Una settimana di “Vergognamoci per lui” (25)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

LUIGI DE MAGISTRIS 06/06/2011 Napoli sogna. Dopo il nuovo stadio due volte più capiente e dieci volte più bello del S. Paolo evocato nell’ebbrezza scusabile della vittoria, ecco che senza attingere questa volta alla coppa di Nestore il nuovo sindaco partenopeo ci partecipa finalmente del suo primo vero atto formale: un invito a Barack Obama, scritto di proprio pugno, come si conviene nei crocevia della storia, a venire in visita alla sua città. Perfettamente consapevole che negli States c’è molta attenzione per il fenomeno del movimento civico che lo sostiene, e dell’innamoramento dei napoletani verso di lui, Luigi, professandosi fin d’ora suo sostenitore, amico, compagno, così si rivolge al presidente americano: “Caro Barack, io vorrei che tu, e Roberto ed io ci ritrovassimo qui a Napoli. Dall’alto del Vesuvio e dalla distesa delle acque di quel golfo che fu greco ai tempi di Omero, trenta secoli di storia ci guarderanno: ne trarremo conforto ed ispirazione, per essere, son sicuro, all’altezza dei compiti che un destino preveggente ci ha assegnato.”

MICHELE SANTORO 07/06/2011 Sono più di vent’anni che non guardo le trasmissioni di Santoro. E’ una sbobba fatta per i gonzi senza spina dorsale e per i fanatici della sua setta, ed io mi lusingo – penso con qualche fondamento – di non appartenere a nessuna delle due categorie. Mi dicono che adesso divorzia dalla RAI, dove ha sempre fatto tutto quello che ha voluto, come mai nessun altro. Sentendosi colpevole di tale privilegio, ha strillato fin da giovanotto da martire in carriera, insopportabilmente. Avrebbe meritato un centinaio di robusti scappellotti per la sua improntitudine, ma l’ha fatta franca e così è arrivato ai sessant’anni sano, salvo, e capriccioso come un bambino che si crede un padreterno. Il divorzio è consensuale, anche se per la vulgata democratica è già l’Egira del Profeta Santoro. Infatti è già pronto il trasloco del suo circo a La7. E pure il contratto è quasi pronto, dicono. Un bel contrattino, scommetto. Si porterà dietro le star della sua consorteria, la sua consorteria, e con ogni probabilità tutti i fedeli della sua chiesa, qualche milioncino di persone, per quanto tempo ancora non so, perché la natura umana è capace di peccati enormi che non cessano di sorprendermi. Insomma non cambierà un bel nulla: il gattopardismo dei migliori, in salsa chiagnifottista.

GIAN ANTONIO STELLA 08/06/2011 Delle esortazioni di Napolitano, delle suppliche di Ciampi, degli inviti di Fini, dei buoni propositi della Marcegaglia non-ce-ne-importa-un-bel-piffero: se tifiamo e lottiamo per il NO ai referendum, mica significa che siamo fessi. A votar non andremo, manco dopo morti. Sia chiaro una volta per tutte: lo consideriamo un dovere civico. Alto. Siam gente seria, gente con la testa sulle spalle, per Dio. Tutt’altra pasta, ad esempio, del noto spulciatore di caste sponsorizzato dall’establishment. Costui la spara veramente grossa: andare a votare bisogna, per salvaguardare uno strumento di partecipazione che non possiamo far fallire definitivamente, per onorare la bella politica senza trucchi, per mettere un mattone sulla via della costruzione della democrazia compiuta. Ecco: la “democrazia compiuta”, per la milionesima volta evocata, la democrazia del sol dell’avvenire, la democrazia della città del sole, la democrazia della Nuova Gerusalemme, l’ossimoro preferito dai molti, troppi testoni che vanno in giro, come vedove inconsolabili, a magnificare un surrogato degli incubi novecenteschi. Comunque ripeto che non andremo a votare. Non-ci-andremo. Sarà una lotta non-violenta contro il quorum. E Gandhi, la grande anima, sarà spiritualmente al nostro fianco. Su questo non ci piove.

LA NATO 09/06/2011 Il regime che è al collasso; Gheddafi che ha le ore contate; il Raiss che se ne deve andare; il Raiss che spara contro il suo popolo; noi che proteggiamo il suo popolo; i ribelli da addestrare; i ribelli interlocutori legittimi; Misurata sotto assedio: sono ormai tre mesi che va avanti così. Di questa mascalzonata si vergognano tutti quanti come ladri, e i media fiutando l’aria hanno deciso di passare le notizie dalla Libia in secondo piano. La solita grandinata di bombe al giorno, la solita grandinata di parole al giorno, implacabilmente uguali a se stesse, come quelle di una preghiera. Ma insomma, se le prime volete proprio buttare, almeno risparmiateci le seconde.

EMMA MARCEGAGLIA 10/06/2011 Per la presidentessa di Confindustria la vittoria del “sì” ai referendum sull’acqua farebbe fare all’Italia un balzo di vent’anni indietro. Non fossi un inossidabile berlusconiano, ma un ligio copincollatore di geremiadi confindustriali ringalluzzito da un bicchierino di troppo, direi: e allora? L’Italia non è forse ferma da vent’anni? Ah ah ah… Fatto sta che Emma la mette sul tragico: per dirla in celentanese è una questione di vita o di morte. Più pacato Massimo Mucchetti, editorialista del Corrierone, per il quale, comunque, sull’acqua i referendum fanno solo demagogia. Dannosa demagogia. Così faranno il loro dovere, per il bene del loro paese, delle future generazioni, dell’umanità tutta, pienamente consapevoli della posta in gioco: andranno a votare “no” per sventare questa tragedia. Andranno a votare: è tutto vero.

