Una settimana di “Vergognamoci per lui” (16)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

MINO MARTINAZZOLI 04/04/2011 Che intervistato da Avvenire dice: «Viviamo una fase crepuscolare della democrazia. C’è una situazione di marasma tale da non riuscire a capire in che modo la politica possa ritrovare la sua nobiltà». Il problema è un altro. E’ che Martinazzoli non ha mai capito un tubo. Ha sempre ripetuto con dolente ed urbana soddisfazione le boiate che vanno per la maggiore. E’ sempre andato a rimorchio, pensando di essere intelligente e moralmente integro. Gli altri glielo lasciavano credere e lui ci credeva col massimo piacere, esibendo un’aria sofferente e lontana. Cosicché anche oggi, pur se disgustato dall’assedio al parlamento dell’altro ieri, dice che la colpa è soprattutto di Berlusconi. Nel ’94 fu il becchino della DC, avventurandosi in una suicida corsa in solitario, apparentemente a tutto vantaggio della gioiosa macchina da guerra occhettiana. L’elettorato dell’ex balena bianca fuggì in massa da questo pacatissimo pazzo rifugiandosi ad Arcore. Ma Mortimer, imperterrito, continua ad essere filosofo: «La nostra tradizione ci dice che la politica conta ma la vita conta di più. Per questo sostengo con Eliot “Per noi non c’è che il tentare/ il resto non ci riguarda”». Che la vita conti di più della politica non c’è alcun dubbio, e anche il gusto della sconfitta virtuosa può essere molto gratificante. Specie quando se ne scaricano le conseguenze sul groppone altrui.

FRANCO FRATTINI 05/04/2011 Il ragazzo non si sveglia. E quel che è peggio è che il Berlusca, circondato da consiglieri tremebondi, non riesce a fidarsi del tutto del suo istinto, come invece dovrebbe, e lascia fare. In pochissimi giorni i presunti e pubblicizzatissimi dati di partenza sulla crisi libica si sono rivelati completamente sballati. O meglio, falsi. La situazione sul campo è di stallo. L’armata brancaleone bengasina non riesce a cavare un ragno dal buco. In compenso molto si lagna e molto pretende. In una parola, comincia a rompere. I giornali non lo scrivono, ma ve lo dico io. I galletti, impantanati fra l’altro nel dramma sanguinoso della Costa D’Avorio, hanno abbassato la cresta e non si sente un cocorico in tutto il deserto libico. Per gli americani e i britannici l’avventura libica comincia a somigliare sempre più ad una bella rogna, più che a un’opportunità. E l’opinione pubblica mugugna sempre di più. Tripoli intanto manda messaggi concilianti che parlano, addirittura, di transizione democratica guidata dal figlio di Gheddafi. Insomma, stanno maturando i tempi per il cambio di strategia, ossia il fatidico passetto indietro. L’iniziale prudenza italiana era giustissima. La conseguente strategia del pesce in barile ottima. Potrebbe non essere lontano il momento opportuno per raccoglierne i frutti. Per la zampata. Invece la Farnesina che fa? Riconosce il Consiglio Nazionale di Bengasi come unico interlocutore, e non esclude, come “extrema ratio” la possibilità di armare i ribelli. E lo fa adesso, quando la credibilità dei ribelli sta calando a vista d’occhio! E mentre il ministro perfettino prende il treno sbagliato, corriamo il rischio di farci scippare dalla Turchia la parte vittoriosa del deus ex machina.

