Una settimana di “Vergognamoci per lui” (13)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

LA MEGLIO GIOVENTU’ DI MAGLIE 14/03/2011 Che una volta, per distinguersi dal volgo, e per far capire al mondo che c’era un’Italia diversa, cantava “Bocca di Rosa”; ed ora invece, per distinguersi dal volgo, e per far capire al mondo che c’è un’Italia diversa, fa le barricate per l’arrivo nella cittadina pugliese di Ruby Rubacuori. La nostra sinistra è così: trasgressiva o bigotta, si sente bene solo nell’ubbidire a bacchetta alla parola d’ordine del giorno e nell’imbecillità di gruppo. A Maglie il turpe e l’osceno trionfano peraltro da più d’un decennio, ma l’allineatissima società democratica non se ne è mai indignata: la statua di Aldo Moro che stringe al petto l’Unità, organo del Partito Comunista Italiano, è una strabiliante menzogna degna d’un paese d’oltre cortina di mezzo secolo fa, che sarebbe apparsa impudica anche alla propaganda fascista. Ma da noi l’oltraggio alla verità “resiste” ancora, simbolo della cattiva coscienza della sempre più disperata fazione dei migliori, nel cui giardino crebbe rigogliosa la mala pianta – assassina – del terrorismo.

ANGELA MERKEL 15/03/2011 La cancelliera ha annunciato che chiuderanno subito i due impianti nucleari tedeschi da tempo in età pensionabile, ma ai quali era stata concessa una proroga. Notate: prima viene concessa la proroga; poi, persa la Trebisonda a causa dello tsunami, si annuncia la chiusura immediata. Per noi mangiaspaghetti, liebe Brüder und Schwestern, è comunque consolante scoprire ogni tanto di avere qualche affinità elettiva con i compatrioti di Goethe.

L’AMBASCIATORE ITALIANO IN GIAPPONE 16/03/2011 Che telefona a Peppe il pizzaiolo per dirgli: “Peppe, sei l’ultimo degli italiani rimasti a Tokyo. Ti prego, scappa.” L’unica domanda che mi pongo è questa: può un isterico come costui fare l’ambasciatore, non solo in Giappone, ma perfino a Trinidad e Tobago, con tutto il rispetto per Trinidad e Tobago? La centrale nucleare di Fukushima si trova a 250 chilometri da Tokyo, e Tokyo conta più di una dozzina milioni di abitanti. Che non scappano da nessuna parte. Il tutto mentre per il Maggio Musicale Fiorentino “in trappola” a Tokyo scoppia un melodramma, e per il suo rimpatrio anticipato si organizzano voli speciali Alitalia come se orchestrali, coristi e tecnici fossero sotto le bombe. E come poteva mancare a questi sventurati lavoratori la solidarietà del segretario generale della CGIL, Susanna Camusso, che ha scritto perfino a Berlusconi? Che stile, gli uni, gli altri, tutti. Puah!

GUENTHER OETTINGER 17/03/2011 Le ultime notizie parlano, a spanne, di 5.000 morti accertati, di 20.000 dispersi, di mezzo milione di sfollati. Ma per il commissario europeo all’Energia l’Apocalisse non è il macello provocato dal maremoto che ha colpito il Giappone. L’Apocalisse è l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, che finora di morti non ne ha fatti manco uno, mentre la zona di evacuazione – precauzionale – ha un raggio di 30 chilometri attorno all’impianto. Una cosa è sicura: radiazioni o no, qui in Europa siamo all’Apocalisse della ragione.

IL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO 18/03/2011 Fuggiti senza alcuna decenza da Tokyo neanche avessero la nube radioattiva alle calcagna, 101 componenti del Maggio sono sbarcati a Taiwan, in attesa di proseguire per la Cina per completare la tournée interrotta in Giappone. Un apposito apparecchio all’aeroporto di Taipei non ha trovato tracce di radioattività. Intanto altri sette sono arrivati in Italia, ma invece di andare a casa, come ragione comandava, sono stati sottoposti a controlli in ospedale. Ci credereste? Test negativo anche per loro. Questo è un peccato, perché se in qualcuno di loro, magari per essere venuto a contatto casualmente con la giacchetta di un giapponese del nord-est, fosse stato rilevato un livello di radioattività tre, cinque, dieci volte superiore alla norma – un livello che non conta un’assoluta minchia – l’opera buffa avrebbe raggiunto la sua sgangherata perfezione.

