina di Mao si fregiavano del titolo di repubbliche democratiche.
    mi sembra ovvio che dal tuo punto di vista gli elettori del silvio sono”essere pensanti” mentre gli elettori dei suoi avversari sono una massa di idioti manipolati e “non maturi per la democrazia”.

    1. Divertente, davvero.
      Te la dico io la verità in quattro parole:
      1) Per i sullodati democratici, ex comunisti, molti dei quali – ma proprio molti – figli di fascisti, perché arrivano dallo stesso pezzo di terra, prima il popolo era sovrano, e in nome di questo delle regole della “democrazia borghese” si facevano beffe.
      2) Ora siccome il popolo ostinatamente non si fa abbindolare, ora a contare sono solo “le regole”, che loro stabiliscono, quando e come vogliono.

      Prima adoravano il popolo, ora le regole. In nome di tutte e due, hanno usurpato e cercano di usurpare il potere. Prima e dopo, per questi democratici ex ex il “voto” non conta una minchia. Ed è inutile che fai l’azzeccagarbugli con le percentuali.

    2. “Per questo i regmi comunisti dell’ est europeo e anche della cina di Mao si fregiavano del titolo di repubbliche democratiche.”

      vorrei far notare che nel mondo occidentale una sola delle repubbliche ha creduto bene di specificare IN COSTITUZIONE di essere democratica.
      manco ci fossero repubbliche esplicitamente NON democratiche.

      inutile dire di quale costituzione si stia parlando, e da chi fu ispirata cotanta abbondanza di attributi….

  2. Non sto facendo l’azzeccagarbugli con le percentuali, sto dicendo che l’argomento del “popolo sovrano”è altrettanto falso e ipocrita di quelli utilizzati dagli ex comunisti ed ex fascisti per delegittimare il risultato delle elezioni, sto dicendo che la convivenza civile, la vita degli individui si basa su regole prescrittive che chiamiamo “stato di diritto” e nei paesi anglosassoni “Rule of the Law” cioè il dominio della legge, perchè non esiste una sovranità assoluta del “popolo” anche perchè il popolo è un astrazione, quindi il fatto che gli argomenti in questione vengano utilizzati come una mazza ferrata contro che cerca di governare “legittimamente” no ne cancella il valore.
    Chiunque creda sia possibile per un individuo, per un partito o per un intellettuale parlare in nome del popolo o di considerare il presunto “volere del popolo” più importante del rispetto delle leggi è un imbecille.
    Capisco che ai politici attuamente al governo piaciono molto i macellai come Putin, Lukashenko, Gheddafi e ultimamente ( osannato da Frattini ) anche Chavez, ma non mi venire poi a parlare di “democrazia, se cerdi veramente di conoscere il “volere del popolo” sei un cialtrone come Travaglio o Di Pietro semplicemente svantoli un altra bandiera, ma dentro sei uguale.

  3. Art. 1 DELLA VENERABILE E SACRA (e tutte le altre menate sparate quotidianamente dai soliti noti) COSTITUZIONE ITALIANA

    “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

    Nelle forme e nei limiti: ergo, attraverso il voto e l’azione dei rappresentanti regolarmente eletti. Il Berlusca è perfettamente in regola.

    La sovranità assoluta viene evocata da chi per elezioni regolari non vuole passare. Questo “chi” è lo stesso che ora attraverso la legge – la sua legge – vuole confiscare la “regolare” sovranità popolare.

    Il resto sono giochi di parole.

  4. Le società democratiche si reggono sui valori, che sono concetti assoluti. Se così non fosse, la storia sarebbe priva di rivoluzioni e di guerre di liberazione (che, per realizzare la democrazia, si sono dovute opporre, esse stesse, alla legge).

    La legge ne è soltanto uno dei corollari, l’aspetto sensibile e diveniente di quei valori, dunque, mutabile e mutevole per sua natura intrinseca.

    Atteso che la democrazia è un valore fondato sul principio “una testa un voto” e che la legge è la norma, il principio sensibile che serve ad affermare concretamente il principio intellegibile del valore, si fa presto a comprendere perché il giovanotto in questione, scrivendo ciò che ha scritto, ha pronunciato una bestemmia, sia dal punto di vista etico-politico, che dal punto di vista giuridico.

  5. Le società democratiche si reggono sui valori, che sono concetti assoluti. Se così non fosse, la nostra storia sarebbe priva di rivoluzioni e di guerre di liberazione che, per affermare la democrazia, hanno dovuto infrangere la legge.

    Le norme ne sono soltanto uno dei corollari, l’aspetto sensibile e diveniente di quei valori, dunque, mutabili e mutevoli per loro natura intrinseca.

    Questo dimostra quale bestialità abbia teorizzato il giovanotto: sia sotto il profilo etico-politico che sotto il profilo giuridico.

  6. Caro zamax, ho tentato di postare per due volte un commento che, però, non compare. Questo, solo per scusarmi nel caso in cui i commenti fossero in moderazione. Cordialità.
    teddy, redattore topgonzo

    1. No, non è attivata nessuna moderazione. Non so perché, ma i servizi segreti del mio blog hanno bloccato i messaggi di Topgonzo: per via del nome non troppo nobile?

      1. Sarei più propenso a credere che sia stato il suo maggiordomo.I servizi segreti, notoriamente, non sono così sofisticati. Grazie ancora

  7. Io ti sto semplicemente facendo notare che TUTTI i tuoi argomenti sono a senso unico, il fatto che a sinistra e tra gli avversari del SIlvio ci sia gente in malafede e che cerca di buttarlo giù anche con mezzi scorretti e poco democratici non rende più imtelligenti le idiozie di chi ritiene di essere l’interprete unico della volontà popolare, Berlusconi goverba perchè la sua carica è legittima, ma altrettanto sarebbe se lo buttassro via e al suo posto mettessero Tremonti o chiunque altro.
    Se in Italia ci fsse ancora la legge elettorale proporzionale lui non avrebbe la maggioranza, e chiunque fosse al governo al posto suo sarebbe legittimo come lo è lui adesso.
    è così difficile capirlo?

  8. Argomento molto OT ma che mi incuriosisce, io sono un grande appassionato di un autore teatrale lombardo con fortissime radici cristiane e che doveva prendere il nobel al posto di Dario Fo secondo me, credo che dovrebbe piacerti, se capisco bene la tua mentalità, si chiama Giovanni Testori :

    1. “Se capisco bene la tua mentalità?” E’ forse ironico? Perché me ne sento respinto. Non do giudizi comunque sull’opera di Testori, perché non la conosco. Vent’anni fa avevo in casa una sua opera teatrale “L’Arialda”, che non ho mai letto e che non trovo più. Io agli autori mi avvicino, per così dire, annusando, come i gatti. Leggiucchio, do un’occhiata, leggo giudizi di qua e di là. Questa è la prima barriera da superare. Raramente poi scopro di essermi sbagliato. Ma è successo. Per esempio col grande Balzac. Ma se lo vuoi proprio sapere, l’impressione che mi son fatto, da lontano, da molto lontano, dell’arte di Testori, è di una specie di esibizionismo pseudocristiano fatto di lacerate carni e gridati tormenti.

  9. D’altronde caro Zamax come fa quell’adagio?
    In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.

    Nulla di nuovo, Flaiano aveva già detto tutto.

  10. Si ha come l’impressione che il sig. Pietro faccia fatica a capire se stesso.
    Ma il video da lui postato la dice lunga… cioè corta, se uno non è masochista.

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