Una settimana di “Vergognamoci per lui” (9)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

SERGIO RUBINI 14/02/2011 L’eroico attore esorta i valorosi colleghi, e lui stesso, a smettere di lavorare per Berlusconi: per le sue case di produzione cinematografica, per le sue televisioni, per i suoi teatri. Fin qui il dittatore li ha foraggiati alla grande, lui e gli altri protagonisti della cultura, poveretti, che da mane a sera gli sparano addosso tutti i giorni, tutti di sinistra (che siano di sinistra sono d’accordissimo anch’io; cultura è una parola un po’ troppo grossa per questi cretini), ma ora il turbamento di fronte agli ultimi fatti è troppo grande: ritroviamo, cari colleghi, la nostra libertà e la nostra coerenza! Ma ci pensate? Ci pensate alla malignità di questo governo, di questo Berlusconi? E’ lui che ci compra il latte che compriamo ai nostri figli! Che ne sarebbe invece, cari colleghi, del suo impero mediatico senza il contributo del nostro talento? Be’, per una volta sono d’accordo anch’io: una recita straordinaria. Straordinariamente comica. E chissà cosa saprà inventarsi questo genio del palcoscenico quando gli diranno che quella bestia del nostro Mubarak, sul cadavere del quale si apprestava a sferrare, con tempismo perfetto, un democratico calcetto per farsi canonizzare dalla vittoriosa società civile, è rimasto invece in sella allo stivale e al biscione! Potrebbe firmare un capolavoro, l’unico della sua carriera, e involontario.

ITALO BOCCHINO 15/02/2011 L’onorevole e la moglie hanno denunciato i quotidiani Libero e Il Giornale per stalking. Sono deperiti, dimagriti, in preda all’ansia. E di notte hanno gli incubi. Lo anticipa sul web Novella 2000. Mi sembra il posto giusto.

FAMIGLIA CRISTIANA 16/02/2011 Il settimanale dei cattolici sempre più intruppati nella società civile, gente di “mondo” oramai, per usare una volta tanto una paroletta evangelica, scrive che la sentenza sul caso Ruby sarà “in mano a tre signore. Viene subito in mente la nemesi. Tu, Berlusconi, delle donne ti sei servito, e in malo modo; le stesse donne faranno giustizia.” Che delle donne il Berlusca si sia servito, è opinabile; che l’abbia fatto in contrasto con la legge, fa ridere; che però, in attesa della “Giustizia con la maiuscola, senza pregiudizi e condizionamenti”, roba da Dio Onnipotente, lo scriba occhiuto scagli già la prima pietruzza con entusiasmo veterotestamentario se non islamico, fa piangere.

IL FIGLIO DELL’AVVOCATO DELL’INGEGNERE 17/02/2011 Quando l’impalmò Pinkerton, Madama Butterfly aveva “l’età dei giuochi”, a detta dell’agghiacciato Sharpless. Il ragazzetto è ancor più fresco, ma lo vogliono già ometto democraticamente consapevole: Balilla Moschettiere della Società Civile, il prossimo anno passa Avanguardista. Intanto, ha già scelto la Costituzione come livre de chevet.

RICCARDO SCAMARCIO 18/02/2011 L’entusiasta “testimonial” di “Saturno” confida che il nuovo inserto culturale del Fatto Quotidiano darà finalmente voce a gente anticonformista o non conformata, o censurata; nuove leve che potranno dare man forte alla resistenza che gli artisti della sua tempra stanno facendo in questo momento: insomma, se siete pecore in cerca di un gregge, e vi lusingate di essere un genio, avete trovato il vostro ovile.

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3 thoughts on “Una settimana di “Vergognamoci per lui” (9)

  1. Il giovane Balilla del Palasharp è agghiacciante. Mi è sembrato di risentire i discorsi dei tempi del liceo, a Varese, quando ragazzi di pochi anni più anziani, ma altrettanto consapevoli e altrettanto credibili, nei primi anni 90 prendevano orgogliosamente la parola in assemblea per “denunciare il sistema”.

  2. Certo che invece il filmato del SIlvio che bacia le mani in ginocchio a Gheddafi è ammirevole, è ovvio che la sicurezza si ottiene molto di più regalando 5 miliardi di euro ad un assassino che bombarda chi si permette di criticarlo che comperando la benzina alle macchine della polizia, è sintomo di raffinatissima intelligenza farsi odiare dalle popolazioni martoriate dai dittatori per mantenere l’amicizia dei vari Gheddafi, Ben Alì e ai tempi d’oro di Craxi del benemerito Siad Barre.

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