Una settimana di “Vergognamoci per lui” (24)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

TERESA PAOLA CREMONA 30/05/2011 “Chi vota a sinistra è senza cervello.” Offesa nella propria dignità da queste parole di Berlusconi, che ti ha combinato di bello la signora? Indovinate: ha querelato Silvio. Ma sì, parli la giustizia: si sentenzi, si sentenzi! Chi si somiglia si piglia, e a sinistra si somigliano tutti tremendamente; come pecore, detto con tutto il rispetto per queste bestie di nobilissimo e antico lignaggio, in realtà per nulla sceme. Per il resto ha mille volte ragione: quando mai ai subumani destrorsi è passato per l’anticamera del cervello di querelare i migliori esemplari della razza democratica – tutta un’altra Italia, che c’è, che c’è! – per le finissime considerazioni antropologiche di cui sono stati gratificati? Mai. Mai che ci abbiano pensato. Scervellati.

I LIBERATORI 31/05/2011 Napoli è stata «liberata». Milano è stata «liberata». Per Vendola «il prossimo obbiettivo è Palazzo Chigi, liberare l’Italia». Che Obama lo sappia: in Italia c’è una dittatura fascista, ma la stiamo abbattendo.

LUIGI DE MAGISTRIS 01/06/2011 Il S. Paolo – in quel dei cessi soprattutto – necessita di una rimodernatina in vista della Champions League (per un minimo di tre partite, sei al massimo se il Napoli compra Messi) ma se ne avesse la possibilità il sindaco appena eletto – e qui non c’era il minimo dubbio – farebbe subito piazza pulita: la città vesuviana si merita uno stadio nuovo di zecca. Il liberatore di Napoli – e anche qui direi che non c’era il minimo dubbio – pensa in grande: un catino da 120.000 posti, il doppio della capienza attuale, perché il Ciuccio è l’unica ideologia rimasta alle oceaniche plebi partenopee. Per la scelta del nome si piglierà la via democratica: le primarie. Tre i candidati forti in lizza: Diego Armando Maradona, Bruno Pesaola e Luigi De Magistris. Staccati seguono Beppe Savoldi, Bruscolotti, Vinicio, Juliano, Cané, Luigi Necco e Italo Kühne. E siamo solo alle prime avvisaglie, in attesa della vera eruzione.

MARIO CALABRESI 02/11/2011 Non ho ancora ben capito se il direttore de La Stampa sia ingenuo, prudente fino alla pavidità, furbacchione o – come dire? – poco intelligente. Ho letto il suo ultimo editoriale solo perché, ci informa il quotidiano torinese, è stato pubblicato su “Time”. Non occorre che lo leggiate. Immaginate di tornare all’esame di maturità. Tema d’italiano. La traccia è questa: “La magia perduta del Cavaliere”. Adesso rilassatevi, fatevi istupidire dolcemente dal concerto di ovvietà riesumate all’indomani delle amministrative dai più pantofolai fra gli opinionisti antiberlusconiani, quelli che si scaldano solo quando per il Cavaliere sembra sia giunta l’ora di salire i gradini del patibolo. Riassumete queste ovvietà nella forma più piana, sfrondatele di ogni asprezza, ché questo rimane un temino d’esame, versate il contenuto in 750 ml di acqua fredda (circa tre bicchieri da cucina colmi); mescolate con cura e portate a bollire; cuocete a fuoco lento per cinque minuti, mescolando ogni tanto; lasciate raffreddare un pochettino, e – voilà! – avrete una perfetta minestra riscaldata alla prima cottura, che i commissari d’esame, grati di non dover faticare sugli spropositi di un genio incompreso, manderanno giù come fosse un bicchier d’acqua.

SUSANNA CAMUSSO & ANGELA MERKEL 03/06/2011 Per il segretario generale della CGIL andare a votare ai referendum significa cambiare il governo del paese a partire dal 12-13 giugno. Una nuova era ci attende: “bisogna dire con forza che l’acqua sia pubblica e le fonti di energia rinnovabili come parte di un idea che un altro mondo è possibile”. Che ripulito delle fisime eco-sostenibili si traduce: il Sol dell’Avvenire. Mentre per la Cancelliera, dopo l’annunciato abbandono del nucleare, la Germania potrà diventare uno Stato “pioniere verso una nuova era fondata sulle energie rinnovabili”, anzi “il primo grande paese industrializzato che compie la transizione”. Il primo, il primo… Diciamo meglio: il Quarto Reich.

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