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Una settimana di “Vergognamoci per lui” (2)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

PIERGIORGIO ODIFREDDI 27/12/2010 O Dio, che tristezza questi atei! Che noiosa tristezza! Siccome è un fissato, la vigilia di Natale non resiste alla tentazione di farci gli auguri di Natale con una bella pappardella erudita sui nomi e i simboli della mitologia pagana fatti propri dalla mitologia cristiana. E sulla festa del Sol Invictus, del 25 dicembre, il Natale del Sole, la data del solstizio d’inverno secondo il calendario giuliano, quando il sole, al suo punto più basso, inizia la sua risalita nel suo moto apparente lungo l’eclittica: promessa di giornate sempre meno buie e sempre più luminose! Altro che il giorno di compleanno del Salvatore! Te lo dico in un orecchio, caro Piergiorgio: nessun dubbio che forse Gesù, specialista in miracoli, un vero superman, per di più figlio di Dio, alias l’Alfa e l’Omega, oltre che figlio della Vergine, il che non guasta, avesse previsto tutto fin dall’inizio? Pensaci.

RONALDO 28/12/2010 Quello brasiliano. Il fenomeno. Per arginare la sua potenza generatrice si è fatto fare una vasectomia. D’ora in poi il cannone sparerà solo a salve: “basta alla fabbrica dei figli”, ha detto modesto. Però! Una vasectomia… brrr… avrò l’immaginazione fervida, ma a me basta quello spigoloso “ct” nel bel mezzo della parola per scappare a gambe levate davanti a bisturi, rasoi, laser, chirurghi, tagli e resezioni… Io non ce la farei mai. Farei prima a mettere la testa a posto.

MAURIZIO BELPIETRO 29/12/2010 Carissimo, da berlusconiano a berlusconiano. Direi, sempre che non ti sia travagliato completamente, nel qual caso buonanotte, direi dunque, camerata carissimo, che fare il Fatto Quotidiano di destra non significhi per forza farsi una canna ogni santo giorno. Le voci su Fini. Fini ed il falso ma vero attentato. O autoattentato. Fini e l’escort. Vero che se spari ad un uomo morto ad occhio e croce non succede niente. Ma porca miseria, per qual mai imbecillissimo motivo, camerata carissimo, vuoi a tutti i costi risvegliare lo zombie che dormicchia in ognuno di noi?

MASSIMO D’ALEMA 30/12/2010 Nato e cresciuto in una caserma comunista, meravigliosamente confacente alla sua natura, ha sempre avuto nel sangue il senso dell’ordine, delle gerarchie, del silenzio. Il paradiso d’alemiano è un mondo in cui non c’è spazio per bambini sciocchi che diano o chiedano spiegazioni. Ognuno al suo posto, compresi i compagni magistrati. Emotivamente incapace di dibattere e di graduare i giudizi, parla per sentenze. Tagliente, ma senza la minima ironia che non sia maligna. Se ad un tizio coi baffetti conversando con l’ambasciatore americano nel 2007 – l’anno delle intercettazioni delle telefonate fra i compagni Consorte, Fassino e D’Alema in merito a banche da conquistare – scappò di dire “che la magistratura è la più grande minaccia allo stato italiano” quello è lui sputato. Frutto evidente di un fraintendimento, smentisce ora l’interessato con una secca nota scritta. E’ “evidente”, quindi siete pregati di crederci: è un ordine. Ma voi abbiate pietà. Fate finta di niente: ormai è un colonnello in pensione.

ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA 31/12/2010 Ad immagine e somiglianza del Corrierone ha sempre pontificato incollandosi ai binari del giusto mezzo. Così passa per saggio. Così però non ne ha mai imbroccata una. Per disperazione ci ha regalato un articolo di fine anno intitolato: “Un disperato qualunquismo”. Vi spiego: non avendoci capito un cavolo, anche per lui, come per il più italiota degli intellettuali, l’Italia fa solo schifo.

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9 thoughts on “Una settimana di “Vergognamoci per lui” (2)”

  1. Gesù Cristo in Croce je fa er culo tanto a Oddifreddi! C’ha li superpoteri! Mica come quel fregnone di Oddifreddi! Porcozzio!

