Una settimana di “Vergognamoci per lui” (18)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

RAFFAELE GUARINIELLO & C. 18/04/2011 Condanna esemplare doveva essere e condanna esemplare è stata. Arrivata nel peggiore dei modi, nel silenzio dei devoti della Costituzione e degli adoratori della Legge, ridicolizzate, tutte e due, nella lettera e nello spirito, dalla risibile e mostruosa accusa di “omicidio volontario” indirizzata ai vertici della Thyssenkrupp Italia per il rogo di Torino in cui morirono sette operai. Per Gian Carlo Caselli, Capo della Procura di Torino, la sentenza “migliorerà l’Italia”: giusta “sententia” se esce dalla bocca di un giustiziere che vuole riparare ai mali della società, non di un amministratore di giustizia. Non stupitevi se poi “l’impianto accusatorio” non passerà il vaglio dei successivi gradi di giudizio e se le aberrazioni della giustizia italiana diventeranno un caso europeo. E se, grazie ai giustizieri, i condannati di oggi la passeranno totalmente liscia.

GIOVANNI BAZOLI 19/04/2011 Il gran banchiere è uomo pio. Impeccabilmente e signorilmente sintonizzato con lo spirito dei tempi, che ha le sue messe particolari. Tipo la spaventosamente triste Biennale Democrazia, ritrovo di tutti i seriosi paraculi della penisola. Il nostro, che è tristissimo – gran brutto peccato per un cristiano – ci si è fiondato, recitando meravigliosamente la professione di fede di quella lugubre manica di pazzi: ha difeso la nostra beneamata costituzione, ci ha partecipato tutta la sua silenziosa afflizione per l’attuale assenza di necessaria passione civile, e di uomini di tempra affine a quella dei padreterni della repubblica. Questa stucchevole tirata ha commosso una studentessa, che in Piazza Castello ha avvicinato il pio banchiere per ringraziarlo. Almeno così narra il Corriere della Sera, nella sezione dedicata ai Fioretti di San Giovanni Bazoli.

LETIZIA MORATTI 20/04/2011 La sua candidatura a sindaco è incompatibile con la presenza di Roberto Lassini nella lista del PDL, ha detto. Lassini, reduce da un suo piccolo calvario giudiziario (non vogliamo esagerare), è quel battagliero ma non troppo geniale buontempone che ha ideato, fatto stampare ed affiggere i manifesti con su scritto: “Via le BR dalle procure”, toccando un nervo scoperto della sinistra italiana. Infatti le BR quando andavano di fretta “giustiziavano” sul posto, ma quando non avevano nessuno alle calcagna avevano la mania di processare e condannare nel nome del popolo le loro vittime. Per fare dell’Italia un paese migliore. Una vera democrazia. Una democrazia compiuta. Ricondotta allo spirito di quella Resistenza che il paese aveva “tradito”. E per liberarla dai fascisti e dai corrotti. Loro erano i migliori della meglio gioventù. Solo che andavano un po’ troppo in là e si facevano sbrigativa giustizia da soli: ma in fondo, “nel merito”, non sbagliavano di molto. Apriti cielo! Al Presidente della Repubblica, che pure da comunista elogiò la repressione sovietica in Ungheria, mentre Lassini al massimo fu colpevole di essere democristiano, per poco, poffarbacco, non veniva un colpo. Pisanu e Schifani hanno preteso prese di distanza senza se e senza ma da parte del partito, con lo zelo masochistico col quale si scavarono la fossa i democristiani del dopo De Gasperi. Mentre la Moratti se l’è fatta addosso. Quindi dovremmo scegliere: o lei, o lui. Anche se lui oramai sta già scrivendo letterine di scuse alle istituzioni. In fondo è un bonaccione. Per una birra, o un caffè, scelgo lui. Vieni via con me, Lassini.

REMIGIO CERONI 21/04/2011 Stava per diventare uno dei miei beniamini: chi è questo temerario, mi son detto, questo eroe, questo Don Chisciotte partito lancia in resta contro l’agghiacciante Art. 1 della nostra Costituzione, quello della “repubblica democratica fondata sul lavoro”, il cui presago grigiore tanto sarebbe piaciuto a Pol Pot? Invece Remigio a togliere il bubbone non ci pensa proprio. In compenso propone di cambiare tutto il resto, facendola pure lunga lunga. Sono proprio queste alzate d’ingegno che mi fanno venire i dubbi sulla centralità del parlamento. E dei suoi parlamentari. Mannaggia.

LA GENDARMERIE 22/04/2011 Che non fa sconti a nessuno. Cinque tunisini provvisti di permesso temporaneo sono stati respinti alla frontiera italo-francese per non aver superato il requisito economico minimo previsto. Che è di 62 € a testa, la somma fissata dalle autorità francesi a garanzia di un “sostentamento decoroso”. La somma, che può ridursi a 31 € se si dimostra di poter disporre di un alloggio, dovrebbe in qualche modo miracoloso riprodursi ogni giorno per poter provare davvero di essere in grado di sostenersi, ma sembra che basti per entrarci, intanto, nell’Esagono. Poi si vedrà. Come nello Stivale. Forse perché anche per la Gendarmerie l’importante è pagare la prima tranche, la mancia, la tangente, il pizzo?

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