Articoli Giornalettismo

Una settimana di “Vergognamoci per lui” (15)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

BIANCA BALTI 28/03/2011 La Bianca è disperata: da quando George Bush Junior ha appeso le scarpe al chiodo, the One and Only Silvio Berlusconi dal secondo è salito al primo posto dei politici più ridicoli del globo. Già si vergognava per questo dell’Italia, ora senza lo scudo spaziale americano è totalmente priva di difese. Io certe donne non le capisco: se fanno le belle statuine castamente svestite sono di un’eloquenza irresistibile, dicono tutto e non sbagliano di una virgola. Regnano. Perché allora aprono la bocca? Altri capolavori, come il Mosè di Michelangelo, non risposero nemmeno al loro artefice. E dico Mosè, che era un’aquila.

(P.S. Ci capiamo: questo è un disperato tentativo di rimorchiare il capolavoro; non è del tutto impossibile che se queste righe cadono sotto gli occhi di Bianca, la ragassa della Bassa si dica: “Ma chi è questo stronzo? Ma chi è questo piccolo stronzo? Vorrei proprio averlo sotto gli occhi questo verme, e vederlo sprofondare, piccolo, miserabile,  mellifluo ometto del sottosuolo!” Al che io, che leggo nel pensiero, delle donne soprattutto,  mi fionderei da lei e al suo fiero sguardo interrogativo risponderei, con impeto napoleonico, fulminante, vittorioso: “L’ometto del sottosuolo… c’est moi!” Secondo me non avrebbe scampo, non credete?)

FINANCIAL TIMES 28/03/2011 Per quanto furbacchione quel birbante di Silvio non può certo sperare di darla a bere all’autorevolissima gazzetta britannica, al cui occhio perspicace nulla sfugge: la sua decisione di presentarsi in tribunale non ha nulla a che fare con un ritrovato senso civico, ma è solo “un tentativo di ravvivare la sua popolarità nei sondaggi”. Sono perfettamente d’accordo: l’autocrate va in tribunale solo per farsi pubblicità, per allargare il suo già opprimente dominio della cosa pubblica. Lo Stato corre un pericolo mortale. E con esso la Costituzione. E’ tempo di agire, con fermezza. Solo il legittimo impedimento può fermarlo. Firmate l’appello. Fermiamo Berlusconi.

GIORGIO NAPOLITANO 29/03/2011 Non risulta che la politica estera sia prerogativa del Capo dello Stato. In Italia. Ma i devoti della Costituzione, essendo una setta, ossia una mafia, quando vogliono non vedono, non sentono, e soprattutto non parlano. Sulla questione libica il nostro vecchio presidente ha scavalcato il governo con giovanile e perentoria baldanza. La stessa di quando, cinquantacinque anni fa, condannò senz’appello gli insorti di Budapest come controrivoluzionari. Decisamente le insurrezioni gli danno alla testa.

SABINA GUZZANTI 30/03/2011 Chi vuol far ridere fustigando i costumi dovrebbe prima di tutto esser capace di ridere di sé. Avere spirito d’osservazione ma cuore magnanimo. Piombare come un falco da vertiginose altezze sulla preda – perché sua caratteristica è quella di avere la testa fra le nuvole, e tuttavia di vedere quello che gli altri non vedono – artigliandola con verità e amore. Abbracciandola in tutta la sua umanità. Non spiare, com’è tipico delle nature inferiori. La satira esige salute morale. Profonda, sferica, paterna, materna, fraterna. La suscettibilità è il primo nemico di quest’arte, nonché il suo primo bersaglio. Più di tutte quelle che si conoscono, e di tutte quelle che il passato conobbe, la satira italiana dei nostri giorni è acida, e non fa ridere di cuore nessuno: è il braccio di una setta, per essere di conforto ad una setta. E’ un gruppetto che ride del gobbo che passa per strada: il primo che sghignazza indicandolo agli altri passa per capocomico. Perché dunque sorprendersi se la Sabina inciampata per la via è furibonda e manda tutti a quel paese? Si sente come il gobbo, poveretta, come la caricatura di una caricatura, prigioniera della mendace crudeltà di un dettaglio. Chi non ha pietas per gli altri, non ne ha neanche per se stesso. Guardate invece, tanto per non far nomi, Zamarion: pur facendosi pietà, rimane olimpico; formidabile saettatore, ma piacevole; umano tra gli umani, da tutto è turbato ma nulla lo turba, per dirla con un suo aforisma del 2011 diventato famoso. Ah, lo vedo bene! Lo vedo proprio bene!

FRANCO FRATTINI 01/04/2011 E’ l’intervento militare più cretino di questo secolo, quello in Libia, quello contro un vecchio bandito che all’Occidente si era già arreso, in cambio del mantenimento dei propri forzieri, della pellaccia, della megalomania, e di qualche anno ancora di potere; un ex nemico in pensione reinserito in fretta e in furia nella lista dei più grandi manigoldi della storia appena si è intravista la possibilità di impadronirsi dell’oro acquistando nello stesso tempo fama ed onori a prezzi di saldo. Una storiaccia che non può finir bene. Per noi la situazione è chiara: siamo dentro solo per non restarne fuori. Noi ci muoviamo in stretta osservanza della risoluzione dell’ONU, a questa ci atteniamo, e a questa ammoniamo tutti di attenersi. Non dobbiamo fornire spiegazioni su cosa questo significhi. Facciamo le mummie. Anche il silenzio può essere eloquente, senza compromettere troppo. Invece il nostro ministro lascia che il garrulo portavoce della Farnesina si faccia intervistare da Al Jaazera assicurando compiacente che l’Italia ha rotto col regime e interloquisce col Consiglio di Bengasi: servile + imprudente = fesso. Lo stesso ministro balbetta e, pur di tener buoni gli inglesi, assicura che l’unica cosa sicura è che Gheddafi deve andarsene, facendo capire che l’Italia può lavorare per fargli accettare l’esilio. Fossi Silvio li frusterei. L’unica cosa sicura? Col piffero, caro Frattini. Qui di sicuro non c’è un bel niente. Siamo appena all’inizio e la gente si è già stancata di questa farsa. All over the world. Quindi acqua in bocca. No comment. Tenersi tutte le strade aperte. E che si arrangino. Se non sapranno più cosa fare allora si vedrà che anche le cose sicure non sono poi così sicure. Agiscono forze più grandi di noi, ma se e quando queste forze non sapranno più dove sbattere la testa, allora magari potremmo entrare in campo noi all’ottantanovesimo minuto per fare un golletto alla Inzaghi. D’altronde loro che fanno per noi?

Advertisements

1 thought on “Una settimana di “Vergognamoci per lui” (15)”

  1. L’idea che Frattini possa dire anche solo mezza parola che non sia direttamente suggerita o perlomeno approvata esplicitamente da Berlusconi è una stupidaggine senza capo ne coda.
    Berlusconi è un accentratore che si vanta sopratutto della sua politica estera, è abbastanza ovvio che Frattini è solo l’esecutore dei desideri del SIlvio,
    A meno di non credere ad un Berlusconi incapace di gidare i suoi ministri, cosa che per quelle che sono le testimonianze dirette di alcuno suoi dipendenti di mia conoscenza è impossibile, a Mediaset anni fa si interessava personalmente persino degli acquisti di cancelleria.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s