La Meglio Italia sull’orlo di una crisi di nervi

Cari giacobini del Partito di Repubblica, care mezze calzette del Partito del Corriere, rassegnatevi: il Caimano ha proprio l’intenzione di continuare la legislatura ed ormai ha tutti i sostegni necessari; in parlamento, tra le parti sociali, e anche nell’opinione pubblica, quella vera, non la truppa scelta cinguettante nei mass media. Mesi fa scrivevate che era morto, oggi scrivete che il suo governo al massimo può tirare a campare. Mentivate allora. E perciò mentite ora. Lo dimostrano, beffardamente, proprio i contrattempi sul federalismo: la Lega non si sgancia. Il Presidente stoppa? Niente paura, si ricomincia. E mentre voi chiacchierate il gruppo di ripescaggio detto dei Responsabili raccoglie pazientemente un naufrago alla volta; e la maggioranza, che al Senato veleggia tranquillissima, alla Camera raggiunge ormai quota 317, detta anche quota Bocchino, dal nome del famoso spaccone; senza contare che l’assedio respinto l’ha galvanizzata, accentuandone il cameratismo e la compattezza. Berlusconi, non contento, trova poi il tempo di puntellare il polo conservatore anche dall’altra parte dei confini, il cui presidio viene ora affidato alla destra verace di Storace. Scrissi per tempo come il vero nemico del governo e della maggioranza che lo sostiene fosse il panico: se Berlusconi ed i suoi non avessero perso la testa avrebbero resistito. E così è stato. Non è un miracolo. E’ inutile che cerchiate di raccontare la storia dell’orso ai vostri lettori. Li offendete: c’è un limite anche alla minchioneria. Fai pena, caro Pierluigi Battista, quando scrivi: “una ragione in più per prendere atto, con rammarico, che una stagione è finita e che il ricorso al voto anticipato, anche con una pessima legge elettorale, forse è diventata una scelta obbligata.” La verità è che il Berlusca ve l’ha fatta e voi oggi cercate di rivoltare la frittata, attaccandovi disperatamente e impudicamente a ciò che consideravate irresponsabile un mese e mezzo fa. O, peggio ancora, alla “foto”. Ti avverto; vi avverto: non ci crede più nessuno. Non alla foto. Alla vostra serietà.

I più sfrontati intanto hanno rotto gli ormeggi. Vogliono che il Berlusca si dimetta, sic et simpliciter. Perché lo dicono loro. Il trucco è sempre lo stesso usato dai sobillatori rivoluzionari. Prima ti dipingono come la vergogna del genere umano. Poi ti dicono: sei la vergogna del genere umano. Poi ti chiedono: come fai a non renderti conto che per il bene del paese è imperativo che tu faccia un passo indietro? Lo sventurato fa magnanimo il passo indietro, e il giorno dopo lo impiccano. Silvio invece, nel pieno rispetto delle regole, direi democratiche, fa marameo. Ed è così che Libertà e Giustizia, una delle chiese più integraliste in materia di Democrazia e di Costituzione, convoca a Milano il fior fiore della nomenklatura intellettuale, una cricca ben conosciuta per imporre con lo stile vellutato delle burocrazie ideologizzate i suoi libercoli di ieri e dell’altro ieri perfino nelle biblioteche comunali, pena condanna all’infamia dei recalcitranti, infilando senza alcun pudore queste perle tra il meglio della letteratura mondiale di tutti i tempi e di tutti i luoghi. La cosa più divertente è vedere come questa casta altolocata di imbrattacarte si dia arie di ridotta carbonara contro un regime dispotico mentre viene applaudita da un parterre di pezzi grossi, tra i quali spiccano il capogruppo PD alla Camera Franceschini e il Meglio Imprenditore De Benedetti. Lo scopo è quello di nobilitare in mondovisione con la benedizione dei soliti noti l’istinto belluino e cieco che guida i propugnatori delle dimissioni a tutti i costi. Infatti le avanguardie della marmaglia facinorosa, intruppatesi – lo diciamo per carità di patria – tra i giovanotti immacolati del popolo viola, hanno già raggiunto la villa del despota ad Arcore, col solito contorno di scazzottate, feriti e contusi.

Resta da vedere fin dove questi disgraziati vorranno arrivare. Ma sbagliano i commentatori di parte governativa che per stemperare le tensioni invocano l’ordalia delle elezioni, convinti che dopo quella la sinistra si acconcerà alla normale attività politica. Sarebbe l’ennesimo precedente e l’ennesimo cedimento, quand’anche portasse alla vittoria. Per il bene dell’Italia il miglior scenario possibile è che il governo, il parlamento e il paese resistano a questa sfuriata fino a farla finire nel ridicolo. I segni ci sono. L’occasione, ghiotta. Sarebbe la vera svolta.

[pubblicato su Giornalettismo.com]

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15 thoughts on “La Meglio Italia sull’orlo di una crisi di nervi

  1. E così scopro che Zamax è l’abbreviazione di Massimo Zamarion. Hai ragione quando dici che se anche ci fossero le elezioni e il Cav rivincesse non lo lascerebbero comunque stare. Ma è anche vero che da qui alla fine della legislatura ne inventeranno una al giorno per attuare la famosa spallata. E del resto se le forze poliche della cosiddetta opposizione sono felici dell’assalto a Villa S. Martino cosa ti vuoi aspettare?