    1. Mi scusi, egregio sig. Trojo, ma se pensa di impressionare Gesù Cristo con le parolacce, l’avviso che è proprio fuori strada. Per quello che lo conosco, ci ride sopra. Un giorno spiegherò il mistero con una bella riflessione teologica, ma lei ha sostanzialmente ragione per il resto. Solo che essendo un testone molto terraiolo pensa che i superpoteri li usi a capriccio: come farebbe un testone come lei, si capisce.

      1. Sarai anche “filosofo” e dotto, ma di teologia non capisci una fava.
        Ti manca l’essenziale, sei esattamente il contrario dei “poveri in spirito” delle beatitudini, ti lasci trasportare troppo spesso dalla tua “superbia” e non riesci a capire che li regno di DIO non è di questi mondo e quindi chi si preoccupa più della “cultura cristiana” e non sa distaccarsi dalle cose terrene è inevitabilmente destinato alla Geenna.
        PENTITI ZAMAX!

  2. Buon anno nuovo.
    Se Dio non ci fosse, Odifreddi lo inventerebbe per dimostrare che non esiste.

    Se è vero quello che dice (mi sembra) Mentana, e cioè che i giornali scrivano solo per confermare quello che propri lettori già pensano, a volte sembra che Feltri e Belpietro scrivano per conto dell’opposizione.
    E i lettori di Galli della Loggia sono maniaci depressivi.

    1. Comunque se Dio ha creato Odifreddi dev’esserci per forza un motivo. Tuttavia penso anche che non sia il caso di spremersi troppo le meningi per capire perché, e di contare fiduciosi sull’Onniscienza dell’Onnipotente…

  3. Odifreddi intendeva dire questo, naturalmente. Ovvero: il cristianesimo ha semplicemente “parassitato” un immaginario che gli preesisteva da un pezzo. Inutile precisare che il fatto cristiano sublima e santifica i miti nella corporeità perché, semplicemente, è accaduto sotto la specie di un’incarnazione universalizzante, peraltro ben delimitata nel tempo e nello spazio (la datazione delle narrazioni “concorrenti” è di una rotondità assai sospetta). Inutile perché, devi sapere, il Vangelo è un romanzo d’appendice pieno di incongruenze (i fratelli di Cristo, San Paolo che entra nel copione in medias res, la chiesa che doveva essere solo “ecclesia” cose così).
    Ti puoi ben figurare l’inanità di stare a dire che la venuta di Cristo è, con metafora darwiniana, una ontogenesi che ricapitola un filogenesi…dandole quel quid che mancava alla già ricchissima mitografia pagana (un’inedita e inconcepibile visione della “prossimità”, cfr. parabola del buon samaritano). Mica per niente le chiese sono tutte edificate su cripte risalenti alla notte dei tempi: il Logos era nel Principio, no?

    1. Certo che lo era. E’ per questo che la rivelazione fu sentita come famigliare, nostra, supremamente nostra, e quindi parlante una lingua simile alla nostra, ma più chiara. Per i dissociati la rivelazione è invece un meteorite caduto per caso sulla terra, o un missile scagliato da un Dio capriccioso. Il Logos è Dio nel Tempo. Un arco che sottende il passato, il presente, il futuro. Fuori del Tempo Dio si ricompone ad una più perfetta unità. A quella aspiriamo anche noi. Anche noi siamo trini.

      P.S. Questa rubrica era di Malvino. Poi credo si sia stufato di essere maligno per forza una volta al giorno. Per sostituirlo hanno pensato a me, pensa un po’. Che debba preoccuparmi?

      Comunque vado avanti alla giornata, finché riesco a divertirmi…

    2. Buon anno anche a Ismaele, e bentornato: passavo spesso a leggere i tuoi post, ma era un bel po’ di mesi che non ne pubblicavi altri.
      Saluti 🙂

    3. Zamax: avevo notato il cambio della guardia; devo dire che adesso si respira una levitas decisamente benefica (per la tenuta del mio sistema cardiovascolare di qui alla vecchiaia, intendo). L’immanentismo ha delle durezze (e delle paradossali latenze metafisiche) di cui va fiero, traendone alimento per nuovi e ulteriori irrigidimenti.

      Marmando: grazie! Se riesco a trovare il tempo, scrivo sempre volentieri.

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