(P.S. Da Il Giornale, 23/03/2011: Il maestro Zubin Mehta ha un unico rimpianto: aver lasciato il Giappone prima del 17 marzo. Lui era lì con il Maggio Musicale fiorentino. Poi il terremoto ha stravolto tutto, le date sono state cancellate. Oggi il Maestro Mehta è con l’orchestra a Shangai. «Era tutto pronto per i festeggiamenti dei 150 anni d’Italia. Sarebbe stata una grande serata. E invece…».Maestro perché lei voleva restare? «Perché a Tokyo non c’erano rischi per la salute della gente». Ma i giornali e le tv danno un’altra versione. «Bisogna stare attenti e distinguere: la paura e la preoccupazione per il nord, la zona più colpita, sono sacrosante. C’è stata quest’onda maledetta che ha spazzato via tutto. Poi è arrivato il rischio nucleare. È vero, ma dove eravamo noi, a Tokyo, non c’erano rischi. La situazione sotto controllo e la gente era tranquilla. Poi sono iniziate ad arrivare le notizie allarmanti dall’Italia e la paura è iniziata a crescere. È la stampa che ha esagerato». Nessuna paura delle radiazioni? «Non c’era motivo di preoccuparsi. Anzi, io mi ero offerto di restare qui con mia moglie. Avrei voluto fare un concerto benefico per solidarietà nei confronti di questo popolo così forte che oggi deve superare una prova particolarmente dura». E poi? «C’era il problema del razionamento dell’elettricità, non si poteva fare»…) (la semplice verità: bravo Zubin)

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7 thoughts on “Una settimana di “Vergognamoci per lui” (13)

  1. Meno male era il Maggio Fiorentino. Fosse stata l’Orchestra di Santa Cecilia, tornando a casa avrebbe trovato una dose di radiazione otto volte quella di Tokyo, e allora si sarebbero stati problemi.
    A proposito di Cina: ha detto che interrompe ogni attività col nucleare arresta le centrali in prevista costruzione o che diamine. La grande Cina, dove si apre una centrale a carbone ogni settimana o giù di lì. E voglio vedere: una centrale a carbone della potenza di quella a Fukushima rilascia ogni anno nell’aria 23 Kg di uranio e 46 Kg di Torio, oltre schifezza varie da decadimento radioattivo come il Radon; senza dire del computo annuo in morti da estrazione della materia prima. Si capisce che mette in stand-by il reparto, sia mai che il nucleare inizi a far nascere domande e queste cose vengano a galla. Certo non lo vogliamo, senò poi gliele fanno chiudere tutte a favore del più salubre nucleare.

  2. Almeno documentati.
    Quella dell’ambasciatore che avrebbe telefonato al pizzaiolo era una balla dei giornalai italiani.

    1. Ho già scritto il pezzo per domani, incentrato proprio sui media italiani e i fatti giapponesi. E faccio menzione della cosa.
      Ti faccio presente che sono stato io il primo – per così dire – a non credere alle balle propalate in Italia dai media. Sono stato io a scrivere questo incazzato commento al post sul Maggio Fiorentino:

      “Facile parlare? E se era così facile parlare perché queste cose le hanno dette così in pochi? E forse solo io? Col rischio di fare una figuraccia? Perché? Perché ci vuol coraggio a tenere la testa sulle spalle, a non farsi condizionare, a far mostra di semplice buon senso, a non accodarsi al gregge, a pensare con la propria testa: QUI E LA’. Perché era ASSOLUTAMENTE CHIARO che qualsiasi cosa fosse successa per parecchi giorni a Tokyo non ci sarebbe stato alcun rischio. E cazzo! E stracazzo!!!!

      Ma la commedia – OSCENA, DI FRONTE ALLA VERA TRAGEDIA, PER RISPETTO DELLA QUALE SI SAREBBE DOVUTO MANTENERE UN COMPORTAMENTO DIGNITOSO E NON COMPORTARSI COME ISTERICI PREOCCUPATI SOLO DI STESSI, PORCA VACCA, E CAZZOLINA!!!! – la commedia oscena continua e si mettono in moto – per niente – gli ospedali pur di trovare – ah ah ah ah ah ah – qualche traccia di iodio – di NESSUNISSIMA IMPORTANZA – nei poveri sventurati tornati da Tokyo, tanto per far bere la popolo la balla di una cosa “seria”. E CAZZO!!!!!!!!!!!

      Ma si vergognino!!!!!!!

      Vergognatevi!!!

      SERVI!

      E LECCHINI!

      E MEZZE SEGHE!”

      Colpa mia adesso se il Corriere è caduto così in basso da “ingannare” perfino un infedele come me?

      1. Inoltre, quel pezzo io l’avevo scritto il 15 per essere pubblicato su Giornalettismo il 16. Il 15, appunto, è il giorno nel quale l’articolo è uscito sul sito web del Corriere. Successivamente ritoccato, grazie alle proteste di qualche residente italiano di Tokyo. Io l’ho scoperto questa mattina.

        La cosa infatti era enorme. Talmente enorme, che non era vera.

  3. “Le catastrofi sono esigenza della giustizia di Dio, della quale sono giusti castighi. Infatti alla colpa del peccato originale che tocca tutta l’umanità si aggiungono nella nostra vita le nostre colpe personali e collettive. Ci possono essere le colpe di un singolo e quelle di un popolo, ma mentre Dio premia e castiga i singoli nell’eternità, è sulla terra che premia o castiga le nazioni.”
    Chi l’ha scritto secondo te, un Ayatollah iraniano o un rinomato intellettuale e barone universitario cattolico ultratradizionalista?

  4. Si noti che la frase era esplicitamente in riferimento delle decine di migliaia di morti giapponesi, non era un affermazione generica.

  5. In effetti ma che cosa hanno fatto quei magnagati per meritarsi il bacchiglione?
    A logica minimo si son portati a casa qualche nigeriana………….

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