Articoli Giornalettismo

Una settimana di “Vergognamoci per lui” (21)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

MARCO MÜLLER 09/05/2011 Su proposta del direttore della Mostra del Cinema di Venezia è stato attribuito a Marco Bellocchio il Leone d’Oro alla carriera. Per Müller, infatti, seguire il suo cinema “ti porta, in ogni suo nuovo film, sempre verso altre destinazioni da quelle che ci sembrava di aver raggiunto e scoperto. Camminatore instancabile, traghettatore di idee, esploratore del confine instabile tra se stesso, il cinema e la storia, ha utilizzato come mappa, per orientarsi, il mondo che comincia oltre i confini della realtà visibile.” Dovete capirli, cari giovanotti, i due Marco: quarant’anni fa erano tutti e due maoisti, e la figura del Grande Timoniere mai hanno scordata.

GIANFRANCO FINI 10/05/2011 Folgorato dall’esempio del suo geniale braccio destro, lo scoppiettante & infallibile Italo te-la-faccio-vedere-io Bocchino, il leader di FLI si è dato alle profezie. “Berlusconi” ha sentenziato “non sarà mai presidente della Repubblica, semplicemente perché non controllerà la maggioranza del prossimo Parlamento”. Una vera e propria mazzata. Una campana che suona a morto. Quindi non voglio infierire con te, caro popolo di sinistra.

UN TERREMOTO A ROMA 11/05/2011 No, non è che la profezia fosse sbagliata. E’ che appena messo piede nella Città Eterna si è reso conto che non valeva neanche la pena di buttarla giù: i romani sono irriformabili. Nun ce prova manco er papa.

BERNARDO BERTOLUCCI 12/05/2011 Premiato a Cannes con una Palma d’oro alla carriera, con quel tocco originale, sorprendente e ardimentoso che gli artisti di casa nostra mostrano sempre in simili occorrenze, ha pensato bene di dedicarla agli italiani “che sanno ancora resistere, criticare, indignarsi per lo stato di tremenda anestesia in cui versa il nostro paese, addormentato quotidianamente dalle televisioni”. Se stasera non riuscite a prendere sonno, invece di guardare la televisione, provate a recitare la formula bertolucciana una decina di volte: già alla terza sarete storditi dagli echi di propositi simili mille volte silenziosamente arenatisi nel condotto uditivo del vostro orecchio; alla quinta questo coro bisbigliante sarà padrone della vostra volontà; alla decima dormirete come sassi.

LA GUERRA UMANITARIA 13/05/2011

Ma mi si giudica erroneamente se il mio amore per la pace e la mia pazienza sono confusi con la debolezza o la codardia. Io, perciò, la scorsa notte ho deciso e ho informato il governo britannico che in queste circostanze non posso trovare più alcuna buona volontà da parte del governo polacco per condurre negoziazioni serie con noi. Queste proposte di mediazione sono fallite perché nel frattempo, prima di tutto, venne come risposta l’improvvisa mobilitazione generale polacca, seguita da diverse atrocità polacche. Queste furono ripetute di nuovo la notte scorsa. Recentemente, in una sola notte ci furono ventuno incidenti di frontiera; la notte scorsa quattordici dei quali tre furono piuttosto seri. Mi sono risolto dunque a parlare alla Polonia nella stessa lingua che la Polonia nei mesi passati ha usato con noi. (…) Sono determinato a risolvere la questione di Danzica; la questione del Corridoio; e far vedere che un cambiamento è stato fatto nelle relazioni tra Germania e Polonia che assicurerà una coesistenza pacifica. In questo, sono risoluto a continuare a lottare fino a che o l’attuale governo polacco sarà disposto ad eseguire questo cambiamento o finché un altro governo polacco sarà pronto a farlo. Sono determinato a rimuovere dalle frontiere tedesche l’elemento di incertezza, l’atmosfera eterna di condizioni che assomigliano a una guerra civile. Mostrerò loro che a Oriente, sulla frontiera, esiste una pace precisamente simile a quella presente sulle altre nostre frontiere. In questo, prenderò le misure necessarie per far sì che esse non contraddicano le proposte da me già rese note nel Reichstag stesso al resto del mondo: e cioè che non guerreggerò contro donne e bambini. Ho ordinato alla mia aeronautica militare di limitarsi a attacchi su obiettivi militari. Se, comunque, il nemico pensa che potrà avere carta bianca da parte sua per combattere con altri metodi, riceverà una risposta che lo ammutolirà. (Adolf Hitler, discorso al Reichstag all’indomani dell’invasione della Polonia)

LETIZIA MORATTI 15/05/2011 Poteva con giustezza mirare al tallone d’Achille di Pisapia, ma, si sa, quando si è al fronte, e non al quartier generale, dove di disquisisce amabilmente al riparo dalle pallottole, è facile perdere la testa. Quindi ha voluto sparare col cannone. Sparare va benone. Andava fatto. Ma una freccetta ben indirizzata avrebbe scavato, scavato fino ad azzoppare l’avversario. La palla di cannone ha fatto un polverone e offuscato una verità che accortamente maneggiata stava tra le sue armi. Con un termine oggi pressoché dimenticato, questa goffaggine era nota nel gergo dei commentatori politici di un tempo come “lassinata”, dal nome di un oscuro candidato al consiglio comunale di Milano nella stessa lista dell’allora sindaco, che correva per la rielezione; un povero disgraziato che desiderando ardentemente essere mazziato tappezzò la capitale lombarda di grossolani ed equivoci manifesti contro certa magistratura che prima l’aveva fatto cornuto. Il sindaco, furibondo, che alle buone e democratiche maniere ci teneva, lo fulminò con uno stentoreo “o io o lui” che fece rumore, solo per essere lui stesso folgorato, ed ammaestrato, dal successo popolare dell’infame Lassini.

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