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E tutti quanti stiamo già aspettando

Avete presente le solite quattro cavolate che si ripetono in mille diverse fogge migliaia di volte al giorno nelle bocche e negli scritti di quelle anime democratiche che se le cantano e se le suonano nella speranza che anche le teste più dure finalmente si arrendano ai dogmi del romanzo fantasy imbastito da decenni sulla storia d’Italia da questi ossessi, e mai portato a termine, e di cui forse soltanto ora, grazie all’interpretazione della disposizione delle ossa del cadavere riesumato del bandito Giuliano da parte degli infallibili aruspici della nostra amena magistratura, si potranno svelare i più riposti misteri e mettervi fine? Ebbene, qualche giorno fa Fabio Fazio e Roberto Saviano, invece delle solite quattro cavolate che abbondano sulla bocca degli ossessi, hanno detto una volta tanto per sbaglio e per volontà divina, ossia per doppio miracolo, qualcosa di pacificamente vero. Ciò accade più spesso di quanto si pensi nel corso della storia. L’esempio più illustre di manigoldo fatto fesso dalla malizia di quella Divina Provvidenza che ci vede sempre benissimo è Caifa. Ai suoi sodali e ai farisei, impauriti da una possibile reazione romana alle nobilissime gesta del Galileo, disse:

Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera.

 Chiosa l’aquila S. Giovanni, da vero cattolico:

Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione, e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.

Ma che hanno detto i nostri inconsapevoli eroi? Hanno detto, piangendo amare lacrime, e noi piangiamo con loro, che l’Italia

è un Paese in cui è all’opera un’autentica macchina del fango e della delegittimazione. Il gossip serve a distruggere moralmente e fisicamente la vita delle persone. Si usano fatti privati a scopo di estorsione, per condizionare i comportamenti dei personaggi pubblici. Forse è questo che non si voleva sentir raccontare in televisione.

E così loro finalmente ce la racconteranno in televisione questa brutta storia. E tutti quanti stiamo già aspettando. Fiduciosissimi. Saviano come fonte e come persona informata dei fatti ma non indagata è ultra-attendibile: nella macchina ci vive da anni e la conosce a menadito. A meno che non ci faccia, ma ci sia: un fesso, intendo.

Io l’ho sempre detto, e con me ogni essere bene o male in salute: se volete far saltare le mura più spesse e possenti, là dove non riescono cannonate ed arieti, usate la femmina, perché, per quanto l’intellighenzia voglia ottusamente convincerci del contrario, è sempre lì che l’uomo va a sbattere, in tutti i sensi. Cose note e stranote, ma la sinistra è stata capace di arrivarci coi soliti vent’anni di ritardo. Ci ha provato a sparale grosse con le cricche fasciste, con quelle piduiste, con quelle golpiste, con quelle razziste, con quelle mafiose: non essendo composta da gente normale, alla più naturale delle bombe atomiche, la fregna, non ha mai pensato. Se ha pensato al sesso, lo ha fatto soltanto quando s’accompagnava a qualche sordidezza, a qualche efferatezza, a qualche rapporto non proprio ortodosso. Salutiamo quindi di cuore questa riconciliazione con la natura e questo rinnovato interesse della società civile per le donnine. Il popolo, quello, non ha mai avuto di questi problemi, da sempre, massimamente nell’Urbe: l’ambasciatore veneziano Antonio Soriano, in una sua relazione del 1535, al ritorno dalla corte di Roma, narra che Sua Santità, Alessandro Farnese, papa Paolo III, non

manca di opposizioni (ché la sua promozione al cardinalato non fu molto onesta, essendo proceduta per causa oscena, cioè dall’amore e dalla familiarità che avea papa Alessandro VI con la signora Giulia sua sorella: dal che nacque, che per lungo tempo fu chiamato il cardinal Fregnese).

Ma fino ad oggi la sinistra ha avuto di questi problemi. E sì che uno dei suoi eroi, soprattutto del correttamente compassionevole Veltroni, è sempre stato quel fenomenale mandrillo di John Fitzgerald Kennedy, che per di più, al contrario di Berlusconi, non si comportava affatto da gentleman col bel sesso. Fatto sta che, non lontano dai sessant’anni, dopo innumerevoli campagne di guerra a suon di dossieraggi e killeraggi, per disperazione anche D’Avanzo ha capito che la fregna è eterna e si è convinto ad usare la bomba atomica. Non essendo temprato per tale commercio, che esige nervi saldi e rettitudine, dopo l’uso è arrivato prestissimo l’abuso. Ha cominciato con Veronica, della quale probabilmente si è anche innamorato; poi è arrivata Noemi; poi Patrizia; e ora Ruby. E del doman non c’è certezza, perché l’universo femminino nel quale dolcemente naufragare occupa almeno metà del mondo. Convintosi lui, che è un ayatollah, tutto il gregge di sinistra gli è andato dietro, com’è l’abito suo triste. All’Unità della Concita sono arrivati persino i fumetti: che potenza ineguagliata e ineguagliabile, la concha!(*)

(*) Se non sapete cosa significa, guardate su Google: ma tanto avete capito, no?

[pubblicato su Giornalettismo.com]

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2 thoughts on “E tutti quanti stiamo già aspettando”

  1. “è un Paese in cui è all’opera un’autentica macchina del fango e della delegittimazione. Il gossip serve a distruggere moralmente e fisicamente la vita delle persone. Si usano fatti privati a scopo di estorsione, per condizionare i comportamenti dei personaggi pubblici. Forse è questo che non si voleva sentir raccontare in televisione.”
    Mi sono perso questa uscita di Fazio e Saviano, ma da come la presenti ho il vaghissimo sospetto che per loro questa “macchina del fango” non sia esattamente quella contro il berlusca.

    1. E infatti l’hanno detta qualche giorno prima del caso Ruby, quando gli ordini di scuderia erano di sparare contro i pennivendoli del Berlusca. Troppo zelo. Noi diciamo solo “troppo zelo”, perché siamo gentiluomini.

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