    1. Io dico ancora una volta: calma e gesso. Ti faccio notare che anche ai primi di dicembre tutti o quasi davano Berlusconi e il PDL per spacciati. Guarda invece come la situazione è cambiata. I soliti media e il solito culturame che non seppe vedere giusto qualche mese fa, rischia di non vedere giusto neanche adesso. Per esempio non riesce a capire che il puttanaio sta alimentando silenziosamente una reazione di rigetto nell’opinione pubblica. L’ottimo Giuliano Ferrara – ottimo in tutto, tranne che nella strategia politica, come anche tu ti sei accorta – questa volta ha avuto fiuto e coraggio nell’organizzare una manifestazione che fa marameo a quei lugubri folli di Libertà e Giustizia. E difatti subito Ezio Mauro lo ha crocifisso su Repubblica. Buon segno.

  2. Per il momento senza la maggioranza nelle commissioni parlamentari ( tra la commissione giustizia della camera ) il governo può solo tirare a campare, anche se dura fino al 2013 sarà costretto ad andare al traino degli eventi, e visto che tra qualche mese se non c’è una reale ripresa dell’economia c’è il rischio che vengano al pettine i nodi del debito pubblico, quando dovrà per forza agire, e Zamax scoprirà di essere tra quelli che si vedranno mettere le mani nelle tasche penso che tutto questo entusiasmo calerà notevolmente.

  3. Per fortuna non esistono solo i Tartufi bigotti che tanto piacciono a Zamax, leggere qui:
    http://www.thefrontpage.it/2011/02/08/chi-ha-paura-della-minetti/
    è un poco di aria pura, poi si va a leggere questo:
    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Alleanze_terapeutiche#body
    e ci si rende conto che in Italia la scelta è SOLO tra due varietà di sterco in cui sprofondare, e gli ascari del partito dell’AMORE come Zamax sono perfettamente intercambiabili con i babbei grillini e dipietristi, cambia solo la bandiera, basta leggere questo articoletto farcito di inslti personali ( argomento tipico di chi è ala canna del gas, come faceva notare un secolo e passa fa Schopenhauer ) per averne la prova definitiva.

    1. Ma sai che sei divertente? E dove li vedi gli insulti? Caspita, ma è una mania dei fissati col Caimano! Io prendo per il culo, ma con classe, con finezza, con arte. E poi non sono volgare. Sì sì, devo dire che sono molto soddisfatto di Zamax. Lo vedo bene.
      Tu piuttosto, in quanto ad insulti, sei proprio una mammoletta. Apocalittica, però divertente. Come diceva quel tipo in gamba, di cui adesso non ricordo il nome, ma, insomma, doveva essere proprio in gamba: medico, cura te stesso.

  4. Comunque c’è gente che fa tardi la notte perchè ci legge Kant, da quelle parti. Almeno io da giovane facevo tardi la notte perchè guardavo i filmetti per gente che faceva tardi la notte, ma capisco che spariti quelli uno si butti dove possa per raccogliere aforismi. Funziona così.
    Un tempo il popolino lo vincevi con la patonza (e il Partito; ma anche quello non c’è più); adesso se il metalmeccanico di fonderia non si dà una sana istruzione si sente escluso. E applaude, certo ch’abbian ragione loro, che può fare?
    Ho capito da tempo il mio non poter mirare a tali vette di aristocratica appartenenza, da chè annuisco, mi chino sul foglio e mi rimetto a leggere rat-man.
    Ad ognuno i propri modelli.

    1. Che ci vuoi fare? Siamo solo dei poveri peccatori. Dei mentecatti. Facciamocene una ragione.
      Piccolo è bello.

      P.S. Fa tardi la notte perché è insonne. Poi legge Kant e dopo due pagine dorme come un sasso.

  5. Nel mio caso gli insulti sono da parte di chi ha fatto 6 mesi in un reparto di terapia intensiva tra la vita e la morte e poi ha fatto volontariato nella riabilitazione e conosce bene personalmente l’argomento, il modo in cui è affrontato dai clericofascisti come te che lo sfruttano per squallidi interessi di bottega mi fa troppo schifo.

  6. Aggiungo una cosa, io i soldi e la possibilità di andare in Svizzera ( come ha fatto il SIlvio per far abortire la Veronica al settimo mese ) li ho, e se dovessi trovarmi conciato male mi vado a procurare una morte dignitosa e le vostre leggi fatte per ricompensare il trattamento di favore a puttanieri bestemmiatori di prima scelta le potete usare come carta ingienica…..

  7. Toccati pure le palle, se la sanità serve per accontentare qualche segaiolo che si diverte a vedere vegetali tenuti in piedi artificialmente il giorno in cui ti capita un bell’incidente e non trovi un letto in ospedale perchè i reparti di terapia intensiva sono impegnati in attività di nutrizione forzata, crepi come un pirla e sei contento.

  8. Una persona che trova divertente fare battute sulle disgrazie altrui ( ALLEGRIAA ! ) si dimostra umanamente un miserabile.
    Se non sei in grado di dare una risposta sensata stai zitto, fingi di non aver capito, pechè non cerdo che tu sia cosi stupido e vuoto, così poco umano da trovare divertente la sofferenza altrui.
    Penso che sei solo così presuntuoso da credere che chiunque usi certi argomenti lo faccia solo come puro artificio retorico, dato che la mia email è a tua disposizione se vuoi ti posso inviare una copia della carta del pronto soccorso in cui sono stato portato dopo il terrificante incidente sul lavoro che ho avuto 20 anni fa, cosi ci credi.

    1. Ma io ti credo. Perché vuoi che non ti creda? Solo che non capisco minimamente perché mi scaraventi addosso le digrazie che ti sono capitate, come se c’antrassero qualcosa col Berlusca o coi giacobini o col bunga bunga o coi servitori o o coi lecchini…

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