Una settimana di “Vergognamoci per lui” (10)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

GIANFRANCO FINI 21/02/2011 La destra decente d’antan si chiamava sinistra democristiana. Certificato di decenza rilasciato dai soliti banditi saputelli della Meglio Italia, molti dei quali allora erano orgogliosi comunisti, mentre tu, borghese piccolo piccolo, non sei cambiato affatto: verme fosti, verme sei. Ma almeno i democristiani addomesticati in un certo qual particolar e demenzial lor modo erano dei furbacchioni. Capivano i loro tempi. Senza il becco di un elettore si mangiarono la spaurita balena bianca. Che poi offrirono in pasto ai loro protettori. Per dirla con Churchill, furono concilianti col coccodrillo comunista nella speranza di farsi mangiare per ultimi. Così avvenne. Mangiati e digeriti. E basta sentir parlare un Franceschini per capire che ormai siamo alla peristalsi. Costui invece è un allocco a tutto tondo. Si farà inghiottire dalla sinistra senza neanche aver preso la bacchetta del comando per un giorno a destra. Non ha capito che i tempi sono cambiati. Che per il Berlusca, i berluscones e i berluschini la Sindrome di Stoccolma al massimo può essere una dipendenza da bunga bunga con sventole vichinghe. Intanto avvisate Casini.

ROBERTO VECCHIONI 22/02/2011 Il festival di Sanremo è un evento. E un evento cui nulla si chiede tranne che di essere il posto dove ci s’incontra. Idealmente o in carne ed ossa. E lì s’incontra un bello spicchio di nazione. Per il resto è noto: è una solennissima cagata. Non volendo soffrire, l’evito da quando son nato. Resto aperto a tutto – anche la discomusic ci diede qualche capolavoro – ma ho l’orecchietto delicato. In questo una volta facevo comunella coi fanatici della meglio gioventù. Solo che per loro il festival era un obbrobrio commerciale, un luogo di perdizione, un cedimento al capitale, all’establishment e all’ignoranza crassa. Parteciparvi, una vergogna. Una macchia indelebile. Un tradimento. Vedo che ora ci vanno. Ci portano, senza paura di insozzarlo, pure Gramsci. E lo vincono pure. Cor televoto der popolo bbrutto. Senza tanti problemi. Manca solo una lacrimuccia sul viso, dalla quale capiremmo molte cose. Bentornati fra i bifolchi. Anche se col solito stile: da padroni. E’ una cosa che scalda il cuore. Adesso smettetela con Berlusconi.

(P.S. Ai commentatori, che cadevano delle nuvole, ho risposto così: “Brutta cosa il vizio della smemoria. Ma io ricordo. Sporadicissime apparizioni al Festival dei musicisti engagé, i soli benedetti dai benpensanti di sinistra, ve ne sono state. Pure Vecchioni fece un’apparizione una quarantina d’anni fa ormai. Ma vi andavano con l’aria di dire: sono qui per fare opera di testimonianza, per dire che c’è un’altra musica, non c’entro nulla io con le Ive Zanicchi, la mia è “resistenza”. All’epoca Hollywood era il tempio della prostituzione commerciale, e gli Oscar premi da burletta; e anche il Nobel puzzava un pochettino. Mica che sbagliassero del tutto. Anzi. Però come rompevano i coglioni, sempre loro, e che aria di sufficienza, e che universale disprezzo! Oggi invece una vittoria a Sanremo può diventare prestigiosa, e perfino democratica. Che mezze seghe, mio Dio.”)

ROSY BINDI 23/02/2011 Secondo la presidentessa – non è un’offesa, presidente, è un omaggio alla verità! – secondo dunque la presidentessa del Partito Democratico il popolo italiano – ossia il tribunale riservato agli iscritti alla potente Loggia SC, che sta per Società Civile, mai indagata per misteriosi motivi dalla nostra magistratura – il popolo italiano, dicevo, ha già giudicato Berlusconi colpevole. Non di reati, nooooo, ma “di aver calpestato il principio della dignità delle istituzioni e di aver ferito il comune senso morale”. Nota bene: 1) il popolo che sentenzia; 2) il comune senso morale. E poi ti bacchettano le mani se mandi all’inferno i cattocomunisti! Cristianamente dico: meglio Ruby. Che Rosy. Per la prima c’è ancora qualche speranza.

MICROMEGA 24/02/2011 Dalla trincea montagnarda, e con tonante lessico robespierriano, i soliti esaltati onusti d’onori – a causa delle assai proficue persecuzioni di regime – in nome della legittima difesa repubblicana, contro il crescendo di eversione anticostituzionale e il conclamato dispotismo proprietario rappresentato dal Caimano, e per ottenere le sacrosante elezioni anticipate, schifate fino all’altro ieri, propongono a tutta l’opposizione – essendo la maggioranza parlamentare all’altezza del miglior amico dell’uomo in quanto a obbedienza, e a tutto il resto, dalla lingua sporgente alla coda – il blocco sistematico e permanente del Parlamento con tutti i mezzi che la legge e i regolamenti mettono a disposizione. Con tutti i mezzi che la legge…? Ma c’è bisogno di dirlo? Come potremmo mai dubitare della correttezza dei cultori della legalità? Nervosetti? Siamo all’ultima spiaggia? Siamo lì lì per saltare il fosso? In fondo l’emergenza è l’emergenza, o no?

ROMANO PRODI 25/02/2011 Quello della seriosità al governo, ricordate? L’eco di letture serali kantiane doveva ancora arrivare, ma già balzava all’occhio la macroscopica differenza tra l’homo prodianus e l’homo berlusconianus. Ora il Professore è tornato. Questa volta gl’irregolari spifferi che gli escon solennemente di bocca annunciano effettivamente nuove di un certo momento. Pare che l’evidenza scientifica sia stata raggiunta: la differenza è an-tro-po-lo-gi-ca. Esattamente come molti sospettavano. Ma infatti, parliamoci chiaro, non lo vedete un po’ strano, Romano?

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2 thoughts on “Una settimana di “Vergognamoci per lui” (10)

  1. Questa, caro il mio, l’avevi persa:
    I pregiudizi razziali di casa Vecchioni: «diverso» chi vota Silvio http://tinyurl.com/4rxlcxk

    C’ho l’anima del piccolo operatore bignami, t’accorpo due delle voci da te dianzi elencate come indipendenti (niente è indipendente da quelle parti; mai).
    Ma non s’accorgono d’essere così prevedibili, come un romanzo giallo di quart’ordine di cui dal risvolto di copertina s’intuisca il colpevole?

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