Una settimana di “Vergognamoci per lui” (27)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

ITALO BOCCHINO 20/06/2011 Diciamo che il suo è uno stile da spadaccino. La sua mossa preferita: l’affondo. Perentorio. La sua specialità: il buco nell’acqua. Ineluttabile. E acclaratamente iettatorio. Mentre a Pontida la soldataglia leghista e i suoi capi, seguendo una terapia vecchio stampo perfettamente confacente alla loro solida schiatta, porconano a raffica perché si rendono conto di essersi uniti al Berlusca nel sacro e inviolabile vincolo del matrimonio per interessi, il vicepresidente di Fli dice che “Bossi ha decretato la fine politica del governo, ora attaccato al respiratore artificiale.” Il quesito che pongo al magnifico simposio che onora delle sue fini osservazioni questa rubrica è il seguente: come fa quest’uomo a non capire mai nulla? E quali sono veramente i limiti della potenza perniciosa dell’antiberlusconismo se riesce ad accecare completamente una delle menti più brillanti della penisola?

LA SAGA PIDUISTA 21/06/2011 Già la P2 non era un cosa seria, quattro cretini al bar che millantavano vasti poteri d’influenza. E con la P3 già si cominciava a ridacchiare di sottecchi. Direi allora che con le chiacchiere dei VIP della P4 ci si potrà sollazzare in spiaggia senza vergognarsene troppo: anche il cervello ha il diritto di andare in vacanza. La P5 invece sarà portata direttamente sugli schermi dal cinepanettone.

PIERLUIGI BATTISTA 22/06/2011 Che se la prende con “la forsennata deriva estremista del linguaggio dei suoi zelanti esternatori del nulla”. I “suoi” di Berlusconi, naturalmente: i Brunetta, gli Stracquadanio, proprio quelle sagome scoppiettanti che ci riconciliano, divertendoci, con la politica più vera e schietta. Della forsennata deriva estremista del linguaggio degli zelantissimi avversari del Berlusca il nostro non se ne accorge: quello è serio, puzza di società civile, e i fifoni non lo sentono. Dovete capirlo, scrive per il Corrierone, il galeone che va a rimorchio dei venticelli quotidiani, il giornalone il cui linguaggio cambia sempre per non cambiare mai: Ri-poso! At-ttenti! Avanti march! Front a destr! Front a sinistr! Dietro front! Cosicché anche in mezzo alla grandinata non può esimersi dal buttare là un prudente “è probabile che il destino del berlusconismo sia segnato”: “probabile” oggi, non certo ieri, quando era “sicuro”, domani chissà!

DARIO FRANCESCHINI 23/06/2011 Molti di voi avranno presente quel preciso tratto di recinzione di quella precisa villetta che vi tocca fiancheggiare ogni sera quando uscite di casa per una passeggiatina: ad attendervi al varco c’è il solito botolo ringhioso, matto e simpaticissimo, cui i riti misteriosi della religione canina impongono di mettersi al vostro passo per venti metri di orgasmico baccano. Col tempo vi ci siete affezionati. Le rodomontate del piccoletto vi fanno tenerezza. E se non c’è nessuno in giro, a mezza strada vi mettete anche voi simpateticamente ad abbaiare: arf arf bau bau… E’ più o meno quello che mi capita ogni giorno quando leggo i giornali. Prima o dopo arriva lui, Dario la mitraglietta: “Berlusconi si dimetta! Berlusconi si dimetta! Berlusconi si dimetta!” Ah no, è davvero troppo forte. Irresistibile. Si vede che fa sul serio. Che ci crede. Ed è per questo che ogni tanto anch’io mi trasformo allegramente in antiberlusconiano.

GIOVANNI STELLA 24/06/2011 L’amministratore delegato di Telecom Italia Media, ancora ubriaco di soddisfazione per l’ingaggio di Saviano, sentendosi in dovere di reiterare una delle tante bubbole spaziali di cui si nutre quotidianamente la nostra società civile, ha espresso il suo personale rammarico per il fatto che “una persona come Roberto sia costretta a lavorare per una piccola televisione”. Poveretto Robertino, e poveretta la televisione di Giovannino, la sua piccola piccola televisionuccia: era dai tempi della piccola fiammiferaia che non mi commuovevo tanto.

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