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7 thoughts on “Una settimana di “Vergognamoci per lui” (25)

  1. DE MAGISTRIS
    Non per stranirti in questa domenica di sole (almeno dalle mie parti), ma se hai voglia guarda questo video ai minuti 2:50 e 3:10 :

    e vedrai che dà udienza anche in mezzo alla strada.
    Ad uso e consumo della telecamera , perfino un umile vu cumprà, magari oggi solo immigrato illegale ma domani vero cittadino, può accostare liberamente il democraticissimo sindaco di tutti.

    SANTORO
    Sono capitato quasi per caso sull’ultimo Annozero, giusto in tempo per cogliere le parole del di Pietro che lo invitava a dire le ultime cose prima dell’imminente “ghigliottina”.
    E’ questo che mi dispiace: vedremo intensificarsi la solita lagna sull’epurazione del martire. Ne valeva la pena?

    GIAN ANTONIO STELLA
    Non guardi Santoro ma ancora stai al leggere Stella?

    LA NATO
    Non so se finiranno prima le bombe o finiranno prima gli obbiettivi, ma a quel punto rimarranno solo le parole da tirare.

    EMMA MARCEGAGLIA
    Eggià, perchè essere contro il quesito referendario passi, ma mica possono mettersi contro la Meglio Italia e suoi campioni impedendogli il raggiungimento del quorum?

    1. 1) Certo che il povero immigrato è perfetto: intendo lo sgargiante costume di scena.
      2) E come fai ad evitare il martirio di chi se lo procura da solo? Per il resto ho sempre detto che Santoro andava lasciato stare, che non bisognava presenziare scioccamente alle sue trasmissioni, che non bisognava rispondergli, che bisognava ignorarlo.
      3) Devo frugare nell’immondizia per cercare l’ispirazione.
      4) Tireremo un porco!
      5) Questi qui li prenderi a calci nel sedere. Votano “no” per poter dire di essere in pace con la coscienza, ma favoriscono oggettivamente il “sì” andando a votare, così non si inimicano la mafia dei migliori, che non mancherà di applaudire la loro serietà. Paraculi.

  2. Dimentichi, caro il mio, una pregevole perla, ad opera di quel giornale stimato del tempo che fu che è il Corriere: oggi, il non dare cittadinanza onoraria ai vari Saviano – che sia egli o qualcuno con la stessa nomea, passata, presente, futura – si fa probabile dolo. Di certo notizia:
    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/10-giugno-2011/pavia-nega-cittadinanza-onoraria-roberto-saviano–190838174458.shtml

    La Lega l’ha deciso, ergo l’idea è malvagia, e noi tutti si deve annuire. Il giornalismo ormai sono questi qua.
    Però se la direzione rai diceva ok, alla sparata del Sant’oro del ‘resto anche per un euro a puntata’ (e prima che ribattesse ma no stavo scherzando suvvia non capite lo humour?), io volevo proprio vedere quello che faceva. A questi direttori di servizio pubblico mancano colpo d’occhio e velocità d’esecuzione per dirla alla Monicelli, ecco cosa.

    1. Grazie del suggerimento. Vediamo se riesco a buttar giù qualcosa stasera. Se ben maneggiata è dinamite, roba che potrebbe procurarmi una montagna di squisiti apprezzamenti dai miei affezionatissimi lettori.

  3. “andare a votare bisogna, per salvaguardare uno strumento di partecipazione che non possiamo far fallire definitivamente, per onorare la bella politica senza trucchi, per mettere un mattone sulla via della costruzione della democrazia compiuta.”

    Ma santa polenta, come possono non suonare ridicole, queste idee, alle milionate di entusiasti democratici in festa oggi? O non sarà che sono stato posseduto da un demone antidemocratico?

    1. Bè se l’Italia è piena di scemi bisogna prenderne atto, e rispettare. Finisce che gli scemi sono quelli in minoranza cioè noi.
      L’odio d’altronde è sempre ottimo veicolo per muovere greggi non pensanti: l’odio inizia le guerre. Le finisci solo dopo, quando riacquisti la ragione e magari è troppo tardi. Scommettiamo che qui gli ‘entusiasti-votanti-4-SI’ o almeno la parte meno acefala del mucchio finiranno a breve con lo svegliarsi impastati dal brutto sogno?
      E comunque, gente: oggi (OGGI) (no davvero: OGGI!) il Pierluigi ha suggerito proposta comprensiva di acqua ai privati (art.9) e remunerazione della attività industriale (art.10). Se non è genio questo (per ko tecnico altrui chiaro, dove l’altrui qui è la stolida plebe). Da cui: Silvio a casa. Han vinto le politiche dopotutto.
      Certo che la Costituzione in Italia non se la filano più nemmeno i cani.

      1. “il Pierluigi ha suggerito proposta comprensiva di acqua ai privati (art.9) e remunerazione della attività industriale (art.10). Se non è genio questo”

        Eh, in occasioni come queste si sente proprio la mancanza di una “chattering class” (copyright Giuliano Ferrara) della nostra parte, che lo sbertucci in prima serata e su facebook, senza pietà e con risate registrate, come accade puntualmente ai nostri, anche per cose meno contraddittorie.

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