Una settimana di “Vergognamoci per lui” (12)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

FABRIZIO CORONA 07/03/2011 Tormentato nell’animo, il fotografo chiede scusa alla madre di Sarah Scazzi per essersi introdotto come un ladro in casa sua, aver violato la sua intimità e il suo dolore di mamma. E lo fa dando del tu alla signora.

ROBERTO SAVIANO 08/03/2011 Sempre lui. Non vive più da cinque anni. Per forza: ha accettato di diventare Roberto Saviano. Se vai incontro al mondo, se non ti schermisci dagli omaggi del mondo, il mondo ti fa suo schiavo. Anche quando ti offre il ruolo di Messia, e di Artista Sommo, nel quale il nostro continua a recitare con beato sprezzo del ridicolo. Ora rimpiange una vita normale, con un minimo di libertà. Ma fa parte della parte: gli uomini, se lo vogliono, il minimo di libertà se lo prendono.

GIORGIO NAPOLITANO 09/03/2011 Che dice basta all’immagine della donna oggetto. La donna “oggetto” è figlia della libertà, e della democrazia, non di Berlusconi, come credono i coglioni. O i disperati. E’ figlia della volgarità della libertà dei costumi e della volgarità della democrazia reale. Volete la bella democrazia? Allora uccidetela. Non volete le immagini della donna oggetto? Allora cancellate l’immagine della donna dalla faccia della terra. Predicate l’iconoclastia contro le curve di Eva come fecero un tempo i bizantini e i puritani protestanti e come fanno ancor oggi gli islamici contro i profili dei santi. Cercate invece dove non se ne vede una, di donna: lì troverete la vera donna oggetto, infallibilmente. Volete la donna perfettamente emancipata? Prendetela allora com’è: o forse pensavate che il tasso di stronzaggine della femmina fosse diverso da quello del maschio? Intanto, nonostante l’immane zavorra del cretinismo progressista, il progresso fa progressi pure in Italia. Al solito modo, quello becero e verace: si organizzerà infatti nel Veneto molto cattolico e molto peccatore il primo concorso per Miss Marocco in Italia, con finale a Jesolo previa selezione delle sventole magrebine nelle discoteche della Serenissima. Della partita saranno un’imprenditrice marocchina, un giornalista egiziano di una TV locale, e madrina dell’iniziativa è Raja’a Afroud, che nella trasmissione “Uomini e Donne” faceva, leggo, la “corteggiatrice di tronisti”: un’incombenza talmente cretina che solo la democrazia può contemplare. Incoraggiante.

I PADRONI DELLA COSTITUZIONE 10/03/2011 “La Costituzione siamo noi”. L’avevamo capito da un pezzo. La Costituzione è cosa loro, mica cosa nostra. Scoprendo in ritardo che la democrazia è un gran brutto affare, e che la stupidità del volgo ha un limite, superato il quale anche il bifolco più acclarato comincia ad avere qualche sospettuccio, e sentendosi perciò franare il terreno sotto i piedi, la nomenklatura dei paparini e dei figliocci di papà ha deciso di proclamare incostituzionale tutto ciò che non le aggrada. E così sabato i nuovi partigiani marceranno su Roma, a difesa della Costituzione, cioè dei privilegi della loro casta, agitando per la via la sacra costituzione esattamente come i più attempati di loro quarant’anni fa agitavano in faccia ai borghesi piccoli piccoli il libretto rosso dei pensieri di Mao. Il solito gregge che pascola per le piazze uguale a se stesso da mezzo secolo. Certo che per credere che il popolo si faccia ancora impressionare da queste corbellerie, bisogna proprio essere duri di comprendonio o essere convinti dell’esistenza di una sub-umanità non suscettibile di miglioramenti. E sì che la Costituzione non fa distinzione di razze.

EUGENIO SCALFARI 11/03/2011 Volendo épater le bourgeois, ma sparando uno sproposito grande come una megavilla berlusconiana, dice ora che la concezione di Berlusconi della Costituzione è quella sputata dei giacobini, dei Robespierre e dei Saint-Just. La scodinzolante e deferente società civile resterà a bocca aperta, ma sarà incapace di ridere in faccia a questo compunto saltimbanco del pensiero; e di capire cosa significa veramente la stravagante uscita scalfariana. Il significato, già anticipatovi dagli osservatori più attenti e profondi e lungimiranti e magniloquenti e piacevoli delle cose italiane, che voi tutti conoscete, è questo: il grandioso riassestamento culturale che sta portando l’Italia alla normalità – in Europa, in Europa, pollastrelli! – continua; “comunista” è diventato già da un bel pezzo un appellativo pochissimo lusinghiero a destra ed anche a manca; ed ora, grazie soprattutto ad alcuni pionieri che da qualche anno parlano schiettamente sotto il fuoco delle ingiurie, anche “giacobino” sta prendendo la stessa strada; il perno di questo rivolgimento è il Berlusca. E così già da un bel pezzo molti belli spiriti gli danno del comunista; e così ora Colui che Traccia la Strada a sinistra gli dà del giacobino: per Berlusconi è una doppia vittoria; per la vulgata democratica fu comunista una doppia sconfitta.

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