Articoli Giornalettismo

Una settimana di “Vergognamoci per lui” (19)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

IKEA 25/04/2011 Sarà anche aperta a tutte le famiglie, e alle tasche di tutte le famiglie, gay and gay-friendly too, ma sulla nuova pubblicità del colosso svedese ha ragione Giovanardi: è di cattivo gusto. Non si poteva immaginare qualcosa di più schietto e virile? Di più normale? Del tipo: Tizio col borsone giallo, e Caio con le mani in tasca, senza tante smancerie, da veri uomini? E invece no, eccoli lì, manina nella manina, due cuoricini e una capannuccia, anche se quello sulla destra con la camicia sembra aspettare la fine del supplizio rigido come un baccalà. Il tutto per strappare a mamma una lacrimuccia, perché gli svedesi civili e riformati lo sanno benissimo: siamo in Italia, paese di coglioni.

SILVIO BERLUSCONI 26/04/2011 Ha dato il via libera ai bombardamenti “mirati” sulla Libia. E’ una fesseria. A fare l’ultima ruota del carro dei presunti vincitori si raccoglieranno solo le briciole del bottino di guerra. Ossia un bel niente.

IGNAZIO LA RUSSA 27/04/2011 Per il ministro della difesa “non c’è un grande cambiamento per quanto riguarda l’operatività italiana nella missione in Libia.” Su questo non ci piove. Non abbiamo fatto un kaiser fino ad adesso, non faremo un kaiser d’ora in poi, sempre che il conflitto non deflagri. Siamo lì per fare numero. Ci hanno cacciato in un guaio dove per noi le parole contano più degli aeroplanini. Centellinarle non costava nulla. E che non rompessero. Non stimando tacere cosa degna del loro ufficio, che è cosa tipica dei somari, mentre il fanfarone intelligente sa alla bisogna diventare muto, il ministro della difesa e i suoi due compari, il ministro degli esteri Frattini e il portavoce della Farnesina Massari, col progredire della crisi libica si son trasformati in tre irrefrenabili chiacchieroni. A forza di chiacchiere ci troviamo qui: a bombardare. A parole, magari. Ma intanto starà scritto sul referto.

MIMMO RUBINO 28/04/2011 Quello di WORK WILL MAKE YOU FREE. E’ un artista “precario” lucano che voleva “aprire un dibattito” su certi “lager” abitati da precari ed extracomunitari nelle periferie delle nostre città. L’idea è dozzinale; la provocazione, infantile. Quindi ineccepibile. Per un ciarlatano di successo. Non firmata, è solo fascista.

UMBERTO ECO 29/04/2011 Infine l’ha detto: il problema vero è che il 75% degli italiani è “naturalmente” berlusconiano, e per cambiarlo ci vorrebbe un’azione profonda, di persuasione ed educazione. In fondo l’ha sempre pensato, e fatto capire. Ma adesso che è reduce dal campo di lavoro e di rieducazione di Biennale Democrazia ne è ancora più convinto.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s