GUSTAVO ZAGREBELSKY 06/04/2011 Solo un orbo non lo vede: è il giacobino perfetto. Il giacobinismo odia il dispotismo ma il suo è il più asfissiante dei dispotismi: il servo che disprezza è ancora un individuo, il servo che prepara non è nemmeno quello; vuole un mondo libero da cortigiani, e prepara la schiavitù delle masse; la demagogia che disprezza ha ancora l’umanità delle scoregge e dei rutti; la sua è purificata da ogni umanità. Ostenta un rispetto sacrale per il cittadino, a patto che obbedisca come un manichino al catechismo del buon cittadino: il suo. Fuor di quello, nulla salus. Predica il culto della legge, ma si avvale dell’eccezione. Prepara l’eccezione denunciando lo stato di degenerazione finale e quindi la morte della legge. Tollera solo il parlar chiaro, ma ogni sua parola è equivoca. Così oggi il nostro è contro la “piazza irrazionale”, ma chiama tutti alla “mobilitazione”. Cominciando coi presidi permanenti. Quest’uomo è un pericolo. Per la democrazia. Fermiamolo. Tutti pronti? E uno, e due, e tre: prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr…

BARBARA SERRA 07/04/2011 A Milano per il Rubygate la giornalista di Al Jazeera English confessa che la cosa più difficile per lei è spiegare al pubblico del network arabo cosa sia il Bunga Bunga. Pensavo fosse la cosa più facile del mondo, almeno per la metà degli spettatori. Caro uomo musulmano, vediamo di capirci: i giardini delle delizie, le fonti chiarissime, le vesti di seta, le coppe dorate servite da fanciulle dall’occhio bellissimo, preziose come bianche perle nascoste… hai presente? Certo che hai presente. E sai bene che il maschio islamico più scalpitante il paradiso cerca di farselo in casa e su questa terra: se l’è un pover crist, gli bastano due o tre mogliettine; se è un mezzo califfo si fa l’harem. Il Bunga Bunga è l’harem made in Padania, la più terragna delle terre emerse. E Silvio, tuo fratello.

PAOLO MIELI 08/04/2011 E’ una delle più belle ville di Lampedusa e sa per certo che Berlusconi non l’ha comprata. LUI conosce il proprietario. LUI conosce tutti i ricchi d’Italia. I ricchi veri. Non gli zotici arricchiti.

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6 thoughts on “Una settimana di “Vergognamoci per lui” (16)

  1. Un errata, o meglio una correzione in corso: l’acquisto di quella casa lampedusiana pare alfine esser vero. Carta canta, di assegni e notai. Il povero Mieli l’ha sparata lì in bella vista mediatica due giorni buoni, e tutti a dargli corda; ma il terzo, si sa, il gallo canta. O la carta insomma.

      1. gli assegni mostrati da quanto ho visto sono ben strani, essendo privi di data e luogo di emissione non possono essere incassati, anchio posso fare un asssegno da un milione di euro, scannerizzarlo e poi pubblicarne l’immagine, ma questo non rappresenta la prova di un avvenuto pagamento, QUANTA IGNORANZA!

  2. mi unisco, ricolmo di umano calore, al pernacchione per Zagrebelsky.

    E mi dolgo di non avere parenti o amici nel mondo arabo, per poter girare loro l’eccellente spiegazione del Bunga Bunga.

    1. Ah ah ah… il pernacchione a Zagrebelsky mi è venuto proprio bene. Certa gente m’ispira. Mi libera, la mente e il corpo tutto.

  3. La differenza tra l’harem e le peripatetiche pagate dal Silvio sta nel fatto che l’harem per chi non lo sapesse viene mantenuto vita natural durante, mentre il principale vantaggio della “escort” sta nel fatto che possono essere mandate a quel paese dopo l’uso.
    Il risultato del diverso comportamento sessuale degli islamici rispetto ai bravi cristiani sta in uno di quei duri e “stupidi” fatti a cui Zamax è perticolarmente allergico.
    La diffusione dell’AIDS nei paesi a maggioranza islamica è molto più bassa rispetto sia ai paesi cristiani dell’africa sub sahariana sia dell’intero occidente cristiano.
    Ma si sa l’anima del peccatore può essere tranquillamente mondata da una bella confessione, me se dopo essere andato a puttane ti becchi un bel virus i preti non ci possono fare niente.

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