Cavaliere, tiri dritto

“Governo, si sfascia tutto”, titola il Giornale, oggi. Grosso sbaglio. Frutto del panico, che genera panico, e della voglia di spaccare tutto con una bella sfida all’O.K. Corral. (*) Due facce della stessa medaglia del Feltri furioso e dei suoi collaboratori. Spaccare tutto sì, ma come? Nessuno lo dice. Isterismo molto italico, terra di tattici ma non di strateghi.

Cavaliere, lei ha avuto l’intuizione giusta. Lo devono cacciare, non si deve auto-eliminare. E’ tutta da vedere. Se vogliono mandarlo via devono farlo attraverso una mozione di sfiducia. Serve a lei e al PDL, quale che ne sia l’esito, sia per il presente che per il futuro.

Non ceda a patti di legislatura che comportino crisi pilotate, non precipiti le cose con dichiarazioni bellicose, rimanga fermo e tranquillo. Non si faccia impressionare dagli sgambetti dei finiani, come quello di qualche giorno fa sulle politiche d’immigrazione. Se vorranno cacciarlo si dovrà arrivare ad un redde rationem in parlamento, che metta il timbro su un certificato di inagibilità non di un governo ma di una politica spaccata in due in maniera irreparabile. Se l’attuale maggioranza PDL-Lega rimarrà coesa anche nella sconfitta solo un mascalzone potrà evitare le elezioni anticipate. Questo per futuro.

Ma, e questo vale per il presente, si ricordi che se tiene duro, se resiste alla tensione della paralisi, il nervosismo degli emicicli parlamentari sotto l’urgenza di una situazione economica delicata (arruoli Marchionne! arruoli Bonanni!) potrebbe incanalarsi favorevolmente verso la maggioranza, non verso gli sfascisti. Anche loro lo temono, e qualcuno comincia quasi a dirlo, se si legge bene fra le righe, come il nostro costituzionalista di sfiducia, il giacobino Michele Ainis, uno di quei noiosi cultori della legalità che spesso, in certi casi provvidenzialmente emergenziali, del galateo democratico se ne infischiano alla grande:

Sicché all’orizzonte si profila la perpetuazione dello stallo, un’aria ferma come quella che precede un temporale. Ecco, il temporale. Se i macchinisti che dovrebbero guidare il nostro treno collettivo restano immobili come statue di sale (per dirla in chiaro: se Berlusconi non va a dimettersi con le proprie gambe, se Fli gli rinnova la fiducia contrastandone però l’azione in Parlamento, se l’opposizione non trova l’intesa per giustificare un altro esecutivo), allora meglio un diluvio d’acqua, che tolga via lo sporco e sciolga pure il sale di cui sono fatti lorsignori. Significa che a quel punto Napolitano potrà ben sciogliere le Camere, anche in assenza d’una crisi formale. Dopotutto il suo mestiere – come ha scritto una volta Gaetano Silvestri – è d’operare “ut scandala eveniant”, di tirar fuori la polvere da sotto i tappeti.

(*) Molti parlano di elezioni. Le vogliono. Ma ci sono due problemi:

1) Bisogna ottenerle.

2) Bisogna vincerle. E bene.

1) Per essere certi di ottenerle bisogna che la situazione sia assolutamente chiara, con due schieramenti contrapposti e inconciliabili. Se la situazione rimane fluida e poco chiara ciò potrebbe in qualche modo pochissimo onesto giustificare un ribaltone. Quindi bisogna arrivare alla sfiducia in Parlamento, con due bei eserciti contrapposti. Oggi non è così.

2) Berlusconi non deve solo vincere le elezioni, ma le deve vincere bene. Le probabilità di un Senato senza chiara maggioranza oggi sono molto alte. A quel punto Berlusconi sarebbe ufficialmente azzoppato e non potrebbe tornare indietro. Quindi ogni altra soluzione lo vedrebbe escluso. E’ sciocco adesso privarsi a priori della possibilità di costruirsi una nuova maggioranza in questo parlamento.

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4 thoughts on “Cavaliere, tiri dritto

  1. Ieri sera, tra la fine della partita e l’inizio di controcampo, ho fatto un salto dal sempre ottimo Gad Lerner. Tema: lo stato di salute del governo. Sono potuto rimanere giusto quei 30 secondi 30, in cui un esperto parlava tutto serio in collegamento da chissà dove e pronunciava le parole “tragedia per l’Italia” e “disastro per il paese”. Poi sono scoppiato a ridere.

  2. Sono d’accordo con il tuo post, però sono orgoglioso di quel titolo de “il giornale”. Quale giornale di sinistra nella storia (a parità di condizioni politiche) ha avuto il coraggio di titolare così?

  3. la strategia del Silvio Paracarro ( come l’ha soprannominato Ferrara ) che non fa niente e aspetta che passi la tormenta ha un aspetto che a Berlusconi non dovrebbe piacere molto, salvo costringere i parlamentari ad una presenza coninuata e assidua a cui non sono abituati qualsiasi provvedimento che non comporti un voto di fiducia può essere snaturato o demolito a colpi di emendamenti senza far cadere il governo, e se tu sei convinto che Berlusconi possa sopportare a lungo l’idea di esser rosolato a fuoco lento da Fini per un paio di anni solo per conservare la poltrona sapendo bene che la sua immagine ne soffrirebbe parecchio.
    SI sono già visti alcuni esempi di questa strategia, l’elezione della Bongiorno alla commissione giustizia o l’emendamento alla legge sul respingimento degli imigrati, un uscita dei ministri e dei sottosegretari dal governo la renderebbe molto più facile.
    E se questo dovesse rallentare eccessivamente il già accidentato percorso del federalismo la lega portebbe perdere la pazienza.
    In fondo i provvedimenti necessari per affrontare la crisi economica possono essere votati senza problema da Fini e dai sui fedeli, ma non sono certo quelli che interessano a Berlusconi e Bossi.
    Intanto anche nel mondo dei cattivi speculatori c’è già chi sente puzza di bruciato, di fronte a una trimestrale di bilancio decisamente positiva il titolo mediaset ha perso il 10% dal discorso di Fini ad oggie si sa che gli affari di Berlusconi hanno sempre risentito parecchio della sua forza politica, probabilmente i tempi in cui il ministro degli esteri poteva andare a Bruxellles a difendere gli affari di Mediaset contro il Murdoch cattivo circondato dall’adorazione dei giornali a te cari sembrano tramontati……

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