Una settimana di “Vergognamoci per lui” (7)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

FILIPPO ROSSI 31/01/2011 Il direttore di Farefuturo, webmagazine della futuribilissima destra decente & intelligente, per ingraziarsi il bel mondo che conta scrive sul Fatto Quotidiano: non per fare il bastian contrario, ma per lisciare il pelo ai devoti delle manette, coi quali va d’amore e d’accordo, tono melodrammatico compreso. Ora pure lui, insieme con tutto il gregge, nel giro di un mese ha cambiato idea: tutti al voto, per “azzittire le trombe della propaganda di Arcore che, nonostante l’evidenza, continuano a raccontare un consenso plebiscitario nei confronti di Re Silvio”. Questione “di vita e di morte per la democrazia italiana”. Tutte, e diconsi tutte, le opposizioni dovrebbero allearsi. Chi disertasse, si accollerebbe una “responsabilità atroce”. Mah. Che Bunga Bunga, “nonostante l’evidenza”, sia ancora piuttosto forte?

ITALO BOCCHINO 01/02/2011 Ci risiamo. Ancora una volta lo scoppiettante muezzin di Futuro e Libertà ci omaggia delle sue stentoree certezze: “Anche Ben Alì all’inizio non voleva lasciare. A breve il premier sarà costretto a dimettersi.” A breve. Ostrega. Se lo dice Italo, che la sa lunghissima, il fedifrago Cavaliere rischia di arrivare una volta tanto alle nozze d’argento. Con la politica.

MASSIMO FRANCO 02/02/2011 Sapete com’è: dopo aver fatto marameo il 14 dicembre, il Caimano rischia ora d’incollarsi per altri due anni al trono, con tanti saluti alle bronzee facce del Corriere. “Purtroppo, però, è quanto sta accadendo.” Cosa? L’arruolamento di singoli deputati da parte del filibustiere. Ma non sarà altro, naturalmente, che un dannoso tirare a campare… sì sì… campa cavallo… E poi ci sono le “tentazioni della Lega”… sì sì… aspetta e spera che già l’ora s’avvicina… A questo punto “per colpa di tutti” il male minore sono le elezioni. Quelle che noi non volevamo: io non lo dico, voi dovete capirlo. Abbiamo perfettamente capito; e diciamolo: questo si chiama parlar chiaro! Da uomini! Ma perché tutte le mezze calzette se le pappa il Corriere?

BARACK OBAMA 03/02/2011 Dopo due anni di presidenza gioca ancora al piccolo democratico, aggredendo le crisi con frasi fatte e punti esclamativi. Ora quel paesetto che è l’Egitto è sull’orlo del collasso. E mentre il nostro non fessacchiotto e assai temprato Berlusca auspica sì un passaggio indolore di regime, ma – calma a gesso – ha anche il coraggio di dire (sissignori) che “c’è molta differenza tra cosa pensano 80 milioni di egiziani e che cosa pensa un milione o due che sono in piazza”, che mi sembra tra l’altro un pensierino assai democratico (sissignori), il superpresidente, anche dopo la rinuncia di Mubarak a ricandidarsi, considera opportuno che “il processo di transizione inizi immediatamente”: i guai, insomma, li vuole tutti e subito.

GASPARE SPATUZZA 04/02/2011 Ovvero l’uomo che parla come un pentito stampato. Un annetto fa disse di aver fatto parte di un’associazione “terroristico-mafiosa”, neanche fosse Luciano Violante o Peter Gomez. Tre mesi or sono chiese scusa alla “società civile, che abbiamo violentato e oltraggiato”. Oggi si “inginocchia davanti allo Stato” e chiede perdono a Firenze dove era arrivato “da terrorista, per colpirla al cuore”. Parla italiano a meraviglia, finalmente, “u Tignusu”: si sente che è andato a scuola.

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