Liberale. Ma italiano.

Paolo Guzzanti è uno di quegli arcitaliani avvoltolati nella propria intelligenza. Per batterlo basta stare fermi, anche se vi sembra che vi travolga con la sua brillantezza. Credetemi. E’ così che lo stolido straniero è passato mille volte sul suolo patrio, prima della battaglia del Piave. Adesso abbandona il PLI, che gli sembra “piccolo e provinciale”. E cazzarola se lo capiamo: il PLI non lo peschi neanche con Google Maps! Per fare cosa? Per fare del suo blog la casa dei liberali italiani. Il suo blog.

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7 thoughts on “Liberale. Ma italiano.”

  1. Te che sai delle cose del mondo più di me: ma che gli ha preso al Guzzanti? Voglio dire, fino a quanto un anno fa? due? era proberlusconiano al midollo; poi improvvisamente non più ed anzi d’opposta tendenza quasi nella stessa maniera. In mezzo c’è uno scalino che mi son perso, e che in effetti mi frega punto andare a cercare, ma se lo sai te volentieri gradisco la messa a conoscenza della cosa.
    A proposito: giorno campale oggi, per le dichiarazioni a caldo dei trombati. Ho udito con le recchie che ho attaccate al cranio cose che voi umani non potete capire.
    Altro che avanspettacolo.

  2. gio, provo a venire in soccorso di zamax.
    Se tra i due sono sorte questioni personali o di poltrone, lo ignoro. Da questo punto di vista, mi sembra però di ricordare che l’allontanamento avvenne ai tempi degli insulti di sua figlia Sabina contro la Carfagna. Il mio vago ricordo è che lui fosse abbastanza d’accordo con la figlia.
    Più in generale, penso che il punto lo abbia colto reginadistracci, quando dice che Guzzanti è un idealista, che pretendeva da Berlusconi la rivoluzione liberale (pretesa legittima) senza però calarla con realismo e pragmatismo nella paludosa situazione politica concreta.

    Post di regina:
    http://reginadistracci.splinder.com/post/23735038/silvio-luomo-della-provvidenza

    1. L’avevo letto quel post, pur se detesto il carattere 0,1 che usa. Condivido, eccetto sul termine mignottocrazia, che mai ci fu – ma immagino la signora l’abbia usato in maniera di ciò consapevole – e che richiama l’altra faccenda fondamentale dello svaccamento delle personali libertà, o privacy se vogliamo, che per amor d’odio ha portato dei poveri politici e più in generale poveri individui, e in cascata a ciò una buona parte del parco elettorale nazionale, a credere che farsi i cazzi altrui sia un diritto garantito da ogni Costituzione che si rispetti (eccetto quando ‘altrui’ sono io che sbavo sulle tue mutande, e allora oh ma che ci fate con le telecamere nel mio giardino? il problema però non si pone, visto che quell’altro di solito anzi sempre è una persona sola, o sodali della medesima). Ciò detto, come scrivevo, condivido.
      Adesso che sono stato rinfrescato sull’affaire figlia, qualcosa mi par di rammentare; nè mi va di approfondire ulteriormente, la cosa basterà. Curioso però come il padre sia passato da oggetto d’odio della figlia, ad amato da essa ed anzi in reciproco coniugale affetto. E’ giusto, una famiglia deve restare coesa dopotutto. Peccato si sia scelto il lato sbagliato della ragione, ma se non è un problema per loro, di certo non lo sarà per il sottoscritto.

  3. Magari il blog di Guzzanti, vuole essere la versione moderna della nota cabina telefonica in cui i liberali italiani potevano agevolmente riunirsi.

    Ricordo in effetti il senatore coinvolto in gran litigi, a difesa della figlia Sabrina.
    Disse anche che aveva lasciato Berlusconi, a causa della grande amicizia di questo verso il dittatore sanguinario Putin.
    Forse un po’ di gelosia per un amore non pienamente corrisposto 😀

  4. I liberali italiani sono una razza scelta. Sceltissima. Un club. Per questo ce l’hanno sempre col popolo che non li capisce.
    Il Guzz come molti altri ha sognato di divenire il consigliere principe di Silvio, il Gran Eunuco della Corte Imperiale; poi, come molti altri, vistosi deluso nelle sue aspettative, si è inabissato in un viscerale antiberlusconismo. Il flirt con Putin l’ha sconvolto del tutto.
    Atteggiamento non razionale.
    Anche perché – detto fra noi – è ormai assodato che lo stratega politico del Caimano è il sottoscritto… ah ah ah

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